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rob

una nihonto vissuta

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Grazie per la spiegazione!

Mentre con la luce di una candela in una stanza buia cosa si può vedere o fotografare?

l'effetto credo sia simile al faretto alogeno, solo con più fumo :tongue:

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Ah ok, no era per capire se cambiava qualcosa con una luce fredda o calda, quindi può andar bene pure una torcia, una lampada da tavolo con luci calde...


Diego T.

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Ah ok, no era per capire se cambiava qualcosa con una luce fredda o calda, quindi può andar bene pure una torcia, una lampada da tavolo con luci calde...

c'è certamente una differenza, una luce a led ad esempio non va bene per vedere l'utsuri, però sembra migliore per vedere la hada, comunque l'unica è provare e fare le proprie valutazioni

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Io di solito uso la stanza buia ed una vecchia lampadina al tungsteno calda per queste foto, vedremo lo hamon come è in realtà senza lo hadori. Nel caso anche l'utsuri.

 

Stasera vi posto qualche scatto.


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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alla mostra di novara avevamo provato diverse luci all'interno delle teche per valorizzare gli hamon, alla fine la più adatta è risultata un neon di dimensioni piccole che faceva una luce un pò strana, piuttosto forte, eravamo riusciti a evidenziare l'habuchi senza cambiare il colore dell'acciaio.

In altri casi io mi sono trovato bene con una lampadina classica molto calda che rende bene sul contrasto ma colora molto (effetto simile a quella di Francesco).

Poi ho provato una lampadona alogena da un migliaio di watt che rendeva molto bene anche quella e in un altro caso uno di quei fari alogeni portatili tipo da cantiere, con effetti simili, cioè altissima luminosità che evidenzia specialmente gli hataraki.

Poi ho fatto delle prove con un amico appassionato di fotografia, con uno zoom elevato nei dettagli della mia katana, ci si rende subito conto che è necessario una quantità di luce esagerata (abbiamo usato tre faretti da fotografo concentrati nello stesso punto) anche in quel caso comunque ottimi risultati, peccato che poi ho rigato il dvd con le fotografie prima di poterle salvare da un altra parte e ho perso tutto....)

 

Infine ho assistito a una delle sessioni fotografiche per la realizzazione del nostro libro, lì vabbè.... fari , light banks, flash a ombrello e uno studio fotografico intero a disposizione :))



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alla mostra di novara avevamo provato diverse luci all'interno delle teche per valorizzare gli hamon, alla fine la più adatta è risultata un neon di dimensioni piccole che faceva una luce un pò strana, piuttosto forte, eravamo riusciti a evidenziare l'habuchi senza cambiare il colore dell'acciaio.

In altri casi io mi sono trovato bene con una lampadina classica molto calda che rende bene sul contrasto ma colora molto (effetto simile a quella di Francesco).

Poi ho provato una lampadona alogena da un migliaio di watt che rendeva molto bene anche quella e in un altro caso uno di quei fari alogeni portatili tipo da cantiere, con effetti simili, cioè altissima luminosità che evidenzia specialmente gli hataraki.

Poi ho fatto delle prove con un amico appassionato di fotografia, con uno zoom elevato nei dettagli della mia katana, ci si rende subito conto che è necessario una quantità di luce esagerata (abbiamo usato tre faretti da fotografo concentrati nello stesso punto) anche in quel caso comunque ottimi risultati, peccato che poi ho rigato il dvd con le fotografie prima di poterle salvare da un altra parte e ho perso tutto....)

 

Infine ho assistito a una delle sessioni fotografiche per la realizzazione del nostro libro, lì vabbè.... fari , light banks, flash a ombrello e uno studio fotografico intero a disposizione :))

il colore della lampada non ha importanza essendo possibile impostare la gradazione di colore per i vari tipi (è una regolazione presente su quasi ogni fotocamera) ottenendo una resa del colore fedele ed indipendente da neon, led, alogena o tungsteno. Anche l'intensità di illuminazione ha relativa importanza poichè la luce è una funzione della quantità per il tempo, per es. 10 watt x 10 sec. di espos. equivalgono a 100 watt x 1 sec. Dal che si deduce che basta avere un cavalletto ed usare tempi di esposizione lunghi per risolvere tutte le situazioni. Il cavalletto è indispensabile per immagini nitide con tempi lunghi( anche qualche secondo) poichè per avere una messa a fuoco il più possibile estesa, useremo diaframmi molto chiusi e ciò obbliga a compensare allungando l'esposizione. L'uso di un tele spinto appiattirebbe la prospettiva ed è da evitare. L'ideale è una focale attorno ai 100mm. Quello che invece cambia per ogni lama è l'inclinazione da tenere rispetto alla sorgente luminosa, ma dopo qualche tentativo si trova la soluzione ottimale. Difficile rimane eliminare riflessi ma da quanto ho visto, una resa ottimale dell'hamon ed assenza di riflessi non sono conciliabili, almeno in certe lame come la mia nella quale in condizioni normali nemmeno si intravede(ci sono cascati anche i giapponesi descrivendolo come suguha)

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comunque, questi sono i migliori risultati che ho ottenuto; per via dei riflessi le inquadrature sono a sezioni di lama cercando di tenerla meno obliqua possibile per non deformare la prospettiva nei limiti di visibilità dell'hamon

_DSC1685.JPG_DSC1686.JPG_DSC1695.JPG

 

qui ho cercato di ridurre il riflesso ma ho ridotto la visibilità dell'utsuri_DSC1687.JPG

 

_DSC1691.JPG_DSC1699.JPG_DSC1700.JPG_DSC1703.JPG_DSC1704.JPG_DSC1705.JPG_DSC1706.JPG_DSC1709.JPG_DSC1714.JPG_DSC1712.JPG

 

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Molto meglio ora, sembra una bella lama :wink:

Però non vedo l'utsuri che dici tu, dove sarebbe?

è visibile prevalentemente sul lato omote, e si presenta come una nebulosità che passa a ponte sulle ondulazioni dello habuchi andando anche oltre verso lo ji con una soffusione di nioi(indistinguibili ad occhio nudo ma evidenti ad ingrandimento spinto)linea dello habuchi habuchi.jpg

stesso punto ripreso con divera angolazione che permette di osservare quello che interpreto come utsuriutsuri1.jpg_DSC1718.JPG_DSC1719.JPG

 

Quello che si vede in questa lama ben più nomata di Kuniyuki

rai kuniyuki.jpg

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è visibile prevalentemente sul lato omote, e si presenta come una nebulosità che passa a ponte sulle ondulazioni dello habuchi andando anche oltre verso lo ji con una soffusione di nioi(indistinguibili ad occhio nudo ma evidenti ad ingrandimento spinto)linea dello habuchi attachicon.gifhabuchi.jpg

stesso punto ripreso con divera angolazione che permette di osservare quello che interpreto come utsuriattachicon.gifutsuri1.jpgattachicon.gif_DSC1718.JPGattachicon.gif_DSC1719.JPG

 

Quello che si vede in questa lama ben più nomata di Kuniyuki

attachicon.gifrai kuniyuki.jpg

ehm quello non è utsuri, è l'hadori tirato alto e a dritto... :confused:

 

l'utsuri appare così

6852_10209077181549631_79698956007599948

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ohps, quindi per essere considerato utsuri deve distaccarsi necessariamente dall'habuchi?

c'è sempre da imparare :ciuccio: :ciuccio:

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Non deve necessariamente staccarsi dall'habuchi. L'utsuri Bizen del periodo d'oro, ad esempio, pare una nebbia che sorge dal culmine dei gunome per formare poi un disegno che sta tra habuchi e shinogi. Però, tra habuchi ed utsuri, appare sempre un'area più scura che delimita e separa i due fenomeni, come si può vedere nella lama che ha postato Manuel.

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In realtà l'ho già finito...passo ogni buco di tempo a smadonnare sul progetto "db".

 

OT:

Pare che la via wordpress per ora non sia percorribile... mi sto confrontando con alcuni colleghi informatici al lavoro e qualche amico, ma per ora sono in alto mare. A breve inizierò a valutare altre strade.

 

 

Cmq il 30 porterò petalo di ciliegio che si parla di utsuri!

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Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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