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Manuel Coden

KANTEI 4 – YAMASHIRO #13 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 8 - Kunimitsu, Kagehisa

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KANTEI 4 – YAMASHIRO #13 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 8

Articolo originale https://markussesko.com/2015/12/21/kantei-4-yamashiro-13-awataguchi-%E7%B2%9F%E7%94%B0%E5%8F%A3-school-8/ di Markus Sesko

Traduzione ed integrazioni di Manuel Coden

 

Con questo post concluderò il capitolo su Awataguchi e dopo aver presentato qualche lavoro dei forgiatori meno noti della scuola che non sono stati introdotti finora voglio aggiungere qualche pensiero conclusivo sul perchè la scuola non è proseguita nel Nanbokuchō.

 

Inizio con Tōbei Kunimitsu (藤兵衛国光), il fratello più giovane di Awataguchi Kuniyoshi (国吉) il quale era insignito del titolo onorario Sahyōe no Jō (左兵衛尉). C'è della confusione riguardo il suo periodo di attività in quanto il meikan lo data tradizionalmente attorno a Kenchō (建長, 1249-1256), ma esiste un ken firmato “Sahyōe no Jō Fujiwara Kunimitsu” (左兵衛尉藤原国光) il quale Shōwa dieci (正和, 1321). Per favore notate che il mekugi-ana di questo ken passa giusto attraverso il kanji del anno e che il codolo presenta una corrosione considerevole ed alcuni interpretano la data come Shōwa uno (1312) (vedi foto 1). A parte questo, ci sono lavori presunti che sono datati con l'era Einin (永仁, 1293-1299) e c'è il jūyō tantō che è stato scoperto di recente il quale è datato Kōan undici (弘安, 1288) (vedi foto 4). Quindi o Kunimitsu ha vissuto una vita molto lunga, o ci fu una seconda generazione, inoltre c'è anche la teoria che Kunimitsu non fosse il figlio di Norikuni ma di Kuniyoshi. Interessante che il Kotō Meizukushi Taizen, il quale lo cataloga vicino a Kuniyoshi ma senza menzionare se fosse suo fratello o uno studente di Norikuni, dice che nacque in Jōgen uno (承元, 1207) e morì in Kangen due (寛元, 1244) alla giovane età di 36 anni. Kunimitsu è listato in questo fonte con il primo nome Tarō (太郎) e con il grado di shinshi (進士), una persona che ha passato alcuni test della scuola Imperiale per i dipendenti civili durante l'era ritsuryō. Tuttavia, la maggior parte dei meikan data questo Shinshi Tarō Kunimitsu nel era Kenmu (建武, 1334-1338). Quindi non sappiamo di sicuro quanti Kunimitsu sono stati attivi nella scuola Awataguchi e quale furono esattamente le loro relazioni con la linea di trasmissione. Forse Tōbei Kunimitsu fu il secondo figlio di Norikuni, ma ebbe a sua volta un figlio, forse Tarō Kunimitsu, addestrato dal suo fratello maggiore Kuniyoshi. O Tōbei Kunimitsu fu effettivamente figlio di Kuniyoshi e fu seguito da una seconda generazione con lo stesso nome, forse il Tarō Kunimitsu. Ma probabilmente non lo sapremo mai…

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Foto 1: ken, mei “Sahyōe no Jō Fujiwara Kunimitsu” “Shōwa jū/gannen jūnigatsu hi (+ 2 bonji),” nagasa 20.3 cm, ko-itame con masame e ji-nie, suguha-chō con del ko-notare e pieno di nijūba

 

Per quanto riguarda i lavori esistenti di Awataguchi Kunimitsu, ci sono due tachi che sono famose, una jūyō-bunkazai conservata nel Yōrō-ji (養老寺, Gifu Prefecture), e una jūyō-bunkazai posseduta dal Kurokawa Institute of Ancient Cultures. Entrambe le lame sono slanciate, eleganti, mostrano un sori relativamente ridotto, tracce di funbari (entrambe le lame sono suriage), uno shinogi-ji piuttosto largo, e un ko-kissaki che tende verso il chū e leggermente verso l'ikubi, una caratteristica popolare verso il medio-Kamakura. Anche l'interpretazione del jiba è molto simile. Vediamo un ko-itame densamente forgiato con fini ji-nie e un nie-utsuri, un hoso-suguha pieno di ko-nie con un piuttosto largo nioiguchi e un ko-maru-bōshi con un relativamente largo kaeri. La Yōrō-ji tachi presenta pochi ashi e sembra leggermente più enfatizzate nei nie in quanto ci sono chikei e kinsuji. L'interpretazione colloca le due lame perfettamente nei principali approcci stilistici della scuola Awataguchi.

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Foto 2: jūyō-bunkazai, tachi, mei “Kunimitsu” (国光), nagasa 73.2 cm, sori 1.3 cm, shinogi-zukuri, iori-mune, horimono di un suken attraverso la base nel lato omote, conservata nel Yōrō-ji

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Foto 3: jūyō-bunkazai, tachi, mei “Kunimitsu” (国光), nagasa 80.3 cm, sori 1.9 cm, shinogi-zukuri, iori-mune, posseduta dal Kurokawa Institute of Ancient Cultures

La foto 4 sottostante mostra il tantō di Kunimitsu menzionato in precedenza. È piuttosto aggraziato e ha perso del materiale, lasciando solo tracce del suken una volta inciso sul lato omote e dei gomabashi sul lato ura, ma con il jiba molto ben conservato. Il kitae è un ko-itame con masame-nagare pieno di ji-nie e fini chikei e l'acciaio è molto brillate e chiaro. L'hamon è un suguha pieno di ko-nie con un po' di notare misto a del ko-gunome sul lato ura. Il nioiguchi è largo e il sugu-bōshi mostra un largo ko-maru-kaeri. Basandosi su questo lavoro, sembra che i tantō di Awataguchi Kunimitsu sono un po' più enfatizzati di nie che le sue tachi. Per favore guardate il sito di Darcy qui per alcune foto eccellenti della lama e del acciaio. (N.d.t. alcune foto sono aggiunte anche qui sotto)

 

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Foto 4: jūyō, tantō, mei “Kōan jūichinen – gogatsu ichinichi Kunimitsu” (弘安十一年・五月一日国光, “un giorno del quinto mese di Kōan undici [1288]”), nagasa 21.7 cm, uchizori, hira-zukuri,iori-mune

Ci sono delle teorie avanzate nel passato che pensano che Awataguchi Kunimitsu e Shintōgo Kunimitsu furono lo stesso forgiarore ma sono confutate oggi in quanto le loro firme sono significativamente diverse (notare la parte interna a sinistra per il carattere “Kuni” e la parte superiore del carattere “mitsu”) (vedi foto 5). La teoria ovviamente suggerisce che Shintōgo ha le sue radici nella scuola Awataguchi ma, a parte la firma, le lame di Awataguchi Kunimitsu semplicemente non mostrano sufficienti chikei e kinsuji per passare per Shintōgo (anche l'acciaio è differente) e sono tra le lame della scuola Awataguchi quelle meno enfatizzate di nie. Quindi aggiungendo tutti i punti di kantei per Awataguchi Kunimitsu, arrivate a: slanciato tachi-sugata con relativamente scarso sori e largo shinogi-ji in combinazione con nashiji o tipo nashiji hada, un hamon molto stretto su base suguha, e un bōshi con un kaeri relativamente largo(ve di il tantō in foto 4). Ancora, il jiba non presenta molti nie il che dà alla lama un aspetto generale più sommesso.

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Foto 5: Awataguchi Kunimitsu a sinistra, Shintōgo Kunimitsu a destra.

*

Ci sono poche lame esistenti di Kunisada (国定), uno studente di Kuninobu (国延), a sua volta studente di Awataguchi Kuniyoshi, ma si trasferì successivamente a Ayabe (綾部) in Tanba, quindi lo introdurrò quando arriveremo a questa provincia. Lo stesso vale per Kagenaga (景長), il figlio di Awataguchi Yoshimasa (吉正) il quale studiò sotto Tōshirō Yoshimitsu, che fondò la linea Inaba-Kokaji (因幡小鍛冶). Quindi parleremo di lui quando andremo a vedere cosa succedeva nella provincia di Inaba. Tuttavia, ultimo ma non in ordine di importanza, vi voglio introdurre Awataguchi Kagehisa (景久) in quanto c'è un singolo tantō noto suo (vedi foto 6). In altre parole, ci sono virtualmente zero lame di tutti gli altri forgiatori Awataguchi esistenti inseriti nelle genealogie, ma che non furono i famosi maestri della scuola. Quindi Kagehisa si dice che fosse studente di Tōshirō Yoshimitsu ed è tradizionalmente datato attorno a Kōan (1278-1288) o Shōan (正安, 1299-1302). Il tantō in questione è in hira-zukuri, piccolo ed elegante, ed ha un codolo che restringe poco e tende ad essere furisode. Il kitae è un molto fine ko-itame con un po' di nagare, pieno di ji-nie, e qualche chikei. L'hamon è un ko-midare pieno di ko-nie misto a ko-notare alla base,gunome-ashi, fini sunagashi, qualche kinsuji, e nijūba nella metà superiore. Il bōshi è midare-komi con un ko-maru-kaeri con hakikake. La lama mostra un nioiguchi molto brillante e Satō Kanzan lo descrive “come ci si potrebbe aspettare, di alta qualità”. In poche parole, è in linea con l'eredità della scuola Awataguchi e la tradizione che Kagehisa ha imparato da un maestro eccezionale. Inoltre va verso la tradizione la notevole tendenza al midare nello ha e verso furisode nel nakago. Quest'ultimo presenta kiri-yasurime e una piccola e finemente incisa niji-mei.

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Foto 6: jūyō, tantō, mei “Kagehisa” (景久), nagasa 22.6 cm, uchizori, hira-zukuri, iori-mune

*

È difficile dire come e se la linea principale di Awataguchi proseguì dopo Yoshimitsu. Se si conta Kuniie (国家) come prima generazione Awataguchi, Yoshimitsu sarebbe la quinta generazione della linea principale. La scuola stessa esisteva da circa un secolo al tempo di Yoshimitsu. Prima di fare qualche tentativo di spiegazione, vi voglio introdurre quello che le fonti storiche dicono su quello che successe dopo Yoshimitsu. Nella prima pubblicazione esistente sulle spade, il Kanchi’in Bon Mei Zukushi, non viene proprio menzionato e Yoshimitsu è persino catalogato in linea con Kuniyoshi e Kunimitsu. Nel libro la linea principale è Kuniie → Kunitomo → Norikuni → Kuniyoshi, punto. Yoshimitsu è visto come contemporaneo o, se si vuole, fratello minore di Kuniyoshi. Nel Kokon Mei Zukushi, Yoshimitsu è succeduto da Nobumitsu (延光) il quale ha a sua volta quattro forgiatori sotto di lui, Masamitsu (正光), Yoshimasa (吉正), Yoriie (頼家), e Kunisumi/Kunizumi (国純), tuttavia non è menzionato chi fu il suo successore ufficiale o se uno di loro lo succedette alla guida della scuola Awataguchi. Tsuneishi introduce nella sua genealogia Awataguchi due studenti di Yoshimitsu, rispettivamente Yoshikuni (吉国) e il precedentemente citato Kagehisa (景久). E il Kotō Meizukushi Taizen lista Masamitsu, Yoshimasa, Nobumitsu, e Kunichika (国近) sotto Yoshimitsu.

Focalizziamoci sulla tradizione di tramandare un carattere alla generazione successiva per un attimo. Quando guardiamo alla genealogia Awataguchi vediamo che in molti casi il primo carattere del nome del maestro venne situato come secondo carattere del successore, ad esempio KUNItomo → NoriKUNI → KUNIyoshi → YoshiMITSU o AriKUNI → KUNIhisa. Quindi nel caso di Yoshimitsu, ci si aspetterebbe un nome tipo MITSUxxx. Interessante che il Kotō Meizukushi Taizen dice che Masamitsu si firmò anche come Mitsumasa. Uno studente di Yoshimitsu con il nome Mitsumasa non si trova nel meikan, ma quando guardiamo ai Masamitsu ci imbattiamo in Daruma Masamitsu il quale si dice fosse il figlio di Daruma Shigemitsu (重光). Però entrambi Masamitsu e Shigemitsu sono datati attorno a Eitoku (永徳, 1381-1384) ma ecco, c'è una teoria per Shigemitsu che fu figlio di Awataguchi Yoshimitsu, ma bisogna essere cauti. Le genealogie furono stabilite o studiate successivamente esattamente in quel modo, quindi se un forgiatore lavora in Yamashiro che condivide lo stesso carattere con un famoso maestro invoglia chi compila a creare proprio questa connessione. Quindi basare una teoria su dati genealogici limitati può significare cadere proprio nella stessa trappola. In altre parole, quando si inizia a seguire le generazioni partendo da un certo forgiatore e si segue la linea, si potrebbe seguire proprio quello che chi ha compilato la genealogia nel verso opposto.

E per quanto riguarda le diramazioni degli altri maestri della scuola? Non molti studenti sono registrati per molte di loro, eccetto che per il predecessore di Yoshimitsu, Kuniyoshi, e per Kunitsuna, il più giovane dei Sei Fratelli Awataguchi . Come detto, una ramificazione che emerse sotto il maestro Kuniyoshi si trasferì nella provincia di Tanba e prosperò là nel periodo Nanbokuchō (raggiunta anche da una diramazione della linea di Masamitsu, studente di Yoshimitsu, che si trasferì a Tanba a sua volta). E la scuola di Kunitsuna portò avanti Shintōgo Kunimitsu il quale fu uno dei fondatori della tradizione Sōshū e come Kunitsuna stesso si trasferì a Kamakura su richiesta del bakufu.

La caduta o meglio la discontinuità della scuola Awataguchi è probabilmente da imputare al fatto che la prestigiosa linea basata a Kyōto produceva principalmente per una clientela che andava dalla locale aristocrazia ai circoli più alti. Quindi dal tempo di Yoshimitsu, il tardo Kamakura, la scuola era in una Kyōto di una classe aristocratica alla sua decadenza politica, che ebbe il suo apice alla nascita del Kamakura-bakufu nel 1185. Ovviamente Kyōto era ancora il centro indiscusso quando si trattava di cultura raffinata, connessione con la Cina continentale, insignire titoli di corte, e il traffico tra la capitale imperiale e Kamakura era considerevole. Un altro forte impatto nell'abilità dell'aristocrazia di Kyōto nel mettere le cose in pratica avvenne con i due tentavi di invasione che i Mongoli tentarono nel 1274 e 1281. Sappiamo tutti che “favorevoli” condizioni metereologiche giocarono un importante ruolo nello sconfiggere la flotta mongola, ma in quanto responsabile della difesa nazionale, il bakufu prese gran parte del merito per la “vittoria”. In altre parole lo Shogunato a Kamakura fu per così dire non solo in grado di difendere ma anche di essere alla guida del Paese. Di conseguenza i forgiatori locali di Kyōto persero gran parte degli ordini e quindi era molto più promettente quello che stava succedendo a Kamakura e la nuova tradizione di forgiatura Sōshū stabilitasi. Dall'altra parte tuttavia, un'altra scuola di Kyōto, Rai, era in procinto di fiorire (e diventare di successo di conseguenza). Quindi di sicuro c'era della domanda rimanente. In ogni caso, quello che si può vedere dal tardo Kamakura in poi vi è un significativo cambiamento da nobile a marziale e forse la scuola Rai fu semplicemente più capace di rispondere a questa esigenza. Ci sono ancora molte cose poco chiare quando si parla delle prime scuole Kyōto. Forse ci furono altri, ad esempio fattori locali o genealogici coinvolti che i semplici fattori di richiesta e ascesa della classe guerriera. Per esempio non siamo ancora in grado di stabilire le connessioni tra Sanjō, Gojō, Ayanokōji, Awataguchi e Rai. Voglio dire, confrontare i lavori ci da dei buoni indizi che devono essere in qualche modo connesse, ma non sappiamo per certo quale fondatore della scuola fu addestrato da chi. E con questo voglio concludere il capitolo Awataguchi e spostarmi, con una piccola sosta a Aburanokōji (油小路), verso al scuola Rai.

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Come al solito molto molto interessante!

 

Un'altro punto interessante è che le lame Awataguchi per quanto polite (vedi anche la Kunimitsu sopra nella immagini) mostrano difficilmente e poca stanchezza della hada, quindi ipotizzo che potesse essere tutto "acciaio buono" o comunque in gran parte, a differenza per esempio della scuola Rai, nelle quale si trova con decisamente più facilità la stanchezza. L'acciaio di qualità è sempre costato molto, quindi potrebbe essere anche un fattore di "tendenza" e budget.


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Come al solito molto molto interessante!

 

Un'altro punto interessante è che le lame Awataguchi per quanto polite (vedi anche la Kunimitsu sopra nella immagini) mostrano difficilmente e poca stanchezza della hada, quindi ipotizzo che potesse essere tutto "acciaio buono" o comunque in gran parte, a differenza per esempio della scuola Rai, nelle quale si trova con decisamente più facilità la stanchezza. L'acciaio di qualità è sempre costato molto, quindi potrebbe essere anche un fattore di "tendenza" e budget.

 

Ti riferisci a lame corte o lunghe ?

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Buongiorno Gian, le lame lunghe Awataguchi sono rare, in genere messe bene, quindi rimane difficile da dire.

 

Buongiorno a te, Francesco. Capisco la difficoltà ma cercavo di intendere con chiarezza la tua ipotesi: se applicata in generale o in particolare alle lame corte della scuola Awataguchi.

 

Il distinguo mi pare importante perchè, per quanto riguarda le lame corte, si è notato che anche in altre scuole (ed in altri periodi storici) hanno verosimilmente utilizzato acciaio "tutto buono". Anche la "pochissimo blasonata" scuola Mino, nel "bistrattatissimo" tardo Muromachi.

Probabilmente la scelta non era solo di carattere economico ma anche strutturale: difficile infatti pensare che, ad esempio, una lama corta di scuola Hasebe possa contenere un cuore di shingane, con un kasane di partenza di 4 mm scarsi. Ed inoltre, su una lama corta, lo scarico della forza d'impatto praticamente non è da tenersi in considerazione nel progetto della struttura della lama.

L'argomento è interessante.

 

Invece, per quanto riguarda le lame lunghe, è tutto un altro paio di maniche. E' un fatto che le poche lame lunghe Awataguchi che si possono vedere, almeno dalle foto, appaiono tutte particolarmente "sane" ma....magari tu hai delle nuove informazioni che noi ignoriamo :ciaociao:

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Purtroppo le informazioni sono quelle che sono, è sempre difficile fare ipotesi se specie così tanti secoli dopo, per quello che sappiamo potrebbero essere state anche forgiate differentemente. Di base mi ero focalizzato tra due scuole della solita città con caratteristiche molto diverse sotto questo aspetto.


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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bhè il tanto nella foto è stato tanto polito da perdere l'horimono... e l'acciaio è comunque ancora ricco di hataraki.

Oltre al fatto che anche secondo me siamo di fronte a una lama tutta di kawagane, dovremmo anche riflettere anche su quanto in effetti l'hamon fosse fine... se abbiamo perso 3mm buoni di spessore credo che sul filo potremmo averne persi anche qualcuno in più.



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Hai ragione Simone è impressionante se si osserva l'oshigata del tanto di kunimitsu il filo della lama è talmente arretrato a causa della politura eseguita che l' hamon ne risulta quasi totalmente pregiudicato mentre la trama dell'acciaio come giustamente affermi risulta ancora netta di grande fattura, grazie ragazzi sto imparando molto attraverso l'analisi e i commenti dei kantei INTK :ciuccio:


Antonio Vincenzo

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Sul discorso della apertura dell'acciaio in base alle politure ho avuto un esperienza illuminante con la mia katana.

In uno dei lati era presente un fukura piuttosto consistente che ha richiesto una politura più profonda su omote piuttosto che su ura.

Confrontare i due lati dove uno ha un mezzo millimetro di spessore in meno dell'altro fa subito notare quali siano le differenze nella trama della hada, quasi da far pensare a una o-hada piuttosto che ha un itame abbastanza regolare.

 

Ora sono senza una macchina fotografica decente, altrimenti sarebbe un articolo interessante... magari ricordatemi tra un pò



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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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