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Va bene Manuel cosa significa? Credo che hai capito cosa volevo intendere, oppure contestiamo pure che se lo autoproducevano anche il tamahagane in passato? Che ci mischiavano pure materiale meno puro?


Diego T.

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La procedura per fare il tamahagane o oroshigane è sempre la stessa, sia che lo si faccia in casa in piccolo che in una tatara, viene fatto ancora oggi da diversi forgiatori, non usano forni in argilla ma il risultato finale non cambia, lega di ferro e carbonio quasi puro.

Ovviamente essendo artigianale cambia da persona a persona e da colata a colata

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Il risultato è lo stesso perché lo dici tu? Quindi ti sei risposto da solo, non è cambiata la produzione?


Diego T.

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Comunque che se ne dica o no riprendo una riga di mauri e di gian.

Siamo degli inviolabili romantici e sono le discussioni da salotto che condiscono poi quello che è lo studio.

Almeno per me è così.

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La tecnica di produzione è la stessa, i risultati diversi.

Non capisco però quale sia il tuo punto di discussione, qual'è la definizione di nihonto per te?

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Se ammettiamo che ogni forgiatore è libero di realizzare da sè la materia prima (come pure di scegliere una particolare materia prima già realizzata da altri) siamo al succo della questione. Speculare su ciò che ha impiegato per raggiungere il risultato che aveva un mente ha poco senso anche perché, ammettendo di giungere ad una conclusione, questo non ci farà realmente capire più a fondo che cosa "è" una nihonto. Tutt'al più avremo un ennesimo dato scientifico da aggiungere a tanti altri.

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Allora Manuel, una nihonto è una lama forgiata tradizionalmente con tamahagane, però c'è un ma riguardo al tamahagane, per esempio la lama di yoshindo forgiata con un meteorite non è una nihonto? I fabbri che mischiavano chiodi o altri pezzi non di tamahagane con tamahagane non producevano nihonto? Il tamahagane non è forse cambiato parecchio nel corso della storia. Io credo che sia questo il punto. Poi credo che la cosa possa diventare soggettiva al contrario di altro.


Diego T.

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Personalmente ciò che mi affascina, oltre che la metodologia quasi maniacale di tutto il processo, e che risulta essere efficiente quanto efficace, è la sopravvivenza del mito. Il fascino del mistero e del segreto. Fattori che non puoi prendere e trapiantare da un'altra parte come se nulla fosse, perchè non attecchiscono allo stesso modo.

Per oltre mille anni nihonto e la definzione di un qualcosa che non si è riusciti a riprodurre fedelmente da altre parti. Nihonto è vestirsi di bianco e aspettare il giorno propizio, è conoscere perchè è stato tramandato e non scritto. E' l'esaltazione di una particolare forma di artigianato, che raramente è arrivata ai giorni nostri in maniera pressochè immutata proprio per via di quella particolara cultura e sistema di valori tipico giapponese.

Poi viene tutto il resto....

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Allora Manuel, una nihonto è una lama forgiata tradizionalmente con tamahagane, però c'è un ma riguardo al tamahagane, per esempio la lama di yoshindo forgiata con un meteorite non è una nihonto? I fabbri che mischiavano chiodi o altri pezzi non di tamahagane con tamahagane non producevano nihonto? Il tamahagane non è forse cambiato parecchio nel corso della storia. Io credo che sia questo il punto. Poi credo che la cosa possa diventare soggettiva al contrario di altro.

Il chianti senese non è il chianti classico, ma è chianti. Eppure non è il chianti conosciuto in tutto io mondo.

 

Con le nihonto potresti fare lo stesso discorso....

È nihonto una lama di yoshindo fatta con il meteorite? No.

È nihonto una lama di manuel fatta con il tamahagane? No.

È una nihonto fatta da gassan in America in 5 giorni con il tamahagane? Forse sì, per me no.

Che un maestro giapponese faccia tutto dalla A alla Z conpresa preparazione, materiale e accessori... nella pista di Imola, allora sì è una nihonto.

 

Che poi siano tutti risultati ammirevoli come minimo di osservazione (giusto per aver accostato manuel a grandi maestri), e un altro discorso. Che con un meteorite si possano ottenere risultati brillanti è un altro discorso. Che con le rotaie si possa ottenere una lama cmq efficientissima ok.

Ma si va cmq a perdere quello che è stato il risultato di oltre 1000 anni di evoluzione e mantenimento di pratiche tramandate oralmente.

 

Questo, sia chiaro, è solo il mio pensiero, nulla più

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Allora Enrico se viene usato un maglio meccanico non è una nihonto?


Diego T.

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Esatto, yoshindo nell'idea che mi sono fatto di nihonto, in senso stretto non fa nihonto rispettando le tradizioni millenarie.

Che però sarà il futuro probabilmente lo posso tranquillamente capire.

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Va anche detto che yoshindo ha ricostruito la sua "fucina" sempre in casa ed esattamente allo stesso modo dopo 3 incendi...

Ripeto: è la mia personale idea di nihonto.

Una definizione può però essere più o meno "strict"...

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Se la lama di Yoshindo con percentuali di metallo meteoritico non è una nihonto allora non lo sono neppure le numerose lame di Yasutsugu con percentuali di nanban tetsu (e compagnia cantando).

Se la nihonto per essere tale deve corrispondere a quella del Kamakura, sotto l'aspetto esecutivo, allora tutti i forgiatori odierni possono anche dedicarsi alla pittura.

 

Diverse persone importanti dell'ambiente, in Giappone, pensano effettivamente che la storia della nihonto, dalla fine del Kamakura in poi, sia un progressivo ed inarrestabile declino.

Dopo la nostra visita e gli oggetti che abbiamo potuto vedere ammetto che, per certi versi, c'è una verità in questa posizione estrema. Appena ho un pó di tempo cercherò di articolare una riflessione sull'argomento.

 

D'altra parte questa posizione estrema porta con se la logica conseguenza di spazzare via personaggi come Kunihiro, Umetada, etc. E questa è una cosa che nessun ultraconservatore romantico giapponese sarà mai disposto veramente a fare.

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Ok Gian, è appunto ciò che volevo dire, forse mi sono spiegato io male, in ogni caso è un tema che può aprire un infinità di discussioni che portano a diversi punti di vista e quindi molto soggettivo.


Diego T.

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Se posso contribuire con una mia breve riflessione a questa interessantissima discussione, io direi di non perdere di vista il concetto giapponese che vuole tradizione E innovazione non così opposti ed inconciliabili come, spesso, lo sono per noi occidentali.

Ciò che per la cultura giapponese ed orientale in genere è veramente importante è il concetto di "armonia", di bellezza nel senso di "geijutso", cioè nel senso di un processo che porta l'oggetto (in questo caso la lama) al suo massimo grado di perfezione.

Se la bellezza non è intesa come la bellezza in quanto tale, ma come il processo che "conduce" alla bellezza, allora c'è da chiedersi quanto ed in quale misura questa bellezza non possa essere ricavata anche in maniere che non rispettano rigorosamente una tradizione che la cultura orientale, ripeto, non vede nello stesso modo dicotomico ed escludente (rispetto l'innovazione) di quella occidentale.

Dunque, si diceva, che cos'è un/una "nihonto"?

Dal mio punto di vista, è un qualcosa di bello nel senso di "geijutso", cioè nel senso tradizionale e (appunto congiungerei, non escluderei) bello anche nel senso di "bijutso" (un senso che la cultura giapponese mutua da quella occidentale), cioè bello di una bellezza in quanto tale (una bellezza "fatta", e non più in itinere come nell'altro senso).

Insomma, e per farla breve, io sfumerei certe posizioni troppo nette, che certo poco appartengono al modo di vedere orientale (del resto, implicitamente, mi pare lo accenni anche Gianluca nelle ultime righe del suo intervento appena sopra questa mia risposta).

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chiedo scusa per l'intrusione, vorrei dire la mia che potete anche non prendere in considerazione, credo che abbiate ragione tutti e mi spiego, facendo un parallelo con il vino, e li qualcosa so, è scientifico che per fare un tipo di vino servono quattro condizioni: il vitigno, il terreno, quello che i francesi chiamano "le terroir", il microclima e l'opera dell'uomo, vuol dire che cambiando una sola di queste variabili il vino che ne risulta non è lo stesso, ne migliore ne peggiore ma differente eccola la parola "differente" anche tra i forgiatori giapponesi vi era differenza di forgiatura, tempi di fusione del tamahagane, differente sabbia, differente tempra o periodo di esecuzione della lama, ma una cosa è indiscutibile quelle tutte si possono chiamare nihonto per lo stesso motivo per il quale se in Francia qualcuno distilla vinacce, gli è vietato chiamarne il distillato "grappa" sarà comunque grappa ma la storia è la nostra, se noi qui in Italia ci mettessimo a cuocere i grappoli d'uva per distillazione non potremmo il distillato chiamarlo "cognac". anche se noi il vino lo facciamo da duemila anni anche prima dei francesi (la vite viene da noi dalla mesopotamia poi dalla Grecia ed i fenici la portano in Italia ed infine arriverà in Francia) in conclusione, qualsiasi lama fatta da loro nella maniera tradizionale giapponese sarà una nihonto, qualsiasi tipo di forgiatura eseguita fuori dal Giappone che dia come esito una spada sarà differente da una nihonto e non può chiamarsi così. Aggiungo se posso una precisazione per Enrico lascia stare la "napa walley" quando le hai confrontate con le colline Senesi ho avuto un brivido freddo, mentre ti posso dire che in Napa walley ed in puglia si producono i migliori vini rosati del mondo, il perché non lo so, il sole forse. Grazie a tutti.


Antonio Vincenzo

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Gian, agganciandomi al discorso sulle lame del Kamakura, vorrei aprire una riflessione... cosa le rende tanto superiore a lame successive? La bravura del forgiatore? Tecniche che seppur tramandate sono andate via via perdendosi? Oppure materiale diverso? O tutte e tre?


Diego T.

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