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Walter Pozzecco

Koshirae in avorio

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So che i koshirae in avorio, non sono interressanti,pero' ho visto questo in un negozio,che tra l'altro a bellissimi avori, e date le dimensioni , ha oltre 2,5 m di lunghezza, ho pensato di fotografarlo!

IMG_2435.JPG

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L'avorio è di per se un materiale controverso, e di cui io francamente farei tranquillamente a meno...

E' innegabile però che siano stati creati oggetti molto belli con esso, ma francamente non capisco il senso di farci un "koshirae"... bah...

Lo trovo fuori contesto e di cattivo gusto (opinione personale eh...)


Alberto

 

"Prega affinchè l'altro non sfoderi, ma alla fine, se non fosse possibile evitarlo, mettilo a morte con un colpo solo, e prega perchè riposi in pace"

"la verità, niente di più sovversivo"

 

Sempre sia lodata la funzione "CERCA"

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Chiedo scusa per l'ignoranza ma perchè in avorio non sono interessanti?

 

Ecco. L'ho chiesto.

Perchè nella maggior parte dei casi non sono di buona fattura ma realizzati come una specie di souvenir "folkloristico". Molti non sono neppure in vero avorio ma in "avorio di mare", cioè ottenuto mettendo assieme vari pezzi di dente (o di osso) di capodoglio, che è bianco e facile a confondersi con quello autentico.

Dentro quasi sempre ci sono lame dozzinali e neppure temprate.

Però ci sono casi in cui la fattura puó essere molto buona e la lama dentro pure. A Sarzana ne passó una qualche tempo fa, che non era male.

 

Quindi non si può mai dire, in effetti. Al di là del personale gusto estetico, naturalmente.

 

Io un 'occhiata più critica la darei a questo oggetto, che sembra realizzato assai bene e in dimensioni ragguardevoli.

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In una come questa, qualche anno fà a Srzana vi era dentro una lama stupenda di Bizen Sukesada 1573ca con utsuri da sballo.

La feci acquistare ad un amico feci togi.

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Vorrei provare ad ampliare la risposta di Gianluca. Non per completarla (è esaustiva e non ha certo bisogno di maggior completezza). Ma per far comprendere quanto il confine tra arte e artigianato sia talvolta esile, se misurato con gli occhi del tempo e alla luce di ciò che oggi chiamiamo design.

Il materiale più efficiente, semplice ed economico del Giappone feudale era il legno. La non perfetta impermeabilità poteva essere facilmente guadagnata con qualche passaggio di resina.

Ecco realizzato un materiale universale, buono per fare piatti, posate, bicchieri, ma anche proteggere dal mobile,al finimento, all'arma.

Ecco la plastica del tempo: la lacca.

Certo, come tutto ciò che il Giappone importa dalla Cina, esso viene raffinato, perfezionato... non diversamente da quanto si fa oggi realizzando polimeri plastici talmente belli e tecnologici che costano più dell'oro. Ciò non toglie che il miglior compromesso qualità prezzo per proteggere la lama di un militare, capace di unire semplicità, leggerezza ed efficacia è proprio lei, la lacca.

Un ricco feudatario avrebbe certamente ricercato maggior bellezza, maggior prestigio, ma non al prezzo di rinunciare a quelle preziose caratteristiche e alla consolidata tradizione.

Ve lo immaginate una pattuglia di militari in pattuglia con le pistole in fondina in fibra plastica con uno di loro con la fondina in avorio?

Un militare Non userebbe nemmeno il più comune cuoio. Per la necessaria manutenzione, per il rischio di rovinarlo. .. e per non essere fuori ordinanza.

Verso la fine dell'ottocento non solo c'è la rivoluzione culturale che tutti noi ben conosciamo. Cominciano a girare cacciatori di souvenir europei. Sono popoli stranieri ormai lontani dalla cultura medievale della spada. Ne subiscono il fascino ma senza la conoscenza che può provenire solo dall'uso quotidiano. Specialmente attorno ai porti di mare più frequentati dai nostri cacciatori di souvenir, si pensa di soddisfare questo nascente mercato realizzando oggetti di bell'aspetto a prezzo affrontabile. È in questa atmosfera che nascono i foderi che descrive Gianluca. Che oggi noi disprezziamo ma che agli occhi di allora erano probabilmente considerati più importanti del medio fodero di lacca che ospitava una nihonto.

Le eccezioni come quella testimoniata da Massimo ne sono un'indiretta conferma.

Nel frattempo la lacca ha raggiunto dei livelli artisti così elevati che negozi come quello di Giuseppe offrono oggetti che sono prodotti oggi con esclusivo scopo artistico. Hanno perso l'originale aspetto funzionale pratico e servono solo per regalare un'emozione.

Eppure alcuni di noi tutt'ora preferiscono un piatto e sobrio buke zukuri di sapore militare ai più sofisticati e artistici makie, prodotti nei secoli, che sanno stupire anche chi di tutto ciò non si è mai interessato e li vede per la prima volta.


 

月の道

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