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Enrico Ferrarese

KANTEI 4 – YAMASHIRO #6 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 1 - Kunitomo (国友)

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KANTEI 4 – YAMASHIRO #6 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 1

Articolo originale https://markussesko.com/2015/09/24/kantei-4-yamashiro-6-awataguchi-%E7%B2%9F%E7%94%B0%E5%8F%A3-school-1/ di Markus Sesko

Traduzione ed integrazioni di Enrico Ferrarese

 

Si dice che la Scuola Awataguchi risalga ad un certo Kuniyori (国頼) ma che non fu un forgiatore, almeno così è annotato nelle vecchie genealogie le quali aggiungono il supplemento “hi-kaji” (非鍛冶, che si legge anche “kaji arazu”), lett. “non fabbro.” Così il suo successore Kuniie (国家) - il primo che risulta essere un forgiatore [nella scuola Awataguchi] - è insignito de facto come fondatore della scuola, cosa che ne rende Kuniyori, per così dire, “l’antenato”. Kuniie è anche definito come un “discendente del Kōfukuji (興福寺) di Yamato” (il Kōfukuji è un complesso templare buddista situato nella città di Nara – ndt), e qualsiasi cosa significhi, non esistono fonti che descrivano nel dettaglio quale relazione Kuniie abbia avuto con questo tempio. Il Kotō Mei Zukushi Taizen afferma che Kuniyori era un armiere della provincia di Yamato, e che suo figlio Kuniie visse a Tanba (丹波), nel distretto di Soekami (添上郡) nella provincia di Yamato, la quale era un area che oggigiorno è diventata parte dell’attuale Tenri (天理), nella prefettura di Nara. Il complesso di Kōfukuji dista circa 10 km a nord di Tanba/Tenri. Pertanto non sono sicuro che queste due “qualifiche”, cioè l’essere un affiliato del Kōfukuji e vivere/lavorare a Tanba possano combaciare del tutto. Ho intenzione di fare delle ricerche sugli jōji-hōshi (承仕法師) in futuro, i cosiddetti “monaci forgiatori” o “monaci lavoratori” di un certo tempio, così forse saremo in grado di comprendere meglio la questione. Il Kotō Mei Zukushi Taizen attesta Kuniie circa all’era Tenshō (天承, 1131-1132), quando il meikan attesta Kuniyori circa all’era Bunji (文治, 1185-1190) e Kuniie circa all’era Genryaku (元暦, 1184-1185), il che significa che entrambi li collocano proprio alla fine del periodo Heian. Come detto ripetutamente in questo blog, queste attribuzioni devono essere prese con le dovute cautele, pertanto anche se l'era Bunji era antecedente alla Genryaku, c'è un certo margine d'errore e le datazioni non escludono che Kuniyori e Kuniie fossero davvero padre e figlio. Ora, se è vero che Kuniie divenne un forgiatore quando si trasferì a Kyōto, non abbiamo informazioni che ci indichino chi ne fu il maestro. Inoltre non ci sono lame esistenti di Kuniie che ci permetterebbero di trarre delle conclusioni sulla base del suo operato. Vorrei a questo punto riferirmi alla pratica giapponese del tōri-ji (通字) o kei-ji (系字), la pratica di riconoscere un carattere comune in una discendenza od in una scuola. Quando assumiamo che Kuniie visse a Kyōto più o meno nell'era Genryaku (元暦, 1184-1185), sotto chi avrebbe potuto aver studiato? Nè la scuola Ayanokōji o quella Rai si erano affermate a quell'epoca. La scuola Sanjō sembra un po' troppo antecedente e così si potrebbe forse pensare a quella Gojō. Il loro ultimo maestro conosciuto, Kuninaga (国永), è datato tradizionalmente attorno all'era Tengi (天喜, 1053-1058), ma come indicato nel relativo capitolo di questa scuola, è plausibile che ci furono diverse generazioni Kuninaga attive. Pertanto con la pratica del tōri-ji in mente, potremmo ipotizzare che Awataguchi Kuniie potrebbe essere stato uno studente di uno degli ultimi Kuninaga. Ma è anche certamente possibile che il carattere "Kuni" fosse già stato tramandato dai suoi antenati armieri e che Kuniie lo avesse portato con sè da Nara, e che quindi il suo uso non avesse nulla a che vedere con la stirpe di Gojō Kuninaga. In ogni caso, ho detto all'inizio di questa serie che non voglio addentrarmi troppo nei dettagli storici e focalizzarmi nel kantei. Ma ho anche detto che avrei introdotto un minimo di background storico, se fosse stato necessario per la comprensione di un determinato soggetto. E l'affermarsi della scuola Awataguchi è uno di questi casi, in quanto, come accennato più avanti, i sei figli di Kuniie ed i loro successori, risaltarono come i più grandi maestri dei loro tempi. E' perciò difficile accettare che una scuola come la Awataguchi, sorse dal nulla. Perciò o Kuniie fu un più tardo e talentuoso fabbro discendente da Gojō Kuninaga, oppure fu un armiere di tali grandi capacità che ad un certo punto rispondendo alla successiva domanda locale da parte dell'aristocrazia di lame di qualità, studiò presso qualche fabbro locale, e lavorò duramente con i sui sei figli per stabilire una forgia che diventò poi il primo punto di contatto con la produzione di lame di alta qualità. Prima di affrontare concretamente i primi maestri Awataguchi, diamo un’occhiata alle origini della scuola Rai (vedi: https://markussesko.com/2014/02/05/on-the-rai-schools-character-rai/), ad un post che ho fatto anni fa e che aveva come argomento una famosa lama di Kuniyori. Se quella lama fosse autentica ed un lavoro di Awataguchi Kuniyori, allora anche l’ipotesi che fosse un armiere dev’essere abbandonata, a meno che Kuniyori non avesse già abbandonato quella professione dopo essersi trasferito a Kyōto, come suo figlio Kuniie. Per concludere, non voglio discostarmi da quanto è stato scritto nel primo periodo Kamakura nell’opera Uji Shūi Monogatari (宇治拾遺物語). Questa collezione di racconti giapponesi di autori sconosciuti si basa su un lavoro non più esistente con il titolo Uji Dainagon Monogatari (宇治大納言物語), e scritta da Minamoto no Takakuni (源隆国, 1004-1077), che fu il consigliere Dainagon di Uji ( il Dainagon era un consigliere di primo grado nella corte imperiale – ndt). L’ultimo Uji Shūi Monogatari scrive nel quindicesimo capitolo del primo volume: “Egli arrivò a Kyōto dall’entrata Awataguchi, […] vicino a dove vivevano i forgiatori Awataguchi”. Così sembra che i fabbri lavorassero lì almeno dalla fine dell’11 secolo ma ciò che rese questo ingresso anche più interessante è che questo paragrafo inizia con le parole: “Questa è un’altra vecchia storia”. E’ un forte indizio per ipotizzare che la scuola Awataguchi non risale ad un armiere che si è mosso lì alla fine del periodo Heian. E' di certo possibile teorizzare che la scuola Awataguchi sia stata lì attiva come derivata di quella Gojō e sia rimasta nell'ombra fino alla metà del periodo Heian per poi emergere grazie ad un personaggio particolarmente dotato da Nara (il successivo cuore di armieri), nello specifico Kuniie, che portò nuova linfa alla scuola.


Genealogia della Scuola Awataguchi:

genealogia.png

 

Kunitomo (国友) è il primo forgiatore della scuola Awataguchi del quale ci siano giunti dei lavori (escludendo il tantō sopra citato di Kuniyori, che potete vedere al link - ndt). Egli è solitamente datato all'incirca all'era Kenkyū (建久, 1190-1199) e fu il figlio più vecchio di Kuniie. Il Kotō Mei Zukushi Taizen attesta che egli morì il primo anno dell'era Kenpō (建保, 1213) all'età di 67 anni. Quest'informazione va presa ancora con le pinze, poichè come descritto nel mio libro di Masamune, la fonte fornisce la data di nascita e di morte di molti forgiatori, informazioni non conosciute ai primi autori e che vennero riportate successivamente nel Kotō Mei Zukushi Taizen, il quale venne pubblicato per la prima volta nel quarto anno dell'era Kansei (寛政, 1792). Ho voluto specificarlo di nuovo, solo perchè quando in futuro mi riferirò a queste datazioni riportate nel Kotō Mei Zukushi Taizen, non sottolineerò nuovamente la loro possibile incertezza. Kunitomo venne anche chiamato dall'ormai ritirato Imperatore Gotoba (後鳥羽天皇, 1180-1239, r. 1184-1198), per il suo cosiddetto progetto goban-kaji (御番鍛冶), ed appare sulla lista iniziale goban-kaji nel sesto mese, e nuovamente sul primo mese nella lista che includeva poi 24 forgiatori (tale progetto consistette nel richiamare alla corte imperiale come forgiatori/istruttori i migliori forgiatori dell'epoca, prima uno per ogni mese e poi 2 per mese... qui maggiori info: http://nihontoclub.com/articles/reference/goban-kaji - ndt). In ogni caso, anche suo figlio Norikuni (則国), suo fratello più giovane Kuniyasu (国安), e suo nipote Kagekuni (景国), sono presenti nella lista goban-kaji e suo fratello più giovane Hisakuni (久国), il padre di Kagekuni, ebbe l'onore di operare come istruttore personale di Gotoba. Si dice anche che il padre di Kunitomo, Kuniie, avesse avuto l'onore di essere il supervisore di tutti i goban-kaji. Ed è questo il motivo per cui tendo a non credere che un personaggio sconosciuto sia arrivato a Kyōto dove dal nulla fondò una scuola che sfornò dei forgiatori considerati sin dall'inizio come i migliori tra i migliori.

I lavori di Kunitomi sopravvissuti fino a noi sono estremamente rari e si possono contare sulle dita di una mano. Il più famoso di tutti è la tachi jūyō-bunkazai che è custodita ad Atsuta-jingū (un santuario shintoista, conosciuto come il secondo più importante del Giappone - ndt) (Immagine 1). Essa ha un sugata molto elegante e slanciata, con un profondo koshizori che si incurva verso la punta, deciso funbari ed un ko-kissaki. Il kitae è un molto denso ko-itame con ji-nie ed un hamon suguha con ko-nie mai dominanti e ko-ashi. Il bōshi è sugu con un piccolo ko-maru-kaeri, ma sembra soprattutto yakitsume. Il nakago di questa lama è completamente ubu. Si restringe notevolmente, ha delle yasurime sujikai, termina in kurijiri ed è ha una mei finemente incisa che si trova sopra al mukugi-ana e vicino al dorso della lama.

 

awataguchi1.jpg

Immagine 1: tachi, jūyō-bunkazai, mei “Kunitomo” (国友), nagasa 75.7 cm, sori 2.2 cm, shinogi-zukuri, mitsu-mune.

 

C’è solo un altro tachi conosciuto firmato di Kunitomo, od almeno un altro attribuito con certezza ad Awataguchi Kunitomo. C’è un tachi firmato “Kunitomo tsukuru” (国友造) di proprietà dell’Istituto Kurokawa delle Culture Antiche, che differisce in termini di stile di deki e firma che Honma esita ad attribuire al forgiatore Awataguchi e che afferma potrebbe invece essere un lavoro Ko-Bizen dello stesso periodo. Tuttavia è merito dei lavori Awataguchi la sua designazione come jūyō-bijutsuhin. In ogni caso l’unico tachi firmato restante attribuito a Kunitomo è un tokubetsu-jūyō (Immagine 2) e molto simile al tachi dell’ Atsuta-jingū. Esso mostra lo stesso sugata elegante e slanciato con funbari e profondo koshizori, ma ha uno iori, invece di un mitsu-mune. Ha anche un piccolo machi-okuri, benché il suo nakago mantenga la forma dello stile originale kijimomo di quella dell’Atsuta-jingū ed il nakagojiri sembra essere stato leggermente alterato così da non poter evidenziare la caratteristica curvatura. Il tokubetsu-jūyō è formato da un ko-itame molto denso e misto in alcuni tratti ad una hada itame e nagare che lo fanno sembrare, con ji-nie e chikei, in tutto e per tutto un nashiji-hada. Lo hamon è suguha medio in ko-nie mai dominanti misto ad un ko-midare. Sono presenti ko-ashi, jō, kinsuji, e sunagashi. Il nioiguchi è piuttosto ampio e simile a quello dell’Atsuta-jingū, ma tende a tratti ad essere urumi (“sfocato, poco luminoso” – ndt). Il bōshi è sugu ed ha un piccolo ko-maru-kaeri, ma sembra per la maggior parte yakitsume. Si nota anche un accenno di hakikake più verso la punta. C’è un piccolo koshibi sul lato haki-omote dovuto al machi-okuri sul nakago.

 

awataguchi2.jpg
Immagine 2: tachi, tokubetsu-jūyō, mei “Kunitomo” (国友), nagasa 74.3, sori 2.2 cm, shinogi-zukuri, iori-mune.

 

awataguchi3.jpg

Immagine 3: tachi, jūyō-bijutsuhin, mei “Kunitomo tsukuru” (国友造), nagasa 72.4 cm, shinogi-zukuri, iori-mune, sugata slanciato ed elegante con un profondo koshizori, funbari ed un ko-kissaki. Il kitae è un itame misto a mokume con ji-nie e lo hamon è un suguha medio con ko-nie mai dominanti misto a ko-midare con kinsuji.

Ora: chi sono io per discutere con Honma… ma dall’ interpretazione generale, il sugata ed in particolar modo per come termina il codolo e per la posizione della firma, per me passerebbe molto facilmente come Awataguchi Kunitomo.

awataguchi4.jpg
Immagine 4: tachi, tokubetsu-jūyō, mumei, attribuito ad Awataguchi Kunitomo, nagasa 76.6 cm, sori 1.6 cm, shinogi-zukuri, iori-mune, sugata elegante e slanciato, con un profondo koshizori, funbari, ed un ko-kissaki; il kitae è un denso ko-itame misto a itame qui e lì, nagare, ji-nie, e chikei, lo hamon è un ko-midare in ko-nie mai dominanti misto ad un ko-gunome e ko-chōji con ashi ed una moltitudine di kinsuji. Il bōshi è sugu con ko-maru-kaeri, hakikake e kinsuji.

Honma afferma anche che ci sono due tantō che portano la fima “Kunitomo”, i quali non sono opere Awataguchi, ma dei quali le firme non sembrano nemmeno gimei di Awataguchi Kunitomo. In altre parole sembrano essere lavori di un altro Kunitomo, che non è censito nel meikan ed al quale Honma le attribuisce sulla base delle loro caratteristiche tipiche della tradizione Yamato, probabilmente di scuola Senjiu’in (e di qualcosa più tardo di Awataguchi Kunitomo). Afferma anche che ci sono lame che portano la niji-mei “Fujibayashi/Tōrin” (藤林) (le niji-mei lo ricordiamo sono le incisione composte di 2 soli kanji, tipiche delle lame più antiche - ndt). Kunitomo è riportato con il nome di Fujibayashi Saemon (藤林左衛門), benchè l'esatta lettura o interpretazione del suo nome non sia del tutto chiara. Alcuni lo leggono come "Fuji Hayashi Saemon,”, ovvero con "Hayashi" come nome di famiglia, "Saemon" come nome proprio e "Fuji" come riferimento al clan Fujiwara (藤原). Un'altra teoria suggerisce che il nome si debba leggere interamente come nome unico, nello specifico come “Tōrinzaemon”. E che leggendo “Fujibayashi/Tōrin Saemon” si segua l'ipotesi che il nome proprio di Kunitomo fosse Saemon, e che lui firmasse il nome della sua famiglia Hayashi e Fuji per il nome del clan Fujiwara in una versione combinata "fujibayashi" , che si può a sua volta leggere con “Tōrin.”

Honma ci riporta che una volta un tachi firmato Fujibayashi/Tōrin venne sottoposto a shinsa per un vecchio kichō-tōken. La lama sembrava infatti proprio una lavorazione di scuola Awataguchi, ma non superò l'esame a causa della firma sospetta e non comune. E che c'è inoltre un ken con tsukurikomi in kanmuri-otoshi-zukuri, con uno stile kikuchi-yari firmato “Fujibayashi/Tōrin”, che una volta fu di proprietà di Naruse Masanari (成瀬正成, 1567-1625), il primo daimyō del feudo di Inuyama della provincia di Owari. Anche qui nessuno osa attribuirlo come un lavoro di Awataguchi Kunitomo, anche se alcune vecchie fonti affermano che Kunitomo si firmò anche con la niji-mei “Fujibayashi/Tōrin” e ritraggono perfino dei disegni di codoli con queste mei.

Modificato: da Francesco Marinelli

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Grazie, ma in realtà vorrei sottolineare che è anche un lavoro di squadra: Il merito dela spiegazione dell'aggettivo "urumi" va a Francesco, per il quale avevo chiesto un parere.

Io appoggiandomi al fornito glossario presente nel forum, avevo inizialmente inteso che si fosse passati dal parlare dello habuchi allo ha, e che urumi si riferisse a quest'ultimo intendendolo come "in cattivo stato di conservazione, sporco, non perfettamente tagliente".

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Lo sò che il merito è di squadra, è ugualmente importante, singolo o di collaborazione,

La cosa buona ed essenziale è che ci siate.

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Figurati Enrico per così poco!

Ho dato una sistematina veloce alle solite bischerate ed aggiunti un paio di link, grazie del lavoro! :arigatou:


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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