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rob

occasione perduta?

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Ho avuto la fortuna di studiare alcune di quelle lame, bé si non c'è male 😉


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Per la sua età sicuramente. Ma, e qui spero vogliate scusarmi, senza poterla ammirare e confrontarle con le altre dal vivo (non si riescono ad apprezzare ad esempio gli ashi figuriamoci la sua qualità nel totale dei dettagli) nello stesso sito tra quelle in vendita trovo più belle queste:

 

http://iidakoendo.com/3536/

 

http://iidakoendo.com/4465/

 

Certo poi che queste a differenza della prima non sono in paragone nemmeno la miracle blade di frodo su mediashopping...

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Colgo l'occasione fornitami dalla segnalazione e dal giudizio di Enrico, per porvi una domanda.

Ma per contestualizzarla meglio, desidero introdurla con uno dei miei lunghi preamboli.

Faccio perciò riferimento ad oggetti della nostra cultura, che hanno un valore sociale immediatamente percepibile.

Non sfuggirà, che nel far ciò esprimo anche io indirettamente un giudizio.

 

Nella chiesa di San Maurizio a Milano, esiste una serie di affreschi meravigliosi, molto noti agli amanti del Rinascimento italiano, che vengono tutt'oggi fatto oggetto di visita da tutto il mondo.

Furono commissionati da una importante famiglia milanese, quella dei Bentivoglio, a Bernardino Luini.

Molti di voi lo conosceranno, è un importante pittore lombardo venuto su alla scuola di Leonardo.

L'opera è così bella, che viene spesso paragonata a quella commissionata da Sisto IV a Michelangelo.

Per questo è volgarmente nota agli addetti ai lavori come la Cappella Sistina di Milano.

Ora, giusto per non essere campanilista, vi dico subito che a me piace di più la Cappella Sistina.

 

Ma il punto non è questo.

Il punto è che per periodo storico, per storia dell'opera d'arte, per l'importanza del commissionatore e dell'artista incaricato, è San Maurizio che si chiama la Sistina di Milano e non la Sistina che si chiama il San Maurizio di Roma.

 

Ed ora la domanda.

Detto che è lecito apprezzare maggiormente un'opera d'arte rispetto ad un'altra (e ci mancherebbe altro), possiamo dimenticarci nel giudizio del contesto in cui l'opera è stata prodotta e "consumata"?


 

月の道

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Secondo me la risposta può essere sì e anche no. Dipende che cosa vuoi giudicare :)

Conservazione? Storia? Hataraki? Sugata? Fascino? Capacità di taglio? Maneggevolezza? Idoneità all'uso? Aspetto estetico? Importanza storica?

Ogni lama non eccelle molto spesso in ognuno di questi fattori nei confronti in un'altra lama

Per i miei gusti ad esempio la nagamitsu prende pochi punti in maneggevolezza e ci sono dei punti della sugata e dell'aspetto estetico che non mi piacciono (come nel monouchi che trovo un pò tozzo)... a livello di impatto storico, di importanza storica invece siamo su un altro pianeta.

Nel post precedente esprimevo però solo un parere personale a livello estetico e globale.

Se uno ti dice che preferisce rosso, giallo, blu di kandisky, non vuol dire che non riconosca il genio e la bravura immensa di michelangelo ^^

 

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Renato che la ha linkata :)

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In estrema sintesi intendevo dire se è possibile dimenticarci del fatto che almeno una delle lame di Enrico potrebbe essere un manierismo di quella di Renato.


 

月の道

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Le lame hanno avuto le loro mode, legate ad un mutato sociale.

Io non mi riferisco al Manierismo come piatta ripetizione degli stilemi di Leonardo e Michelangelo, ma piuttosto alla capacità di trarne ispirazione per realizzare qualcosa di originale, capace di interpretare il suo tempo.

Insomma a persone del calibro del Parmigianino, di quello della frutta (ora mi sfugge il nome... ah, si Arcibaldo!), per certi versi, forse persino di Caravaggio.

Insomma, gente non lontana da questo Inoue, almeno nel mio personalissimo modo di interpretare.


 

月の道

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...ma più che proporre teorie bislacche, ero interessato alle vostre risposte...


 

月の道

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discussione interessante...sicuramente il nodo cruciale è proprio la contestualizzazione sociale e storica delle opere.

Innanzi tutto le opere pittoriche rinascimentali, poste in spazi come chiese e basiliche, avevano una funzione "pubblica" (il cinema del tempo!!) e anche le collezioni private di principi e re dell'epoca dovevano dimostrare lo status e il potere del collezonista.

In Giappone credo invece che l'aspetto funzionale della nihonto, unito indubbiamente già dal Kamakura all'apprezzamento estetico, esercitava sui Samurai (diei quali era un attrezzo di lavoro!!) un'attrazione più intima e personale, che si poteva condividere solo con gli appartenenti allo stesso mestiere...Nel periodo Edo l'embolo del collezionismo prese poi molti Daimyo e samurai benestanti, in analogia a certi cardinali romani che costituirono famose collezioni ora musealizzate; si creò quindi anche la struttura del mercato collezionistico con i relativi attori. Non credo però che si possa definire manieristica la produzione di nihonto, perlomeno sino al Genroku. Le lame postate da Enrico sono state prodotte solo qualche decina di anni dopo le ultime grandi battaglie, per cui era ancora ben viva nei samurai la funzione primaria della spada (cn cui comunque ci si affettava ancora, seppur in piccola scala!!).

Inoltre si possono individuare indirizzi stilistici ben definiti, differenti da quelli del passato, cominciare dalle Keichò-Shinto, per passare al Kanbun e al Genroku. fabbri come Tadayoshi, Okisato, Kunihiro e lo stesso Shinkai avevano personalità ben definite, anche se qualche utsushi lo han fatto anche loro. Analogamente in occidente non possiam certo definire manieristi signori quali Caravaggio, Tiepolo e compagnia varia, anche se pittarono successivamente ai rinascimentali.

Per rispondere ad Enrico ho postato la Nagamitsu non tanto per particolari preferenze, quanto per sottolineare che razza di spade ha trattato questo negozio, che esisteva già ai tempi di Sadakazu....

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La spada giapponese è lo specchio della società e del contesto storico in cui è stata forgiata. Per cui credo che per apprezzarla al meglio sia necessario conoscere la storia, geografia e i costumi della società di quel preciso periodo storico.


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Concordo in pieno Renato.

Basti vedere il capitolo sulle kantei series di sesko che avevo tradotto io per vedere quanto comune nelle varie scuole e nel tempo fosse anche solo un hamon suguha...

Per non parlare di funzione e tipo d'uso e sugata...

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