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Manuel Coden

L'uchiko è dannoso?

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Recentemente sul forum internazionale Nihonto Message Board è apparso un topic in cui un utente (proprietario di uno dei più importanti siti di vendita di nihonto degli Stati Uniti) espone i motivi per cui si dovrebbe abbandonare l'utilizzo dell'uchiko in favore di strumenti più moderni come panni di microfibra e alcol puro.

Viste le argomentazioni più che valide ho deciso di farne una traduzione così che ognuno di noi si faccia le proprie valutazioni.

 

Il link originale lo trovate qui: http://www.militaria.co.za/nmb/topic/16936-uchiko-considered-harmful/?do=findComment&comment=175477

 

A seguire la traduzione:

Ho discusso spesso riguardo l'uchiko. Ci sto avendo a che fare ancora in quanto sto lavorando con alcune vecchie lame di alta qualità e l'uchiko ha influito negativamente sul loro aspetto. Ho scorso velocemente il mio archivio ed estratto qualche immagine per dimostrare perchè non dovreste voler usare l'uchiko e condividere questa conoscenza con altri, SPECIALMENTE neofiti che è virtualmente garantito che lo applicheranno incorrettamente.

 

Ho scritto questo sotto forma di documento in cui raccolgo tutte le mie argomentazioni contro l'uchiko e spero che questo sarà listato su google, così da migliorare la conservazione delle lame nel futuro.

Credo la maggior parte dei membri qui si sia già convinta che un panno in microfibra sia una migliore alternativa all'uchiko, quindi questo è più scritto per il neofita che potrebbe essere distratto dal vecchio suggerimento che l'applicazione di uchiko migliorerà la loro lama. Quindi questa è la mia risposta per avvisare i posteri e per fermare la follia che vedo regolarmente quando lame passano per le mie mani.

 

(salto il preambolo per passare direttamente alle foto)

 

 

Danni

 

Di seguito potete trovare i tipici danni causati da un'applicazione propria o impropria dell'uchiko (n.d.t. “shirasaya” penso sia un errore di battitura).

Documenterò ogni caso e come si ripercuote sulla lama. I danni potrebbero non sempre essere immediatamente visibili perchè è una forma di graffiatura e come tale potrebbe essere più visibile con certi angoli. Quindi senza un'ispezione completa e uniforme della lame è possibile non vedere il danno.

Con il tempo il danno si accumula fino a risultare evidente in ogni angolazione.

 

La prima lama è una Juyo Ichimonji il cui proprietario aveva una vecchia palla di uchicko che ha usato da sempre, probabilmente la prima ed unica che questo proprietario abbia mai comprato.

Il proprietario l'ha usata costantemente su lame oliate colpendo sul ji della lama. La palla con il tempo ha accumulato olio dalle lame. Quest'olio ha impregnato le fibre della palla. All'impatto con la lame, quando la polvere di uchiko è rilasciata dalla palla, rimane incastrata nelle fibre della palla restando sul posto. Quindi ora la palla ha una superficie composta di uchiko impastato con le fibre della palla al posto di una superficie di seta pulita.

Il risultato è che le fibre stesse sono abrasive. Ogni volta la palla colpisce con forza il ji lascia un impronta del tessuto della palla di uchiko.

 

uchiko1.jpg

 

Questa è un'altra vista della stessa lama. Il proprietario trascina leggermente la palla di uchiko a volte quando colpisce la lama. Dato che le fibre sono loro stesse abrasive lasciano questi segni di trascinamento sul ji.

 

uchiko8.jpg

 

La prossima lama è Naotsuna. Ha subito molte politura quindi è anche più importante considerare le sue vite rimanenti. Sfortunatamente il proprietario non ha pensato molto a questo come si può vedere da un lato che mostra evidenti e duri colpi di una palla di uchiko.

 

In questo caso il danno è causato dal primo colpo che scarica così tanto uchiko che la superficie della palla solleva un po' di uchiko con se e questo è ripetuto con i colpi successivi.

Quindi la superficie della palla è abrasiva in maniera casuale, dipendendo da cosa la palla ha sollevato. Ogni colpo poi abrade la superficie con forma circolare e un aspetto casuale. In base all'angolo della luce potrebbero non essere visibili.

 

uchiko0.jpg

 

L'uso eccessivo di uchiko ha inoltre creato una trama graffiata lineare sulla lama. Questa è visibile sul riflesso della luce in certi angoli. Questa è semplicemente una vecchia politura che ha subito uchiko per lungo tempo.

Siccome questa lama è già stata polita molto provare a sistemarlo è probabilmente fuori questione ora.

 

uchiko9.jpg

 

La prossima lama è una Tokubetsu Juyo Soshu ed è stata polita da Fujishiro e posseduta solo da collezionisti esperti e venditori di alto livello dal momento della politura. Ciononostante il ji della lama mostra circa sei o sette colpi di uchiko. In questo caso erano colpi con trascinamento e hanno creato segni sul ji. La politura di Fujishiro è durata solo cinque anni prima di essere rovinata. La soluzione è polire nuovamente la lama ogni cinque anni per eliminare i danni causati da proprietari che utilizzano questo attrezzo impropriamente? Non possiamo garantire che lo useranno in maniera appropriata, non lo faranno mai, e come mostrato qui persino un lavoro accurato col tempo distruggerà la politura, è meglio semplicemente non toccare l'uchiko.

 

uchiko2.jpg

 

La prossima lama e la Nagashige dal mio sito. La politura è in buono stato e in quasi ogni angolazione non ci sono problemi visibili. C'è un segno di brunitura su di essa nel punto in cui la saya ha raccolto dell'uchiko probabilmente e ci sono dei graffi molto leggeri e lineare dovuti ad un'applicazione “propria” di uchiko. Allo stato attuale probabilmente non si nota per nulla, ma un uso continuato di uchiko degraderà la situazione come con la Naotsuna di cui sopra.

Quindi è importante conservarla così com'è fintanto che è in un buono stato di politura.

 

uchiko3.jpg

 

La prossima lama ha gomabashi e illustra le zone di trascinamento che si formano alla fine degli horimono. Le zone di trascinamento appaiono più scure in quanto più riflettenti (meno opache) che le aree dove la lama ha avuto l'applicazione di uchiko. Nonostante non ci siano graffi visibili su questa lama, indicando che l'uchiko è stato applicato con cura, le zone di trascinamento si formeranno sempre in quanto l'horimono estrae l'uchiko. In questo caso le zone di trascinamento possono essere rese meno evidenti applicando l'uchiko in entrambe le direzioni. Questo non le preverrà completamente, ma sapete cosa? Meglio evitarle completamente utilizzando un panno in microfibra.

Questi segni non sono così evidenti se non con il giusto angolo di luce, ma ciononostante ci sonoe e mostrano che la politura è stata alterata dall'uso di uchiko. Qualsiasi spada con horimono con una vecchia (e buona!) politura mostrerà queste zone di trascinamento se uchicko è stato usato. Le vedo sulle lame di Tokuju, nei libri con pezzi di alto livello, ovunque.

 

uchiko5.jpg

 

La prossima lama è una Soshu che mostra una rimozione impropria dell'uchiko e probabilmente un eccesso di olio in partenza. Si è formata della poltiglia che si è inclusa in ogni minima variazione della superficie. Piccoli kitae ware sono pieni zeppi di uchiko. Piccoli grumi di uchiko hanno invaso ovunque la superficie. La conseguenza e confonderli con imperfezioni di una lama stanca quando in realtà è perfettamente sana, perchè associamo i punti bianchi con la rugosità, in questo caso è solo uchiko. Ho cominciato a ripulirli tutti e mi sono stancato a metà strada. Questi sono forse un paio di centimetri di lama circa. Necessita di un lavaggio e una rimozione accurata di tutto questo e probabilmente anche la shirasaya necessita di essere aperta e ripulita.

 

uchiko6.jpg

 

La prossima mostra un acciaio Yamashiro molto chiaro e con grana molto fine, ma la rimozione impropria dell'uchiko lo ha lasciato sulla superficie della lame, dove è entrato nella shirasaya ha formato dei punti abrasivi al suo interno i quali hanno graffiato la superficie. Possiamo determinare la differenza di questi da l'uso eccessivo di uchiko perchè i segni hanno diverse dimensioni invece che graffi regolari.

Questo perchè la saya ha raccolto casuali quantità di uchiko all'interno e dove c'è la quantità maggiore ci sono graffi più larghi.

 

 

uchiko7.jpg

 

Conclusione

 

Non usate uchiko se non su una spada che necessita già di una politura e su cui non farete alcun danno. Si parla di spade arrugginite, lame che non valgono la politura o solo per professionisti.

 

Siccome non c'è modo di garantire che chiunque usi uchiko su una lama lo applichi perfettamente il 100% delle volte e rimuova il 100% di abrasivo applicato sulla lama, solo questo significa che l'usi di uchiko finirà per causare problemi.

 

Il fatto che l'uchiko sia un abrasivo e causi una perdurante modifica alla politura è esso stesso un problema, perchè implica che un politore non possa finire il proprio lavoro correttamente. In questo caso il collezionista deve modificare le proprie aspettative su come una lama dovrebbe apparire o semplicemente comprare vecchie lame nello stato che apprezzano già.

 

Ma nella mia situazione vedo danni da uchiko nella maggior parte delle lame che passano per le mie mani, il che indica che è uno strumento fuori controllo, uno strumento obsoleto, uno strumento che le masse non sanno usare propriamente e abbiamo ottime alternative ad esso che sono garantite dal causare qualsiasi danno, non c'è più nessuna ragione per le persone di usarlo come parte regolare della manutenzione delle lame.

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Grazie per la traduzione!

 

Avevo letto questo articolo poco tempo fa e rimasi piuttosto confuso.

E' vero che l'uchiko è abrasivo ma oltre a rimuovere l'olio secco dovrebbe avere la funzione di enfatizzare i vari contrasti tra hada hamon e hataraki, almeno questo è quello che mi è stato detto da una persona che vende lame da 10k in su, con dimostrazione pratica sul posto.

Io sono solo un principiante in materia nihonto, lo uso regolarmente e per il momento non mi sembra di aver fatto danni del genere, magari domani provo a fare un controllo con una lente, giusto per togliersi qualche dubbio.

In ogni caso se l'olio sulla lama non è completamente seccato (micro goccioline) lo rimuovo col la carta del kit, così da non inzuppare la pallina.

 

Riguardo al discorso shirasaya, penso sia riferito agli eventuali residui che rimangono sulla lama e mediante sfregamento durante l'estrazione o il rinfodero della lama potrebbero graffiarla.

Mi è capitato di vedere una nevicata di uchiko fuoriuscire da una saya delicatamente picchiettata con la mano.

 

Marco


Marco C.

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ciao tutti

onestamente vorrei sapere chi ha insegnato a queste persone ad avere cura delle proprie nihonto, quando fondammo l'associazione, tra cui la prima cosa è la cura di questi oggetti d'arte. proprio nel corso base come prima cosa che fu spiegato era la corretta etichetta per conservare e prendersi cura di una nihonto.

sentire che qualcuno mette l'uchiko con la lama ancora piena d'olio ( choji) inorridisco, poi ci sarebbe anche da capire che tipo di uchiko hanno e da chi viene comprato. molti usano il PONPON rosso che non è per nihonto, ma solo per chi pratica e spade di basso livello quasi mugito, ma se si ha una spada antica meglio usare quello bianco.

l'uchiko è comunque un abrasivo alla lunga gioco forza appiattirà il lavoro del politore, ma ci vogliono decenni. come tutto va usato con parsimonia e solo quando la lama viene toccata con dita o cose peggiori necessita di uchiko, altra cosa fondamentale è avere gli oggetti dedicati alla lama, intendo abure e yoshino gami, che vanno usati solo per quella lama, è un atto di rispetto ma anche evita che problemi di una lama passino ad un altra.

l'uchiko viene usato da più di 1000 anni se fosse dannoso forse in Giappone se ne sarebbero accorti o no? il problema e che questi oggetti finiscono in mano di incompetenti che non capendo nulla fanno danni.

forse i tempi son cambiati ma quando ho iniziato ad andare in Giappone ( 1985) per sognarmi solo di poter vedere lame, prima mi facevano l'esame se ne capivo un minimo e soprattutto dal primo gesto se si sbagliava qualcosa, fine della visione.

per quello nacque la Ns associazione.

ora è tutto più facile basta pagare

scusate l'intromissione nelle Vs discussioni ma forse prima di tradurre e mettere in rete tutto sarebbe maglio riflettere, oppure pubblicarlo si ma con premessa iniziale, dove si spiega meglio ciò che si va a leggere, preciso che il preambolo non l'ho letto magari dice cose che rendono superfluo il mio dire, ma io commento c'ho che viene pubblicato qui e che quindi presumo le persone leggano solo questo.

ciao a tutti e buon studio

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Stefano grazie per la tua presenza sul forum e per il tuo intervento.

Ci tengo a precisare che il motivo per cui ho tradotto questo post è perchè è stato linkato in diversi luoghi di aggregazione "virtuale" di conseguenza mi sembrava utile riportarlo anche qui per discuterne tutti assieme in quanto le argomentazioni portate sono più che valide.

Per quanto riguarda la mia opinione sul uchiko è che un uso scorretto può essere molto dannoso, mentre un uso corretto e con parsimonia sia utile in certi casi. Ho usato sia alcol puro che uchiko su una lama polita e ovviamente il potere abrasivo dell'uchiko ha un effetto sulla lama, che a lungo andare può risultare opacizzante o peggio.

Come ben esposto dall'autore del topic per ogni foto i danni causati da uchiko sono dovuti principalmente ad un uso scorretto dello stesso, mentre un uso corretto lascia comunque dei segni anche se meno evidenti.

Secondo me istruire, in questo caso i membri di INTK, è fondamentale e andrebbe fatto per ogni nuovo iscritto o perlomeno con una certa regolarità (l'ultima volta fu nel 2011, il primo incontro a cui andai).

 

Per quanto concerne l'utilizzo di panni in microfibra e alcol la mia opinione è: perchè no?

Se gli effetti benefici sono gli stessi ( o anche maggiori ) senza però intaccare la lama perchè non utilizzare questi per la manutenzione, lasciando l'uchiko solo per casi speciali?

Io personalmente farò un tentativo con un panno e alcol così da fare le mie valutazioni dal vivo.

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Grazie per la traduzione!

 

Avevo letto questo articolo poco tempo fa e rimasi piuttosto confuso.

E' vero che l'uchiko è abrasivo ma oltre a rimuovere l'olio secco dovrebbe avere la funzione di enfatizzare i vari contrasti tra hada hamon e hataraki, almeno questo è quello che mi è stato detto da una persona che vende lame da 10k in su, con dimostrazione pratica sul posto.

Io sono solo un principiante in materia nihonto, lo uso regolarmente e per il momento non mi sembra di aver fatto danni del genere, magari domani provo a fare un controllo con una lente, giusto per togliersi qualche dubbio.

In ogni caso se l'olio sulla lama non è completamente seccato (micro goccioline) lo rimuovo col la carta del kit, così da non inzuppare la pallina.

 

Riguardo al discorso shirasaya, penso sia riferito agli eventuali residui che rimangono sulla lama e mediante sfregamento durante l'estrazione o il rinfodero della lama potrebbero graffiarla.

Mi è capitato di vedere una nevicata di uchiko fuoriuscire da una saya delicatamente picchiettata con la mano.

 

Marco

 

Estrapolo un pezzo del preambolo per risponderti:

 

Se porto la mia macchina nella miglior carrozzeria per farla riverniciare, questa personalizzata e di alta qualità, poi la ritiro ed a casa la strofinato con carta vetrata per "migliorare" il lavoro, io sarebbe considerato tra folle e stupido. O almeno che sto facendo una cosa sbagliata.

Se porto un pianoforte antico in un negozio di restauro da un uomo con 30 anni di esperienza per effettuare uno smalto francese scrupoloso in gommalacca su di esso, poi dopo averlo ritirato ho strofinato con carta vetrata per "migliorare" il lavoro, sarei considerato tra folle e stupido. O almeno che sto facendo una cosa sbagliata.

Se invio una lama a Fujishiro per la politura e quando mi viene consegnata decido di "migliorarla" attraverso l'applicazione di Uchiko, sto facendo la stessa cosa come sopra. Se non sono d'accordo con lui e penso di poter migliorare il suo lavoro con la carta vetrata, beh... Se non mi fido di lui per una politura alla perfezione allora non dovrei inviare la lama a lui per fargli eseguire il lavoro.

Il mio unico obiettivo come custode della spada è di non rovinare tutto. Non rompere, non farlo cadere, niente ruggine e preservare la politura.

-----

 

Per esperienza personale ti dico che l'uchiko ti decontrasta la lama, data la natura dello stesso, questo come già detto è ottimo per lame in un non buono stato di conservazione per levare il molto sporco o per ''diminuire" i graffi.

 

I contrasti sulle lame vengono scelti dal togishi in base alla lama stessa ed eseguiti col nogui.


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Ciao a Tutti

 

Personalmente ho abolito l'uchiko da un pezzo e l'ho sostituito con alcool isopropilico puro al 99.9% con ottimi risultati.

Al posto del panno in microfibra uso dei normali fazzoletti di carta (quelli base senza essenze, emolienti etc. etc.) che passo sulla lama una sola volta e poi butto. Non uso il panno in microfibra, che inevitabilmente verrebbe riutilizzato, proprio per evitare vi resti qualche residuo indesiderato. I fazzoletti di carta me li ha consigliati Leon Kapp quindi immagino vadano bene :prostro:

Per dare l'olio uso delle pezzuole di cotone flanellato, per intenderci quelle usate per oliare le canne dei fucili, acquistate ad una svendita di surplus militare dell'esercito svizzero (rotolo da 50 m conservato sotto vuoto) che cambio periodicamente. Uso pezzuole distinte per le lame che uso normalmente per lo iai e quelle da preservare per evitare contaminazioni...

Fino ad ora non ho avuto problemi di sorta.

 

Spero che la mia esperienza da due soldi possa aggiungere qualcosa alla discussione.

 

Luca

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Grazie, topic molto inetressante. Chiaramente è in corso un ripensamento sulla manutenzione lame; i giappponesi, che fan sembre bene le cose, utilizzando correttamente l'uchiko probabilmente non fanno danni, anche se alla lunga l'effetto abrasivo si evidenzia. Tra i collezionisti occidentali ci sono invece quelli che inconsapevolmente o magari convinti che abbondare è meglio che deficere, usano nel modo sbagliato polverina bianca ed accessori, combinando alla lunga qualche pasticcio; è anche un dato di fatto che nei musei utilizzino l'alcool, forse più che per abitudine che per scelta.

Sicuramente converrebbe toccare la lame il meno possibile: il collezionista che non può fare a meno di rimirarsi tutte le sere le sue bambine, dovrà pulirle ed oliarle il meno possibile, evitando di ripetere continuamente la solita tiritera.

Le nostre case non sono (normalmente) delle spelonche sotterranee piene di umidità; meno olio spargiamo sulle lame, meno le dobbiamo pulire. Se siam fenomeni come Francesco che ti azzecca lo spadaio guardando la lama anche dal parcheggio :biggrin: , possiamo accontentarci di rimirarcela lasciandola così com'è e limitando la manutenzione al minimo indispensabile

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Che dire sono rimasto spiazzato e stupito, io sono uno che usa l'uchiko, in primis saluto tanto Verrina che non vedo e sento da anni, lui nel 90 per primo mi insegno' li metodo esatto per polire le lame, mi ricordo che disse di usarlo con parsimonia e in una certa maniera, ho una spada koto presa nel 90 in politura giapponese e ancora adesso è perfetta, devo dire che io le lame le polisco due volte all'anno, provabilmente il fatto di abusare e soprattutto polire in modo non corretto con L'uchiko le lame si rovinano, mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i giapponesi della questione. Ciao Walter

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@ Francesco

 

grazie per il tuo parere, ironia del caso, quando andai a ritirare la lama fresca di politura, gli venne dato l'uchiko prima di mostrarmela.

Sai meglio di me che sulla maggior parte dei testi ne viene citato l'uso, ovvio che abusare o farne uso non corretto faccia danni.

 

Quindi non ci sarebbero benefici dal suo uso? solo rischi? e la sua unica funzione si limita alla rimozione dell'olio secco? (tralasciando l'esempio delle lame in non perfetto stato di conservazione).

 

Ringrazio te e gli altri del forum per le competenze messe a disposizione di tutti.

 

Marco


Marco C.

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Se si legge l'articolo nella sua interezza si può capire il "messaggio": se non sapete come si fa una corretta manutenzione evitate di usare impropriamente l'uchiko.

Come si sa, l'uchiko è una polvere blandamente abrasiva e questa azione abrasiva, in determinate circostanze (presenza di residui di olio, horimono, piccole imperfezioni della hada, etc.), non è facilmente controllabile quindi occorre utilizzarla con competenza, come pure tutti gli altri "ingredienti" per la manutenzione.

I risultati negativi mostrati in foto sono quello che in Giappone chiamerebbero "bad example" nell'applicazione di una tecnica. Se non si è disposti a seguire scrupolosamente le regole di manutenzione "classiche" è senz'altro meglio seguire il consiglio e non pasticciare con l'uchiko.

 

Del resto, l'esempio dell'automobile è calzante: se ogni volta che laviamo la macchina la passiamo con pasta e lucidatrice è ovvio che la vernice durerà meno (nonostante sull'etichetta della pasta lucidante ci sia scritto che è protettiva...). Anche in questo caso siamo di fronte ad un esempio di manutenzione errata.

 

Però, demonizzare improvvisamente l'uchiko perchè qualche collezionista malaccorto ha fatto danno mi sembra esagerato.

 

E' anche importantissimo sottolineare, come ha ricordato giustamente Stefano, di scegliere sempre la massima qualità degli ingredienti che andiamo ad utilizzare. Dopo aver speso migliaia di euro per una lama non ha molto senso tirare poi a risparmiarne qualche decina sul kit di manutenzione.... :arigatou:

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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