Vai al contenuto
Manuel Coden

KANTEI 4 – YAMASHIRO #19 – Scuola Rai (来) 5 - Rai Kunitsugu

Messaggi consigliati

KANTEI 4 – YAMASHIRO #19 – Scuola Rai () 5 - Rai Kunitsugu

Articolo originale di Markus Sesko: https://markussesko.com/2016/02/13/kantei-4-yamashiro-19-rai-%E6%9D%A5-school-5/

Traduzione ed integrazioni di Manuel Coden

Dopo Kunimitsu arriviamo a Rai Kunitsugu (来国次) il quale è catalogato, tra gli altri, come genero di Rai Kunitoshi o come cugino di Rai Kunimitsu (anche se considerando i sistemi familiari e di adozioni dell'epoca è possibile che entrambe siano vere). Come menzionato nel capitolo su Rai Kunitoshi, Kunitsugu fece alcuni daimei per il maestro e possiamo presumere che anche supportò suo cugino quando questo diventò il capo della famiglia. Interessante è che Kunitsugu deviò notevolmente dallo stile tradizionale Rai e possiamo solo speculare se lo fece di sua spontanea iniziativa, trovandosi in una situazione in cui non aveva molto senso per lui, sia per motivi artistici che di commissioni, fare le stesse lame di suo cugino, oppure se la scuola, cioè il nuovo capo Kunimitsu, fece la conscia decisione che Kunitsugu avrebbe fatto meglio a seguire le richieste dei clienti riguardo la fiorente tradizione Sōshū mentre Kunimitsu come capo seguiva di più la tradizione Rai. Comunque, i lavori datati di Rai Kunitsugu sono molto rari e conosciameo solo alcuni tra Karyaku (嘉暦, 1326-1329) e Shōkyō (正慶, 1332-1334) ma possiamo tranquillamente dire che era attivo nello stesso periodo di Rai Kunimitsu, cioè dalla fine del Kamakura al primo periodo Nanbokuchō.

Il Kotō Meizukushi Taizen dice che Kunitsugu nacque in Hōji uno (宝治, 1247) e morì in Shōchū uno (正中, 1324) all'età di 78 anni. Dice inoltre che andò in Bun’ei undici (文永, 1274), all'età di 28 anni, a Kamakura dive divetò studente di Masamune e ritornò in Kengen uno (乾元, 1302), all'età di 56 anni, a Kyōto. A riguardo ci sono di base due teorie a riguardo: una dice che sia possibile che abbia visitato Kamakura per imparare “sul posto” l'approccio tecnico della nuova tradizione Sōshū, mentre altri pensano che fosse piuttostro strano per un forgiatore di Kyōto del suo tempo viaggiare così lontano solo per addestrarsi sotto uno specifico maestro e che le peculiarità stilistiche delle lame di Kunitsugu sono semplicemente adattamenti locali alla tradizione Sōshū che era di moda al periodo. Di conseguenza esiste il soprannome di “Kamakura-Rai” per Kunitsugu e il termine è abbastanza ambiguo da non ignorarlo, in quanto può essere interpretato sia come se lui abbia visitato Kamakura che solo per il suo lavoro influenzato da Sōshū. Lo stesso caso di Bizen Sukezane che viene chiamato “Kamakura-Ichimonji.” Bisogna notare che il termine “tradizione Sōshū” è piuttosto recente e che nei tempi antichi per riferirsi a qesto stile od approccio alla forgiatura veniva usato principalmente il suo luogo di nascita o maggior produzione, Kamakura, da cui “Kamakura-Rai” e “Kamakura-Ichimonji” e non “Sōshū-Rai” o “Sōshū-Ichimonji” rispettivamente. Prima di continuare con il lavoro di Rai Kunitsugu è anche interessante notare che quando si parla di Kunitsugu si dice che non fece molte tachi e che si concentrò di più su tantō e ko-wakizashi. Ma quando andiamo a controllare tutti i suoi lavori vediamo che il numero esistente di lame lunghe firmate è grossomodo uguale a quelle firmate corte e che ci sono diverse lame lunghe ō-suriage mumei attribuite a lui. Per esempio, cinque sue lame hanno designazioni dell'Agenzia degli Affari Culturali, 1 kokuhō e 4 jūyō-bunkazai, delle quali due sono corte e tre sono lame lunghe. Inoltre ben più di metà delle circa 50 jūyō di Kunitsugu sono a loro volta lame lunghe. Di conseguenza la vecchia credenza che le tachi di Rai Kunitsugu sono molto più rare dei tantō vada rivista. In ogni caso, quello che impariamo vedendo i suoi lavori è che si focalizzò molto più su tantō (o ko-wakizashi) lunghi e larghi rispetto a Kunimitsu, nonostante lui fosse suo superiore. Detto questo, questa peculiarità non può essere spiegata con l'essere attivo più tardi rispetto a Rai Kunimitsu e quindi più nello stile del periodo Nanbokuchō. Forse va visto nel contesto Sōshū precedentemente introdotto, cioè con lui che si adattò molto più alle mode del periodo rispetto a Kunimitsu.

*

Ora passiamo ai suoi lavori. Prima una sua tachi designata jūyō-bunkazai (vedi foto 1). È completamente ubu e ha un impressionante nagasa di 82.0 cm e mostra il sugata del tardo periodo Kamakura, cioè è larga, ha del funbari, restringe ma non così tanto, ha un sori moderato, e termina con un chū-kissaki. Il kitae è un piuttosto appariscente itame pieno di ji-nie ed alcuni chikei e ō-hada. L'hamon è un carico di nie gunome-chō misto a ko-midare con qualche sunagashi. Il nioiguchi è largo e il bōshi è sugu e trmina come yakitsume. L'interpretazione generale è piuttosto classica per Rai Kunitsugu e lame come questa o quelle temprate in suguha-chō sono spesso classificate nel suo periodo iniziale, cioè mostrano ancora l'influenza del suo maestro Kunitoshi.

raikunitsugu1.jpg

Foto 1: jūyō-bunkazai, tachi, mei “Rai Kunitsugu” (来国次), nagasa 82.0 cm, sori 2.5 cm, motohaba 3.1 cm, shinogi-zukuri, iori-mune, la lama fu eredità della famiglia Kaga Maeda.

 

Un altro di questi supposti primi lavori si vede in foto 2. Si tratta di un ubu tokubetsu-jūyō tachi che è pù sullo stile elegante e si rifà molto più al tradizionale stile Rai rispetto alle sue successive interpretazioni. Il kitae è veramente Rai e appare come un finemente forgiato ko-itame misto con del jifu, alcune zone di ō-hada qui e là, e presenta molti ji-nie, fini chikei, e un nie-utsuri. L'hamon è un suguha-chō pieno di ko-nie misto a un basso notare, ko-gunome, ko-chōji, ashi, , fini kinsuji e sunagashi, muneyaki (verso la base), e nijūba lungo il monouchi. Il bōshi è un fino sugu con un molto breve ko-maru-kaeri. Lo ha è nel complesso molto vicino a Rai Kunitoshi e questa sarebbe una lama molto difficile per un kantei.

raikunitsugu2.jpg

raikunitsugu2a.jpg

Foto 2: tokubetsu-jūyō, tachi, mei “Rai Kunitsugu” (来国次), nagasa 74.1 cm, sori 3.2 cm, motohaba 2.9 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

 

Sebbene non così pronunciato come nelle sue lame corte, Rai Kunitsugu aveva inserito l'approccio Sōshū anche nelle sue tachi. La lama nella foto 3 ne è un esempio. La tachi è suriage e sebbene mantenga un sori relativamente profondo, a causa della mancanza di un evidente restringimento e il compatto, quasi ikubi, chū-kissaki, ha un aspetto generale del sugata piuttosto robusto. Il kitae è un qualche modo evidente itame misto con mokume e presenta ji-nie e un po' di jifu, l'hamon è un misto di ko-notare e ko-gunome carico di nie che contiene un notevole numero di alti e bassi, un brillante nioiguchi, ed un'abbondanza di hataraki come ashi, , sunagashi, kinsuji, yubashiri, prominente muneyaki, e alcuni tobiyaki. Il bōshi è midare-komi con un ko-maru-kaeri che mostra alcuni hakikake e si connette al muneyaki. I nie sono piuttosto forti nel ji e nello ha e l'interpretazione veramente rispecchia il suo soprannome di Kamakura-Rai.

raikunitsugu3.jpg

raikunitsugu3a1.jpg

Foto 3: tokubetsu-jūyō, tachi, mei “Rai Kunitsugu” (来国次), nagasa 69.7 cm, sori 2.5 cm, motohaba 2.85 cm, shinogi-zukuri, iori-mune

 

Come appena detto l'influenza Sōshū nei tantō di Rai Kunitsugu e voglio introdurre per primo il suo solo ed unico kokuhō oltre che suo più famoso lavoro in generale (vedi foto 4). Il tantō in questione andrebbe classificato come wakizashi oggigiorno in quanto ha un nagasa di 32.7 cm. Quindi potete chiamarlo sia sunnobi-tantō che hira-zukuri ko-wakizashi per far capire che non è uno dei tantō di dimensione standard (jōsun)del periodo Kamakura. Ha un largo mihaba e potrebbe sembrare come un lavoro Enbun-Jōji di primo acchito, ma il kasane è troppo spesso e il sori, nonostante sia persente, è troppo scarso per una lama del periodo. In altre parole, in una lama con Enbun-Jōji-sugata, il sori sarebbe molto più pronunciato. Il kitae è un denso ko-itame con ji-nie e molti chikei e siamo arrivati alla caratteristica che distingue Kunitsugu da Kunimitsu e Kunitoshi, che è la presenza di chikei. Quindi se trovate chikei su una lama Rai, andate su Kunitsugu. A parte questo, delle zone di debole Rai-hada sono molto rare per Kunitsugu ma come eccezione che prova la regola, un accenno di Rai-hada è effettivamente presente nel kokuhō. L'hamon di questo tantō o meglio sunnobi-tantō è un molto carico di nie ko-notare-chō misto con gunome, nijūba, yubashiri, pieno di ashi e , ed alcuni kinsuji e sunagashi. Il nioiguchi è largo, brillante e chiaro e il bōshi è un notare-komi con un leggermente appuntito ko-maru-kaeri ed alcuni nijūba e kuichigai-ba lungo il monouchi. L'interpretazioen del bōshi lo distingue da Rai Kunimitsu. Come menzionato nella parte precedente, Kunimitsu enfatizza il suo bōshi in contrasto al resto del hamon in caso di un midareba. In altre parole, in quelle lame temprate in midareba, Kunimitsu aggiungeva per così dire un “tocco extra” di midare e di “selvaggio” al bōshi dove Kunitsugu invece lascia il suo midareba tranquillizarsi nel bōshi. E la sua “tranquillità” nel bōshi distingue Rai Kunitsugu anceh dai “veri” lavori Sōshū in quanto questi presentano un bōshi selvaggio che tende ad ichimai o ichimai con isole di aree non temprate all'interno. In aggiunta anche il suo jigane lo distingue dal vero Sōshū perchè con un confronto diretto il suo jigane (e il suo ha) è effettivamente molto più Rai che Kamakura. Quindi se avere una lama Rai della fine del Kamakura o primo Nanbokuchō dove l'hamon è chiaramente midare e presenta molti nie, è sicuro andare per Kunitsugu.

raikunitsugu4.jpg

Foto 4: kokuhō, tantō, mei “Rai Kunitsugu” (来国次), nagasa 32.7 cm, sori 0.1 cm, motohaba 3.3 cm hira-zukuri mitsu-mune, la lama fu eredità della famiglia Kishū-Tokugawa

 

Un altro buon esempio di un suo lavoro con jigane più Rai e, a parte per i chikei nei casi prima menzionati, l'approccio Sōshū ad influenzare il suo ha è il tantō visibile in foto 5. Darcy ha detto perfettamente in uno dei recenti post su NMB (il forum Nihonto Message Board n.d.t.) dicendo che Rai Kunitsugu ebbe influenza Sōshū ma che non fece lame Sōshū. Questo significa che qualcuno potrebbe chiamarlo un ibrido al massimo, ma in generale queste lame non furono fatte da zero seguendo l'approccio tecnico Sōshū di combinazione di acciaio e tempra. Quindi Rai Kunitsugu si atteneva all'approccio di forgiatura Yamashiro Rai e aveva influenze Sōshū nel suo ha. Il tantō visibile in foto 5 è ancora largo e sunnobi, ma con un nagasa di 27.4 cm non lungo quanto il kokuhō. Ha uno spesso kasane e solo un accenno di sori, quindi chiaramente non Enbun-Jōji-sugata qui. Il kitae è un denso e finiemente forgiato ko-itame pieno di ji-nie e un nie-utsuri. L'hamon è un notare-chō stretto (nel senso di poca differenza di altezza nelle curve n.d.t.) temprato relativamente largo e pieno di ko-nie misto a del gunome, ashi, fini sunagashi, e nie-suji. Il nioiguchi è largo, brillante e charo e il bōshi è sugu con un ko-maru-kaeri che tende leggermente ad ō-maru sul lato omote.

raikunitsugu51.jpg

Foto 5: tokubetsu-jūyō, tantō, mei “Rai Kunitsugu” (来国次), nagasa 27.4 cm, solo un accenno di sori, motohaba 2.6 cm, hira-zukuri, mitsu-mune, la lama fu eredità della famiglia Ōkubo (大久保) family, daimyō del feudo di Odawara

 

Infine vorrei menzionare che Kunitsugu a volte fece lavori “totalmente Rai”, per esempio come si vede in foto 6. Questa lama ha un nagasa circa jōsun di 25.3 cm e un accenno di uchizori ed è quindi, anche con il nakago curvo in stile furisode, classico stile Kamakura. Il kitae è itame misto a mokume e del nagare e presenta molti ji-nie e nonostante mostri alcuni chikei, il jigane è molto stile Rai, anche vista la presenza di nie-utsuri. L'hamon e un calmo e pieno di ko-nie suguha misto ad alcuni ko-ashi, qualche fine hotsure ed un po' di kuichiga-ba sul lato ura. Il bōshi è sugu a sua volta e ritorna in un ko-maru-kaeri con qualche hakikake. Se tenete a mente questo e altri tantō simili e anche che le tachi in suguha-chō di Rai Kunitsugu esistono, non è tutto bianco e nero tra lui e Kunimitsu come alcuni testi antichi suggeriscono.

raikunitsugu6.jpg

raikunitsugu6a.jpg

Foto 6: tokubetsu-jūyō, tantō, mei “Rai Kunitsugu” (来国次), nagasa 25.3 cm, accenno di uchizori, mihaba 2.4 cm, hira-zukuri, mitsu-mune, la lama fu eredità della famiglia Uesugi (上杉)

kuntsug1.jpg

kuntsug2.jpg

Foto 7: tokubetsu-jūyō, tantō, mei “Rai Kunitsugu” (来国次), nagasa 24.5 cm, accenno di uchizori, mihaba 2.45 cm, hira-zukuri, mitsu-mune

knuts.jpg

Foto 8: tokubetsu-jūyō, tantō, mei “Rai Kunitsugu” (来国次), hira-zukuri

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

Come associarsi ad I.N.T.K.:

Potete trovare QUI tutte le informazioni per associarsi ad I.N.T.K..
Associandovi ad I.N.T.K. accettate in maniera esplicita il Codice Etico e lo statuto dell'associazione ed avrete accesso ad una serie di benefici:
- Accesso alle aree riservate ai soci del sito e del forum;
- Possibilità di partecipare agli eventi patrocinati dall'associazione (ritrovi, viaggi, kansho, ecc...);
- Riceverete il bollettino trimestrale dell'Associazione.

"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

×
×
  • Crea nuovo/a...