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Manuel Coden

KANTEI 4 – YAMASHIRO #4 – SCUOLA GOJŌ (五条)

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KANTEI 4 – YAMASHIRO #4 – SCUOLA GOJŌ (五条)

Articolo originale:https://markussesko.com/2015/08/22/kantei-4-yamashiro-4-gojo-%E4%BA%94%E6%9D%A1-school/ di Markus Sesko

Traduzione ed integrazioni di Manuel Coden

Siamo arrivati all'unica derivazione diretta di Sanjō, la scuola Gojō. Secondo la tradizione e come visto nella genealogia Sanjō presentata qui, la derivazione fu fondata dal figlio di Sanjō Arikuni (有国), Kanenaga (兼永), il quale visse e lavorò nelle vicinanze dell'asse Kyōto Gojō, dal quale la scuola prende il nome. Tradizionalmente Kanenaga è datato attorno a Chōgen (長元, 1028-1037) il che deve essere visto nel contesto di portarlo nella “distanza di nipote” da Munechika il quale, come sappiamo, è datato attorno a Ei’en (永延, 987-989).

Prima di continuare devo puntualizzare una cosa ovvia, che è valida per tutta questa serie. Come potete facilmente vedere parlando delle prime scuole, cioè tutto quelle che vengono con un prefisso “Ko-” (come qui Ko-Kyō-mono), significa avere a che fare con una grande mancanza di riferimenti esistenti. Quindi nessuno può evitare di fare la propria strada lungo le stesse poche lame e confrontarle al meglio possibile con con i riferimenti scritti (i quali a loro volta differiscono l'un l'altro).

A parte questo, i riferimenti storici erano spesso scritti in uno stile piuttosto colorito e i primi oshigata erano copie molto soggettive delle caratteristiche di una lama. In aggiunta c'è sempre stata la “necessità” per le classi superiori (guerriera o aristocratica) di possedere lame di certi famosi maestri nelle loro collezioni. Questo portò a molte firme contraffatte e attribuzioni di lame non firmate a nomi famosi le quali poi vennero inserite negli annali come originali a loro volta. Se combiniamo tutto questo è facile immaginare che stiamo guardando ad un enorme pout-purri di dati e non sorprende che molte lame non firmate che sono attribuite a un certo forgiatore o scuola non combaciano perfettamente con le interpretazioni dei pochi esempi firmati.

 

 

kanenaga1.jpg

Foto 1: le due “irremovibili” mei Kanenaga; la sinistra la jūyō-bunkazai, a destra la jūyō-bijutsuhin

 

Per Kanenaga, ci sono solo cinque lame firmate esistenti, o solo due se si escludono le tre dove rimane solo il kanji “Kane” (In due sono state accorciate fino al kanji “Kane”,entrambe sono jūyō, e l'altra, che è tokubetsu-jūyō, solo il kanji “Kane” è leggibile nella niji-mei). Le due “irremovibili” sono designate rispettivamente come jūyō-bunkazai e jūyō-bijutsuhin in quanto le due firme sono differenti (vedi foto 1).

La prima è firmata in maniera più grande della seconda e anche la parte inferiore del kanji “Kane” (兼) è incisa in maniera diversa.

La jūyō-bunkazai tachi (foto 2) è slanciata e ha un profondo koshizori con funbari e un ko-kissaki. Il kitae è un denso ko-itame pieno di ji-nie, fini chikei, e debole nie-utsuri. L'hamon è un ko-chōji in ko-nie-deki con un piuttosto largo nioiguchi che è misto con ko-midare, ko-gunome, ko-ashi, e kinsuji. Il bōshi è sugu con ko-maru-kaeri, nijūba, e hakikake. Il codolo è interamente ubu e temina kurijiri e un mekugi-ana. La lama ha una forma elegante e molto classica ma ancora presenta (vedi capitolo su Sanjō Yoshiie) alcune caratteristiche che mi fanno pensare a Bizen, per esempio la gran quantità di “vero” chōji (cioè non solo chōji ashi in un suguha-chō ma porzioni di chōji che protrudono “attivamente”), specialmente nel monouchi dove l'hamon mostra delle cospique variazioni di altezza. Quindi la sofisticata interpretazione generale del jiba fa pensare da una parte per un periodo di produzione successivo, cioè più un primo Kamakura che una medio-Heian, ma la forma classica e il nijūba nel bōshi che lega la lama con la scuola Sanjō dall'altra parte fa pensare ad Heian. Tuttavia possiamo forse trovarci a metà strada, che sarebbe il tardo o proprio la fine del Heian.

 

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Foto 2: jūyō-bunkazai, tachi, mei “Kanenaga” (兼永), nagasa 77.1 cm, sori 2.4 cm, shinogi-zukuri, iori-mune [proprietà di NBTHK, precedentemente della collezione di Kimura Tokutarō (木村篤太郎, 1886-1982)]

 

Non ho alcuna informazione sulla jūyō-bijutsuhin quindi mi voglio concentrae sulla tokubetsu-jūyō nel quale il secondo kanji è illeggibile ma che è comunque ubu. Vi prego di notare che NBTHK è, come spesso in questi alti livelli, cauta e da attribuzioni a Gojō in quanto ci furono altri artisti Gojō attivi il cui nome iniziava con “Kane,” ad esempio Kanetsugu (兼次) e Kaneyasu (兼安). Tuttavia questi forgiatori esistono praticamente solo su carta in quanto non ci sono loro lame firmate esistenti, ma è vero che non si può fare una diretta attribuzione a Kanenaga se non si è assolutamente certi.

Quindi la tokubetsu-jūyō (foto 3) ha anche lei un elegante sugata con un forte koshizori, funbari, e un ko-kissaki. Il jigane è un itame con ji-nie eun debole nie-utsuri. L'hamon mostra questa volta non così molti chōji. È un suguha-chō in ko-nie-deki misto a ko-chōji, ko-midare, e pieno di ashi e . Il nioiguchi è piuttosto stretto ma tende a essere spento nel monouchi. Il bōshi è sugu con un corto ko-maru-kaeri.

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Foto 3: tokubetsu-jūyō, mei “Kane…” (兼◯), nagasa 77.4 cm, sori 1.9 cm, shinogi-zukuri,iori-mune

 

Ora il presunto figlio di Kanenaga, Kuninaga (国永), con il quale incontriamo le stesse difficoltà. È listato, come detto, come figlio di Kanenaga ma alcuni lo vedono come suo fratello minore. Tradizionalmente è datato attorno a Tengi (天喜, 1053-1058) ma il problema è che diversi lavori di Kuninaga appaiono un po' più classici (quindi vecchi) che i lavori di Kuninaga. Ma ancosa la base di prove è molto limitata. Per i lavori firmati “irremovibili” di Kuninaga ce ne sono solo sei noti, e di questi sei possiamo vedere quattro diverse varianti di firma, con gli esperti che non sono in accordo con la datazione o attribuzione ai diversi artisti o generazioni. Iniziamo con il lavoro più famoso di Luninaga, il tesoro imperiale (gyobutsu) Tsurumaru-Kuninaga (鶴丸国永) (vedi foto 4), la cui mei fa una categoria a se stante delle quattro. Almeno la maggior parte degli esperti è d'accordo che la Tsurumaru non è solo il miglior lavoro di Kuninaga ma anche la migliore di tutte le Ko-Kyō-mono esistenti (e alcuni addirittura dicono sia il miglior lavoro Yamashiro ). La lama è ubu e kenzen, cioè in perfette condizioni, il che aggiunge valore al pezzo, mostra un elegante sugata con funbari e profondo koshizori che riduce la curva verso la punta. Il kitae è un molto denso ko-itame con fine e splendidi ji-nie e l'hamon è un suguha-chō con ko-midare e ko-chōji con spesso nioi, pieno di ko-nie, e kinsuji. Il bōshi tende a sugu e ha un ko-maru-kaeri. Quindi la Tsurumaru mostra in generale una lavorazione più sofisticata della Mikazuki-Munechika e viene datata in qualche modo più tarda.

kuninaga4-tsurumaru.jpg

Foto 4: gyobutsu, tachi, mei “Kuninaga” (国永), meibutsu Tsurumaru-Kuninaga, nagasa 78.8 cm, sori 2.7 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

 

Categoria due delle note Kuninaga-mei contiene due lame, una tachi preservata nel tempio di Ise e uan jūyō-bunkazai ken (vedi fotot 5) posseduta un tempo dall'esperto di tōsōgu Kokubo Ken’ichi. Sfortunatamente non ho foto della lama di Ise ma voglio presumere per il momento che la lavorazione sia simile a quella del ken in quanto la mei è molto simile. Il mio presupposto si basa sui seguenti due fattori: uno è l'affermazione di Honma sensei il quale era dell'opinione che la tachi del tempio di Ise è il piò vecchio lavoro firmato esistente di Kuninaga. L'altro fattore è che possiamo vedere evidentemente il molto classico approccio “stratificato naturalmente” nello ha del ken. Questa caratteristica può essere vista amche nei lavori di Sanjō Munechika il che supporta l'idea di una prima produzione. La tachi del tempio di Ise è slanciata e mostra un koshizori e un ko-kissaki. Il kitae è itamemisto con ō-hada in alcuni punti e l'hamon è un hiro-suguha-chō carico di nie misto a un ko-midare e ko-chōji che si presenta con un più debole nioiguchi. Il ken Mostra una notevole quantità di masame nel kitae che lo rende simile a Yamato. Questo più il fatto che sia un vecchio ken, si potrebbe aggiungere alla soggettiva “sensazione di antico” della lama e Tanobe sense presume che i ken siano sempre stati forgiati in una maniera più classica per dare una connotazione cerimoniale e religiosa e non lasciando spazio alla libertà artistica o lo spazio per tentare qualcosa di nuovo. A parte questo, Tanobe anche presume che il debole nioiguchi, quindi la sensazione più antica del hamon, della tachi del tempio di Ise sia da imputare a una perdita di hira-niku e che l'hamon potrebbe essere stato simile a quello della Tsurumaru.

Tsuneishi Hideaki (常石英明), l'autore di Nihontō no Kenkyū to Kantei e Nihontō no Kantei to Kansho, persino presume che la “categoria due” di mei porti ad una terza generazione di Kuninaga. Tsuneishi inoltre dice che la Tsurumaru-mei va datata agli ultimi anni della prima generazione di Kuninaga.

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Foto 5: jūyō-bunkazai, ken, mei “Kuninaga” (国永), nagasa 32.1 cm, ryō-shinogi-zukuri [precedentemente posseduta da Kokubo Ken’ichi]

 

Piuttosto classica è anche la tachi la cui mei forma la categoria tre. La lama è proprietà della famiglia Bizen-Ikeda (備前池田) ed è completamente ubu (vedi foto 6). È slanciata, ha un profondo koshizori che si riduce verso la punta, funbari, e un ko-kissaki. Il kitae è itame e l'hamon è un suguha-chō misto a ko-midare e pieno di ha-nie, ashi e che diventa un nidan-ba in certi punti, cioè uno ha a doppio strato che consiste (in questo caso) di un ko-midare-chō con molti nijūba che lo fa apparire come se un “secondo” ha, un suguha, corra sopra di esso. Tsuneishi attribuisce questa lama come al primo periodo di Kuninaga.

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Foto 6: tachi, mei “Kuninaga” (国永) [ proprietà della famiglia Bizen-Ikeda ]

 

Infine la categoria quattro è formata da due lame, una jūyō-bijutsuhin tachi che è stata proprietà di Itō Miyoji (伊東巳代治, 1857-1934) e una jūyō-bijutsuhin tachi che fu eredità della famiglia Uwajima-Date (宇和島伊達). Tsuneishi dice che la mei di questa categoria sia della seconda generazione di Kuninaga e Tanobe suggerisce che i loro lavori possano essere considerati come precursori dei successivi forgiatori Yamashiro, cioè. Ayanokōji Sadatoshi (綾小路定利) e Awataguchi Kuniyasu (粟田口国安). La tachi di Itō Miyoji (vedi foto 7) ha un elegante sugata con tracce di funbari e mostra un ko-itame densamente forgiato, pieno di ji-nie e fini chikei. L'hamon è un suguha-chō con ko-midare, pieno di ko-nie, misto a ko-chōji, e mostra molti hataraki nella forma di yubashiri e ripetuti ashi specialmente nella zona del monouchi sul lato haki-omote. In aggiunta ci sono piccoli e deboli yubashiri e tobiyaki che corrono paralleli allo ha ma non in maniera continua. Il nioiguchi tende a essere debole. L'altra jūyō-bijutsuhin, cioè quella della famiglia Uwajima-Date, è suriage e mostra i resti di un piuttosto largo e profondamente inciso suken su un lato, e un koshibi sovrastato da un bonji sull'altro. Ha un fine ko-itame con del nagare e pieno di ji-nie e yubashiri che tende a formare un utsuri su quasi tutta la lama. L'hamon è un ko-chōji pieno di nie con molti fini kinsuji e il bōshi è come per la lama Miyoji più calmo del resto del hamon e appare come un midare-komi con un corto ko-maru-kaeri. Quindi queste due lame con il loro hamon piuttosto fiammeggiante tendono a dare un impressione più sofisticata rispetto alla lama Bizen-Ikeda per cui io non seguo l'approccio di Tsuneishi dell'essere gli ultimi un lavoro di un terzo e i primi di una seconda generazione, tendo invece a pensare (per il momento) che ci furono probabilmente più di una generazione di Kuninaga in quanto le mei e le lavorazioni mostrano significative differenze.

 

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Foto 7: jūyō-bijutsuhin, tachi, mei “Kuninaga” (国永), nagasa 75.4 cm, sori 2.4 cm, shinogi-zukuri, iori-mune [precedentemente proprietà di Itō Miyoji]

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Foto 8: jūyō-bijutsuhin, tachi, mei “Kuninaga” (国永), nagasa 69.4 cm, shinogi-zukuri, iori-mune [ eredità della famiglia Uwajima-Date ]

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Per una migliore visione d'insieme di queste “confuse” informazioni, ho preparato qui sopra una grande immagine con le quattro categorie di mei al centro e tutte le lame introdotte finora connesse ad esse, così che possiate vederlo da voi. Quindi cliccate sulla foto, ingrandite, e godetevele.

Infine voglio introdurvi una lama che è attribuita alla scuola Gojō, cioè non diversa da Kanenaga e Kuninaga, ma che è, in mia opinione, importante in quanto crea una sorta di collegamento con la scuola Sanjō. Mostra un ko-midare pieno di nie misto a ko-chōji, ko-ashi, fini kinsuji e sunagashi, e un prominente yubashiri, nijūba e sanjūba (specialmente nella metà superiore della lama) questo crea un'apparenza “stratificata”, sebbene non ci sia più l'aspetto antico come nelle Munechika (ma comunque piuttosto classico). Per una descrizione più dettagliata ed eccellenti foto della lama e dei suoi hataraki (altamente consigliato), andate alla pagina di Darcy qui.

Dovrebbe essere tutto per oggi e con la prossima parte entreremo lentamente nel periodo Kamakura, parlando della scuola Ayanokōji.

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Foto 9: jūyō, tachi, mumei “Den Gojō” (伝五条), nagasa 68.7 cm, sori 1.9 cm, shinogi-zukuri,iori-mune

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