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Francesco Marinelli

KANTEI 4 – YAMASHIRO #7 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 2 - Hisakuni (久国)

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KANTEI 4 – YAMASHIRO #7 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 2

Articolo originale https://markussesko.com/2015/09/27/kantei-4-yamashiro-7-awataguchi-%E7%B2%9F%E7%94%B0%E5%8F%A3-school-2/ di Markus Sesko

Traduzione ed integrazioni di Francesco Marinelli

 

Awataguchi Hisakuni (久国) era il secondo figlio di Kuniie e quindi il secondo più grande dei cosiddetti "Sei fratelli Awataguchi". Lui è riportato col nome Tōjirō (藤次郎), questo ha senso in quanto "Jirō" significa "secondo figlio". Così il "Fuji" di Fujiwara è stato combinato con il fatto che era il secondo figlio, questo approccio è stato tenuto anche per tutti gli altri figli di Kuniie che sono infatti stati chiamati Tōsaburō, Tōshirō, Tōgorō e Tōroku (il più giovane è senza il suffisso ). Solo il suo primo figlio Kunitomo è un'eccezione in quanto veniva chiamato Saemon, o se seguiamo l'approccio di integrazione del carattere "Fuji", Tôzaemon o Tôrinzaemon se vogliamo anche integrare il presunto nome della famiglia Hayashi. Comunque Hisakuni ha avuto l'onore di diventare l’istruttore di forgiatura di Gotoba e per questo ha ricevuto il titolo onorifico di Ōsumi Gonnokami (大隅権守) e un mese intercalare extra è stato aggiunto ai goban kaji mensili per includerlo nella lista. Inoltre, Gotoba ha anche conferito titoli dell'antica corte “Ufficio Forgiatori” (kanuchi no tsukasa, 鍛冶司) su di fabbri che lavoravano per il progetto goban kaji. Ad esempio Hisakuni fu messo a capo di tutti i fabbri Yamashiro (Yamashiro Kokuchū Kaji Chōja, 山城国中鍛冶長者) incaricato con Bizen Ichimonji Nobufusa (延房), che era l'altro istruttore di forgiatura, con un altro “ufficio di corte sui forgiatori”, vale a dire quello della Nihon Kaji Sōchō (日本鍛冶惣庁). Questi titoli ed il fatto che Gotoba lo aveva scelto come docente (si dice che abbia lavorato per otto anni con l'imperatore in pensione) dice della grande abilità di Hisakuni, praticamente tutti gli esperti concordano sul fatto che Hisakuni sia stato il migliore di tutti i fabbri Awataguchi. Per inciso, il Kotō Meizukushi Taizen afferma che morì nel quarto anno di Kenpō (建保, 1216) all'età di 67 anni, il che significa che era di tre anni più giovane di Kunitomo (se crediamo a questa scheda). Fortunatamente ci sono molte opere relative di Hisakuni esistenti, sia tachi che tantō. Come Kunitomo, e grazie al contesto locale e cronologico, realizzò tachi altamente eleganti e slanciati, con un koshizori profondo che si china verso la punta, funbari e un ko kissaki che potrebbe tendere a un po’ al chū. Il suo jigane è di una qualità senza pari e anche lo hamon è perfettamente temprato. La finezza e la densità del suo acciaio è indicato come tataki tsume (たたきつめ) nelle vecchie pubblicazioni, che significava: "denso come un pavimento in terracotta". L'opera più famosa e considerata migliore di Hisakuni è il kokuhō (Immagine 1) che una volta era un cimelio del ramo Matsudaira (松平) che ha governava il feudo Saijō (西条藩) della provincia di Iyo. Si presenta con un molto denso ko itame la cui abbondanza di ji nie tende al nie utsuri ed il tutto appare come nashiji hada. Lo hamon è un suguha chō in ko nie deki che viene mescolato con ko midare, ko choji, ko gunome, un sacco di ko ashi, alcuni uchinoke, kinsuji, in alcuni punti sunagashi e un luminoso e scintillante ha nie. Il nioiguchi è molto chiaro ed il bōshi è un poco profondo notare komi con una breve kaeri (quasi interamente yakitsume su lato ura) con hakikake. Il codolo è ubu, anche se la sua parte finale è stata modificata come visto sulla prima e la terza immagine di Kunitomo, mostra un kurijiri, sujikai yasurime e due mekugi ana. Il niji mei è posto proprio accanto al mekugi ana e deve essere sottolineato che questa è la firma più sottile conosciuta di Hisakuni. Interessante anche che il codolo porta alla fine un kaō (Immagine 2), ma che non segue il fabbro. E’ stato aggiunto in seguito, probabilmente per conto di un successivo proprietario della lama.

hisakuni1.jpg

Immagine 1: tachi, kokuhō, mei “Hisakuni + kaō” (久国), nagasa 80.4 cm, sori 3.0 cm, shinogi zukuri, iori mune.

hisakuni2.jpg

Immagine 2: dettaglio del kaō.

 

 

Il tachi di Hisakuni della Collezione Imperiale (Immagine 3) è suriage e mostra una fitto ko itame con abbondanza di ji nie e chikei, un suguha che tende al ko notare e che è mescolato con ko midare, un sacco di ashi, yō e alcuni kinsuji. Il bōshi è sugu con un pizzico di midare e mostra un ko maru kaeri con nijūba sul lato omote. Si prega di notare che la firma è notevolmente cesellata più spessa di quella del kokuhō sopra descritto, e questo è lo stile più comune di Hisakuni (in realtà, solo il kokuhō è stato firmato con uno scalpello sottile, ma Tanobe ipotizza che tutti i mei noti siano stati realizzati dalla mano un singolo forgiatore).

 

hisakuni3.jpg

Immagine 3: tachi, gyobutsu, mei “Hisakuni” (久国), nagasa 66.7 cm, sori 1.5 cm, shinogi zukuri, iori mune.

 

 

Quando si trattano le lame lunghe di Hisakuni deve essere menzionato anche il tachi jūyō bunkazai (Immagine 4) dalla ex collezione della famiglia Akimoto (秋元), in quanto è considerato come il suo lavoro "secondo migliore". Il codolo è stato accorciato come il suo gyobutsu, quanto bastava per preservarne il mei, che è stato eseguito con uno scalpello analogo di spessore. Il kitae è un ko itame molto densamente forgiato con abbondante ji nie, ha anche un irregolare jifu utsuri e appare un po’ di antai. Lo hamon è un suguha carico di nie che tende al ko notare e che si mescola con il ko chōji, ko midare, kinsuji, sunagashi, ha nie, e anche alcuni punti con ara nie. Con lo hakikake nel bōshi e jifu utsuri potremmo dire che Hisakuni ha dato a questa lama la cima della sua eleganza, un accenno di potere. Notare che, come al gyobutsu, la zona ondulata dello hamon si concentra sul monouchi.

 

hisakuni4.jpg

Immagine 4: tachi, jūyō bunkazai, mei “Hisakuni” (久国), nagasa 78.5 cm, sori 1.6 cm, shinogi zukuri, iori mune.

 

hisakuni5.jpg

Immagine 5: tachi, tokubetsu jūyō, mei “Hisakuni” (久国), nagasa 74.4 cm, sori 2.0 cm, shinogi zukuri, iori mune, denso itame con un accenno di masame e molti fini ji nie, lo hamon è un suguha chō in ko nie deki con un poco profondo notare ed è mescolato con ko gunome, ko midare, ko ashi, yō e fini sunagashi, il bōshi è un piuttosto ampio sugu chô con un ko maru kaeri, il codolo è perfettamente ubu, ha kurijiri, katte sagari yasurime, si presenta come kijimono-gata, ed ancora una volta abbiamo una firma cesellata spessa di Hisakuni.

 

Ora affronteremo i tantō di Hisakuni. La maggioranza di loro sono di piccole dimensioni e hanno un uchizori che mostra un accenno di takenoko (cioè può apparire come uchizori più pronunciato). Tra l'altro, Hisakuni è spesso citato quando si parla dei primi tantō esistenti. E poi c'è il largo, lungo, leggermente curvo, e quasi in stile Nanbokucho tantō jūyō bijutsuhin di Hisakuni che è strano. Ma la firma, il deki del jiba hanno una corrispondenza totale con le altre opere di Hisakuni e gli esperti concordano sul fatto che questa è solo una delle interpretazioni di coltello più rara che sia stata a volte ordinata in quel momento. Ebbene, la lama mostra un suguha chō carico di ko nie mescolato con connessioni di ko gunome, yubashiri che creano nijūba e kuichigaiba in alcuni punti, e anche qualche kinsuji e sunagashi. Il bōshi è sugu con un piuttosto lungo ko maru kaeri. Su entrambi i lati è inciso un bōhi con soebi più breve alla base.

 

hisakuni6.jpg

Immagine 6: tantō, jūyō bijutsuhin, mei “Hisakuni” (久国), nagasa 29.4 cm, hira zukuri, mitsu mune.

 

 

Il tantō più rappresentativo di Hisakuni (e considerato da alcuni come uno dei migliori tanto di tutta la scuola Awataguchi) è il jūyō bunkazai che era di proprietà come il kokuhō dalla famiglia Saijo Matsudaira (Immagine 7). E’ snello, come accennato è di piccole dimensioni, ha un uchizori piuttosto pronunciato e mostra un molto denso ko itame con fini ji nie che tende a formare nie utsuri. Lo hamon è un suguha chō carico di ko nie, mescolato con ko midare, kinsuji, sunagashi, e la stessa tendenza verso nijūba e kuichigaiba come visto sulla lama in stile sunnobi jūyō bijutsuhin. Il bōshi è sugu con un po’ di midare komi e ha un ko maru kaeri.

 

hisakuni7.jpg

Immagine 7: tantō, jūyō bunkazai, mei “Hisakuni” (久国), nagasa 20.1 cm, uchizori, hira zukuri, iori mune.

 

 

Nell’immagine 8, un cimelio della famiglia Date (伊達), mostra una delle più rare lame di Hisakuni che è firmato con anche il suo primo nome. Si tratta di un jūyō tantō sottile, che mostra un ko itame molto fine e densamente forgiato con ji nie, questo appare come nashiji hada. Lo hamon è un hoso suguha in ko nie deki, con un yakikomi di rilievo ai machi e con hotsure. Lo ha allarga lungo il fukura e torna indietro con un ko maru kaeri. Il lato omote mostra tre bonji e il lato ura un suken.

 

hisakuni8.jpg

Immagine 8: tantō, jūyō, mei “Tōjirō Hisakuni” (藤次郎久国), nagasa 22.4 cm, uchizori, hira zukuri, iori mune.

 

 

C'è anche un tachi firmato in questo modo (Immagine 9), un jūyō che porta sul codolo un kinzōgan mei con il nome del suo ex proprietario, Shimazu Narinobu (島津斉宣, 1774-1841), il nono daimyō del feudo Satsuma. E’ snello, conserva nonostante il suriage una profondo sori, mostra un itame con un po' di nagare e ji nie. Lo hamon è un suguha chō carico di nie,mescolato con chōji, ko midare, sunagashi, kinsuji e molti di ha nie. Il bōshi è un sugu sottile con un ko maru kaeri.

 

hisakuni9.jpg

Immagine 9: tachi, jūyō, mei “Tōjirō Hisakuni” (藤次郎久国) kinzōgan mei “Bungo no Kami Narinobu kore o haku” (豊後守斉宣帯之), nagasa 68.4 cm, sori 2.2 cm, shinogi zukuri, iori mune.

 

Per quanto mi è possibile ho piacere di integrarvi anche questa raccolta delle mei di Hisakuni, per avere un migliore raffronto visivo di quanto sopra abbiamo parlato (ndt):

Mei Hisakuni.JPG

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Col progetto Kantei Series rinizieremo a Settembre, tutto il nostro gruppo vi augura buone vacanze!


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Questo il topic dell'evoluzione del sugata dei tantō: http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=9110 in cui potete vedere anche il raffronto tra i due "notevolmente" diversi tantō di Hisakuni in una immagine in proporzione, e contestualizzare meglio il tutto :arigatou:


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Non mi era molto chiara la prima parte di questo articolo sulla famiglia "Fujiwara Hayashi", così ho chiesto lumi direttamente a Markus. :arigatou:

 

Con "Fuji" risale l'abitudine di utilizzare il proprio nome del clan e fare un nome al di fuori di esso. Ad esempio, lo stesso di "Minamoto" () diventa qualcosa come "Genzaemon" (源左衛門). Vale a dire che qui si applica la lettura cinese on-yomi, "trasformando" “Fuji” in “Tō” e “Minamoto” in “Gen”. Questa è anche stata utilizzata per altri nomi di clan, per esempio Ōtomo (大伴), dove il secondo carattere "tomo" è stato utilizzato nella sua lettura on-yomi come "Ban", per formare i primi nomi come Banjirō (伴次郎). E come la famiglia Awataguchi portava il nome di famiglia “Hayashi” (), con la sua lettura cinese on-yomi si trasforma in ”Rin”, è stato combinato con “Fuji“/ “Tō” dal nome del clan Fujiwara a Tōrinzaemon (藤林左衛門). In altre parole, la prima parte del nome Tōrinzaemon è un "abbreviazione" di "Fujiwara Hayashi".


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Non mi era molto chiara la prima parte di questo articolo sulla famiglia "Fujiwara Hayashi", così ho chiesto lumi direttamente a Markus. :arigatou:

 

Con "Fuji" risale l'abitudine di utilizzare il proprio nome del clan e fare un nome al di fuori di esso. Ad esempio, lo stesso di "Minamoto" () diventa qualcosa come "Genzaemon" (源左衛門). Vale a dire che qui si applica la lettura cinese on-yomi, "trasformando" Fuji in Tō e Minamoto in Gen. Questa è anche stata utilizzata per altri nomi di clan, per esempio Ōtomo (大伴), dove il secondo carattere "tomo" è stato utilizzato nella sua lettura on-yomi come "Ban", per formare i primi nomi come Banjirō (伴次郎). E come la famiglia Awataguchi portava il nome di famiglia Hayashi (), con la sua lettura cinese on-yomi si trasforma in Rin, è stato combinato con Fuji/ Tō dal nome del clan Fujiwara a Tōrinzaemon (藤林左衛門). In altre parole, la prima parte del nome Tōrinzaemon è un "abbreviazione" di "Fujiwara Hayashi".

Questo passaggio è davvero complicato, ma probabilmente sono tonto io, grazie per averlo spiegato :arigatou:

Marco C.

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La cosa non è molto semplice in effetti...

 

Ma di base il solito kanji può avere più letture, e veniva ripreso come per seguire una "tradizione", "nome di famiglia" o per avere un "legame col passato" nel nome proprio.

 

Questa la spiegazione di questa lettura da wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/On%27yomi

 

La lettura on o on'yomi (音読み lett. "lettura del suono") di un kanji, è quella derivata storicamente dal cinese. Essa coesiste con la lettura kun o Kun'yomi, la lettura d'origine giapponese attribuita al kanji al momento della sua "importazione" in Giappone.
Se la lettura kun è usata di norma per un kanji che si presenta a sé stante o seguito da
okurigana, la lettura on è più spesso utilizzata per leggere il kanji quando questo forma parole composte da due o più kanji. Questa lettura può essere quindi paragonata alle radicigreco-latine delle lingue occidentali. Per esempio, il kanji vuol dire "viaggio". La pronuncia kun (kun'yomi) è tabi, mentre la lettura on, utilizzata appunto quando il kanji è accompagnato da altri ideogrammi, è ryo. Dunque un albergo giapponese, cioè un edificio (yakata) dove ci si ferma quando si è in viaggio (tabi), è detto 旅館 ryokan.

I kanji possono avere più letture on in quanto gli stessi caratteri furono importati dalla Cina in epoche diverse (e da diverse aree geografiche), in cui dunque la pronuncia era mutata. Ad esempio, il kanji può essere letto, tra gli altri modi, sia sei sia shō, a seconda dei vocaboli in cui si trova. Dunque un kanji può avere da zero a 4 pronunce on. L'on'yomi può non essere presente se il kanji è nato in Giappone, cioè se è un 国字 kokuji, kanji nazionale, (ciò non è vero per tutti i kokuji poiché ad alcuni è stata attribuita una lettura on, come al verbo "lavorare", 働く hatara.ku, il cui kanji ha anche l'on'yomi dō).
Le letture on sono normalmente classificate in quattro gruppi:

· Le letture Go-on (呉音? "suono Wu") hanno origine dalla pronuncia cinese del periodo delle Dinastie del Nord e del Sud tra V e VI secolo. Poiché il kanji è lo stesso sembra probabile che Go si riferisca alla regione Wu (nelle vicinanze della moderna Shanghai), dove la lingua wu la variante della lingua cinese che lì viene parlata, presenta delle somiglianze con la lingua giapponese moderna.

· Le letture Kan-on (漢音? "suono Han") hanno origine dalla pronuncia cinese del periodo della Dinastia Tang nel VII e IX secolo, essenzialmente dalla lingua parlata standard della capitale, Chang'an (長安 o 长安, la moderna Sian). Il carattere Kan è usato con il significato generico di Cina, non in riferimento alla Dinastia Han, sebbene il kanji sia comune.

· Le letture Tō-on (唐音? "suono Tang") hanno origine dalla pronuncia cinese durante dinastie successive, come la Dinastia Song () e la Dinastia Ming (). Includono le letture adottate tra il Periodo Heian (平安) e il Periodo Edo (江戸). A volte si parla di Tōsō-on(唐宋音).

· Le letture Kan'yō-on (慣用音? "suono idiomatico") sono pronunce confuse o scambiate tra due kanji che però sono entrate nell'uso comune e sono state accettate come ufficiali.

La pronuncia on più comune è la kan-on. Le letture go-on sono particolarmente comune nella terminologia Buddista (Es. gokuraku 極楽 "paradiso"), nonché per alcuni dei kanji importati in tempi più antichi, come quelli dei numeri. Le letture tō-on si incontrano in "parole più recenti", come isu 椅子 "sedia", futon 布団 e andon 行灯, un tipo di lanterna giapponese di carta.

Il passaggio dal fonema cinese al fonema giapponese, essendo le due lingue molto differenti, è stato fatto commettendo alcuni errori, trasformando alcuni suoni e facendone scomparire altri. A questo si aggiunge il fatto che il passaggio è avvenuto in epoche diverse e quindi con diversi dialetti cinesi (oppure con la mediazione della lingua coreana) e che le due lingue si sono evolute, più dal punto di vista della lingua che della sua scrittura. A volte questa lettura si può avvicinare alla pronuncia della cinese dello stesso sinogramma.


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Grazie Francesco, per la tua pazienza e disponibilità. :arigatou::thanks:

l'emoticon che si prostra umilmente non l'hanno ancora inventato.

 

trovato :prostro:


Marco C.

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