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Simone Di Franco

Yūgen - la impalpabile profondità

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Anche oggi è una pratica per pochi intimi scelti. La nihonto sopravvive in una ristretta nicchia di appassionati.
Personalmente non esibisco le mie spade il primo pirla che capita, foss'anche un ospite in casa mia. Non mostro ciò che non può essere apprezzato a chi non rtengo abbia come minimo le potenzialità per comprenderlo.

Le armi sono sono sempre state motivo di orgoglio del possessore, per questo anche i più rudi strumenti di guerra hanno cominciato a presentare decorazioni che contribuivano a sottolineare uno determinato status del possessore. A ciò non esula il Giappone anche il più antico, quello che alcuni si ostinano a considerare "quello autentico" a detrimento delle epoche successive sempre viste come "decadenti".
Certo concordo che ad oggi l'apetto commerciale ha una rilevanza preponderante, ma non si deve dimenticare che l'aspetto commerciale era protagonista anche nei tempi passati.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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i samurai (almeno più abbienti) hanno da sempre "collezionato" spade. Certamente era una forma di collezionismo diversa dalla nostra, in cui entravano anche aspetti di etica guerriera, obblighi di riconoscenza (spade come regalo) e di funzionalità, ma alla fine anche i samurai erano uomini coi loro difetti e desideri, per cui le lame erano oggetti desideratissimi. Ciò ha portato il proliferare dai tempi antichi sia di falsi "falsi", che di copie consapevoli o firme "omaggio", sia di libri e letteratura relativi all'oggetto del desiderio. Infine, considerando il numero di samurai presenti all'epoca in Giappone, probabilmente il numero di appassionati di nihonto era assai maggiore allora che non oggi, alla fine siamo una combriccola di quattro gatti..certo, erano tutti concentrati in un posto e non avevano ancora internet ed ebay....

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I personaggi che all'epoca collezionavano spade, le vedevano quali armi, in quel periodi ognuno di noi le avrebbero viste da lontano senza poterle toccare ne tantomeno sfoderare.

Le lame legate alla loro storia ed ai loro pregi o difetti erano viste sempre sotto quest'ottica ed è vero che erano brama di molti, ma questi molti le apprezzavano per questo.

Tornando a noi ed al nostro vedere o pensare, penso che oggi ci siano molte più persone che visitano i musei di Firenze di quante ce ne fossero nel Rinascimento, ma le massime collezioni della citta sono state raccolte da pochi e per pochi, proprio in quel periodo.


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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A livello di utilità come arma, in certi periodi del passato e soprattutto per certe persone, peraltro le più ricche che potevano permettersele, le spade non erano più utili di quello che sono ora.

Insomma, i daimyo che potevano permettersi di collezionare nihonto di certo non le usavano in battaglia o per fare duelli per strada. Piuttosto le usavano praticamente e le portavano per il loro valore simbolico di arma per eccellenza, vero simbolo del -DO marziale giapponese. E le collezionavano per il loro valore artistico ed estetico.

C'è davvero quindi tanta differenza con un appassionato moderno?

 

 

Piuttosto, visto che di estetica parliamo, rifletto sull'estetica stessa che il gusto degli acquirenti ha determinato negli stili moderni rispetto al passato.

Oggettivamente, osservando sugata e hamon delle lame, vediamo delle differenze tra lo stile delle koto, delle shinto, e le lame più moderne?



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Infatti un daimyo, a certi livelli, poteva essere ben paragonato ad un Medici o a un Pitti, ed è molto probabile che come questi si attorniasse delle cose migliori del suo tempo, ma il collezionismo come lo vediamo noi è altra cosa.

Le tsuba e gli altri finimenti costruiti apposta per collezione sono prodotti relativamente recenti più per soddisfare la massa che si accontenta di un sottoprodotto senza capirne nemmeno i processi costruttivi, il bisogno stesso delle certificazioni se vogliamo è una sicurezza nell'insicurezza.

Le differenze che potremmo ora vedere nelle lame sono legate ad un gusto del momento che non definirei nemmeno personale ma che si limita a cavalcare l'attimo, lo stesso valore dato a queste ultime ne è la prova.

In linea generale alcuni periodi valgono meno di altri, ma certamente non per la lavorazione delle lame, solo per la richiesta del mercato.

Modificato: da mauri

"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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