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AkaiHana

Shinsengumi

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in un certo senso non c'entra molto con l'argomento (shinsengumi) ma .........

 

 

ma anche in questo tribolato periodo di sangue e massacri, guerrieri come Taira no Tadanori (1144-1184) danno prova di estrema raffinatezza..

all’interno dell’elmo che abitualmente indossava e ritrovato dopo la morte, un fascicolo di sue poesie tra le quali:

Discende già la notte;
albergo
m’è l’ombra d’un ciliegio,
ed oste
un fiore

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Come promesso più e più volte alla nostra Akaihana, iniziamo ad estrapolare e tradurre qualche poesia dallo “Hōgyoku Hokkushū” (Raccolta di haiku di Hōgyoku). Hōgyoku è il gagō (nome d’arte) di Hijikata Toshizō. Il documento è datato “Primavera del 3° anno dell’epoca Bunkyū (anno del cinghiale)”, corrispondente al 1863, dunque poco tempo dopo l’arrivo a Kyōto insieme agli altri membri della Rōshigumi.

 

Mi preme innanzitutto ricordare che, a differenza della prosa, tradurre la poesia giapponese nella nostra lingua può risultare molto ostico. Non soltanto per la difficoltà dell’interpretazione della poesia in sé, quanto piuttosto per il fatto che nella quasi totalità dei casi non è possibile mantenere la metrica di partenza. Nel caso dello haiku, questo è composto da tre versi formati rispettivamente da diciassette more, ripartite secondo uno schema di cinque-sette-cinque. Alla luce di ciò, ho ritenuto che fosse preferibile optare per uno stile più vicino ad una parafrasi onde evitare di rendere il tutto troppo criptico.

 

Essendo la raccolta composta da quarantuno poesie, credo che nel giro di qualche mese sia fattibile tradurle tutte. Continuerò, nei limiti del possibile (spero che non me ne vogliate), ad aggiornare questo messaggio con nuove traduzioni di volta in volta. L’ordine in cui queste sono presentate è lo stesso del testo originale. :arigatou:

 

 

 

文久三亥春 Bunkyū San I no Haru

豊玉発句集 Hōgyoku Hokkushū

土方義豊 Hijikata Yoshitoyo

 

差し向かう心は清き水鏡 Sashimukau Kokoro wa Kiyoki Mizukagami

Uno spirito sincero è come un limpido specchio d’acqua

 

裏表なきは君子の扇かな Uraomote Naki wa Kunshi no Ōgi ka na

È del ventaglio dell’uomo virtuoso non aver due facce

 

水音に添えてききけり川千鳥 Mizuoto ni Soete Kikikeri Kawachidori

È il piviere pluviale che udisco sovrapporsi al rumore dell’acqua

 

手のひらを硯にやせん春の山 Tenohira wo Suzuri ni Yasen Haru no Yama

Di fronte ai monti in primavera tramuterei il palmo della mia mano in pietra per inchiostro

 

白牡丹月夜月夜に染めてほし Hakubotan Tsukiyo Tsukiyo ni Somete Hoshi

Le peonie bianche son come stelle che tingono le notti di luna

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Grazie infinite per il tuo lavoro Sandro :arigatou: aspetterò con piacere il resto delle poesie.

Molti dicevano che le poesie di Hijikata fossero brutte, però queste prime che hai tradotto le trovo molto carine. Queste risalgono al 1863, ma quando lui poi andò a Kyoto non ne scrisse altre? Compose solo quella sulla bandiera e quella in punto di morte?

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Casualmente, sfogliando una rivista portatami da un amico dal Giappone ho trovato altre immagini della Izumi no Kami Kanesada, purtroppo già nella foto originale lo hamon non si vede, spero che possano essere utili e che Sandro ci illumini con quanto c'è descritto :arigatou:

 

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Credo che si parli anche delle lame degli altri membri della Shinsengumi, nel caso Sandro si trovano nel volume di Maggio che ha questa copertina:

 

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La Izumi no Kami Kanesada posseduta da Hijikata Toshizō

 

L’ultima spada portata da Hijikata, dono dell’assegnatario del Kyōto Shugoshoku (l’ufficio di protezione della città imperiale), Matsudaira, daimyō del feudo di Aizu. Lunghezza: 2 shaku, 1 sun e 6 rin (circa 70,3 cm). Curvatura: 4 bu e mezzo (circa 1,3 cm). Un kitaehada in masame compone una trama simile ad una linea dritta. Nella zona del monouchi si intravede un hakobore che lascia immaginare l’impetuosità della battaglia. Le caratteristiche dell’undicesima generazione di Kanesada di Aizu ci sono tutte. Conservata nel museo di Hijikata Toshizō.

 

Omotemei ed Uramei

 

La firma sul lato omote recita Izumi no Kami Kanesada, mentre quella sul lato ura Keiō Sannen Nigatsu Hi (Un giorno di Febbraio del 3° anno dell’era Keiō – 1867).

 

Tsuba

 

“Se nel giorno di Tanabata si scioglie l’inchiostro insieme alla rugiada mattutina che si trova sulle foglie di gelso e si scrive il proprio desiderio sul tanzaku, quest’ultimo si avvererà”. Questo detto prende forma nella presente tsuba. In alto a sinistra troviamo il fiore di gelso, in basso la tavoletta d’inchiostro. Conservata nel museo di Hijikata Toshizō.

 

Grazie per la segnalazione Francesco. La rivista è Rekishijin e lo speciale di questo mese è intitolato “La spada e la fedeltà della Shinsengumi”. :arigatou:

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E' esattamente come dici tu Francesco, anche le altre spade raffigurate sono state proprietà di Hijikata (l'articolo tratta appunto di ciò). In particolare è famoso il suo wakizashi di Horikawa Kunihiro. :arigatou:

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Ho dei dubbi riguardo le altre due lame. Sul wakizashi avevo letto che secondo alcuni è un "falso", cioè ritengono improbabile che sia appartenuto ad Hijikata in quanto è una lama pregiata che il vice-comandante della Shinsengumi non poteva permettersi. Sapevo poi che la famiglia di Hijikata conservava solo la Izumi no Kami Kanesada e che non ci fossero altre katana.

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La Echizen Yasutsugu fu un dono ricevuto da Matsudaira Katamori per i servigi che Hijikata aveva reso, in qualità di vicecomandante della Shinsengumi, al Kyōto Shugoshoku. Il wakizashi di Horikawa Kunihiro, invece, non è quello riportato in fotografia (scusate se non lo avevo specificato prima). La lama che dovrebbe essergli appartenuta è andata persa, il che ha dato origine a diverse versioni sul possesso o meno della stessa.

 

In quanto alla disponibilità economica di Hijikata, questa non era affatto un problema. Lo Hijikata di epoca Bunkyū non avrebbe potuto forse permettersi una lama del genere, ma negli anni finali della loro permanenza a Kyōto la Shinsengumi era un corpo estremamente ricco, con molta probabilità più facoltoso di molti fudai daimyō.:arigatou:

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Queste foto sono state scattate presso la recente conferenza "JAPONisme 2016" (Shinagawa-ku, Tokyo) da Hiroshi Nagao, Shinichi Nakamura e Paul Martin alle lame di Kondo Isami ed Hijikata Toshizo.

 

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shinsengumi4.jpg

 

Questo quanto riportato sui cartellini:

 

①Sword owned by Hijikata Toshizo Mei: Yamato no Kami Minamoto Hidekuni 
Dated: The eighth month, in the second year of Keio (1866)
Cutting edge length: 2 shaku, 2 sun, 8 bu. (68.7 cm)
This sword is well known for being one of the treasured swords of the Shinsengumi vice-commander, Hijikata Toshizo. It was later owned by civil rights activist, Muramatsu Benjiro, of Fuchu, Tokyo. Later in 1903 (Meiji 36), Muramatsu gave it to his comrade, Yoshino Tainosuke. The blade has a ko-itame hada, with a suguha, nioi-deki hamon, and a cutting edge length of 68.7 cm. This fighting man’s sword, with a high shinogi that is preferential for kenjutsu practitioners, was annointed 'Bakufu Samurai Hijikata Yoshitoyo’s Battle sword'. It is one of a small very small number of legendary swords that has been proven to actually have been worn by a member of the Shinsengumi.
②Sword owned by Kondo Isami Mei: Mutsu Daijo Miyoshi Nagamichi
Dated: The eighth month in the fifth year of Enpo (1677)
Cutting edge length: 2 shaku, 2 sun, 5 bu. (68.2 cm)
The Shinsengumi are well-known for their part in the Bakumatsu era, Ikedaya Incident. Due to their exploits, their name spread throughout Japan. They were awarded three hundred gold ryo from the court. However, they were also awarded five hundred ryo and swords from the Bakufu. In addition, they were given a further award of gold from the Military Commissioner of Kyoto, Matsudaira Katamori. Captain Kondo Isami was given thirty gold ryo, and this wonderful Miyoshi Nagamichi Katana. After Kondo was beheaded in Itabashi, Tokyo, this treasured sword of his was presented to the lord of the Tosa Yamanouchi clan as a war trophy by Tani Takeki (also of Tosa). This sword was on display in Yasukuni' Shrines Yushukan for many years before the second world war.
③Sword owned by Kondo Isami Mei: Ashu Yoshikawa Rokuro Minamoto Sukeyoshi. Dated: The eighth month in the first year of Keio (1865).
Cutting edge length: 2 shaku, 5 sun. (75.7 cm)
The discovery of a sayagaki for this sword has attracted much attention in recent years. It was written by former Major-General Matsue Toyohisa who was the Mayor of Aizu-Wakamatsu, Fukushima prefecture, in the late Taisho era. Matsue used to visit the graves of victims of the Boshin War and pay his respects. He knew of a splendid grave in Tennei-ji temple in Wakamatsu city. When he went to visit it, he heard from the Preist that in the spring of 1868, someone had brought back Kondo's head and treasured sword from Kyoto. Kondo's head was buried and his sword entrusted to the temple. The sword has a suguha hamon that is very similar to Hijikata Toshizo's treasured Hidekuni sword. The movie Baruto no Gakuen is based upon a famous story that happened during the first world war involving Matsue. While serving in the army, he was the camp commander of the german prisoner of war camp in Tokushima. The prisoners formed an orchestra and performed Beethoven's 9th Symphony in appreciation of his kindness.

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