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Francesco Marinelli

KANTEI 4 – YAMASHIRO #20 – Scuola Rai (来) 6 part.2 - Rai Tomokuni, Rai Kunimune

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KANTEI 4 – YAMASHIRO #20 – Scuola Rai () 6 part.2

Traduzione di Francesco Marinelli

 

Rai Tomokuni (来倫国) è riportato sul Kotō Meizukushi Taizen come nato nell’era Bun'ei nove (1272) e morto in Shōchu due (正中, 1325). A quanto pare, non ci sono pervenute sue lame lunghe firmate o mumei (o comunque suriage). Abbiamo solo due sue opere firmate: un tantō hira zukuri ed un tantō in kanmuri otoshi zukuri. Inoltre, nessuna sua lama porta designazioni da parte dell'Agenzia degli Affari Culturali e ad oggi solo quattro sue lame sono passate jūyō (tutti tantō o ko wakizashi hira zukuri). Con Tomokuni ci troviamo di fronte allo stesso "problema" come con Kunizane, cioè, egli è indicato come figlio di Kunitoshi, ma molte delle sue opere parlano del periodo d'oro del Nanbokuchō, il che ha dato origine alla teoria che ci potesse essere una seconda generazione. In ogni caso, nel meikan è riportato intorno all’era Genkō (元享, 1321-1324) e coloro che seguono la teoria delle due generazioni, collocano il secondo Tomokuni intorno a Bunna (文和, 1352-1356). Una sua caratteristica è che ha firmato con uno scalpello spesso e che non ha seguito la regola della scuola utilizzando il kanji Kuni come primo carattere del suo nome da forgiatore, ma bensì come secondo. Honma scrive nel suo Nihon Kotō Shi che ricorda due tantō di Tomokuni, molto probabilmente si riferisce ai due esempi firmati, che si presentavano con un mihaba stretto ed un hamon ko midare che ha mostrato nel complesso una lavorazione simile a quella di Rai Kunitoshi. Alcuni le vedono più vicine a Ryōkai. Ma la maggior parte delle lame non firmate che gli vengono attribuite sono in stile Nanbokuchō ko wakizashi hira zukuri con un forte ed a volte come zanguri jigane, un hamon a base ko notare, per questo possono ricordare la scuola Nobukuni. Vi è l'approccio di attribuire tutte queste lame alla seconda generazione, ciò suggerisce quindi che la prima generazione, della quale esiste esempio firmato, avrebbe lavorato con la più attiva officina Rai e che non avrebbe lavorato molto indipendente, e che la seconda generazione avrebbe raramente firmato.
L’immagine 5 mostra uno dei tantō firmati da Tomokuni, quello kanmuri otoshi zukuri. Come sappiamo questa forma della lama è stata realizzata anche da altri fabbri della scuola Rai e Ryōkai. È di lunghezza standard, ha un mihaba normale, un accenno di uchizori, mostra una fitto ko itame con ji nie e jifu. Lo hamon è un ko notare mescolato a ko midare e gunome in ko nie, con ashi, sunagashi e sul lato omote, lungo il monouchi, anche nijūba ed uchinoke. Il bōshi è midare komi con hakikake leggermente appuntito ed un kaeri che parte un po’ “tardi”. Erambe le parti mostrano un naginata hi, con marudome. Il codolo è quasi ubu, ha una forma furisode, termina in kirijiri e le yasurime sono ō sujikai.

raitomokuni1.jpg

Immagine 5: tantō, mei "Rai Tomokuni" (来倫国), nagasa 24,8 cm, un accenno di uchizori, kanmuri otoshi zukuri, mitsu mune, conservato presso il Museo Nazionale di Tōkyō.

 

Il prossimo del qualche vi voglio parlare è uno di questi Nanbokuchō hira zukuri ko wakizashi di Tomokuni e come nota a margine, tutti sembrano più fondersi con i sunnobi tantō nel suo caso. In altre parole, sembra che egli non abbia realizzato come lunghi hira zukuri ko wakizashi sopra i 40 cm o più piccoli tantō, ma in realtà solo una categoria di lame, cioè i sunnobi tantō. Quello in immagine 6 ha un nagasa di 32,6 cm, è largo, sottile ed ha sori.
Il kitae è un itame con un sacco di ji nie ed alcuni chikei, lo hamon è un notare in ko nie con un largo nioiguchi, mescolato con gunome e kinsuji. Il bōshi è un notare komi con ko maru kaeri ed hakikake. Il lato omote porta un suken, mentre ura un koshibi con soebi. Il codolo è ubu, termina in kurijiri ed ha delle poco profonde yasurime katte sagari. La descrizione del certificato jūyō dice brevemente che il sugata è Nanbokuchō ma il jiba Rai, così è Tomokuni.

 

raitomokuni2.jpg

Immagine 6: jūyō, wakizashi, mumei, attribuito a Rai Tomokuni (来 倫 国), nagasa 32,6 cm, sori 0,3 cm, mihaba 3,0 cm, hira zukuri, mitsu mune.

 

Come si vede, è difficile cogliere le caratteristiche individuali entro il suddetto gruppo Rai Ichimon, in quanto ci sono così pochi riferimenti firmati esistenti. Quindi se avete un Rai sunnobi tantō o un ko wakizashi hira zukuri non firmato che mostra una base in notare che ricorda a colpo d'occhio le opere di Nobukuni, dove andate? Se tende ad essere più sul lungo e mostra un approccio di hitatsura si potrebbe optareper Kunizane, mentre se tende più sul corto ed ha un jigane forte e/o ruvido, meglio andare per Tomokuni, ma alla fine della giornata, saràuna grande zona grigia.
*
Questo ci porta ad un altro della Rai Ichimon, Rai Kunimune (来国宗), che era il figlio o studente di Tomokuni, ma che viene indicato per aver studiato anche sotto il maestro Kunitoshi. Stessa storia anche quì, ossia le vecchie pubblicazioni feudali lo pongono dalla fine del periodo Kamakura al primo periodo Nanbokuchō, ma quelle poche opere di lui ancora esistenti, parlano piuttosto per la metà del Nanbokuchō, per questo motivo la maggior parte dei più recenti meikan, lo riportano intorno all’era Bunna (文和, 1352-1356). Non sono a conoscenza di eventuali lame lunghe di Rai Kunimune e per quanto riguarda le opere firmate, credo che ne girino solo due, cioè due tantō hira zukuri. Uno di questi è mostrato in figura 7. La lama era una volta cimelio della famiglia Yamanouchi (山内), misura 27.0 cm di nagasa ed ha un poco di sori 0,15 cm. Il kitae è una fitto ko itame con fini ji nie, mostra del masame verso lo ha e l'acciaio nel complesso è piuttosto biancastro, quindi definito come shirake. Lo hamon si differenzia un po’ dal solito Rai hamon, apparendo come un gunome piuttosto uniforme e connesso in ko nie, con un nioiguchi sommesso, mescolato con elementi angolari ed un sacco di sunagashi. Il bōshi appare sul lato omote come un notare komi e sul ura come un midare komi, con un lungo e “fashion” kaeri su entrambe i lati, con un ko maru kaeri e con hakikake. Il codolo è ubu, termina in kurijiri, kiri yasurime e porta una profonda sanji mei. Questo è tra l'altro l'unica lama jūyō Rai Kunimune.

 

 

raikunimune1.jpg

Immagine 7: jūyō, tantō, mei "Rai Kunimune" (来国宗), nagasa 27.0 cm, sori 0,15 cm, hira zukuri, iori mune.

L'altra lama firmata di cui sono a conoscenza è mostrata nell’immagine 8 ed è fondamentalmente simile nel deki. Si tratta di un sunnobi tantō, misura 30,4 cm di nagasa, ha un sori di 0.34 cm e con un ampio mihaba ha sugata in stile Nanbokuchō. Il kitae è in itame con chikei e tende ancora al masame verso lo ha, lo hamon è un chū suguha in nie deki, mescolato con del gunome midare, alcuni kuichiga ba e dei nijūba. Il bōshi è un leggero notare komi con un lungo ko maru kaeri ed hakikake. Anche in questo caso presenta del masame verso lo ha ed ununiforme gunome connesso, dovrebbe essere un buon punto di kantei per Rai Kunimune.

 

raikunimune2.jpg

Immagine 8: tantō, mei "Rai Kunimune" (来国宗), nagasa 30,4 cm, sori 0.34 cm, hira zukuri, iori mune.

 

Ecco un link ad una Rai Kunimune dove si può vedere chiaramente il masame:
Si prega di notare che la lama ha ottenuto il certificato hozon anche se è saiha, probabilmente a causa della estrema rarità di esempi zaimei di questo fabbro. Sembra che il codolo abbia avuto un recente lavoro di ri-patinatura, probabilmente a causa del fuoco non doveva presentare la patina sul nakago. Ci sono dei dubbi sulla lama nonostante sia messa qui come riferimento, ma con riserva.

 

Ha un nagasa di 26.9 cm, sori 0 cm, motohaba 2.6 cm, motokasane 0.6 cm.

 

raikunimune1 (1).jpg

raikunimune2 (1).jpg


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Troppo gentili come sempre! :arigatou:

In realtà mi sono limitato ad aggiungere semplicemente le foto della lama e le misure.

 

Una domanda, che ne pensate del suo prezzo che è di ¥ 398,000 (IVA inclusa)?


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A parte che non è iva inclusa (l'iva la pagheresti in aggiunta e a parte se la si importasse in italia) l'idea che mi son fatto è che è un prezzo molto politico e di marketing. Chris bowen una volta ha scritto su nmb che nbthk è orientata al mercato dei dealer giapponesi. Credo che in questo caso sia abbastanza chiaro. Vero o no è l'idea che mi son fatto di questa lama che è venduta credo praticamente solo per la mei. Poi magari sbaglio.

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Se pur più bassa c'è l'iva anche in Giappone, poi naturalmente può essere un mio errore di traduzione, forse meglio chiamarle "tasse"?

 

Chiaramente è venduta per la firma, avendo oramai una nuova tempra che sicuramente avrà cambiato non solo lo hamon ma anche il ji nie, però considerando tutto, in particolare la rarità, mi pare una cifra bassa.

 

Per ora direi che non siamo OT. :arigatou:


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È corretto chiamarle genericamente tasse e non IVA.

Uno perchè l'iva è solo italiana, ma soprattutto perchè comunque quando arriva in dogana la lama con un valore finale X (il totale che paghi al venditore comprese le sue tasse), poi ci calcoli sopra l'iva che paghi in più, a parte.

Quindi è proprio concettualmente errato dire "iva compresa", giusto perchè qualcuno non intenda errato!

 

Comunque. la domanda sul prezzo resta interessante.

 

Anche secondo me la cifra è bassa, per un tanto di questa origine... Ma cosa è rimasto di quell'origine, mei a parte?

Quindi ecco che forse la cifra bassa diventa forse forse anche troppo alta... ecco perchè ho scritto "politico" come prezzo... poteva a questo punto essere 199k jpy come il doppio...

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Considerando la quantità di incendi che ci sono stati in Giappone, da quelli dei castelli al grande incendio di Meireki del 1657 che distrusse circa il 60-70% dell'odierna Tokyo, non mi meraviglio nel vedere lame antiche ritemprate. Sicuramente la lama in questione è ben diversa da come si doveva presentare in origine, ma dal mio punto di vista data anche la rarità, è un pezzo decisamente interessante (anche in rapporto al prezzo).

 

Questo un confronto tra le tre mei di Rai Kunimune "esistenti", come notate ci sono differenze significative, spesso per capire la genuinità di una lama dobbiamo andare oltre la firma. :arigatou:

 

raikunimune1.jpg


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Ma è quello il punto per me Francesco: se è ben diversa dall'origine, per me perde molto del suo interesse, sempre che non acquisti una lama per studiarne la mei! Poi ovviamente può essere tranquillamente un mio limite, non dico certo il contrario ^^

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Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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