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Francesco Marinelli

KANTEI 1 – SUGATA #1 (Tsukurikomi, nagasa e sori)

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KANTEI 1 – SUGATA #1

Articolo originale: http://markussesko.com/2015/02/14/kantei-1-sugata-1/ di Markus Sesko.

Traduzione ed integrazioni di Manuel Coden e Francesco Marinelli.

 

Lo studio della lama giapponese è molto complesso, quindi inizieremo dalle basi.

 

In questo primo capitolo, composto da più parti, parleremo del loro aspetto (sugata, 姿), vedremo le varie tipologie di forme (tsukurikomi, 造込), la lunghezza (nagasa, 長さ), la curvatura (sori, 反り), la larghezza (mihaba, 身幅), il restringimento (funbari, 踏張り), la punta (kissaki, ), la linea dello shinogi (), la zona dello shinogi ji (鎬地), la “rotondità” (niku, ), lo spessore (kasane, 重ね), il dorso (mune, ), gli sgusci (hi, ), le incisioni (horimono, 彫物) ed il codolo (nakago, ).

 

Lo studio del sugata serve innanzitutto a datare una lama. In seconda fase, le sue caratteristiche tipiche possono far puntare più verso certe scuole e forgiatori. Quindi se si vuole valutare una lama giapponese si deve conoscere la sua evoluzione e quale sugata e forma aveva in un determinato periodo storico. Anche se forgiatori più recenti hanno fatto copie il ​​più possibile fedeli alle lame Kamakura o Nanbokuchō, di solito, c'è sempre qualche dettaglio nella forma che ti dice che non si è di fronte ad una originale. Però procediamo un passo alla volta.

Prendiamo in mano una lama e la teniamo col braccio teso in posizione verticale, questa posizione ci darà la migliore visione possibile delle proporzioni complessive e della curvatura. Inoltre è molto importante sentire la "sensazione" di quando la solleviamo. La sentiamo massiccia e pesante? O è leggera e maneggevole? Gli studiosi e collezionisti esperti possono essere in grado di dire se è del periodo Kotō, Shintō, o Shinshintō solo da questa prima fase. La questione del peso e del "sentire" non è così facile come sembra, in genere viene detto che se è “leggera e maneggevole è kotō” e che se è "massiccia e pesante nella parte superiore è Shinshintō (o Satsuma)", ma questo è un modo molto semplificato di vedere la cosa. Ci sono diverse interpretazioni delle lame Kamakura, ne esistono di pesanti e preservate bene come se fossero state forgiate nello Shinshintō. E viceversa ci sono stati fabbri dello Shintō e dello Shinshintō che hanno realizzato tachi leggere come una lama del periodo Kamakura.

 

Certo queste cose sono importantissime ma spesso non sono sufficienti, quindi bisogna imparare a non mollare, dobbiamo perseverare e non lasciarsi intimidire dalla mole di informazioni sulla Nihontō! Quindi iniziare con lo studiare accuratamente i cambiamenti cronologici del sugata e concentrarsi solo sulle caratteristiche tipiche di ogni epoca. La conoscenza di tutte le eccezioni e dei dettagli di cui sopra viene da sé nel tempo. Perfino dopo decadi di studio vi troverete di fronte a lame che non rientrano in nessuno schema e che vi dicono qualcosa di nuovo, ma questo non deve preoccuparvi all’inizio. Come detto, prima impareremo i fondamenti del sugata in quanto questo è l'unico, o almeno il modo più semplice per fare progressi. Non è consigliabile iniziare da metà o cercare troppo presto certe sottigliezze. Questo significa che se si conoscono i tutti i fondamentali ma ci si imbatte in qualcosa che non riuscite bene a classificare, sarà più facile se vi fate spiegare da un esperto sul come e perché l’ha collocata per capirne le differenze. Ad esempio, se vi imbattete in una lama la cui lavorazione suggerisce il tardo Kamakura, ma che vi sembra più un primo Kamakura o un tardo Heian dal sugata, e qualcuno ti spiega che ci sono stati alcuni forgiatori che in epoca tardo Kamakura ha fatto rivivere (per lo più verso alla fine della loro carriera) quelle forme classiche, potrebbe essere più facile da tenere a mente se già conoscete i cambiamenti fondamentali del sugata nel periodo Kamakura. In altre parole, se si conoscono le basi si può riconoscere che questo è un tachi classico, cio’ non è lontano da quello che questi fabbri cercarono di realizzare, vale a dire un tachi classico che ricordasse i periodi precedenti.

In questo senso non ripeteremo mai abbastanza che dovete fare domande, che i vostri studi dovrebbero essere supportati da persone competenti e nel caso ideale che possiate partecipare a sessioni di Kantei tenute da associazioni riconosciute.

Di seguito vogliamo presentarvi una "checklist“, il cui scopo vorrebbe essere l'approccio più efficace e semplice possibile alla valutazione di una lama giapponese.

 

 

1.1 Tsukurikomi

 

Come indicato, lo tsukurikomi potrebbe solo di tanto in tanto consentire di trarre qualche conclusione su scuole e fabbri. Questo è di solito la caratteristica che per prima salta all'occhio, anche prima di controllare il sugata stesso. Le diverse tipologie di costruzione della lama sono così introdotte:

Shinogi zukuri (鎬造), detto anche hon zukuri (本造): E’ lo tsukurikomi più comunemente visto sulle lame giapponesi, o meglio su quelle lunghe. Non si può trarre praticamente nessuna conclusione, tranne che non si tratta di un antico jōkotō, ma le probabilità che vi imbattiate in uno in “natura” sono praticamente pari a zero.

 

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Hira zukuri (平造): Una lama hira zukuri non ha né shinogi yokote. Si trova sugli antichi chokutō tachi, ma era in uso sin dal periodo Heian come forma standard per i tantō e ko wakizashi, vale a dire quelle che allora erano i koshigatana. Ma nel periodo Muromachi, soprattutto durante le ere Kōji (弘治, 1555-1558) e Eiroku (永禄, 1558-1570), abbiamo un numero considerevole di katana con questa forma. Tuttavia, prima della metà del Muromachi le lame lunghe hira zukuri sono estremamente rare e quelle esistenti dei periodi Kamakura e Nanbokuchō sono per lo più state realizzate da rinomati forgiatori per una clientela di alto rango, diventate più tardi lame tesoro e queste non sono mai state utilizzate in battaglia.

 

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Kiriba zukuri (切刃造), detto anche kiriha zukuri: E’ simile ad uno shinogi zukuri ma con la costolatura dello shinogi molto vicino al tagliente. Si potrebbe anche dire che è una lama shinogi zukuri dritta con un vasto shinogi ji, anche se in realtà questo tsukurikomi è stato sviluppato dallo hira zukuri. Lame lunghe con questa forma si ritrovano solo su lame antiche e su alcuni omaggi successivi alle stesse. Per esempio alcuni forgiatori del periodo Bakumatsu e dell'era Meiji hanno "sperimentato" questa forma ed il katakiriba zukuri.

 

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Katakiriba zukuri (片切刃造), detto anche katakiriha zukuri: In questo caso un lato è interpretato in hira zukuri e l'altro in kiriba zukuri. Questo tsukurikomi è apparso verso la fine del periodo Kamakura e tornò di nuovo in voga all’inizio e verso la fine del periodo Edo. Una variante del katakiriba zukuri è un lato in kiriba zukuri e dall'altro in shinogi zukuri (vedi foto sotto). Le scuole e forgiatori che hanno usato questa forma sono: Rai Kunitoshi (来国俊), Scuola Hasebe (長谷部), Nobukuni (信国), Kagemitsu (景光), Sadamune (貞宗), Akihiro (秋広), Hirotsugu (広次), Takagi Sadamune (高木貞宗), Scuola Echizen-Seki (越前関), Scuola Horikawa (堀川), Scuola Yasutsugu (康継), Onizuka Yoshikuni (鬼塚吉国) e Taikei Naotane (大慶直胤).

 

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Kissaki moroha zukuri (鋒諸刃造): Questo tsukurikomi ha la zona della punta affilata su entrambi i lati, è stato introdotto nel periodo Nara e ne è un famoso esempio il Kogarasu maru (小烏丸), per questo tale forma è anche chiamata Kogarasumaru zukuri (小烏丸造り). Questa interpretazione è generalmente limitata alle copie del Kogarasu maru, queste sono state realizzate in particolare durante il periodo Bakumatsu e i primi anni dell’epoca Meiji. Un esempio ne sono i forgiatori Gassan (月山), vedi foto sotto. Anche alcune lame militari sono state costruite con questa forma.

 

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Shōbu zukuri (菖蒲 造): Praticamente è uno shinogi zukuri ma senza lo yokote, dove lo shinogi ji scende verso il mune. Questa interpretazione ricorda le foglie di iris (Shōbu giapponese), per questo il nome shōbu zukuri. Questa forma si ritrova soprattutto sui tantō e wakizashi del periodo Muromachi, esistono due tipi di varianti: Una in cui lo shinogi incontra la punta come nel moroha zukuri (vedi prima foto sotto) e la seconda in cui lo shinogi continua creando il ko shinogi, ma è senza la linea dello yokote (vedi seconda foto in basso). Scuole e forgiatori rappresentativi di questo tsukurikomi: in Yamashiro sono Rai Kunimitsu (来国光), Ryōkai (了戒), la scuola Hasebe (長谷部) e Nobukuni (信国); in Yamato sono Kaneuji (包氏), Shikkake Norinaga (尻懸則長), Aritoshi (有俊) e Kanetoshi (包利); la scuola Shimada (島田); in generale i forgiatori della Sue Sōshū; in Mino sono la scuola Shizu (志津) e Kanenobu (兼信); la scuola Fujishima (藤島); Nobunaga (信長); la scuola Uda (宇多); la scuola Hūjūji (法城寺); la scuola Izumi Dūei/Michinaga (道永); la scuola Sekishū (石州); per Bizen sono Nagamitsu (長光), Sanenaga (真長), Morikage (盛景), Chikakage (近景), Nagamori (長守), Motoshige (元重), il gruppo Un (雲類), la scuola Yoshioka Ichimonji (吉岡一文字), la scuola Yoshii (吉井), Chōgi (長義), e Yoshikage (義景); la Aoe (青江); la scuola Katayama Ichimonji (片山一文字); la scuola Mihara (三原); Akikuni (顕国), la scuola Kaifu (海部); per i forgiatori del sud Sairen (西蓮), la scuola Sa (), la scuola Ōishi Sa (大石左) e la scuola Naminohira (波平).

 

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Kanmuri otoshi zukuri (冠落造): In questo tsukurikomi la lama inizia alla base in shinogi zukuri, subito dopo lo shinogi ji prende un taglio in stile shobu zukuri che continua fino alla punta. Questa interpretazione era molto popolare tra fabbri in Yamato ed appare nel primo periodo Kamakura. Successivamente è stato ripreso da alcuni fabbri nello Shintō.

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Unokubi zukuri (鵜首造): E’ simile al kanmuri otoshi zukuri ma con solo una parte dello shinogi ji inclinata, cioè la superficie alla base è un normale shinogi zukuri e la zona kissaki si allarga nuovamente. Questa forma è a volte interpretata con lo yokote e si riscontra di solito sui tantō e wakizashi. Scuole e forgiatori rappresentativi di questo tsukurikomi: Rai Kunitoshi (来国俊), Rai Kunitsugu (来国次), Rai Kunimitsu (来国光), Ryōkai (了戒), Yoshimitsu (吉光), la scuola Taima (当麻), la scuola Hoshō (保昌), Shikkake Norinaga (尻懸則長), la scuola Tegai (手掻), Sadamune (貞宗), Shintōgo Kunimitsu (新藤五国光), Etchū Norishige (則重), Kokubunji Sukekuni (国分寺助国), Unji (雲次), Sukeyoshi (助吉), Nagamori (長守), Chōgi (長義), Yoshimitsu (義光), Tametō (為遠), Masamitsu (政光), Morikage (守景), Morikage (盛景), la scuola Yoshioka Ichimonji (吉岡一文字), la scuola Ichijō (一乗), la scuola Mino Jumyō (寿命) e la scuola Mihara (三原). Questa forma è stata ripresa durante il periodo Shinshintō.

 

 

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Moroha zukuri (諸刃造): E’ una lama con doppio taglio leggermente curva e di solito ha l'area dello shinogi ji affilata un po' più sottile della zona dello hira ji. Questa interpretazione si ritrova sui tantō del medio periodo Muromachi, circa Bunmei (文明, 1469-1487) per Tenbun (天文, 1532-1555). Scuole e forgiatori rappresentativi di questo tsukurikomi: Kaga Shirō (加賀四郎), la scuola Sue Sōshū (末相州), la scuola Odawara Sōshū (小田原相州), la scuola Shimada (島田), la scuola Sue Seki (末関), la scuola Hiroyoshi (広賀), Fuyuhiro (冬広), la scuola Sue Bizen (末備前) e la scuola Kiyomaro (清麿).

 

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Osoraku zukuri (恐らく造): E’ una forma piuttosto rara con una grande kissaki. Questa pare sia stata realizzata per la prima volta dal fabbro Shimada Sukemune (島田助宗) nei primi del ‘500, il quale incise un horimono sul lato omote con caratteri in kana “O So Ra Ku”, da cui appunto prese il nome questa forma (vedi terza foto sotto). Questo tsukurikomi si trova solo su tantō e ko wakizashi. Questa forma è stata molto utilizzata nel periodo Shinshintō dalla scuola di Kiyomaro (清麿). Lo osoraku zukuri è tornato di moda negli ultimi anni, infatti i forgiatori Shinsaku ricevono molti ordini di lavori da realizzare in questa interpretazione.

 

osoraku.jpgosoraku1.jpg

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1.2 Nagasa

 

Torniamo ora alla nostra "checklist". La prima cosa su cui ora concentrarci è il nagasa. La lama ha una lunghezza standard o è notevolmente più o meno lunga? Se è molto più lunga potrebbe essere un’opera non accorciata del Kamakura, del Nanbokuchō o una Shinshintō. Oppure se è un daitō ma in termini di lunghezza è più vicino ad un grande wakizashi, viene in mente il periodo Muromachi. Nella fase successiva il nagasa deve essere visto in connessione con il sori, il mihaba e tutti gli altri aspetti, in quanto questo non può essere un indicatore attendibile.

 

 

1.3 Sori

 

Continuiamo la nostra "checklist", il sori. E’ profondo o è superficiale? Dov’è il suo centro? Se siete in presenza di un cospicuo koshizori avrete maggiori probabilità che la lama risalga al periodo Kamakura, mentre se si tratta di un chiaro sakizori sarà meglio concentrarsi sulla fine del periodo Muromachi, più forte è questo e più tardi sarà stata realizzata la lama nel Muromachi stesso. Invece un solo accenno di questo potrebbe far pensare più alla fine del Nanbokuchō o all'inizio del Muromachi. Il koshizori è la "sola" curvatura oppure si vede anche altro? Se questa si "china", cioè si esaurisce dolcemente verso la punta si ha probabilmente una lama precedente al periodo Kamakura. Invece se il sori aumenta di nuovo verso la punta, allora ha toriizori. In altre parole, il sori aumenta verso la punta ed alla basa nello stesso modo ed è probabile che la lama possa essere della metà del Kamakura o successiva. Quindi se avrete sufficiente esperienza potrete datare una lama tra la fine dello Heian ed il tardo Kamakura con queste basi.

 

Lo stesso vale anche per i tantō, quindi se è piuttosto corto e vi sembra dritto, dovrete controllare che sia davvero muzori, oppure se avete uchizori, takenokozori, o sakizori, anche se quest'ultimo si trova solitamente solo su quelli con un nagasa più lungo. Se è un uchizori potremmo avere una lama del Kamakura o un omaggio più tardo alle stesse (utsushimono). Se è un takenokozori saremo in generale più verso la fine del Kamakura, per esempio Norishige (則重). Il sakizori non appare prima del periodo Muromachi e si trova come detto su lame che in realtà sono sunnobi tantō o su hira zukuri ko wakizashi. Anche qui, più forte è il sakizori e e più tardi sarà stata realizzata la lama all’interno del Muromachi.

 

Come potete vedere nelle immagini qui sotto, le reali differenze di sori sono abbastanza sottili. E’ piuttosto raro che si incontri una lama che ha che un cospicuo koshizori o un netto sakizori. Un altro modo per determinare la curvatura invece di tenerla in posizione verticale, soprattutto per vedere se c'è sakizori, è quello di spostare la lama in posizione orizzontale, con l'impugnatura vicino al viso ed a circa l'altezza dei vostri occhi. Quando seguirete il mune da questa posizione, dovrebbe essere più facile vedere come questo curva.

 

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Da sinistra a destra: koshizori, toriizori, sakizori.

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Da sinistra a destra: uchizori, poco sori, takenokozori.


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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