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Enrico Ferrarese

KANTEI 4 – YAMASHIRO #9 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 4 - Kunitsuna (国綱)

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KANTEI 4 – YAMASHIRO #9 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 5

Articolo originale https://markussesko.com/2015/10/06/kantei-4-yamashiro-9-awataguchi-%E7%B2%9F%E7%94%B0%E5%8F%A3-school-4/ di Markus Sesko

Traduzione di Enrico Ferrarese.

Kunitsuna (国綱), il più giovane dei Sei Fratelli Awataguchi, fu una figura molto interessante. Il Kotō Meizukushi Taizen afferma che è nato nel primo anno dell’era Chōkan (長寛, 1163) e che si è trasferito su richiesta del bakufu aYamanouchi (山内) nella periferia di Kamakura quando aveva 42 anni, cioè nel secondo anno dell’era Genkyū (元久, 1205). Quest’ultima informazione si ritrova tra l’altro per la prima volta in era Muromachi nel testo Nōami Hon Mei Zukushi (能阿弥本銘尽, publ. 1483). A quel tempo Hōjō Tokimasa (北条時政, 1138-1215) era il reggente dello shogunato Kamakura, ma la maggior parte delle altre fonti indicano Hōjō Tokiyori (北条時頼, 1227-1263) come colui che invitò Kunitsuna a Kamakura durante l’era Kenchō (建長, 1249-1256). Il Kotō Meizukushi Taizen riferisce che Kunitsuna morì nel settimo anno dell’era Kenchō (1256) all’età di 93 anni. Ciò significherebbe che avrebbe lavorato solamente per circa sei o sette anni per Tokiyori, ma che sarebbe stato sufficiente, se teniamo presente che egli operò come cofondatore di un emergente gruppo di fabbri che svilupparono un nuova tradizione di forgiatura. Inoltre, Tokimasa fu il primo reggente Hōjō e occupò questo ruolo per meno di due anni. Perciò sembra improbabile che sia stato proprio lui ad invitare tutti i forgiatori, dato che sarebbe stato sicuramente più impegnato a mantenere la reggenza shikken (con tale termine si indica il ruolo di primo ministro del governatorato militare [lo shogunato appunto] , ruolo che venne affidato alla famiglia Hōjō, imparentata con quella imperiale – n.d.t.) della sua famiglia. Oltre a questo, è risaputo che Tokiyori fosse uno dei maggiori esperti di nihontō del suo tempo. Per inciso l’era Kenchō coincide con gli anni in cui fu shikken. Pertanto o Kunitsuna fece tutto quello che fece a kamakura ad un età molto avanzata e soprattutto negli ultimi anni della sua vita, oppure non nacque nel 1163 come afferma invece il Kotō Meizukushi Taizen. Un altro motivo per cui non possiamo essere sicuri che nacque nel 1163, è che Takiyori non ha reclutato casualmente dei fabbri, ma ha selezionato i più grandi maestri dei suoi tempi; come ad esempio Saburō Kunimune (三郎国宗) o Ichimonji Sukezane (一文字助真) di Bizen, e si può dedurre che come esperto e figura politica di Kamakura, non abbia voluto solamente delle lame superiori, ma anche delle lame che impressionassero per la loro apparenza ed estetica. Perciò è possibile che egli abbia chiesto al vecchio maestro Kunitsuna, ultimo sopravvissuto dei Sei Fratelli Awataguchi di venire a Kamakura e di condurre un gruppo di forgiatori locali. C'è, o meglio c'era, una jūyō-bijutsuhin ōdachi (nagasa 114.5 cm) di ex proprietà della famiglia Uesugi (上杉) che è ritenuta come una prova che Kunitsuna fosse a Kamakura pressapoco nell'era Kenchō, ma non si sa che fine possa avere fatto al giorno d'oggi (si dice che possa essere stata confiscata dagli americani dopo la seconda guerra mondiale). La mei della lama riporta “Kamakura-jū Tōroku Sakon Kunitsuna” (鎌倉住藤六左近国綱) e la data “Kenchō gonen hachigatsu hi” (建長五年八月日, “un giorno di agosto del quinto anno dell'era Kenchō [1253]”). I documenti Uesugi attestano che questa ōdachi fu fatta da Kunitsuna nello stesso periodo in cui fece la Onimaru per Hōjō Tokiyori, e che venne tramandata all'interno della loro famiglia sin dai tempi antichi in cui ricopriva il ruolo di Kantō Kanrei, cioè di vice dello shōgun nella regione di Kantō, cioè sin dagli inizi del periodo Nanbokuchō. Ma i documenti attestano anche ad un certo punto che la lama era stata posseduta inizialmente dall'antenato di famiglia Shigefusa上杉重房, medio-Kamakura), quando si trasferi da Kyōto a Yamanouchi durante l'era Kenchō. Purtroppo, come si è già detto, la lama è andata perduta, perciò non si può dire molto altro sull'autenticità della sua mei.

Tra l'altro l'aver ottenuto lo stato di jūyō-bijutsuhin non aggiunge granché poiché, ai tempi antecedenti alla seconda guerra mondiale, provenire da una collezione di un grosso daimyō spesso era più significativo dell'attuale attestazione di qualità e autenticità. Ci sono pochissimi tantō con la mei “Yamanouchi-jū Kunitsuna” (山内住国綱) in circolazione ma la maggior parte degli esperti concorda che vennero fatti sensibilmente più tardi, cioè tra la fine del periodo Kamakura e quello Nanbokuchō, e, se autentici, potrebbero essere i lavori di un discendente locale di Awataguchi Kunitsuna.

 

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Figura 1: ōdachi, jūyō-bijutsuhin, (difficilmente leggibile) mei come riportata sopra.

 

Ma vediamo le cose dalla prospettiva di Tokiyori. Come un uomo del suo livello, egli non aveva avuto altra scelta se non quella di convocare i migliori forgiatori in assoluto del suo tempo, e questo voleva dire Yamashiro, Bizen and Bitchū. Non sappiamo perché egli non attinse ad uno dei grandi maestri Ko-Aoe, che operò anche come goban-kaji ma per quanto riguarda Yamashiro, solo la scuola Awataguchi era attiva a quel tempo, in quanto il fondatore di fatto della scuola Rai, Kuniyuki (国行), stava giusto appena gettando le basi della sua scuola (egli fu attivo attorno all’era Shōgen [正元, 1259-1260]). Certamente c’erano altri talentuosi forgiatori attivi all’epoca, come ad esempio le scuole Hōju, Mōgusa, o Ko-Naminohira, ma nessuno di loro era per così dire sufficientemente all’altezza in termini di abilità di forgiatura da poter aiutare il reggente di Kamakura nel creare una nuova tradizione di forgiatura. Lo stesso si può dire dell’onorevole tradizione Yamato, per quel tempo. Molti fabbri operarono nella provincia di Yamato sin dai primi tempi ma i loro più grandi maestri furono attivi significativamente più tardi di quando Tokiyori partì con questa sua iniziativa, per esempio il fondatore della scuola Tegai Kanenaga (包永), il fondatore della scuola Shikkake Norinaga (則長), il fondatore della scuola Taima Kuniyuki (国行) operarono attorno all’era Shōō (正応, 1288-1293), ed il fondatore della scuola Hoshō Kunimitsu (国光) attorno all’era Kōan (弘安, 1278-88). Mentre ritornando alla carriera di Kunitsuna, il suo nome si ritrova anche nella discutibile lista dei sei goban-kaji che avrebbero lavorato per Gotoba nel secondo anno dell’era Jōkyū (承久, 1220) durante il suo esilio nell’isola di Oki. A Kunitsuna venne concesso l’utilizzo del titolo onirifico Sakon Shōgen (左近将監) e di usare come primo nome Tōroku (藤六) (ciò anche come informazioni di contorno per la lama Uesugi nella introdotta prima nella Figura 1).

Grazie alla sua lunga vita ed al suo trasferimento a Kamakura, ci troviamo di fronte a due differenti stile e firme, quando parliamo di Kunitsuna. Questo si traduce in uno slanciato e più elegante Yamashiro e stile Awataguchi nei suoi primi anni di vita, ed in uno stile più potente stile che emerse dopo il suo trasferimento a Kamakura. Ora, questa è la teoria più diffusa: sebbene i lavori firmati di Kunitsuna siano molto rari (ne esistono solo 8 che io sappia), pertanto non siamo in grado di sapere con certezza tutte le tappe artistiche e i background cronologici del suo cambiamento di stile, la maggior parte delle sue opere esistenti mostrano uno stile decisamente più potente. Ciò vuol dire che se egli lavorò per la maggior parte della sua vita a Kyōto e si trasferì poi negli ultimi anni a Kamakura, allora dovrebbero esistere ad ora molte più lame in stile Awataguchi. Ma d’altra parte, potrebbe semplicemente essere che sia solo stato più produttivo dopo che si è trasferito a Kamakura, oppure ancora che queste lame siano state possedute con molta più stima delle prime Awataguchi e pertanto siano state più facilmente tramandate di generazione in generazione fino a noi. Altrimenti le informazioni giunte a noi sono errate ed egli si trasferì a Kamakura agli inizi della sua carriera. Ad ogni modo la prima lama lama che vi voglio presentare è una che si ritiene abbia forgiato quando ancora era a Kyōto (Figura 2). E’ una jūyō-bunkazai tachi relativamente corta con una sugata elegante e slanciata, koshizori e un pronunciato funbari. Il kitae è un denso ko-itame con una moltitudine di ji-nie, nie-utsuri; lo hamon è un ko-midare in ko-nie-deki nel quale sono presenti kinsuji e nel quale i nie aumentano visibilmente dal monouchi verso il mune. Il bōshi presenta nie-kuzure ed ha un ko-maru-kaeri. Il codolo è ubu, relativamente lungo ed in kijimonmo-gata. La mei è leggermente più piccola delle altre conosciute. Questa tachi è stata posseduta dallo shōgun Tokugawa Yoshimune (徳川吉宗, 1684-1751) e Ienari (徳川家斉, 1773-1841) ed è stata sottoposta a jūyō-bunkazai da Tokugawa Iesato (徳川家達, 1863-1940) nel 1931. Dai tempi del dopoguerra è conservata dalla Fondazione Tokugawa Reimeika.

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Figura 2: tachi, jūyō-bunkazai, mei “Kunitsuna” (国綱), nagasa 65.0 cm, sori 2.0 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

 

La sua opera più famosa è certamente la già nominata Onimaru (鬼丸) che può essere vista nella Figura 3. Diversamente dalla piccola tachi della Figura 2, in stile Awataguchi, è larga e magnificente. Ha un profondo toriizori con un pronunciato funbari, una moltitudine di hira-niku, non si assottiglia molto, ed ha un chū-kissaki che tende un pò a kamasu. Il kitae è un ko-itame misto a ko-mokune, con una moltitudine di ji-nie, un pò di jifu e lo hamon è un largo midareba basato notare in ko-nie-deki misto a chōji con ko-ashi e yō.

Una caratteristica prominente di questa lama è il koshiba diagonale basato yubashiri che compare qualche volta sopra lo ha-machi, un approccio nelle tempra, che è visto in altri modi leggermenti diversi anche nelle altre sue lame in stile Kamakura. Sottolineo che il termine "stile Kamakura" non è una terminologia legata al vocabolario delle nihotntō. Io lo utilizzo qui giusto per distinguere tra le sue prime lame eleganti dalle altre sue più tarde e potenti. Il bōshi della Onimaru è un ampiamente temprato midare-komi con un ko-maru-kaeri e molti nie. Il codolo è ubu , curva fortemente, termina in kurijiri, e mostra debolmente delle yasurime katte-sagari. Dopo essere stato di proprietà della famiglia Hōjō, la spada è stata posseduta dalla famiglia Ashikaga per poi diventare passare per diversi personaggi importanti quali Nobunaga, Hideyoshi, Ieyasu, per essere infine presentata da Tokugawa all'Imperatore Meiji.

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Figura 3: tachi, gyobutsu, mei “Kunitsuna” (国綱), nagasa 79.2 cm, sori 3.0 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

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Figura 4: La kawa-zutsumi tachi-koshirae di Onimaru-Kunitsuna di successiva era Muromachi.

 

Una lama molto simile alla Onimaru in termini di fattura e mei (sebbene il codolo abbia subìto qualche piccola modifica) è la tokubetsu-jūyō mostrata nella Figura 5. La lama è un pò stanca e dha perso un pò di sostanza verso la punta ma è ancora perfettamente apprezzabile. Il kitae è una sorta di trama dalla quale risalta itame con nagare ed ō-hada lungo il lato omote e mostra ji-nie con un debole nie-utsuri. Lo hamon è un ko-chōji basato suguha carico di ko-nie, misto a gunome e ko-midare con ashi, , e con sunagashi e kinsuji lunga la metà inferiore. Il bōshi è sugu e termina in ko-maru-kaeri. Il nie-utsuri forma come una sorta di mizukage alla base, il che significa che possiamo vedere un certo approccio alla tempra che sembrano avere tutte le altre lame più tarde di Kunitsuma. Questa lama è stata un tempo proprietà della famiglia Nishitakatsuji (西高辻), che ha servito su base ereditaria come sacerdoti shintō il Dazaifu Tenmangū nel Kyūshū.

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Figura 5: tachi, tokubetsu-jūyō, mei “Kunitsuna” (国綱), nagasa 85.8 cm, sori 3.5 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

 

La prossima lama (Figura 6) è una jūyō-bunkazai custodita a Hie-jinja (日枝神社) (un santuario shintō a Tōkyō - ndt). La lama è suriaghe e mostra un denso ko-itame con una moltitudine di fini ji-nie, un hamon chōji-midare con ashi e che diventano molto carichi di nie e si notano cospicui kinsuji e sunagashi lungo la metà inferiore. Il bōshi sembra come una sorta di sinuoso sugu-chō o notare-komi con un piuttosto ampio ko-maru-kaeri e del hakikake sul lato omote. Interessanti qui sono gli horimono nella forma di un futasuji-hi con bonji e suken sull'haki-omote, e un bonji con un shiketsu sul lato ura, con entrambe le incisioni inferiori che terminano nel codolo a causa del suriaghe subìto. C'è stata una diatriba se questo potesse essere l'opera di un altro forgiatore omonimo, per via dell'hamon relativamente sofisticato e soprattutto per gli horimono non comuni, ma nel frattempo è comunque considerata una lama di Awataguchi Kunitsuna.

 

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Figura 6: tachi, jūyō-bunkazai, mei “Kunitsuna” (国綱), nagasa 69.4 cm, sori 1.7 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

 

La prossima tachi (Figura 7) è una tokubetsu-jūyō ed è più slanciata, fortemente curva e termina in un ko-kissaki. Lo jigane è un piuttosto evidente itame che è misto a nagare, mokume e ō-hada con una moltitudine di ji-nie, alcuni chikei, e si possiamo vedere di nuovo quella caratteristica sorta di mizukage alla base che sfuma qui in un jifu-utsuri, che si espande poi su tutta la lama. Lo hamon è un ampiamente temprato e carico di nie suguha-chō misto a notare, ko-chōji, ko-midare, compatti ashi, , sungashi, kinsuji, e diversi hotsure, uchinoke, con degli yubashiri sparsi qua e là. Il bōshi è sugu con un corto ko-maru-kaeri ed un accenno di hakikake. Il prominente jigane distingue Kunitsuna dai suo altri fratelli, ed il suo jifu-utsuri con forti nie (con dei visibili ha-nie) fa quasi sembrare ad una prima occhiata questa lama un'opera Ko-Bizen o Ko-Hōki. Ma i lavori Ko-Bizen di quel tempo si differenziano per un nioiguchi più brillante e sebbene mostrino similmente i nie, non li evidenziano in una tale quantità come in questo caso. Mentre per i lavori Ko-Hōki, l'acciaio è fin troppo brillante, ad esempio Yasutsuna ed i suoi contemporanei forgiaravano uno jigane più nerastro ed i loro hamon avevano un nioiguchi più sottomesso. A parte questo i loro lavori mostrano più ha-hada, ed in ogni caso una hada anche più facilmente visibile, ed avevano soprattutto un aspetto più rustico.

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Figura 7: tachi, tokubetsu-jūyō, mei “Kunitsuna” (国綱), nagasa 67.3 cm, sori 2.5 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

 

Ora voglio finalmente accennare al fatto che ci sono alcune lame in giro, abbastanza vecchie e della più alta qualità, che sono incise con la niji-mei “Kunitsuna” ma non sono attribuite ad Awataguchi Kunitsuna, almeno non secondo gli standard attuali.

 

La lama in (Figura 8) era di proprietà della famiglia Ii e donata poi da Ii Naonori (井伊直憲, 1848-1904) al Tempio di Iinoya (井伊谷宮) dov'è tuttora custodita. I documenti del tempio riportano Awataguchi ma sono stati scartati, seppure la designazione jūyō-bunkazai riporti “Kunitsuna, periodo Kamakura, provincia sconosciuta”. La lama ha un piccolo suriaghe ma mantiene la sua eleganza e sugata che si rastrema con un koshizori ed un pronunciato funbari che la colloca almeno al primo periodo Kamakura. COsì se dovessimo attribuire quest'opera ad Awataguichi Kunitsuna, dovremmo perlomeno considerarla uno dei suoi primi lavori. Il kitae è un denso ma distinguibile itame con un pò di masame e fini ji-nie. L'hamon è un midare che diventa più ampio man mano che ci si sposta verso la punta, il quale è misto a chōji, ed anche a del kawazu-no-ko chōji, con ashi, , kinsuji e sunagashi. Ci sono nie lungo tutta la lama, compreso il bōshi. Quest'ultimo è notare-komi con un ko-maru-kaeri. La firma è larga e visibilmente differente dalle altre mei di Kunitsuna. Guarda caso... La designazione jūyō-bunkazai dice che ci sono stati tra gli altri anche un Bizen, Yamato, ed un Iga Kunitsuna, ma difficile dire a quale di questi questo lavoro potrebbe eventualmente essere attribuito.

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Figura 8: tachi, jūyō-bunkazai, mei “Kunitsuna” (国綱), nagasa 79.8 cm, sori 2.9 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

 

E c'è una jūyō-tachi la cui firma è più piccola o comunque con qualcosa di diverso (specialmente per il carattere “Kuni”) anche se delle caratteristiche di incisione molto simili alla Onimaru e della tokubetsu-jūyō della Figura 5, ma ancora si mantiene la sua vecchia attribuzione "Kunitsuna (Den Awataguchi)". questa tachi è slanciata, ha un profondo koshizori, un ko-kissaki, ed un alquanto interessante maru-mune. Il kitae è un denso ko-itame con ji-nie ed un jifu-utsuri; lo hamon è un suguha-chō misto a ko-midare, ko-chōji, con molti ashi e , e fini sunagashi e yubashiri. Il nioiguchi è ampio e lo ha è pieno di nie. Il bōshi è sugu con un corto ko-maru-kaeri. Lo shinsa ha attribuito questa lama sulla base del suo jiba e sugata nelle strette vicinanze di Awataguchi, e nello specifico nelle prime opere di Kunitsuna. La lama è stata un tempo proprietà della famiglia Date (伊達) che la ricevette a suo tempo dalla corte del nobile Konoe Motohiro (近衛基熈, 1648-1722).

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Figura 9: tachi, jūyō-tōken, mei “Kunitsuna” (国綱), nagasa 68.6 cm, sori 2.1 cm, shinogi-zukuri, maru-mune.

 

 

*

Ora abbiamo visto i Sei Fratelli Awataguchi e nel prossimo capitolo continueremo con la linea principale Awataguchi, affronteremo cioè Norikuni (則国), Kuniyoshi (国吉), e Yoshimitsu (吉光) prima di chiudere con questa scuola con i rimanenti e successivi maestri Awataguchi.

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