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Francesco Marinelli

Museo N.B.T.H.K. - Nihon Bijutsu Tōken Hozon Kyōkai - Tōkyō

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Tutti abbiamo avuto il pensiero di Marco, eppure è così difficile tradurre tutto ciò in qualcosa di comprensibile per Guascone.

Voglio provarci, con tutti i miei limiti, magari qualcuno potrà darmi una mano, correggendo le mie imprecisioni e i miei errori.

 

Ci troviamo di fronte ad uno spadone.

Finché ci limitiamo a guardare lo spadone, un oggetto fatto per staccare la testa di netto, risulta difficile proseguire nella comprensione.

Per altro da un oshigata, non siamo neanche in grado (ha ragione Enrico) di capire quanto questo grande fabbro del passato - forse il più grande - sia stato capace di padroneggiare le attività dell'hamon, specialmente i nie.

Masamune ha creato lo stile soshu dal bizen e dallo yamashiro, scuole che realizzavano lame nobili ed eleganti, che però non avevano la potenza e la resistenza di queste lame, nate per squartare.

Come mai?

 

Ma guardiamola bene.

Questa lama sembra forse un oggetto per squartare?!?

Affatto.

Si tratta invece di un oggetto semplice ed elegante, nonostante le notevolissime dimensioni e una punta che ha davvero le dimensioni buone per penetrare un armatura in modo brutale e violento.

Il disegno?

Certo, ma non solo.

Lo sguscio lungo e ampio perfeziona un sugata potente, alleggerendo le forme (ed il peso complessivo) dell'oggetto, favorendone al contempo la capacità di penetrazione. Poco spazio al caso.

La tempra rivela una grande personalità. Una frase che va spiegata, a chi pone certe domande.

L'artista ha fatto una scelta particolare. Non ha sentito l'esigenza di appoggiarsi a nessun pattern prestabilito, scegliendo l'irregolarità assoluta.

Ma la lama sembra irregolare?

Nonostante non ci siano due soli punti dove il disegno si ripete, la lama non da nessuna idea di caos o di disturbo in chi la guarda.

Anzi, il disegno finisce per rendere più leggera ancora la sensazione della lama. Le sapienti mani che l'hanno creata sapevano che l'irregolarita avrebbe reso più resistente e meno facile alla rottura una lama fatta per essere usata in condizioni estreme.

Un'esperienza portata dolorosamente dalle scuole genitrici.

A ben guardarla, ci rendiamo conto del perché di questa leggerezza.

Siamo infatti incapaci di comprendere se ci si è ispirati all'acqua, coi suoi schizzi, o al fuoco, con le sue scintille.

Come se chi l'ha realizzata abbia voluto fermare nel ferro e nel Tempo il fatto che la sua potenza nasce dall'unione di due elementi opposti.

Da un padre e da una madre la cui Unione ha potuto ciò che essi singolarmente non avrebbero saputo fare.

C'è un'altra particolarità che gioca tra questi contrasti ricercando un equilibrio impossibile.

Come rendere leggera e pesante al tempo stesso la punta?

Il fabbro si è inventato degli occhi di rapace.

Ha dato un'anima ad una lama, ispirandosi ad un animale che sa essere insieme leggero e pesante. Che sa essere pacifico e feroce. Che osserva immobile, ma che agisce veloce e silenzioso come una freccia (le frecce più belle in Giappone, venivano fatte con penne di rapace).

Gli occhi di questa lama sembrano dunque guardarti, pacifici, ma capaci di incutere rispetto per non dire un timore reverenziale.

Questa doveva essere la lama DEL fabbro per IL samurai.

Musashi.

Ora, la lama proviene forse da Musashi ma nessuno ha in effetti mai trovato prove che essa sia appartenuta davvero a Myamoto Musashi.

Però tutte queste caratteristiche non solo si addicono al famoso samurai.

Esse sono precisamente teorizzate nel suo Gorni no sho. Il libro dei cinque elementi.

All'acqua e al fuoco, si aggiunge la terra e l'aria, necessari a generare questa Nihonto.

Ed il quinto elemento, il vuoto, è quello necessario per utilizzarla con maestria.

Il suo spirito rude è contraddittorio, poco incline all'eleganza stucchevole, non solo è incarnato nella lama.

La leggenda di questo samurai viene precisamente richiamato anche nella scelta dei finimenti.

Un disegno altrettanto irregolare, quasi marmorizzato, della saya.

Una tsuba che sembra essere un semplice quadrato di metallo (forma affatto usuale fra i nobili, ma dai mille usi nelle mani dei guerrieri dell'ombra) ed una forma complessiva che lo fa assomigliare più ad un remo di una barca che al fodero di un katana.

Del duello che Musashi vinse intagliando la sua spada in un remo abbiamo proprio recentemente discusso con Enrico.

 

Chiaramente, un pittore o un poeta non si fanno pilotare dalla testa come chi descrive la loro opera.

Essi esprimono la loro creatività. Ad altri il compito di tradurre con parole, le emozioni.

Ma, anche se non tutti avranno pensato a queste cose, sentendo invece richiamare alla memoria altre emozioni ed altri ricordi, il senso che questo oggetto racchiude va al di là dello spadone.

Anche nel solo oshigata.

 

Sono certo di non aver saputo illustrare bene il motivo per cui gli occhi di Marco e degli altri hanno brillato.

Ma forse un po' di oscurità si è dipanata.

Grazie!

 

:arigatou:

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Sono da poco uscito dal museo, bé che dire, una mostra veramente incredibile, ci sono stato tutto il giorno!

 

La Musashi Masamune mi ha trasmesso felicità, ero emozionato a vedere così tanta eleganza in una lama con quel sugata! Sono cose difficili da spiegare, mi auguro che comprenderete :-)

 

Tranquilli che poi carico tantissime foto (senza di me ahah)!

 

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Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Grazie Francesco, attendiamo foto. Grazie anche a te Getsu è sempre un piacere leggere le tue letio, "semplice storia dell'arte".


Antonio Vincenzo

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Grazie Francesco per la condivisione, aspetto anche io impaziente le foto! :D

Getsu, poesia mista a esoterismo (pizzico di alchemico), spero di incontrarti un giorno per parlare di jung, grazie infinite :D


Fabrizio T.

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Quando le immagini parlano più di 100 parole :arigatou:

 

Lama senza ombra di dubbio straordinaria, ma a parer mio, cosa che poi mi è stata confermata da studiosi giapponesi e non solo, pare possa essere più attribuita a Shizu. :confused:

 

17966905_1631632590199619_5798321074477979105_o.jpg_MG_0254.jpg_MG_0232.jpg_MG_0233.jpg_MG_0234.jpg_MG_0235.jpg_MG_0236.jpg_MG_0237.jpg_MG_0243.jpg_MG_0244.jpg_MG_0490.jpg_MG_0491.jpg_MG_0492.jpg_MG_0245.jpg_MG_0246.jpg_MG_0247.jpg_MG_0248.jpg_MG_0249.jpg17991617_1631633706866174_8733736608011604968_o.jpg17972348_1631635583532653_670888588164774726_o.jpg_MG_0252.jpg_MG_0253.jpg

 

 


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Beh, il sugata "dice" pieno Nambokucho piuttosto che tardo Kamakura. Vero che Masamune viene messo proprio a cavallo tra i due periodi, ma insomma....

Dalle foto non è possibile condurre un'analisi adeguata ma, dato che eri lì, hai certamente avuto la possibilità di farti un'idea.

 

Sicuramente certi lavori di Masamune sembrano non avere nulla di simile a quelli di altri forgiatori, anche rispetto ai più quotati di sempre.

 

Alcuni esempi, che parlano da soli:

 

Kanze Masamune 1.jpg

 

Kanze Masamune 2.jpg

 

KAnze Masamune 3.jpg

 

Questa, poi, è davvero "marziana":

 

Shoji Masamune.JPG

 

 

 

 

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Si infatti, da considerare che anche loro a livello di illuminazione non sono messi poi così bene, fortunatamente avevo seguito il consiglio di De Feo e mi ero portato dietro una torcia...


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Grazie Francesco,

Anche attraverso il tuo obiettivo resta sempre una grande emozione.

Farete la vostra analisi tecnica, che leggerò molto volentieri, ma il mito è il mito.

(Bella l'idea della torcia, tanto più che alla peggio il telefonino può fungere da torcia di riserva...)


 

月の道

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la torcia è "fondamentale" -

la mia è rimasta da Yoshindo, gli è piaciuta troppo e non ho potuto non donargliela (comunque, l'ho già riacquistata :ok:)

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Già hai proprio ragione, non ci avevo fatto caso!

 

Per caso Gian li avevi salvati?

Drammaticamente no :-(

 

Chiederò se è possibile, tramite la Branch, ricevere i files delle vecchie traduzioni

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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