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Manuel Coden

KANTEI 3 – HAMON & BŌSHI #3 (Le differenti forme di bōshi)

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KANTEI 3 – HAMON & BŌSHI #3

Articolo originale: https://markussesko.com/2015/06/10/kantei-3-hamon-boshi-3/ di Markus Sesko.

Traduzione ed integrazioni di Manuel Coden.

 

Arriviamo ora al bōshi (帽子, a volte anche scritto con i caratteri [鋩子]), la continuazione dello hamon nel kissaki che continua con un kaeri (返り), anche chiamato “curva all'indietro” , all'indietro o su verso il mune. L'estremità finale del kaeri, cioè dove la tempra raggiunge il mune, è chiamata tome (留め) che significa semplicemente “stop”. Va detto che alcuni si riferiscono con bōshi solo alla continuazione del hamon e vedono il kaeri come elemento separato. Questo significa che l'hamon nel kissaki è il bōshi e la parte sul mune è il kaeri. Ma nella maggior parte dei casi il termine bōshi è usato per riferirsi al insieme dei due, cioè hamon nel kissaki e kaeri ed è così che io utilizzo il termine. Prima di continuare con le diverse interpretazioni di bōshi dobbiamo indicare il fatto che il bōshi è considerato un punto molto sensibile per un kantei. La ragione di questo è che temprare il kissaki in maniera appropriata, cioè in un modo che lasci un hamon uniforme e controllato e una curva indietro su questa zona piuttosto piccola e rastremata, richiede una certa abilità. Di conseguenza, la qualità del bōshi è un ottimo indicatore per la qualità generale della lama perchè è piuttosto improbabile che il forgiatore lo abbia fatto bene ma abbia fatto male il resto del hamon, per dirla in maniera brutale. Quindi giudicare il bōshi è solitamente “l'ultimo ritocco” nel vostro kantei, o in altre parole, può confermare le vostre conclusioni tratte dal sugata (periodo di produzione), jigane (acciaio), e hamon (scuola) e vi permette di ridurre il vostro giudizio a un certo forgiatore all'interno di una scuola o almeno rassicurarvi sulla scelta della scuola che avete fatto tramite l'hamon. Altrimenti è così unico che dovete fare un passo indietro e modificare il vostro giudizio sulla scuola guardando ancora l'hamon. Fino a qui la teoria, ma l'argomento bōshi viene con con un grande “ma” che è la politura del kissaki. Questo significa che per lo stesso motivo per cui è difficile da temprare per un forgiatore, questa parte è anche difficile da polire per il politore, e questo per due ragioni: una ragione è il fatto che il kissaki ha superfici convesse, di per se non un gran problema poiché anche il ji è convesso con il niku, ma l'altra ragione è che nihontō richiede una punta che contrasti con il resto della superficie della lama. Quindi il politore deve levigare la punta in una maniera diversa rispetto a quanto fa con il ji e lo shinogi-ji (potete trovare una descrizione dettagliata del processo di politura del kissaki nel libro The Craft of the Japanese Sword). Dalla mia esperienza posso dire che spesso la politura della punta viene in qualche modo trascurata, o piuttosto viene messa troppa enfasi nell'effetto di contrasto piuttosto che nella visibilità del bōshi. Questo vuol dire che nel peggiore dei casi avrete solo una superficie bianca satinata che vi renderà molto difficile vedere la tempra. Una buona cosa nelle lame giapponesi è che l'hamon appare ad uno stadio piuttosto iniziale della politura, quindi perlomeno sarete in grado di vedere qualcosa nel kissaki, forse almeno la forma generale della tempra. Però questo funziona solo se avete il tempo e la libertà di guardare una lama in una maniera che vi permetta di vedere qualcosa. In una sessione di kantei non avete quel tempo e libertà, in quanto non è che potete prendere la lama e andarvene in giro a trovare una fonte di luce dove poter guardare il kissaki per diciamo due minuti.

Ritorniamo al bōshi, ma prima qualche altra cosa deve essere spiegata prima che io introduca le diverse forme di bōshi. Come vedremo dopo c'è un termine speciale per un kissaki completamente o quasi completamente temprato, ma se ha solo una cospicua e larga parte temprata si parla di yaki ga fukai (焼きが深い), chi si traduce semplicemente come “tempra larga”. Altra cosa importante per un kantei sofisticato è di giudicare dove l'hamon nel kissaki inizia a tornare indietro verso il mune. Se il kaeri inizia piuttosto vicino allo yokote, parliamo di un sagari-kaeri (下がり返り), e se inizia visibilmente oltre, cioè più verso la punta del kissaki, parliamo di agari-kaeri (上がり返り). Bisogna notare che questa caratteristica può essere deliberata, cioè applicata dal forgiatore, o, nel caso di inizio avanzato agari-kaeri, potrebbe essere per il fatto che il kissaki ha perso del materiale. A parte questo il kaeri può essere notevolmente appuntito, a cui ci si riferisce con togari-kaeri (尖り返り) o togari-bōshi (尖り帽子). In quanto i bōshi con un kaeri appuntito sono una sorta di categoria a parte, le combinerò nella sezione seguente sotto il termine generico togari-bōshi. Come vedete si fa di nuovo complicato, ma l'argomento bōshi non è in realtà così complicato da memorizzare come potrebbe sembrare. Un buon consiglio per iniziare è controllare la combinazione di hamon e bōshi. Questo significa, il bōshi è una continuazione del hamon o la forma della tempra cambia allo yokote? Se è così, le possibilità sono altre che vi troviate di fronte ad una lama shintō, in quanto nel periodo kotō era più comune lasciare che l'hamon continuasse “naturalmente” nel kissaki. Nello shintō e con l'incremento dell'aspetto artistico della spada, il ji era visto più come una tela dove il forgiatore potesse “dipingere” il suo hamon, incorniciato dallo yokote e dal ha-machi. Quando ci fu un ritorno alla tendenza al kotô nel tardo periodo Edo, anche l'hamon continuò con il questa tendenza di nuovo dentro il bōshi. Questa è solo una regola generale, molto semplificata, ed una cosa da mettere in contesto con quello che avete imparato finora della lama. Per esempio se avete una classica kotō Ichimonji che mostra un fiammeggiante chōji hamon e perfino utsuri ma poi vedete che il bōshi è suguha o notare-komi, state probabilmente vedendo un lavoro di scuola Ishidô.

 

3.4 Le diverse forme di bōshi

 

Aoe-bōshi (青江帽子) – Speciale interpretazione del bōshi che appare con la scuola Chū-Aoe school, il quale è ondulato, presenta uno stretto nioiguchi, ed il cui piccolo ko-maru-kaeri ritorna in maniera relativamente improvvisa e piuttosto appuntita e va in maniera diretta al mune.

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hakikake-bōshi (掃掛け帽子) Bōshi in cui la principale caratteristica sono gli hakikake. Cioè un bōshi con una quantità di hakikake maggiore di quello a cui ci si riferisce con kaen (火炎).

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ichimai-bōshi (一枚帽子) – Un kissaki completamente o quasi completamente temprato. In alcuni casi il profilo del bōshi si riesce ancora a vedere nella zona del kissaki. Questo significa che il kissaki non è completamente temprato e un kaeri si può ancora vedere nella zona molto vicina al mitsukado (il punto dove yokote, shinogi, e ko-shinogi si incontrano). Le transizioni tra un ichimai-bōshi e un bōshi con un pronunciato yaki ga fukai sono fluide.

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ichimonji-kaeri (一文字返り) Bōshi dove il kaeri termina in maniera diretta verso il mune e non ritorna indietra verso il dorso (o ritorna molto poco)

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jizō-bōshi (地蔵帽子) Bōshi che appare più o meno come un midare-komi ma con una area del kaeri ristretta che lo fa apparire come il profilo di una statua del Bodhisattva Jizō. Il jizō-bōshi è tipico particolarmente per le lame Mino.

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kaen (火焔・火炎) – Lett. “fiamma, fiammata.” Bōshi carico di nie con un abbondanza di hakikake che ricorda delle fiamme. A volte chiamato anche col termine kaen-gashira (火焔頭・火炎頭, lett. “testa in fiamme”).

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ko-maru (小丸) – Piccolo kaeri rotondo.

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midare-komi (乱れ込み) – Irregolare bōshi su base midare.

midare-komi.jpg

Mishina-bōshi (三品帽子) – Di base una variante del sansaku-bōshi ma con un kaeri che ricorda uno stretto kaeri in stile jizō. Questa interpretazione del bōshi venne spesso usata da forgiatori in prossimità della scuola Mishina, da cui il nome.

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nie-kuzure (沸崩れ) – Un bōshi pesantemente carico di nie che appare così frastagliato che è difficile definire l'habuchi o il profilo, o nel caso di estremo nie-kuzure il profilo è impossibile da definire. Il nie-kuzure si trova spesso nelle lame Sōshū e nei forgiatori e scuole influenzate dalla tradizione Sōshū, per esempio le scuole Hasebe (長谷部) e Nobukuni (信国), Shikkake Norinaga (尻懸則長), e i forgiatori Sōden-Bizen, Horikawa, e Satsuma-shintō , solo per nominarne alcuni. Le transizioni tra nie-kuzure, molto hakikake, e kaen sono fluide. Un nie-kuzure bōshi può anche tendere a ichimai-bōshi su base di nie nel caso l'intero kissaki sia interamente coperto in nie.

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notare-komi (湾れ込み) – Un bōshi leggermente ondulato su base notare.

notare-komi.jpg

ō-maru (大丸) – Largo e rotondo kaeri.

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sansaku-bōshi (三作帽子) – Lett. “bōshi dei Tre Grandi Maestri (Osafune)” i quali sono Nagamitsu (長光), Kagemitsu (景光), e Sanenaga (真長) in quanto erano noti per applicare questo tipo di bōshi. Formato da un suguha che scorre dritto per un breve tratto oltre lo yokote e segue poi in maniera appena ondulata verso il fukura per poi ritornare indietro con un compatto ko-maru-kaeri.

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taki no otoshi (滝の落し・瀧の落し) Bōshi con un lungo e piuttosto obliquo kaeri che ricorda una cascata (taki). Questo tipo di bōshi è solitamente associato con le lame Mihara.

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taore-bōshi (倒れ帽子) – Lett. “bōshi cadente”. Bōshi in cui il kaeri curva verso lo ha. Caratteristica tipica delle lame Sue-Seki (foto seguente a sinistra) o di Sa Yasuyoshi (安吉) (foto seguente a destra). Il loro bōshi appare come un jizō-bōshi in cui la testa di Jizō pende verso lo ha ma la differenza è che nei forgiatori Sa la testa tende ad essere più appuntita. Va notato che un bōshi con un kaeri che si avvicina al filo a causa della perdita di materiale viene anche chiamato taore-bōshi. Ma bisogna essere cauti ad usare questo termine e specificare se si tratta di un kissaki alterato o di una caratteristica specifica di un certo forgiatore.

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tarumi-bōshi (弛み帽子) – Lett. “bōshi allentato, rilassato”. Sugu-bōshi che è dritto o, se ondulato, non corre parallelo al fukura. In termini esagerati il bōshi è “stanco” e si deve “rilassare” e quindi prende la strada più corta, che è dritta, verso il kaeri. Per esempio un sansaku e un Mishina-bōshi vengono classificati come tarumi-bōshi.

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togari-bōshi (尖り帽子) – Come menzionato, un bōshi con un kaeri particolarmente appuntito. Una forma di togari-bōshi è il rōsoku-bōshi (蝋燭帽子) il quale è di base un midare-komi bōshi con un piuttosto appuntito kaeri, principalmente pieno di nioi, il quale ricorda lo stoppino di una candela (rōsoku no shin), per cui a volte ci si riferisce ad esso come rōsoku no shin (蝋燭の芯) invece che rōsoku -bōshi . Questa interpretazione di bōshi è tipica per Osafune Kanemitsu (兼光) e la scuola Ōei-Bizen (foto seguente a sinistra). Un particolarmente appuntito kaeri che tende a rōsoku il quale appare in combinazione con molti nie ed un piuttosto largo e lungo kaeri è tipico per Chōgi (長義), quindi anche il termine Chōgi-bōshi esiste per riferirsi a questo particolare tipo di togari-bōshi (foto seguente al centro). Un togari-bōshi è anche tipica caratteristica della scuola Sa (), ma nel loro caso la parte rōsoku è un po' più larga alla base rispetto a Kanemitsu e la scuola Ōei-Bizen (foto seguente a destra).

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tora no ago (虎の顎) – Lett. “mento della tigre.” Termine per riferirsi ad un bōshi visto nelle lame di Kotetsu (虎徹) e forgiatori nelle prossimità della sua scuola, dove l'hamon mostra un doppio yakikomi giusto prima dello yokote e scorre dopo lo spigolo più o meno parallelo lungo il fukura verso un ko-maru-kaeri. Il nome si rifà alla somiglianza di questo elemento di yakikomi al mento della tigre (n.d.t. Forse anche in quanto il primo kanji di Kotetsu () è il kanji per tigre).

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tora no o (虎の尾) – Lett. “coda della tigre”. Bōshi con un più o meno lungo kaeri che corre parallelo al mune e termina improvvisamente e tondeggiante. Questo tipo di bōshi ricorda la coda (o) di una tigre (tora) ed è solitamente associato con le lame Ko-Mihara.

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yakitsume (焼詰め) – Anche pronunciato yakizume. Un bōshi dove l'hamon termina senza kaeri. Lo yakizume stesso può essere sugu o midare-komi e accompagnato da vari hataraki.

yakitsume.jpg

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grazie x la traduzione!! la butto lì: poichè questo è un lavoro ben fatto ed approfondito ed è sulla parte libera del forum, si potrebbe inserire il link a questo subforum sul sito dell'associazione, nel menù sulla lama giapponese, sempre non ci sia da chiedere il permesso a Sesko..

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