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Manuel Coden

KANTEI 4 – YAMASHIRO #8 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 3 - Kuniyasu, Kunikiyo, Arikuni

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KANTEI 4 – YAMASHIRO #8 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 3

Articolo originale https://markussesko.com/2015/10/03/kantei-4-yamashiro-8-awataguchi-%E7%B2%9F%E7%94%B0%E5%8F%A3-school-3/ di Markus Sesko

Traduzione ed integrazioni di Manuel Coden.

 

Ora il terzo dei Sei Fratelli Awataguchi, Kuniyasu (国安), il cui nome di battesimo era “Tōsaburō” (藤三郎), era insignito del titolo onorifico Yamashiro no Kami (山城守), ed i quale era forgiatore goban-kaji del quarto mese. È tradizionalmente datato attorno a Shōji (正治, 1199-1201), il che significa proprio la fine del Heian e l'inizio del Kamakura. Di conseguenza possiamo vedere che i suoi lavori tendono a cambiare in lame più larghe e in qualche modo più magnificenti. In breve fece tachi sia eleganti e slanciate che relativamente larghe e lunghe con un chū invece che un ko-kissaki, i primi simili ai lavori dei suoi fratelli maggiori Kunitomo e Hisakuni. Spesso aggiungeva anche dei bōhi. In aggiunta conosciamo lame con un jigane fino ma molte di più con un itame che risalta molto e tende a nagare ed addirittura ad ō-hada in alcuni punti. Questo è perchè Kuniyasu è noto per forgiare la jihada che risalta di più tra quelle dei Sei Fratelli Awataguchi. Tutto questo più il fatto che si trovano leggere differenze negli stili di firma e ci sono relativamente molti lavori esistenti ha portato a una teoria di una seconda generazione la quale sarebbe datata attorno a Kenchō (建長, 1249-1256). Ma è tuttavia possibile che ci fosse solo un Kuniyasu, in altre parole, potrebbe essere stato attivo per un periodo maggiore rispetto ad alcuni dei suoi fratelli ed aver adattato lo stile a fine carriera a quella che era la moda del momento. Casualmente il Kotō Mei Zukushi dice che il più giovane dei sei, Kunitsuna, morì in Kenchō sette (建長, 1255) all'età di 93 anni, il che calcola il suo anno di nascita in Chōkan uno (長寛, 1163). Anche Kunitsuna, il quale si spostò poi a Kamakura, fece lame potenti e magnificenti. Quindi se presumiamo che i Sei Fratelli non nacquero a molta distanza, Kenchō sembra perfettamente plausibile come fine della carriera e non c'è il bisogno di introdurre uan seconda generazione di Kuniyasu.

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Foto 1: tratti caratteristici dei lavori di Awataguchi Kuniyasu.

 

A parte le caratteristiche menzionate sopra, cioè hada rispetto alle Awataguchi-mono piuttosto grezza e spesso bōhi, Kuniyasu temprava principalmente sugha-chō misto a ko-midare, ko-chōji, e ko-gunome nel quale gli elementi individuali sono disposti densamente e tendono ad apparire connessi, specialmente il ko-gunome. Oltre a questo troviamo kinsuji e sunagashi (a volte prominenti) e piccoli elementi tipo uchinoke in cima allo yakigashira ai quali ci si riferisce come karimata (雁股, punte di freccia biforcute). Questi karimata furono poi adottati da Rai Kuniyuki (来国行) e diventarono una delle sue caratteristiche tipiche, ma possono essere anche visti in alcune lame di Ayanokōji Sadatoshi (綾小路定利). Inoltre il nioiguchi di Kuniyasu non è chiaro come quello di Hisakuni. Questo vuol dire che si può confondere i suoi lavori con quelli di Ayanokōji Sadatoshi in quanto anche Sadatoshi è noto per applicare gruppi di diversi elementi di ko-gunome e/o ko-chōji inseriti in un nioiguchi sommesso e accompagnati da yubashiri e nijūba il che crea una tipica apparenza “a strati” dello ha. La principale differenza nei loro lavori è il bōshi in quanto quello di Sadatoshi è notevolmente più ricco di nie e mostra hakikake e nie-kuzure. Il bōshi di Kuniyasu è più calmo e appare come un sugu leggermente ondulato con un ko-maru-kaeri. Tuttavia anche alcune lame di Kuniyasu mostrano hakikake ed un più largo kaeri, quindi alcuni dei suoi lavori sono molto simili a Sadatoshi. Ma a parte questo possiamo dire che l'intero ha di Kuniyasu è un po' più calmo di quello di Ayanokōji Sadatoshi, il che significa che possiamo vedere variazioni in altezza più accennate nel secondo. La hada che rislata di più di Kuniyasu piò anche ricordare Ko-Hōki Yasutsuna (安綱) ma le lame di Yasutsun sono generalmente più rustiche, cioè hanno un acciaio più scuro, jifu-utsuri con antai (il che da allo ha un'aspetto “tigrato”), e ha-bie e hotsure intervallati in una cospicua ha-hada. Per quanto riguarda i codoli di Kuniyasu tendono principalmente ad essere kijimono, mostrano katte-sagari yasurime, e un kurijiri. Ci sono solo niji-mei di Kuniyasu note, le quali sono incise con una sorta di carattere semi-corsivo per “yasu” con curve grandi per i colpi verticali, anche se possiamo vedere delle differenze (ma che probabilmente da imputare alle diverse fasi della carriera di un singolo forgiatore). Va notato che Ko-Bizen Kuniyasu firmò in maniera simile (vedi foto 2). Quindi fate attenzione che le lame di Ko-Bizen Kuniyasu dovrebbero essere diverse in termini di hamon(più fiammeggianti) e sugata (era attivo nel periodo medio-Kamakura).

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Foto 2: confronto delle mei, quelle a sinistra Awataguchi Kuniyasu, quella a destra Ko-Bizen Kuniyasu

 

La lama nella foto 3 fu eredità della famiglia Mizuguchi (溝口), il daimyō del feudo di Shibata (新発田藩) nella provincia di Echigo, ed è oggi designata come jūyō-bunkazai. Tende ad essere larga ma generalmente molto elegante, presenta funbari, e termina con un ko-kissaki. Il kitae è un denso itame pieno di ji-nie e l'hamon è un pieno di ko-nie ko-midare a suguha-chō verso la parte superiore che è misto ad alcuni prominenti ko-chōji e che appare con un sommesso nioiguchi. Possiamo anche vedere dei kinsuji e sunagashi e il bōshi è sugu con un ko-maru-kaeri.

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Picture 3: tachi jūyō-bunkazai, mei “Kuniyasu” (国安), nagasa 79.3 cm, sori 2.9 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

 

La prossima che che voglio introdurre è una tachi di Kuniyasu conservata al Tōkyō National Museum ma che non ha nessuna designazione. È ancora una volta un po' larga, ha un profondo koshizori con funbari, un compatto chū-kissaki e il kitae è un ko-itame che risalta con ji-nie. L'hamon è un pieno di ko-nie ko-notare misto a ko-midare, molti ko-ashi e , kinsuji, e sunagashi e il bōshi è midare-komi con un ko-maru-kaeri. Per favore guardate qui per avere un'impressione dell'acciaio di questa lama e delle sue perfette condizioni generali.

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Foto 4: tachi, mei “Kuniyasu” (国安), nagasa 79.4 cm, sori 2.7 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

 

L'ultimo lavoro di Kuniyasu che voglio introdurre è la jūyō-bijutsuhin tachi precedentemente posseduta dal clan Matsudaira (松平) il quale era in controllo del feudo Tsuyama (津山藩) della provincia di Mimasaka ed è ora preservata dalla NBTHK. Mostra un forte itame misto a mokume e nagare e anche fini ji-nie, chikei, e un debole nie-utsuri. L'hamon è un pieno di ko-nie suguha-chō misto con molti ko-ashi e , kinsuji, sunagashi, e discontinui yubashiri e nijūba lungo lo yakigashira che creano un apparenza molto “stratificata”. Lo ha non mostra cospicui alti e bassi e i suoi elementi di midare sono disposti in maniera densa. Il bōshi è sugu con un ko-maru-kaeri e notate che c'è un futasuji-hi.

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Picture 5: tachi, jūyō-bijutsuhin, mei “Kuniyasu” (国安), nagasa 71.4 cm, sori 2.7 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

*

Il quarto figlio di Kuniie fu Kunikiyo (国清). Il suo nome di battesimo era Tōshirō (藤四郎) e il Kotō Meizukushi Taizen dice che si firmò anche come “Shirōbei” (四郎兵衛) e che attorno Genryaku (元暦, 1184-1185) aveva 30 anni. Per Kunikiyo, abbiamo solo due lavori autentici firmati e qualche lavoro ō-suriage mumei attribuito a lui su cui possiiamo lavorare. La jūyō-bunkazai tachi (foto 6) fu posseduta dalla famiglia Satake (佐竹), il daimyō di Akita, e passata di mano tra loro come lavoro Awataguchi fino al primo periodo Edo. L'altro lavoro firmato è una jūyō-bijutsuhin ma che porta una mei incisa in maniera piuttosto differente. Era stata proprietà del collezionista Saitō Moichirō (斎藤茂一郎), il quale possesse diverse bunkazai, bijutsuhin, e kokuhō, ma Honma disse che la sua provenienza non è chiara. Tuttavia dice anche che, nonostante le differenze nelle mei, entrambi i lavori sono più classici dei lavori Rai e che non c'è nessun problema a vederle come Awataguchi-mono. Honma non era sicuro che le lame fossero dello stesso forgiatore, ma le differenze nella mei sono troppo grandi per valutarle come dovute a diverse fasi della carriera di un singolo forgiatore. E per questo non era neanche sicuro quale fosse il quarto dei Sei Fratelli Awataguchi. Anche Tanobe sottolinea la mei in qualche modo cesellata in maniera“insicura” della jūyō-bijutsuhin ma tende a pensare che si tratti di firma di due periodi differenti dello stesso forgiatore. Casualmente ci su un'altro Awataguchi Kunikiyo ma che fu studente di Kunitsuna e attivo troppo tardi (attorno Kōan [弘安, 1278-1288]) per attribuire una di queste lame a lui.

In ogni caso la jūyō-bunkazai è elegante, ha un piuttosto ridotto sori, funbari, e un ko-kissaki. Il kitae è un denso ko-itame con fini e luminosi ji-nie e mostra un debole ma bel nie-utsuri. L'hamon è un ko-chōji in ko-nie-deki misto a ko-midare, ko-gunome, elementi tipo karimata, piccoli tobiyaki e yubashiri in cima allo yakigashira in alcuni punti, ashi, , sunagshi e kinsuji. Lo ha è piuttosto complesso e i suoi elementi sono disposti in maniera densa e possiamo vedere una forte somiglianza con i lavori di Kuniyasu. Lo ha di Kunikiyo è solo leggermente più largo, il sori più stretto, e lo shinogi-ji è in qualche modo più largo. Va notato che Tanobe descrive questa lama in un testo come profondo koshizori ma è probabilmente un errore.

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Foto 6: tachi, jūyō-bunkazai, mei “Kunikiyo” (国清), nagasa 79.4 cm, sori 2.2 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

 

La foto 7 mostra una tachi di Kunikiyo che è tokubetsu-jūyō e attibuita come “Den” a Awataguchi Kunikiyo. Ha un profondo koshizori che curva verso la punta e mostra un piuttosto forte itame misto a del nagare, pieno di ji-nie, e molti chikei. L'hamon e un pieno di nie suguha-chō misto con del notare, ko-midare, gunome, ashi, alcuni yubashiri lungo il monouchi, kinsuji, e molti fini sunagashi. Il nioiguchi è brillante e chiaro e il bōshi è sugu con un corto maru-kaeri e nijūba. Il codolo è ō-suriage, mostra uno stretto kurijiri, e strette katte-sagari yasurime. Questa lama fu eredità della famiglia Sakai (酒井), daimyō del feudo Himeji (姫路藩) nella provincia di Harima.

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Foto 7: tachi, tokubetsu-jūyō, mumei “Den Awataguchi Kunikiyo” (伝粟田口国清), nagasa 69.8 cm, sori 2.6 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

*

 

Arikuni (有国) era il quinto figlio di Kuniie e il suo primo nome era Tōgorō (藤五郎). Sfortunatamente esiste solo una lama firmata da lui nota, una tachi (foto 8) la quale è stata accorciata a uchigatana (per nagasa definita comewakizashi oggi) ma la cui firma è stata preservata tramite orikaeshi. Fu posseduta da un certo Nakasawa (中沢) da Nagoya ma il quale la offrì al tempio di Ise. La lama rimane, nonostante il suriage, elegante il che da ancora un'idea del nobile e raffinato tachi-sugata originale. Mostra un compatto ko-kissaki con un accenno di ikubi e un denso ko-itame che è misto con del nagare e masame e che appre con la sua abbondanza di ji-nie come nashiji-hada. L'hamon è unhoso-suguha in ko-nie-deki e ilbōshi ha un ko-maru-kaeri. Prendete nota che ci fu un altro fabbro Awataguchi Arikuni di cui una lama esistente è datata Kagen due (嘉元, 1304). Alcuni lo vedono come una possibile tarda generazione del figlio di Kuniie ma il Kokon Meizukushi Taizen lo cataloga nella sua sezione genealogica come figlio di Kunitsuna, tuttavia al di sotto dell'altro presunto figlio di Kunitsuna, Kunihiro (国弘), il che significa che potrebbe essere stato il nipote di Kunitsuna.

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Foto 8: wakizashi, jūyō-bunkazai, orikaeshi-mei “Arikuni” (有国), nagasa 56.3 cm, sori 0.9 cm, shinogi-zukuri, ori-mune

 

La prossima volta introdurrò Kunitsuna (国綱), il sesto e più giovane figlio di Kuniie, prima di continuare con la principale linea di Awataguchi dopo Kunitomo e figli e studenti dei Sei Fratelli.

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