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rob

occasione perduta?

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Ma nel senso di salto nel buio o togi e si vince?

 

Nel senso che il nakago di questa lama mostra una mei molto importante, Sa di Chikuzen, uno dei Masamune Jittetsu. Questo autore era molto quotato anche in tempi antichi e si tramanda che la sua tecnica fosse addirittura superiore a quella del suo maestro. Lame di questo tipo erano proprietà di personaggi di primo livello e, anche in seguito, venivano portate e tramandate da gente come Ieyasu, Nobunaga, etc. Praticamente impossibile che una lama così, se autentica, potesse essere acquistata da un semplice samurai oppure anche solo da un funzionario di secondo livello.

 

Detto questo, la lama potrebbe anche "sembrare buona" dall'aspetto del nakago. Però, per il resto, difficile poter giudicare date le condizioni della lama, quindi una politura è indispensabile per avventurarsi nell'attribuzione. Non è detto che, polita la lama, il risultato sia quello sperato.

Quindi è un "gratta e vinci" a tutti gli effetti !

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Grazie G.Luca

 

Per l'esaustiva spiegazione, appena rientro a casa provo a cercare qualcosa per inquadrare meglio l'oggetto in questione.


Marco C.

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Io grazie ai miei santi si, (nel senso che loro hanno avuto buon cuore di farlo per me) gimei oppure omonimo insignificante.

Per quello ho preferito passare.

(Avrei passato lo stesso visto che sto aspettando adesso il porto a giorni).

Per quello qualche post fa ho scritto "preferirei mumei"...

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io non avevo trovato corrispondenze, non ho fatto in tempo a chiedere e ho soprasseduto. Mi rendo conto ora di aver scelto la soluzione migliore

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Beh Enrico, dovresti provarci pure tu, e poi in caso chiedere ai tuoi "santi" se le tue conclusioni sono corrette, è così che puoi iniziare a capire un po di più. E non fare come gli americani che dicono mumei non è gimei, ci possono essere pure dei motivi non positivi per cui una lama è lasciata mumei. A proposito puoi leggere questo articolo se non hai il libro da cui è tratto. http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=8000&page=1


Diego T.

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Grazie G.Luca

 

Per l'esaustiva spiegazione, appena rientro a casa provo a cercare qualcosa per inquadrare meglio l'oggetto in questione.

Per andare un pò più a fondo bisogna sottolineare che le sue lame documentate e ritenute autentiche mostrano stili della firma leggermente diversi tra loro. Inoltre ci sono stati almeno quattro o cinque forgiatori diversi, nella stessa provincia e nello stesso periodo, che hanno firmato allo stesso modo. Se a ciò aggiungiamo la difficoltà nel cogliere certe differenze stilistiche nelle lame dei vari forgiatori si può arrivare ad intuire quanto complessa possa essere la strada per autenticare una lama di questo tipo.

 

Però stai sicuro che tutti, proprietari ed esperti, giapponesi compresi, tenteranno in ogni modo di attribuirla al forgiatore più famoso :ichiban:

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Sto gia facendo così ma continuo a faticare a vedere le differenze di calligrafia, di incisione ecc... unica è aspettare giugno e chiere al secondo giorno del corso. Non e facile senza un vera e proprio botta e risposta affrontare certi argomenti. Un discorso è parlarne qui un altro è esempio sottomano parlarne a quattrocchi!

ll libro fortunatamente ce l'ho e mi era piaciuto pure molto, in molte parti secondo me meglio fatto del nagayama... sopratuttto la parte tanto dibattuta per i principianti nie/nioi. Per non parlare delle q&a, un bell'approccio. Ho ben capito cosa vuoi dire ma comunque preferisco una mumei ad una palese gimei.

Preferisco una firma grattata via su una bella lama che una una bella lama con firma palesemente falsa...

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Ma il confronto non si fa solo con la firma quella è l'ultima cosa, ma si parte da un confronto sulle caratteristiche della lama. Sicuramente meglio mumei a gimei, fai attenzione comunque alle firme grattate via, e tra le gimei non dimenticare pure i "falsi d'autore" se ne parlava pure qui da qualche parte.


Diego T.

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Per andare un pò più a fondo bisogna sottolineare che le sue lame documentate e ritenute autentiche mostrano stili della firma leggermente diversi tra loro. Inoltre ci sono stati almeno quattro o cinque forgiatori diversi, nella stessa provincia e nello stesso periodo, che hanno firmato allo stesso modo. Se a ciò aggiungiamo la difficoltà nel cogliere certe differenze stilistiche nelle lame dei vari forgiatori si può arrivare ad intuire quanto complessa possa essere la strada per autenticare una lama di questo tipo.

 

Però stai sicuro che tutti, proprietari ed esperti, giapponesi compresi, tenteranno in ogni modo di attribuirla al forgiatore più famoso :ichiban:

Sono andato a riaprire i miei libricini e ho trovato alcune info interessanti.

 

"SA" è l'abbreviazione di Saemon Saburo, come già osservato da G.Luca faceva parte dei dieci brillanti allievi di Masamune (Sagami).

Sul libro "the japanese Sword" di Kanzan Sato a pag. 113 c'è una foto di quello che viene considerato il suo miglior tanto, appartenuto a Toyotomi Hideyoshi e successivamente a Tokugawa Hidetada.

Si dice che la sua firma veniva incisa con perizia a mezzo di uno stretto bulino.

Nei suoi lavori ci sono due tanto datati 1339, in quello su questo libro sul lato opposto alla mei c'è scritto "Chikushu no ju" residente in Chikushu.

 

Marco


Marco C.

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Grazie delle note :-)

Colgo l'occasione per anticiparvi che nel prossimo bollettino, per combinazione, troverete notizie di una spada famosa di Dai Sa, l'unico suo tachi firmato, con alcune info su questo spadaio. :-)

Oltre a questo l'intero numero sarà dedicato alla scuola Kongobyoe di Chikuzen, una scuola poco conosciuta, anch'essa del Kyushu !

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Eccezionale Gian! :arigatou:

 

Anche questo tanto su ebay sul retro recitava "Chikushu no ju"...

Qui potete leggervi qualcosa a riguardo della scuola e forgiatore:

http://www.nihonto.ca/samonji/

 

http://www.sho-shin.com/sai1.htm


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Comunque a mio parere questo nakago ha qualcosa che non mi convince. Intanto la patina rugginosa è identica all'interno di tutti i mekugi ana: quindi o li hanno fatti a breve tempo l'uno dall'altro oppure qualche "ritocco" alla patina è stato fatto, anche se non in tempi recenti.

Poi la lama non mi pare abbia subìto chissà quale suriage. Probabilmente un leggero machiokuri però la posizione degli hi è abbastanza indicatrice. Quindi non mi torna il mekugi ana più in basso.

Voi che ne pensate ?

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La patina "rugginosa" potrebbe essere più recente, ed aver "attaccato" i mekugi ana recentemente, oppure come dicevi tu un ritocchino è stato dato. Per quanto riguarda il suriage è difficile dirlo, forse non c'è mai stato, il mekugi ana più basso è un po strano si...un adattamento per un koshirae?


Diego T.

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Mah, le proporzioni dei koshirae sono abbastanza standard, come pure la posizione del foro per il mekugi ana rispetto alla lunghezza della tsuka. Poi, tutto è possibile...

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Si la mia era solo un ipotesi per dare una spiegazione a quel mekugi ana. Chissà se ne sapremo qualcosa di quella lama in futuro...


Diego T.

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Ne facevano di cotte e di crude...ho a casa (e lo porterò sabato) un ko wakizashi che molto probabilmente è un falso suriage con gli horimono "piallati" apposta per farli sembrare antichi. L'autore potrebbe essere un importante forgiatore del primo Shinto, Yasutsugu shodai (ovviamente, essendo mumei, non ci sarà mai la certezza...). Sulla sua monografia, ahimè in giapponese, vi sono le immagini di alcune lame famose che sono praticamente identiche a questa e mostrano degli horimono "truccati" alla stessa maniera. Non sono lame "false" ma tipici utsushi. Se non fossero documentate..ci sarebbe da divertirsi, poichè sono utsushi di Masamune e Sadamune !

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