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Francesco Marinelli

Tsuba Katchū-shi

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Vi presento l'altro mio acquisto ad un mercatino in Giappone:

 

Tsuba attribuita come Katchū-shi - 甲冑師 (fabbricanti di Armature), in ferro forgiato 'simil pietra' - Ishime-ji, dalla forma Mokko-gata, con Uchikaeshi mimi abbastanza alto, due Udenuki ana (questi non solo avevano un carattere estetico, ma attraverso di essi veniva fatto passare un laccio da legare al polso per non rischiare di perdere la katana in combattimento/passarci dentro il sageo per non far scivolare fuori la katana quando non è indossata) e si presenta con una scura patina.

 

Dimensioni: 89.3 x 84.7 mm

Spessore al mimi: 4.6 mm

Spessore al seppa dai: 2.9 mm

 

_MG_0174.jpg

_MG_0175.jpg

_MG_0176.jpg

_MG_0178.jpg

_MG_0180.jpg

 

Sono ben accette correzioni a quanto scritto sopra e vi chiedo gentilmente, vista la vostra esperienza, se riuscite a dirmi qualcosa in più riguardo scuola e periodo. Grazie :arigatou:


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Nell'indice non trovo info utili, grazie comunque!

La seconda tsuba è molto diversa, con ogni probabilità si tratta di un' altra scuola :arigatou:

 

In questi giorni cerco di fare qualche maggiore ricerca :confused:


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L'attribuzione a katchushi è come al solito basata solamente sul bordo rialzato... Mah... convenzioni giapponesi...

Per quel che riguarda i fori, in questo caso sono solamente decorativi, perché lì dentro un sageo non ci passa di certo.

Eccone una analoga ma cone dei veri udenuki ana.

 

 

Katchu8.jpg


______________________
Giuseppe Piva
www.giuseppepiva.com

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La discussione sul fatto che qualcuno utilizzasse la spada agganciando un correggiolo al polso tramite questi fori è già stata affrontata sul forum, penso che l'interpretazione sia una delle tante chimere che si alzano al vento.

Vedi: http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=1202

 

Gli ultimi cavalieri a usare quasi esclusivamente la sciabola in combattimento sono stati i cosacchi, fino almeno al 1920.

Andate a vedere dove passava il coreggiolo quando veniva usato, immagine allegata.

.

fig9.jpg

 

Altra cosa ed anche più sensata quella detta da Giuseppe con la tsuba postata, cioè che quei due fori (per altro anche messi in posizione diversa) servissero per infilarci il sageo durante il trasporto della lama quando non indossata

 

Tra l'altro la tsuba mostrata da Giuseppe lascia intendere anche la sua parte metafisica , i due fori di cui il sinistro nella foto sembra leggermente più piccolo a prima vista, sembrano bordate da due metalli diversi. Il sinistro: bianco(argento) luna, femminile. Il destro: giallo (oro) sole, maschile

 

Vedi: http://home.earthlink.net/~jggilbert/smkatch.htm

Modificato: da mauri

"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Del sistema di cui parla Francesco se ne parla anche qui: http://www.kenshinkan-battodo.org/suitability.html

Ma esiste una sostanziale incongruenza, il maestro che fa riferimento a questo trattato, nell'addestramento militare, e lo stesso Maestro Nakamura non adopera tale metodo.

 

Vedi: http://www.kenshinkan-battodo.org/ph_nakamura.html


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Pensate che già nel Muromachi jidai venivano fatti gli udenuki ana?

Potrebbero essere stati creati in un secondo momento?


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L' immagine sopra da me sopra postata dovrebbe mostrare un kirikomi. :arigatou:

 

Tsuba databile grosso modo al tardo Muromachi.

Aggiungo che lo spessore al seppa dai è di 2.9mm.

 

Non so se riuscite a vedere quei "puntini" neri sulla patina, molto probabilmente si tratta di tracce di urushi, questa era spesso usata prima del periodo Edo (Higo tsubako sono famosi per il suo utilizzo) per dargli un aspetto "antico" e come "antiruggine".

 

Qui alcuni esempi:

http://home.earthlink.net/~jggilbert/oldiron2.htm


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Questo dettaglio dei puntini neri è molto interessante. Ho un koshirae, guarda caso di scuola Higo, in ferro ed intrusioni 'puntiformi' d'argento, su cui si notano molte parti con i residui di una patina nera; tant'è che avevo sospettato fosse stato verniciato impropriamente in un qualche momento storico. Invece no, è congruente con la tua indicazione. :arigatou:

 

Ho notato che la stessa cosa, anche se in misura assai minore, appare su diverse tsuba tenpo che ho in collezione. Anche lì non sapevo bene che spiegazione dargli.

 

Utilizzare una lacca per creare una patina e come fissativo antiruggine su elementi metallici era un uso pure dei nostri artigiani: ad esempio non è raro trovare i fornimenti in metallo dei cassoni fiorentini del 5/600' rifiniti a gommalacca, proprio come le parti in legno.

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Grazie Gianluca per il confronto :arigatou:

 

La usavano spesso per dare un aspetto "antico" alle tsuba in soft metal, vedi:

 

tsuba laccata.jpg

 

"This is a small tsuba of unrefined copper (yamagane 山銅) with black lacquered (kuro urushi 黒うるし) and thick rich patina from centuries of continuous use."


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