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GianC.B.

Miike Mitsuyo, la O-Tenta e la scuola Miike di Chikugo nel tardo periodo Heian

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Una delle "Tenka Go Ken"(= le cinque grandi spade"), così definite dagli shogun Ashikaga nel periodo Muromachi, è la cosidetta "O-Tenta Mitsuyo"(anche "Odenta- Mitsuyo"), un tachi molto famoso non solamente per la sua bellezza "enigmatica" ma anche per le dimensioni spesso ritenute inconsuete per una lama Heian(in realtà questo non è del tutto vero).

La O-Tenta Mitsuyo è stata considerata una meibutsu (letteralmente: "spada con un nome", spada famosa, di pregio) fin dal periodo Muromachi, quando era di proprietà della famiglia shogunale. Il quattordicesimo Shogun Ashikaga, Yoshiaki(1537-97) ne fece quindi dono a Hideyoshi(1536-98) che, a sua volta, la donò a Maeda Toshiie(1538-99). Di conseguenza la "Odenta" divenne una dei "grandi tesori" della famiglia Maeda, conservata(e si dice guardata a vista) assieme ad un piccolo tachi firmato "Munechika" e ad una naginata prodotta dalla scuola Shizu. Interessante notare che queste tre lame venivano indossate solo una volta l'anno, ed esclusivamente dal capo della famiglia Maeda.

Alla Odenta si attribuirono, fino dai tempi antichi, poteri "soprannaturali": leggenda vuole che lo spirito di questa lama sia così potente che gli uccelli non si posavano sul tetto sopra la stanza in cui la lama era conservata.

Anche se normalmente viene mostrata "nuda" nelle fotografie pubblicate, in realtà la "O-Tenta" possiede un suo koshirae, nello stile detto "onimaru"(tachi koshirae con la saya rivestita in pelle e la tsuka rivestita in seta chiara) che, secondo il "Kyoho Meibutsucho"(l'elenco di "oggetti famosi" compilato nel 1719 dalla famiglia Hon'ami per ordine dell'ottavo Shogun Tokugawa, Yoshimune) fu realizzato al tempo del daimyo Maeda Toshitsune(1593-1658), con l'interessamento di Hon'ami Koho(1601-82).

Parlando della lama si tratta di un tachi shinogi zukuri con koshizori, relativamente corto prodotto nel tardo periodo Heian(periodo Sho-Ho) da un forgiatore residente a Miike(provincia di Chikugo, Kyushu) chiamato Mitsuyo(occasionalmente anche Tenta Mitsuyo, da quì il nome, a cui fu anteposto "O", cioè "grande" in segno di ammirazione per quest'opera), che le genealogie antiche dicono figlio di Masayo, attivo in Miike stessa attorno al periodo Ko-Hei. Occasionalmente si trova scritto che questo forgiatore, dopo essersi ritirato prese il nome di Genshin, anche se la validità di questa affermazione viene oggi messa in discussione. il nome "Mitsuyo" o "Tenta Mitsuyo" venne ripreso ed utilizzato da molte generazioni della scuola di Miike fino al periodo Muromachi(l'ultimo Mitsuyo della scuola Sue-Miike viene registrato nel periodo Mei-O, 1492)

Una delle particolarità della lama sta nelle sue misure:

 

nagasa: 2 shaku, 1 sun

sori: 8,9 bu

nakago: 6,1 sun

motohaba: 1,1 sun

sakihaba: 8 bu

 

e queste misure sono ancora più incredibili perchè, osservando l'oshigata(e non le foto in bianco e nero, che ingannano) l'hamon nella zona del monouchi è ridotto al lumicino ed il boshi è quasi del tutto scomparso.

l'hada è di tipo "nagare" con finissimi ji-nie ed è presente un caratteristico "shirake-utsuri".

l'hamon, o meglio quello che ne rimane, è un suguha/ midare, probabilmente in origine del tipo medio-basso, mentre il boshi è suguha. sono presenti nie-hotsure su tutta la parte superiore della lama(monouchi) fino a circa metà. su entrambi i lati della lama è presente un bo-hi, che termina come "kaki-nagashi", mentre sul solo lato omote è presente un sue-bi, piuttosto largo, che però termina poco sopra l'habakimoto.

è presente una firma a tre caratteri che recita: "Mitsuyo saku"

Pare esista un tachi, con la stessa firma, che un tempo era nella collezione della famiglia Iwasaki, ma non può essere presa ad esempio poichè è "sai-ha" (ritemprata in seguito ad un danneggiamento).

Un altro valido esempio per studiare le lame prodotte nel periodo Heian nello Kyushu viene invece da un'altra meibutsu, la "Miike no Tachi", conservata nel "Kunozan Toshogu" che presenta le stesse carratteristiche d'insieme e proporzioni simili, anche se è leggermente più lunga. una differenza la si può invece trovare nel nakago, che nel caso della "Miike no Tachi" è di forma "kijimomo". il maestro Honma Junji faceva notare che, anche se queste proporzioni e caratteristiche potrebbero apparire più indicate per una lama prodotta nel periodo Kamakura, si trovano similitudini con le lame coeve prodotte dai fabbri Ko-Bizen, citando ad esempio la "O-Kanehira" che ha un motohaba di quasi 4 cm.

da notare che anche alla "Miike no Tachi" furono attribuiti notevoli "poteri", infatti, il primo Shogun Tokugawa, Ieyasu, sul letto di morte, preoccupato dalla situazione politica del Kansai, ordinò che la lama fosse posta con la punta in quella direzione, così da conservare la pace.

 

 

odenta.JPG

 

[foto da sho-shin]

 

questo un tachi Mitsuyo, mumei, periodo Heian. potrebbe essere la Miike no Tachi, di cui però è molto difficile reperire informazioni che non siano solo dei "si dice", "pare che"... ecc

 

Miike no Tachi.jpg

 

nella ricerca delle informazioni ho utilizzato diversi libri di Kanzan Sato, Honma Junji, Kokan Nagayama, ecc

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Molto molto interessante. Un articolo scritto come si deve!


Diego T.

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:numerouno:

 

 

(tu che dici ... ridotta o molte politure ??)


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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grazie a tutti per gli apprezzamenti al mio articolo

 

@ Betadine: cosa intendi con "ridotta"?

sicuramente i molti togi che questa lama ha subito in circa 900 anni di vita hanno influito non poco!

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come molte altre lame famose, anche la O-Tenta è stata, e continua ad essere, fonte di ispirazione per la produzione di utsushi.

questo, per esempio, è stato realizzato da Ono Yoshimitsu:

 

ono yoshimitsu1.jpg

 

a00326_c_04.jpg

 

 

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Grazie Gian per questo articolo.

 

 

Marco


Marco C.

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Grazie x l'articolo. Effettivamente il sugata è piuttosto massiccio considerando le altre lame del periodo, anche considerando le politure ed il suriage subito. Ma l'oshigata è fedele rispetto alle fotografie (o viceversa)? Sarà l'effetto ottico dovuto al fondo nero delle fotografie, ma il sugata in queste sembra un pò più snello rispetto al disegno. a parte l'hamon che è veramente confondente... :confused:

Sarebbe anche curioso capire il perchè proprio questa spada, a vista molto meno appariscente di tante altre lame heian, sia stata considerata così importante..

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@ Betadine: cosa intendi con "ridotta"?

sicuramente i molti togi che questa lama ha subito in circa 900 anni di vita hanno influito non poco!

 

 

più o meno quello che indichi nella tua risposta. (molte politure)

 

mi frullava per la testa se fosse stata oggetto di suriage (ridotta), un pò per le dimensioni (apparentemente corte.. 63.6cm per un tachi) un pò per mune e ha machi, sopratutto il secondo visivamente piccolo (apparentemente più piccolo nell'oshigata rispetto alla foto) e per la posizione ravvicinata dei due mekugi (anche di differente diam.) sul nakago.

 

 

... e poi, ma questo dipende dalla mia scarsa conoscenza, mi chidevo il perchè di questo strano bo-hi (presente anche nella seconda lama postata) .. così limitato alla "regione della tsuba". (per me incomprensibile... apparentemente non esteticamente bello -rispetto ad altri horimono- e non so con quale funzionalità di bilanciamento o riduzone del peso, oltre che "possibile canale di accumilo di inerti" (una sorta di parte sporca tra lama e impugnatura.


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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ciao Renato e Betadine:

a me sugata in foto e oshigata sembrano perfettamente uguali, sono anche proposti alla stessa scala. forse il fatto che la lama mostri la preponderanza dell'hadori, mentre nell'oshigata si vede l'hamon "vero" contribuisce a farle sembrare un po' diverse. l'hadori in questo caso è stato fatto così per dare una parvenza di "vita" alla lama, che sennò avrebbe avuto davvero poco hamon... molto spesso anche gli oshigata delle meibutsu più antiche sono "truccati", disegnano un filo di hamon sul monouchi e sul boshi per "pietà" e non dover ammettere che sono lame "finite" secondo i canoni normali, a volte che la loro importanza non risieda solo nelle condizioni attuali sembra difficile da comprendere per alcuni giapponesi.

secondo me(e per fortuna anche secondo pareri più autorevoli del mio, vedi l'appunto sulle osservazioni del Maestro Honma Junji) queste misure erano molto più comuni all'epoca che non oggi, semplicemente questa lama è rimasta più grossa perchè aveva l'hamon più basso e quindi se ne poteva togliere di meno, altre lame hanno perso molto più di questa. quanto alla domanda sul "perchè proprio questa" non ho una risposta univoca, ne certa. probabilmente alle lame di quella scuola(valido anche per quanto riguarda, ad esempio, le Yamato Tegai) erano considerate quasi "magiche" per qualche vicenda legata alla scuola, ma non saprei dire di più. io non ho mai avuto la fortuna di poter osservare la Odenta dal vivo, però quello che mi ha colpito molto, e mi ha spinto a studiarla più approfonditamente è che in molti libri, anche anni '50, è sempre stata definita come "enigmatica", "magica", "impressionante per la correttezza delle sue proporzioni", ecc... non nascondo che mi piacerebbe moltissimo poterla vedere dal vivo.

 

Betadine, mi risulta che la lama sia 66cm e non 63, però tieni conto che probabilmente in origine era circa 68-69, quindi ancora molto più simile alla Miike no Tachi. non ha subito suriage, come vedi la firma è nel posto corretto, e l'hamon finisce subito dopo i machi. i due fori sono solo relativi ad un aggiustamento per un koshirae più moderno, tieni conto che le tsuba antiche erano spesso sottilissime, e per alcune lame le tolleranze erano tanto ridotte da richiedere un nuovo foro molto vicino all'altro.

hi corti, che non raggiungono il kissaki della lama si trovano spesso nelle lame antiche(Heian, primo Kamakura), anche nella forma detta "goma bashi", cioè i due hi piccolini che finiscono sopra l'habakimoto. per mia esperienza personale posso dire di avere anche esaminato recentemente un "kodachi", probabilmente muromachi[ancora in fase di studio], che, oltre ad una collezione di stranezze non da poco, presentava anche goma bashi, cosa che in genere, dal medio Kamakura in avanti, diviene sempre più caratteristica dei tanto.

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... si si la dimensione è 66.6 (ho sbagliato a digitare)

 

 

qua invece "io" vedo le differenze dimensionali (ma è puro pour parler)

post-991-.JPG


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... e invece ripensando al si dice... che lo spirito di questa lama sia così potente che gli uccelli non si posavano sul tetto sopra la stanza in cui la lama era conservata.

 

 

non lo vedo sul nakago, ma forse è sull'altro lato e questo è un "uccello" ... e poi quei 5 cerchi ... (5 elementi ...)

post-ucc991-.jpg

post-5 991-.jpg


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Quei cinque cerchi li abbiamo già visti su un fodero di una lama di un membro della Shinsengumi(vedi risposta 30).


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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Betadine, attenzione: la fotografia evidenzia, logicamente, anche il mune della lama. in quell'oshigata il mune non è rappresentato, viene rappresentato solo il pezzo di munemachi che è sullo stesso piano dello shinogi e che è, di conseguenza, ridotto.

l'uccello ed i cinque cerchi penso possano essere sull'habaki, e non sul nakago, ma di questo non sono sicuro.

 

ps. ho inserito le foto dell'altro tachi Miike...

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Beh dall'oshigata sembra davvero siano sull'habaki quelle incisioni. E se così fosse sarebbe un'habaki fantastico...


Diego T.

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grazie Gian


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