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Guascone

Come esporre una nihonto

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...scherzavo, Enrico.

Una lama non si tiene mai sfoderata fuori da una teca museale.

In primo luogo e al di là di tutte le considerazioni perché è molto pericolosa.

chiaro anche se in realtà ho letto il tuo messaggio dopo che avevo postato ("appunto" era riferito al post di gian)...

In ogni caso mi trovi assolutamente d'accordo.

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Allora, ora sono a casa e riesco a darvi il mio pensiero compiutamente.

L'espositore da muro fa tanto palestra.

Lo sconsiglio vivamente a chi non ha una stanza dedicata all'allenamento, perché fa un po' magazzino e certamente non valorizza affatto l'oggetto, anzi, tende a nasconderlo, occupando meno spazio possibile.

 

Talvolta sono messi all'asta al miglior prezzo alcuni kake d'antiquariato.

Giorgio Movilli ne ha recuperati di veramente belli, per le sue lame, a prezzi davvero convenienti, perché non sono arrivate offerte superiori.

Personalmente, nn amo molto le decorazioni, perché tendono a distogliere l'attenzione dalla spada.

Per cui sconsiglio corna di cervo, legni pregiati, lacche con inclusioni in oro e tutto ciò che tende a diventare gioco-forza dalla protagonista.

 

I migliori sono quelli che vengono venduti per poche decine di euro, sul modello classico.

Oppure si può far rifare da un falegname sempre sul modello classico.

Un modesto faggio va benissimo.

 

Vanno bene tutti i colori purché nero opaco.

Quelli acquistati sono un po' da aggiustare, se necessario con un po' di carta vetrata sottile e vanno comunque riverniciati sempre con vernice nera opaca, mai lucida.

Il lucido va dato con buon senso, perché non deve sovrastare poi la sobria Urushi.

Non si deve usare nulla di sintetico.

Una delle scelte che preferisco è la cera per pavimenti.

Dare Cera, lasciar asciugare, lucidare, cera, asciugare lucidare... più strati si da meglio è.

Vi ricordate Karate kid....? Ecco.

Sarà sempre un lucido naturale, capace di proteggere il legno e senza stonare in qualsiasi ambiente.

L'optimum sarebbe l'urushi stessa, là si acquista per poco ad esempio in Germania. Ma la sconsiglio caldamente a chi non ha un nome che finisce per "anluca". Ci mette davvero molto ad asciugare e ci vuole un ambiente secco come solo le botteghe dei liutai sanno essere.

Io ho un fratello che ha fatto liuteria e, di tanto in tanto, si presta a qualche mio lavoretto, smadonnando in modo indecente e occupando spazio nei laboratori di qualche suo amico (perché in realtà, di mestiere fa il flautista)...

C'è un altra lacca sempre vegetale che asciuga prima, ora mi sfugge il nome ma Gianluca mi aiuterà.

L'effetto è davvero molto simile all'urushi, tanto che io non saprei cogliere la differenza.

Qualcuno mi dirà: ma di nostro non c'è niente, dobbiamo per forza pigliarci tutte ste grane ?

Una cosa ci sarebbe. È un po' più lucida, ma non tanto da stonare.

I liutai la conoscono molto bene, perché la usano tutti i giorni.

La gommalacca.

Anche essa vegetale, lucidatura naturale non effetto flatting, però non è banalissima.

Una volta ho fatto un kake, che uso ancora, con l'olio e il tampone, come mi ha insegnato mio fratello.

È venuto benino e con gli anni, complice forse qualche pulizia non troppo delicata, ha perso qualche spigolo, cosa che gli da un aria molto vintage. Da vecchio è più bello che da giovane.

Ogni tanto, nel guardarlo, penso però che forse è appena appena troppo lucido.

Ma forse è il mio occhio.

 

Riassumendo il mio pensiero.

Tutti i colori purché nero opaco e con lacche naturali e mai di sintesi.

Decorazioni nulle o minimali, ma sempre tali da non distrarre.

Tutti i modelli purché siano quello classico a uno o due sostegni.

Quelli a tre, lasciateli alle hattori hanzo.

 

Talvolta vedo bordi di velluto rosso sulle parti a contatto con la spada.

Fa, onestamente, un po' occidentale e per il mio gusto stona un pochino.

L'urushi non è stata scelta per bellezza, ma perché tiene bene isolata la lama dall'umidità e quindi è molto compatta.

Non si rovina appoggiandola su legno laccato o incerato.

Attenzione invece ad appoggiare, scorrettamente, la tsuka.

Lo tsuka ito non è protetto dall'urushi e negli anni può logorarsi.

La tradizione generalmente ha più di un perché.

 

Sempre parere personalissimo, ovviamente.

E gusto personalissimo.

Ma, negli anni, ho visto deviare piuttosto raramente anche dagli altri, se non con del legno naturale, sempre molto sobrio nel disegno e nelle eventuali decorazioni. Le deviazioni erano generalmente pezzi d'antiquariato giapponesi veri e propri che stavano alla pari con le spade che sostenevano (è immancabilmente sminuivano).


 

月の道

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scusate...cos'è l'urushi? La lacca?

 

La mia idea, non è quella di una rastrelliera tipo palestra ma non avendo un mobile che possa essere usato per appoggiare una kake, vorrei far realizzare qualcosa che sia una sorta di mensola/kake più simile a qualcosa di appoggiato che appeso.

Quello che vi ho mostrato mi piace perchè amo il contrasto antico/moderno ma è un'idea...in realtà le foto servivano a impostare la discussione sulla scelta dei materiali e del loro trattamento.

 

La lacca giapponese è paragonabile a quella che potrebbe applicarmi il falegname a qualsiasi oggetto in legno?

Oppure in occidente si usano solventi e lacche che potrebbero rovinare il koshirae?

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Mamma mia, Guascone, la lacca urushi non è assolutamente quella del " falegname", è una cosa "preziosa", nel senso che c'è tutto un lavoro,molto ,molto, comlpicato, guarda i vari filmati che ci sono in giro, informati, vedrai delle cose eccezzionali, le cose ,scatole ecc..costano delle cifre, sono dei capolavori, vai vedere nei musei, altrimenti c'è gente che lavora la lacca che non è urushi, non ricordo il nome, non preziosa, ma con ottimi risultati, io i miei kanakake erano verniciati con pitture poliuretaniche bicomponenti, una volta essicati puoi fare quello che vuoi

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Mamma mia, Guascone, la lacca urushi non è assolutamente quella del " falegname", è una cosa "preziosa", nel senso che c'è tutto un lavoro,molto ,molto, comlpicato, guarda i vari filmati che ci sono in giro, informati, vedrai delle cose eccezzionali, le cose ,scatole ecc..costano delle cifre, sono dei capolavori, vai vedere nei musei, altrimenti c'è gente che lavora la lacca che non è urushi, non ricordo il nome, non preziosa, ma con ottimi risultati, io i miei kanakake erano verniciati con pitture poliuretaniche bicomponenti, una volta essicati puoi fare quello che vuoi

 

grazie, non avevo idea...

leggo con attenzione!

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Vi riporto la mia esperienza personale su yoroi e kabuto per completezza? Per il kabuto la sua scatola in legno (se arriva) la yoroi fuori teca (tanto poi al 99% chi fa la teca poi ci monta 3000 faretti che sono dannosissimi) luogo lontano da luci dirette, lontano da caloriferi, possibilmente zona areata, una due volte l'anno max si leva quel poco di polvere con bomboletta (quelle che si usano per il pc).

La nihonto la tengo nella sua shirasaya, dentro un armadio in ciliegio, dentro l'armadio altro scomparto segreto sempre in ciliegio, non uso olio (per adesso).

Mi sento in colpa a dirvi che non ho resistito a fare delle prove di taglio (su carta eh non vicini di casa) e niente, di tenerla esposta non me la sento, se mai dovessi teca, supporti in plexiglass e seta bianca ma ripeto, al momento, pericolosità a parte, sento che è un oggetto che seppur artistico non vuole essere esposto.


Fabrizio T.

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Che dire Walter, è meraviglioso.

Una vera e propria opera d'arte.

Perché non basta un semplice artigiano per realizzare un oggetto simile.

Se ben ricordo, quella tecnica che usa inclusioni in oro si chiama Makie.

 

Però è così bello, che io non oserei metterci su una delle mie spade, perché sfigurerebbero.

Insomma, devi avere un koshirae realizzato da un artista di grido.

Un saya nera semplice, può contenere anche una masamune, uscirebbe umiliata da tanto splendore.


 

月の道

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@kawari

Da ragazzo ho fatto anch'io qualche minchiata. Quello che si dice delle spade giapponesi è vero.

 

@gian

Purtroppo è in zona off limits. Sarà per un altra occasione, dai.

 

;-)


 

月の道

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Ciao a tutti...

 

Walter molto bello il tuo katanakake.... :arigatou:

 

Guascone mi permetto di dirti che il tipo di supporto che hai scelto non mi convince molto, opterei per un ogetto piu classico da appoggio

o una per una "teca moderna " in plessiglas da mettere a parete magari illuminata con led a luce fredda e con suporti rivestiti in panno di seta,

ma te la deve realizzare uno veramente bravo!!!

 

Ah il katanakake io lo sto usando come oggetto d'arredo in ufficio!! :checcevofa: con i disegni del bimbo e la menta per il mojoto!! :ohohoh:

katanakake uff.jpg

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Getsu, addirittura una Masamune, no è troppo, per lame di quella portata, non ho ne finanze e soprattutto non ho la giusta mentalita'-conoscenza ecc, quelle lame devono stare nei grandi musei, dove tutte le persone (fortunate) possono ammirarle, almeno io la penso cosi' , ciao

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Mah... tra tutte le cose, per quanto riguarda il kake sono tutt'altro che integralista.

 

Alla fine non c'è un etichetta particolare nella tradizione, se non il senso di orientamento, o quelli particolari per tachi.

 

Unica cosa che mi sento di raccomandare è un pezzetto di feltro o altro materiale morbido e inerte nei punti di contatto. (ci isola anche da qualsiasi lacca o verniciatura si voglia dare al legno)

La lama nuda dovrebbe essere solo temporanea, sia per la conservazione (se la mettessi a casa mia con l'area di mare sai che bello) per la pulizia (se oliata si carica tutta la polvere della casa), per scongiurare cadute drammatiche (se cade la lama nuda sulle piastrelle si rovina) e soprattutto per sicurezza perchè andare a sbattere contro il muro o il mobile può capitare e farsi precipitare addosso una spada non è il massimo. Poi il richiamo del toccare la lama per chiunque entri in casa sarebbe enorme :)

 

Per il resto io vedo bene qualsiasi appoggio. Personalmente ho tenuto per molto tempo la katana in shira semplicemente appoggiata sul piano di un bel mobile in vengè, mettendo una gomma da cancellare dietro in modo che si alzasse un pochino e si potesse apprezzare la curva, come se fosse sospesa. Addirittura per un periodo l'ho appoggiata nel verso consono sulla scatola di legno dell'uchiko, sia così al naturale che ricoperta da qualche fazzoletto.

Poi ho avuto un kake di quelli da 4 euro dai cinesi in legno di cassonetto, verniciato con sputo di cane che in effetti mi ha lasciato un segno sullo shirasaya dopo pochi mesi e ho provveduto a disintegrare a calci prima di buttarlo nella spazzatura.

Ho visto anche espositori in plexiglass, in ciliegio, laccati e non.

 

Io credo che si può dare sfogo ai gusti personali e anche a qualcosa di moderno volendo, è ovvio comunque che ci debba essere un buon accostamento, come in ogni cosa.

Ad esempio penso che la figura, il colore e il minimalismo dello shirasaya si abbini facilmente con tutto, anche con arredamenti moderni.

I koshirae più decorati invece dovrebbero essere stigmatizzati con uno sfondo uniforme, largo e tanto spazio vuoto.

 

A livello di stile bisogna un pò ricordare i principi estetici tipici giapponesi, come il yohaku-no-bi , il miyabi e l'iki.

 

insomma credo che il limite sia nella bellezza della esposizione e non nell'espositore in se. Di certo un kake tradizionale in maki-e è spettacolare ma non sempre sono così sobri. Anche una scelta del genere andrebbe vista nell'ottica di creare un qualcosa di rispettabile nel gusto giapponese. Un ambiente come un tokonoma dovrebbe essere l'ideale, anche se non sempre è possibile nelle abitazioni moderne.



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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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