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Manuel Coden

KANTEI 4 – YAMASHIRO #15 – SCUOLA RAI (来) 1 - Kuniyoshi, Kuniyuki

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KANTEI 4 – YAMASHIRO #15 – Scuola Rai (来) 1

Articolo originale https://markussesko.com/2016/01/15/kantei-4-yamashiro-15-rai-%e6%9d%a5-school-1/ di Markus Sesko

 

Ora stiamo entrando in un’altra delle grandi e vecchie tradizioni Yamashiro, che è la scuola Rai. Ho riassunto molte delle tradizioni riguardanti il presunto fondatore della scuola, Kuniyoshi (国吉) poco tempo fa qui, per esempio come fosse nativo della Corea e naturalizzato in Giappone e che il nome della scuola Rai ci riporta a questo contesto. Un’altra nota , Honma sottolinea che tutte le prime scuole di Kyōto o sono indicati o firmati con il nome del loro sito di produzione, vale a dire Sanjō, Gojō, Awataguchi, Ayanokōji. Solo i fabbri Rai usarono il loro nome di famiglia che, in accordo con Honma, li distinse da qualsiasi altra scuola locale e che suggerirebbe che non emersero da nessuna di esse. Per inciso il primo fabbro che si firmò con il carattere “Rai” fu Kunitoshi ma che fu attivo intorno alla fine del periodo Kamakura. Quando invece siamo giunti alla conclusione che la scuola Rai emerse nel medio Kamakura e stilisticamente sia più vicina alla scuola Awataguchi, che dominò le scuole di fabbri Kyōto di quel periodo. A parte questo, gli esperti vedono Kuniyuki (国行) come il fondatore della scuola, ma basandosi esclusivamente sul fatto che i lavori più vecchi della scuola Rai arrivino dalle sue mani. Kuniyuki era il figlio del sopra menzionato Kuniyoshi che rimane sulla carta l’antenato della scuola. Nessuna delle lame di Kuniyoshi è sopravvissuta, ma esiste una singola lama ( che crea un po’ di sconcerto), una volta posseduta dal politore Hirai Matsuba (平井松葉), che era il fratello minore di Hon’ami Nisshû e che potrebbe essere uno dei suoi lavori (vedere foto 1). Honma dice, a parte che il deki è eccellente, la fattura complessiva in un suguha in ko nie deki mischiato con ko midare è chiaramente Kyō e contemporaneo ad Awataguchi Kuniyoshi ma la mei è completamente diversa da quella del maestro Awataguchi e la mei non può essere associata a nessuno degli altri fabbri Kuniyoshi di quel periodo, per esempio quelli di Yamato. Quindi da queste esclusioni la scuola Rai sarebbe la più probabile, ma come anche le vecchie collezioni di oshigata lasciano fuori Kuniyoshi, noi non abbiamo abbastanza informazioni per dire per certo se la mei è quella di Rai Kuniyoshi o no. Uno dei pochissimi oshigata di Rai Kuniyoshi possiamo trovarlo del Kokon Mei Zukushi (vedere foto 2). E’ un tantō con nakago in stile furisode e un appena ondulato suguha ma la mei non corrisponde definitivamente con la mei del tachi in questione, anche se c’è da dire che le firme delle vecchie collezioni di oshigata furono catturate con una certa libertà artistica (cioè non vennero ricalcate fedelmente come succede al giorno d’oggi, ma copiate con un pennello).

 

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Foto 1: tachi, mei “Kuniyoshi” (国吉), nagasa 71.8 cm



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Foto 2: Rai Kuniyoshi visto nel Kokon Mei Zukushi

Satō a sua volta introduce questo tachi come opera dell'antenato della scuola Rai e descrive la sua lavorazione mostrata con una sugata con iori mune, un koshizori, e un compatto ko kissaki con un kitae leggermente in evidenza in itame mescolato con nagare, un hamon in suguha chō che ha un nioiguchi piuttosto sommesso e che è mescolato con ko midare e qualche chōji e kinsuji, e un boshi con un ko maru kaeri relativamente ampio.. Dice anche che c'è un altro tachi con un ubu nakago di Rai Kuniyoshi esistente, ma che è yakinaoshi. L’oshigata mostrato in foto 1 suggerisce fortemente anche l'esistenza di un utsuri (forse uno utsuri di quelli antichi con antai che si vede anche su alcune lame di Awataguchi Kuniyasu e Ayanokōji Sadatoshi) e la forma affusolata, il codolo fortemente curvo e l'interpretazione snella con il ko kissaki ci portano ad una lama che risale all'inizio del Kamakura o al massimo al passaggio tra il primo Kamakura e la metà del Kamakura. Prima di passare a Kuniyuki, vorrei citare Tanobe che si esprime dicendo che la lama della figura 1 in termini di sugata e jiba è sicuramente più vecchia delle opere di Kuniyuki, ma dopo un attento esame non può attribuire la mei con ragionevole certezza a Rai Kuniyoshi. Le cose vanno così, cioè anche se ci sono molti fattori che ci porterebbero a Rai Kuniyoshi, stiamo parlando di un'unica singola lama senza nessun altro riferimento per una comparazione.

 

genealogia Rai.png

Ora arriviamo a Kuniyuki (国行). Tradizionalmente viene datato tra il periodo Jōgen (承元, 1207-1211) and Shōgen (正元, 1259-1260), ma il primo periodo sembra leggermente troppo presto. Questo perché conosciamo una lama forgiata dal presunto figlio Kunitoshi che è datato quarto anno Shōwa (正和, 1315) ed è firmato con l’informazione addizionale “fatto all’età di 75”. Quindi Kunitoshi nacque nel 1240 ed è alquanto impossibile che Kuniyuki ebbe il suo primo figlio trenta anni prima cioè nel periodo Jōgen. Quindi un periodo intorno allo Shōgen calza meglio. A proposito il Kotō Meizukushi Taizen dice che Kuniyuki morì nel quinto anno dell’era Einin (永仁, 1297) all’età di 79 anni. Quindi se crediamo in questa affermazione per un attimo, aveva 22 anni quando Kuniyoshi nacque. Comunque l’era Shōgen ci porta dritti ad un importante aspetto quando parliamo di Kuniyuki, che se fosse lui il fondatore della scuola ci troveremmo, come detto, già nel medio Kamakura. Quindi ci troviamo ad affrontare differenti prove rispetto a ciò che abbiamo fatto con la scuola Awataguchi. Questi fabbri erano attivi dalla fine del periodo Heian all’inizio del periodo Kamakura, cioè almeno due generazioni prima. In altre parole il periodo di attività più tardo fa un enorme differenza quando si tratta di opere esistenti. Ma non solo, Kuniyuki entrò nel mondo della nihonto in una maniera alquanto impressionante perché parliamo di più di due dozzine di lame che sono jūyō bunkazai or jūyō bijutsuhin (una delle quali è kokuhō) , più di 80 jūyō e 17 che sono tokubetsu jūyō! Quindi indipendentemente dalla sua formazione scolastica, divenne senza dubbio uno dei più grandi maestri di Kyōto del periodo. A parte questo, il suo periodo di attività del medio Kamakura rimarca pure una notevole virata dal classico ed elegante al possente, e questo lo applichiamo ad entrambi sugata (per esempio ikubi kissaki) e jiba. Di conseguenza abbiamo i primi lavori di Kuniyuki che sono più discreti e i lavori più tardi che sono più grandiosi e vorrei introdurli in ordine cronologico. Per inciso esistono più lavori grandiosi che classici di Kuniyuki.

Le prime due lame che vorrei introdurre sono una sorta di connessione tra la lama menzionata prima firmata “Kuniyoshi) ed alcuni tra i maestri di Yamashiro/ Kyōto che furono attivi leggermente prima di Kuniyuki, per esempio Awataguchi Kuniyasu and Kunikiyo and Ayanokōji Sadatoshi. La lama numero uno mostrata nella foto 3 è ubu ed ha un lungo, slanciato ed elegante tachi sugata, ma il suo (profondo) toriizori ( cioè non koshi che si piega verso la punta) e con un mihaba non così affusolato che ci dice che questo è un lavoro del medio e non del primo Kamakura. Il kitae è un ko itame mischiato con mokume e nagare che mostra un’infinità di fini ji nie, molti chikei, un po’ di jufu e un nie utsuri. L’hamon è un chū suguha chō in ko-nie, mischiato con ko midare, ko chōji, alcuni elementi spigolosi, ashi, yō, uchinoke, un fine hotsure, sunagashi, e kinsuji. Il nioiguchi è abbastanza ampio e il bōshi è un basso notare komi con un ko maru kaeri con delicati hakikake. Facciamo attenzione all’uchinoke a forma di piccola luna che appare qui proprio in cima allo habuchi. Questi sono i così detti karimata che sono spesso presenti sui lavori dei tre fabbri menzionati sopra, cioè Kuniyasu, Kunikiyo and Sadatoshi, e da un lato sono un’importante caratteristica di Rai Kuniyuki e dall’altro lato un forte indicatore stilistico che lo collega ai maestri citati prima.

 

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Immagine 3: tokubetsu jūyō, tachi, mei “Kuniyuki” (国行), nagasa 82.7 cm, sori 3.0 cm, motohaba 2.8 cm, shinogi zukuri, iori mune

Anche la lama mostrata nella foto 4 mostra un molto elegante e slanciato tachi sugata con uno spiccato nakago in stile kijimono. Il kitae di un acciaio “effetto bagnato” è un ko itame mischiato con un po’ di ō hada e di nagare che evidenzia un’infinità di ji nie, eleganti chikei, e nie utsuri. Lo hamon è una miscela di ko chōji, ko gunome e ko midare e mostra un poco di ko gunome e ko notare lungo la metà superiore e che porta la presenza di moltissimi ashi e yō, piccoli e precisi yubashiri lungo lo yakigashira, nijūba nell’area del monouchi, fini kinsuji e sunagashi, e moltissimi ha nie su tutta la lama. Il nioiguchi è brillante e chiaro e lo ha diventa più sottile verso la base e lungo la metà superiore. Il bōshi è sugu con molti hakikake e il kaeri è piccolo e appare per lo più come yakitsume. Ancora una volta date uno sguardo a cosa si trova parallelo e sopra lo habuchi e comparatelo con le lame introdotte qui e qui.

 

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Foto 4: tokubetsu jūyō,, tachi, mei “Kuniyuki” (国行), nagasa 76.6 cm, sori 2.7 cm, motohaba 2.75 cm, shinogi zukuri, iori mune

La prossima è una lama (foto 5) che mostra una della altre caratteristiche interpretazioni, e che ha un suguha chō con un grosso ammontare di piccoli e densamente arrangiati chōji che sono accompagnati da un’abbondanza di ashi, e karimata. Da notare come nessuno dei chōji si protende con prominenza e che lo ha, come menzionato, è basato su un perfetto suguha cioè dritto nell’interezza della lama con pochi su e giù ( cosa che lo distingue da Ayanokōji Sadatoshi, siccome applica molti su e giù lungo lo ha e a parte questo, il suo bōshi solitamente mostra un prominente hakikake). Questa interpretazione, anche dovuto al fatto che appare del jifu, può ricordare al primo sguardo una lama Ko Bizen, ma il sugata sarebbe differente rispetto ad una Ko-Bizen che solitamente mostra koshizori che si piega verso la punta e pure i karimata non sono associati alle Ko Bizen. E pure il bōshi è un suggerimento che la tiene distante dalle lame Ko Bizen. Questa lama di Rai Kuniyuki una volta fu il cimelio della famiglia Ogasawara (小笠原), il daimyō del feudo Buzen Kokura (小倉藩).

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Foto 5: jūyō bunkazai, tachi, mei “Kuniyuki” (国行), nagasa 74.5 cm, sori 3.0 cm, motohaba 2.5 cm, shinogi zukuri, iori mune

Un’altra delle tipiche interpretazioni di Kuniyuki possiamo vederla nella foto 6. Questo è il suo unico lavoro designato come kokuhō e la lama è considerata uno dei suoi capolavori più grandi. Il bōhi corre come kaki nagashi dentro il codolo e c’è un mekugi ana sulla punta del codolo ma questo mekugi ana è il cosiddetto shinobi ana è il nakago è completamente ubu ( lo prova pure il sankozuka ken che è inciso in rilievo nello hi è che è esattamente dove dovrebbe essere, cioè non per metà nel codolo). La lama ha un ampio mihaba, non troppo affusolata, ha una kasane relativamente spesso, un toriizori ed un maestoso chū kissaki. Il kitae è un piuttosto distinto ma denso ko itame con moltissimi ji nie, un po’ di ō-hada lungo il lato haki omote e un midare utsuri. Lo hamon e un ampio suguha chō in ko-nie che tende un poco ad un notare lungo il monouchi a verso lo yokote e che è mischiato con ko chōji, ko midare, molti ashi e yō, karimata, e in questa lama possiamo vedere qualcosa che potrebbe essere una caratteristica tipica della scuola il muneyaki. Il bōshi tende ad un notare komi e ha un ō midare kaeri con hakikake e i nie hanno un accenno più accentuato nel bōshi che nel resto dello ha. La lama una volta era il cimelio della famiglia Matsudair (松平), il daimyō del feudo Harima Akashi (明石藩) e fu pure soprannominata Akashi Kuniyuki (明石国行). Oggi la NBTHK possiede questa lama.

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Figura 6: kokuhō, tachi, mei “Kuniyuki” (国行), nagasa 76.6 cm cm, sori 3.0 cm, motohaba 2.95 cm, shinogi zukuri, iori mune

La foto 7 mostra ancora un altro approccio stilistico di Kuniyuki e si tratta di un puro suguha o suguha chō mischiato con meno elementi e mostra un leggero notare nella sua lunghezza. La lama è designata come jūyō bijutsuhin e ha la mei preservata con orikaeshi. Il tachi è abbastanza ampio, e non si affusola molto, mostra un toriizori e finisce in un maestoso chū kissaki. Lo ha è mischiato con alcuni ashi e moltissimi sull’intera lama e la maggior parte del ko midare mischiato si concentra alla base della lama, questo significa che giusto dopo il koshi lo ha appare come un puro suguha. Interessante è che possiamo vedere la prominente presenza di nijūba prima dello yokote e per tutto il sugu bōshi, che ritorna indietro con un ko maru kaeri ( oppure quasi un chū maru kaeri nel lato haki omote). I nijūba sono molto interessanti perché lo connettono da un alto con Awataguchi Kuniyoshi (guardare qui) e dall’altro lato perché questo elemento è stato portato dal genero del figlio Kunimura (国村) a Higo dove è stato continuato dalla propaggine locale della scuola Rai, la scuola Enju, Ma i lavori della scuola Enju mostrano un po’ di masame lungo la hada e shirake-utsuri.

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Foto 7: jūyō bijutsuhin, tachi, orikaeshi mei “Kuniyuki” (国行), nagasa 69.7 cm, shinogi zukuri, iori mune

Ora un altro aspetto degno di nota nell’opera di Rai Kuniyuki, e che, a parte un paio di esemplari, non esiste quasi nessuno tantō forgiato da lui. Questo è alquanto interessante perché il suo contemporaneo Awataguchi Kuniyoshi è stato un gran maestro nella produzione di tantō, producendone parecchi e così fecero pure i loro rispettivi successori Yoshimitsu e Rai Kunitoshi. Non ci sono nemmeno tantō conosciuto di Ayanokōji Sadatoshi e neanche molti dei fabbri pre-Awataguchi Kuniyoshi (con l’eccezione di Hisakuni). Quindi, con questo e la già citata vicinanza stilistica di Sadatoshi in mente, è ipotizzabile che Kuniyuki è stato attivo solo un poco prima di Awataguchi Kuniyoshi (che è datato intorno Kencho [1249-1256]). Ma questa è in realtà solo una speculazione, in quanto può benissimo essere possibile abbia prodotto un certo numero tantō ma che questi non siano sopravvissuti. In ogni caso introduciamo questo tantō di Kuniyuki estremamente raro, una lama che al primo sguardo può far pensare al Nanbokuchō o all’inizio del Muromachi. Ha un sunnobi nagasa di 30.7 cm, un sori di 0.2 cm, ed è in hira zukuri con mitsu mune e un ampio mihaba di 2.8 cm. Il kitae è un denso itame che è mischiato ad in parte ad ō hada e mostra jifu e moltissimi ji nie. L’acciaio è chiaro e lo hamon è un ko notare in ko nie con un ampio nioiguchi ed è mischiato con gunome, ashi, , kinsuji, fini sunagashi e yubashiri. Il bōshi è midare komi con un ko maru kaeri e pochi hakikake e kinsuji. Entrambi i lati mostrano katana hi con tsurebi e il codolo è ubu. Quindi l’intera interpretazione (sugata e jiba con più midare) sembra anticipare lo stile di Rai Kunimitsu e Kunitsugu, cioè anche saltando suo figlio Kunitoshi. La lama fu cimelio della famiglia Shimazu (島津), il daimyō del feudo di Kagoshima e fu donato alla famiglia dallo shōgun Tsunayoshi per l’occasione del matrimonio tra la figlia adottiva Takehime (竹姫, 1705-1772) e Shimazu Tsugutoyo (島津継豊, 1702-1760) in Kyōhō 14 (1729).

 

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Foto 8: tokubetsu jūyō, tantō (nella classificazione moderna è wakizashi), mei “Kuniyuki” (国行), Le misure sono citate sopra

A parte questo, ci sono esistenti alcuni robusti kodachi e, quello che sembra essere, uchigatana di Kuniyuki. La foto 9 mostra un uchigatana ( e secondo la moderna classificazione un katana) e firmato come tale, cioè in katana mei, e indossato quindi con il filo rivolto verso l’alto. La lama è ampia e robusta, finisce con un chū kissaki in stile ikubi, ed evidenzia, a differenza dei suoi tachi, un koshizori. Il kitae è complessivamente piuttosto distinto e coperto di ji nie ed appare nel lato omote come itame, e nel lato ura nella metà inferiore come itame masame è nella metà superiore come ko itame mischiato a mokume. C’è un vivido midare utsuri e lo hamon è un notare chō in ko nie deki con un ampio nioiguchi ed è mescolato con chōji, gunome, e molti ashi e . Il bōshi è midare komi con un kaeri che sembra un po’ come “legato”. Su entrambi i lati vediamo un ampio bōhi con soebi e il codolo è un poco suriage. Quindi con la relativa fiammeggiante interpretazione con il midare utsuri potremmo pensare per un momento a Bizen, ma ci sono un po’ troppi nie per un lavoro Bizen del periodo, cioè del medio Kamakura.

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Foto 9: jūyō, uchigatana, mei “Kuniyuki” (国行), nagasa 61.25 cm, sori 1.6 cm, motohaba 3.05 cm, shinogi zukuri, iori mune

 

Ultimo ma non per importanza raccomando di dare un’occhiata alle foto sul sito di Darcy qui per avere un impressione riguardo l'acciaio e la quasi “soprannaturale” qualità di forgiatura di cui stiamo parlando. Vorrei concludere citando Darcy “questi tipi di lame ci mostrano che veramente il periodo Kamakura è l’età d’oro della produzione di lame”.

 

Sotto qualche immagine dal suo sito:

 

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Innanzitutto grazie Manuel, molto interessante ciò che hai scritto sulla scuola Rai, ma quando leggo "nessuna delle lame di kuniyoshi (se ho ben compreso capostipite di questa scuola) è sopravvissuta" d'istinto stringo i denti e provo ad immaginarla, poi penso a ciò che i grandi maestri Koto comunque hanno realizzato nel tempo, Bizen Nagamitsu, Soshu Sadamune, Masamune o Muramasa e mi torna il sorriso. Grazie ancora per il bel lavoro. :arigatou:


Antonio Vincenzo

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Impressionante la curvatura del primo codolo, mi sembra di ricordare per facilitare più il fendente, giusto? Ma la introdussero dalla corea o era già in uso con Awataguchi?


Fabrizio T.

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Innanzitutto grazie Manuel, molto interessante ciò che hai scritto sulla scuola Rai, ma quando leggo "nessuna delle lame di kuniyoshi (se ho ben compreso capostipite di questa scuola) è sopravvissuta" d'istinto stringo i denti e provo ad immaginarla, poi penso a ciò che i grandi maestri Koto comunque hanno realizzato nel tempo, Bizen Nagamitsu, Soshu Sadamune, Masamune o Muramasa e mi torna il sorriso. Grazie ancora per il bel lavoro. :arigatou:

Altura i ringraziamenti non vanno a me ma in primis a Markus Sesko che ha fatto questa serie di grande valore e totalmente gratuita e in questo caso specifico ad un traduttore che ha chiesto di restare anonimo, io mi sono limitato a postare il loro lavoro :arigatou:

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