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Manuel Coden

KANTEI 2 - JIGANE & JIHADA #2 (Jihada)

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KANTEI 2 - JIGANE E JIHADA #2

Articolo originale: https://markussesko.com/2015/05/13/kantei-2-jigane-jihada-2/ di Markus Sesko.

Traduzione ed integrazioni di Manuel Coden.

2.2 Jihada

 

Dopo aver introdotto i punti principali riguardo il jigane, veniamo alle diverse forme di jihada, cioè alle diverse forme di struttura visibili.

 

Itame-hada (板目肌): Itame è in assoluto la più comune struttura di forgiatura che si trova nelle lame giapponesi. C'è un approccio tradizionale che semplicemente associa la itame-hada con la tradizione Sōshū, ma penso che questo rigido sistema di pensiero, Sōshū uguale itame e Bizen uguale mokume, debba essere preso con cautela. Questo significa che dalla mia esperienza come traduttore, e penso di aver tradotto descrizioni di lame nell'ordine delle quattro cifre nell'ultima decade, la vasta maggioranza di descrizioni di kitae inizia con “itame misto a…” o “ko-itame misto a…”. Questo riguarda solo itame/mokume in quanto le tradizionali associazioni con masame, nashiji e via discorrendo, sono ancora molto valide. Il mio consiglio: è itame a meno che non si vedano dei “nodi” (circolari come quelli del legno N.d.T.), il che indica mokume. Se ci sono dei nodi qui e là è probabilmente itame misto con mokume ed io direi che “questa lama ha una mokume-hada” solo se tutta la jihada o la maggior parte consistesse in più o meno uniformi nodi di mokume. Come menzionato nel precedente capitolo c'è una distinzione tra ko-itame e ō-itame. Il primo, il ko-itame, è la “hada predefinita” dell'era shintō in quanto c'era una significativa tendenza al raffinamento nel corso del primo periodo Edo (culminato nello stile Ōsaka-shintō per esempio). Ma è anche comune per le lame Sue-Bizen di più alta qualità (come le chūmon-uchi) dove può essere così stretto da sembrare muji al primo sguardo. Un buon modo per identificare una shintō è controllare se c'è masame nello shinogi-ji (vedi foto sotto). Quindi se è questo il caso, è sicuro concentrarsi sullo shintō. Ma tenete a mente che itame lungo lo hira-ji e masame nello shinogi-ji è ance un tratto distintivo delle lame Sue-Seki, quindi dovreste prima controllare se qualcosa propende per Sue-Seki (ad esempio sugata con sakizori, togari o elementi fushi, shirake) prima di prendere la strada dello shintō sulla base del masame nello shinogi-ji. A proposito, si dice che lo shintō masame nello shinogi-ji sia attribuibile proprio al Sue-Seki in quanto la maggioranza dei primi forgiatori shintō ha radici Mino. Questo significa che alla fine del periodo kotō, Bizen fu letteralmente cancellata dalle mappe come principale sito di produzione di lame dalla devastante alluvione del fiume Yoshii e questo lasciò Mino, e Seki in particolare, come principale produttore di lame. In breve, i primi forgiatori shintō che furono assunti da là dai domini appena stabiliti continuarono a lavorare sulle basi del loro background scolastico di Mino. I loro successori si sono adattati alla tendenza al raffinamento ma mantenendo gli elementi di base come il masame nello shinogi-ji. E questo è il motivo per cui questo elemento Sue-Seki è “sopravvissuto” nel periodo shintō. L'ō-itame si trova tipicamente nelle lame primo Sōshū , come Masamune (正宗), Sadamune (貞宗), Hiromitsu (広光), Akihiro (秋広), ma anche nelle Ko-Hōki-mono (Yasutsuna [安綱], Sanemori [真守]. In quanto ci sono anche dei nodi a volte nelle lame Ko-Hōki, vengono anche descritti nel modo inverso, cioè ō-mokume misto con ō-itame. In ogni caso una hada mista è quasi sempre il caso quando si parla di lame kotō e come indicato dal mio consiglio precedente, nominate solo la hada predominante se volete ridurre a una singola struttura di forgiatura.

itame1.jpg

masame-shinogi-ji (1).jpg

itame.JPG

itame-nagare (板目流れ): un itame misto con una fluente o allungata struttura nagare (流れ) è, quando si parla delle prime kotō, un tratti tipico delle scuole che operavano distanti dai centri, ad esempio la settentrionale scuola Hōju (宝寿) o la meridionale scuola Kyūshū e fabbri come Jitsu’a (実阿), Miike (三池), Enju (延寿), e Naminohira (波平).

itame-nagare.jpg

it-nagare.jpg

itame misto con masame (板目に柾目まじり): qualche tipo di nagare si trova in molte scuole e se la struttura allungata tende ad apparire in maniera più lineare , non si parla più di nagare ma di “misto a masame.” Quindi le precedentemente menzionate scuole settentrionali e meridionali sono tipiche per un cospicuo itame-nagare che è la struttura dominante per la intera lama. Un masame mischiato all'interno è tipico per tutte le scuole Yamato e connesse ad essa (come Mihara [三原] e Niō [二王]), ma anche per le prime Mino-mono (Kaneuji [兼氏], Kinjū [金重], Kaneyuki [金行]) e la scuola Yamashiro Hasebe (長谷部) dove il masame appare verso il mune oltre che verso lo ha. Nelle scuole Sue-Seki che non sono ispirate ai classici e forgiate densamente, il nagare verso il mune spesso appare come masame e questa caratteristica si rifà allo stesso approccio nella forgiatura di cui abbiamo parlato in precedenza, il masame nello shinogi-ji. Quindi quello che è nagare-masame verso il mune in una lama hira-zukuri, è masame nello shinogi-ji in una lama shinogi-zukuri, in parole povere.

itame-masame.jpg

it-masame.jpg

mokume-hada (木目肌): Come menzionato prima, mokume è quando ci sono veri nodi. Possono apparire come grandi ō-mokume o piccoli ko-mokume. Un chiaro ō-mokume può essere visto ad esempio nelle lame Ōei-Bizen (come di Morimitsu [盛光], Yasumitsu [康光], Moromitsu [師光]) ma c'è anche della confusione quando bisogna associare mokume in generale e ko-mokume in particolare, in quanto la scuola di pensiero Hon’ami sembra applicare questi termini a quello che altri si riferiscono come itame o ko-itame rispettivamente. (Di conseguenza, per loro la maggioranza delle lame mostra variazioni di mokume invece che itame.) Ancora, la mia opinione è che la hada sia itame a meno che non ci siano evidenti nodi, nel qual caso potrebbe essere un itame misto con mokume. Quindi per favore non fate troppa confusione quando è itame e quando è mokume in quanto in molti casi è un misto comunque. (Vedi foto sotto che mostra un itame misto con mokume e nagare-masame.) Tra l'altro, cospicui nodi, a seconda di come li si veda, sono a volte chiamati uzumaki (渦巻, “gorghi”) o nenrin (年輪) o jorin (如輪), gli ultimi due che significano entrambi “anelli di accrescimento degli alberi”.

mokume4.jpg

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masame-hada (柾目肌): masame-hada è solitamente associata con la tradizione Yamato tradition e sicuramente le lame delle prime scuole Yamato, quelle fatte dalle loro derivazioni e dai forgiatori più tardi che lavoravano nello stile Yamato mostrano nella maggioranza dei casi un qualche tipo di masame. Il più evidente masame si trova nelle lame Hoshō (保昌) e in quelle della linea shintō di Sendai Kunikane (仙台国包). Ma molti altri forgiatori lavoravano in masame, per esempio i forgiatori Mito, Norichika (徳鄰) e Norikatsu (徳勝), Sa Yukihide (左行秀), Dewa no Daijō Kunimichi (出羽大掾国路), Etchū no Kami Masatoshi (越中守正俊), Tsuguhira (継平), Kashū Kanewaka (加州兼若), e Ogasawara Nagamune (小笠原長旨), solo per dirne alcuni.

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matsukawa-hada (松皮肌): una matsukawa-hada è o un ō-itame o ō-mokume che si presenta con spessi chikei lungo gli strati della struttura di forgiatura e che appaiono come grandi venature che ricordano la corteccia (kawa) di un pino (matsu), da cui il nome. Questo tipo di struttura di forgiatura si trova principalmente nelle lame di Norishige (則重) e forgiatori locali a lui vicini, come Ko-Uda (古宇多) e Kashū Sanekage (加州真景) e più tardi su lame di forgiatori che cercano di emulare Norishige, come Nakayama Shigehiro (中山重弘) e Mito Noritoshi (則利). Anche Hankei (繁慶) provò ad emulare Norishige anche se nel suo caso particolare non si parla più di matsukawa ma di hijiki-hada (鹿尾菜肌・羊栖菜肌) in quanto il suo approccio ricorda di più le alghe commestibili marroni con lo stesso nome.

matsukawa.jpg

yakumo-hada (八雲肌): un tipo molto peculiare di jihada che si crea con la combinazione di acciai con differente contenuto di carbonio, un approccio che risulta in spessi ed evidenti strutture tipo-chikei. Questo tipo di hada si trova principalmente nelle lame di Mito Rekkō (烈公) e non è molto comune.

yakumo1.jpg

Shitahara-hada (下原肌): una Shitahara-hada mostra cospicui nodi uzumaki lungo il centro della lama, ad esempio lungo lo shinogi-ji o al centro del ji se in hira-zukuri. Ma questi nodi possono anche apparire verso lo ha o in maniera irregolare, questo significa nodi isolati in certe zone. In quanto la scuola Shitahara del periodo kotō seguiva un approccio di forgiatura che risultava in questi nodi allineati centralmente, il termine Shitahara-hada venne coniato per riferirsi a questa loro peculiare caratteristica.

 

shitahara1.jpg

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ayasugi-hada (綾杉肌): una ayasugi-hada appare come larghe onde regolari (a volte sormontate da un ō-mokume verso il mune N.d.T.) e in quanto questa era la struttura di forgiatura tipica della scuola Gassan, è anche chiamata Gassan-hada (月山肌). Venne poi ripresa dai forgiatori Gassan del periodo shinshintō e gendaitō. Ma ayasugi-hada o tendenti ad ayasugi si possono anche trovare nelle scuole Hōju (宝寿), Mōgusa (舞草), e Naminohira, oltre che nei primi forgiatori Kyūshū come Gunshō (軍勝), Sairen (西蓮), e Jitsu’a (実阿), o nelle primissime lame Yamato (ma anche nei più tardi forgiatori Shikkake [尻懸]) e nei lavori di Momokawa Nagayoshi (桃川長吉).

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nashiji-hada (梨子地肌): una nashiji-hada è essenzialmente un molto fine e denso ko-mokume ricoperto armoniosamente in ji-nie. Una “vera” nashiji-hada si trova principalmete nelle prime scuole Yamashiro come Sanjō (三条) e Awataguchi (粟田口), ma a volte la jihada forgiata finemente da certi maestri Ōsaka-shintō come Tsuda Sukehiro (津田助広), Ozaki Suketaka (津田助広), Ikkanshi Tadatsuna (一竿子忠綱), e Shinkai (真改) viene classificata come nashiji o tendete a nashiji, principalmente quando è sul confine tra un super fine e uniforme ko-itame e muji.

nashiji.jpg

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konuka-hada (粉糠肌・小糠肌): si ipotizza che la konuka-hada sia il risultato dei forgiatori Hizen di emulare la nashiji-hada dei grandi capolavori Yamashiro. In quanto il loro approccio ha portato ad un particolare risultato, i termini konuka-hada o Hizen-hada (肥前肌) furono coniati per riferirsi a questi lavori. Questo significa che si deve evitare di utilizzare il termine konuka-hada in ogni contesto che non sia Hizen in quanto potrebbe creare confusione. Nello specifico questo tipo di hada ricorda la crusca di riso (konuka), da qui il suo nome. Konuka-hada è difficile da catturare in foto ma dovreste essere in grado di cogliere la finezza e prima di tutto uniformità del jigane della prima gen. Hizen Tadayoshi’s (忠吉) del sunnobi-tantō mostrato nella foto sotto (che tra l'altro è una delle mie lame preferite, non mia tuttavia).

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chirimen-hada (縮緬肌): come per nashiji e konuka, ci troviamo di fronte con la chirimen-hada ad un tentativo di introdurre una variazione specifica di una scuola, basata su un molto fine ed uniforme ko-mokume armoniosamente ricoperto in ji-nie. Questo significa che nashiji, konuka e chirimen-hada hanno la stessa base tecnica ma non lo stesso aspetto (solo con nomi diversi). Una chirimen-hada è ora il “risultato” che si ritrova nelle lame Aoe. Viene così chiamata a cause della struttura di forgiatura liscia e ricoperta uniformemente di ji-nie tipica di Aoe, la quale ricorda le increspature della seta (chirimen).

 

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Muji-hada (無地肌): il termine muji-hada viene usato quando una jihada non è riconoscibile perchè forgiata troppo densamente, riferito principalmente a lame shinshintō o gendaitō. L'acciaio non è esattamente senza grana ma fino ai tempi più recenti era molto difficile rendere visibile una tale jihada, anche dopo un'accurata politura. Tuttavia i dettagli di lame descritte precedentemente come muji ora possono essere portati alla vista grazie alle migliorate tecniche di politura. In quanto muji-hada è un sinonimo di “nessuna struttura/hada hada,” sempre più il termine muji-fū (無地風), letteralmente “tendente a mostrare nessuna struttura”, è diventato più comune in quanto tecnicamente l'acciaio ha una hada ma che è solo indistinguibile.

 

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Ha-hada (刃肌): ultimo ma non in ordine di importanza, voglio introdurre il termine ha-hada il quale è usato, come il nome suggerisce, per riferirsi a una struttura di forgiarura che è molto visibile nella parte temprata del filo, in breve nel hamon. La foto sotto mostra una lama Ko-Hōki, una scuola in cui dovete sempre aspettarvi di trovare ha-hada. In questo contesto bisogna dire che la forma, bordo e/o aspetto del hamon è sotto l'influenza della struttura di forgia “sottostante”. Questo significa che un forgiatore non può semplicemente creare ogni tipo di hamon in ogni tipo di jigane, o almeno il risultato finale sarà difficilmente prevedibile se questi due elementi non vanno di pari passo. L'intenzione dietro al controllo di un forgiatore nel rapporto tra acciaio e forgiatura è effettivamente un elemento molto sofisticato ed un importante fattore quando bisogna trarre conclusioni sulle piano delle capacità e fini artistici dello stesso. Come menzionato in precedenza, ci vuole del tempo per comprendere cosa è naturale e non pilotato, cosa è un eccellente ricostruzione di naturalezza, cos'è un tentativo decente di questo e cosa è incoerente. Per fare questo dovete tenere in mano la lama, questo significa che è impossibile o quasi trarre tali conclusioni sulla base di qualche foto.

ha-hada.jpg

Questa era sono un infarinatura delle più comuni strutture di forgiatura e descriverò le caratteristiche tipiche, peculiarità e similarità più tardi negli individuali capitoli delle scuole. Una terza parte sul jigane seguirà a breve ed introdurrà le diverse forme di utsuri prima di passare al capitolo introduttivo sul hamon.

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Grazie Manuel, quindi se ho ben compreso e scusa sin d'ora eventuali inesattezze, quando si fa riferimento alla Muji hada, una non ben eseguita politura della lama "grezza" potrebbe celare una hada diversa, quindi non portare alla luce la giusta tecnica di forgiatura eseguita, in generale una politura mal eseguita, (non oso pensare come ciò sia possibile) visto che è la politura a "vestire" nella giusta maniera la lama, può nascondere la vera hada, che una seconda politura stavolta ben eseguita dopo anni potrebbe rivelare.

Una seconda vita della lama stessa , nobilitata in maniera differente, scoprendo una hada di stile differente?

Mi scuso ancora per l'ignoranza e grazie ancora.


Antonio Vincenzo

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Grazie Manuel, quindi se ho ben compreso e scusa sin d'ora eventuali inesattezze, quando si fa riferimento alla Muji hada, una non ben eseguita politura della lama "grezza" potrebbe celare una hada diversa, quindi non portare alla luce la giusta tecnica di forgiatura eseguita, in generale una politura mal eseguita, (non oso pensare come ciò sia possibile) visto che è la politura a "vestire" nella giusta maniera la lama, può nascondere la vera hada, che una seconda politura stavolta ben eseguita dopo anni potrebbe rivelare.

Una seconda vita della lama stessa , nobilitata in maniera differente, scoprendo una hada di stile differente?

Mi scuso ancora per l'ignoranza e grazie ancora.

Ovviamente per valutare una hada è necessaria una buona politura, ovviamente se l'aspetto della superficie è opacizzato dal tempo è difficile valutarla e ad occhi inesperti potrebbe apparire muji, in realtà se guardi ora ho aggiunto una lama con hada muji (una gendaito) e come scritto è presente una trama nel metallo, ma che probabilmente in tempi più antichi sarebbe stata difficilmente visibile

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cmq questa parte con le immagini che hai integrato tu è un fiore all'occhiello

Grazie, credo sia importante avere un idea visiva di come appaiono nella realtà, un disegno non è sufficiente

(tra l'altro tre foto sono di mie lame)

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Ma, ditemi se dico bene, una lama che presenta una hada "muji" presenta una hada la cui granatura è assente o scarsamente viisibile (come da glossario). Quindi si tratterebbe di una lama di minor pregio?

Ma se così fosse, anche rifacendomi a quanto affermava Altura, ben poco potrebbe una politura, foss'anche eseguita a regola d'arte, perchè poco o nulla ci sarebbe da portare alla luce.

Un sentito ringraziamento per l'eccellente traduzione (e le altrettanto eccellenti integrazioni).

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Grazie, credo sia importante avere un idea visiva di come appaiono nella realtà, un disegno non è sufficiente

(tra l'altro tre foto sono di mie lame)

assolutamente d'accordissimo. non hai idea quanto. e' il più grande difetto del nagayama.

avevo già dato una letta veloce a questo capitolo ma in tutta onestà aspettavo la traduzione per leggerlo con più calma.

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Ma, ditemi se dico bene, una lama che presenta una hada "muji" presenta una hada la cui granatura è assente o scarsamente viisibile (come da glossario). Quindi si tratterebbe di una lama di minor pregio?

Ma se così fosse, anche rifacendomi a quanto affermava Altura, ben poco potrebbe una politura, foss'anche eseguita a regola d'arte, perchè poco o nulla ci sarebbe da portare alla luce.

Un sentito ringraziamento per l'eccellente traduzione (e le altrettanto eccellenti integrazioni).

beh se non ricordo male anche una politura non a regola d'arte potrebbe mostrare una hada "muji"...

in ogni caso la hada dovrebbe dipendere soprattutto da come è stato ripiegato il panetto più che dalla qualità del jitetsu.

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Ma, ditemi se dico bene, una lama che presenta una hada "muji" presenta una hada la cui granatura è assente o scarsamente viisibile (come da glossario). Quindi si tratterebbe di una lama di minor pregio?

Ma se così fosse, anche rifacendomi a quanto affermava Altura, ben poco potrebbe una politura, foss'anche eseguita a regola d'arte, perchè poco o nulla ci sarebbe da portare alla luce.

Un sentito ringraziamento per l'eccellente traduzione (e le altrettanto eccellenti integrazioni).

Diciamo che la hada muji si trova principalmente nelle shinshinto e nelle gendaito, ma per due motivi differenti, nel primo caso per la ricerca di una grana estremamente fine con un numero di ripiegature superiore al necessario e nel secondo (a mio avviso) per l'utilizzo di acciai moderni.

Il risultato può sembrare simile ma la differenza si vede qualitativamente negli hataraki dentro l'hamon, sebbene siano inferiori ad altri tipi di hada.

Ovviamente dipende dal gusto personale, ma solitamente le lame shinshinto con hada muji non sono valutate come capolavori,

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Diciamo che la hada muji si trova principalmente nelle shinshinto e nelle gendaito, ma per due motivi differenti, nel primo caso per la ricerca di una grana estremamente fine con un numero di ripiegature superiore al necessario e nel secondo (a mio avviso) per l'utilizzo di acciai moderni.

Il risultato può sembrare simile ma la differenza si vede qualitativamente negli hataraki dentro l'hamon, sebbene siano inferiori ad altri tipi di hada.

Ovviamente dipende dal gusto personale, ma solitamente le lame shinshinto con hada muji non sono valutate come capolavori,

Beh non mi trovi molto d'accordo, non sono considerati capolavori rispetto a cosa? Quindi quasi tutti i fabbri della scuola Suishinshi sarebbero qualitativamente inferiori? E ricordiamoci che forgiavano pure in altri stili, perché detta così sembra che non sapessero fare altro che hada muji perché non così bravi.

Diego T.

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Beh non mi trovi molto d'accordo, non sono considerati capolavori rispetto a cosa? Quindi quasi tutti i fabbri della scuola Suishinshi sarebbero qualitativamente inferiori? E ricordiamoci che forgiavano pure in altri stili, perché detta così sembra che non sapessero fare altro che hada muji perché non così bravi.

In realtà quando si parla dei grandi dello shinshinto non si trova quasi mai hada muji, al massimo un ko-itame o ko-mokume che tendono al muji, detto questo ovviamente una lama va valutata nel suo contesto storico, ma solitamente un lavoro di alto livello dello shinshinto non è comparabile ad una lama koto di alto livello per qualità di hamon, jigane e hataraki.

Poi come detto sono gusti, a tanti piacciono le shinshinto (non a caso i prezzi dei forgiatori quotati sono al livello di buone koto) e non c'è nulla di male in questo.

Ovviamente poi la qualità degli hataraki presenti anche in una hada tendente a muji dipendono dalle qualità del forgiatore e del tamahagane, in questo le shinshinto sono di molto superiori alle gendaito muji

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Beh i gusti son gusti, le lame non sono comparabili, e credo che quello che tu esprimi sia un pensiero comune. Meglio per chi si interessa alle lame shinshinto avrà meno concorrenza.


Diego T.

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Io credo che, sul tema della hada muji, la tecnica di politura abbia assunto un'importanza primaria e che il termine stesso sia fuorviante e, forse, ormai obsoleto. Tutte le lame shinshinto di altissima qualità che ho potuto vedere dal vivo, con politura moderna, mostravano una hada, pur se estremamente compatta e non immediatamente visibile. Anche lame di Munetsugu, che in base ai sacri testi forgiava spesso e volentieri muji. Probabilmente le stesse lame, con la politura di 100 anni fa, potevano sembrare "muji", è così a suo tempo furono definite.

Realisticamente, con le tecniche di politura odierne, anche una lama ottenuta da una rotaia mostra una hada, e quindi non è tecnicamente "muji". Per questo, probabilmente, è un termine che, oggigiorno, andrebbe forse riconsiderato. Oppure riferito solo alle lame che davvero sono muji, ovvero quelle ottenute da una semplice barra non forgiata e non precedentemente laminata.

 

Il fatto che la NBTHK continui ad utilizzare il temine muji nelle descrizioni dei kantei serve fondamentalmente, a mio parere, a poter distinguere il ko itame dello shinshinto dal ko itame dello shinto. Da quello che ho potuto vedere coi miei occhi la differenza del "tessuto" della hada è, in molti casi, davvero minima; nel ko itame dello shinshinto, però, io ho sempre visto tendenzialmente meno ji nie.

 

Comunque, a parte i gusti, alcune lame di Naotane non hanno tecnicamente nulla da invidiare ai "mostri" del Kamakura, hamon, hataraki ed hada compresa.... :vecchiocinese:

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Io credo che, sul tema della hada muji, la tecnica di politura abbia assunto un'importanza primaria e che il termine stesso sia fuorviante e, forse, ormai obsoleto. Tutte le lame shinshinto di altissima qualità che ho potuto vedere dal vivo, con politura moderna, mostravano una hada, pur se estremamente compatta e non immediatamente visibile. Anche lame di Munetsugu, che in base ai sacri testi forgiava spesso e volentieri muji. Probabilmente le stesse lame, con la politura di 100 anni fa, potevano sembrare "muji", è così a suo tempo furono definite.

Realisticamente, con le tecniche di politura odierne, anche una lama ottenuta da una rotaia mostra una hada, e quindi non è tecnicamente "muji". Per questo, probabilmente, è un termine che, oggigiorno, andrebbe forse riconsiderato. Oppure riferito solo alle lame che davvero sono muji, ovvero quelle ottenute da una semplice barra non forgiata e non precedentemente laminata.

si è esattamente quello che dice Sesko sotto muji hada

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Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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