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Massimo Rossi

Tanto di Sensei Yoshindo Yoshihara

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Posto le foto del Tanto, forgiato da Sensei Yoshindo, per un nostro associato e carissimo amico.

Sensei mi ha messo a lavorare intensamente, e non è finita quì.

 

 

2017  Jon Gatsu Togi  Yoshindo Yoshihara.jpg

 

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Me-ra-vi-glio-sa....

Oramai stai arrivando ad effetti tridimensionali.

...e non raccontarci che è tutto merito del tanto, lo vediamo anche noi l'oggetto che è.

 

;-)

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Il tanto è bello, ha una hada Muji e lo hamon parla da se.

La politura delle sue lame non è per niente facile, se non hai la pietre giuste di Uchigumori, e la jizuja non raggiungi il risultato.

La Jizuja me l'ha regalata sensei Takaiwa, e devo dire che è veramente alta qualità.

Ovviamente mi ha insegnato ad usarla, anche questo fa la differenza.

Ci vogliono tante ore di lavoro, quanto una wakizashi.

Io non bado al tempo, cerco il risultato, e visto quelle che mi ha mostrato Yoshindo, cerco di raggiungere quel risultato.

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Sicuramente apprezzabile ma non amo né la hada muji (che mi da un senso di industriale) ne la forma unokubi zukuri...

Che misure ha? :arigatou:

Anch'io non sono per la Muji, in questi casi lo hamon ha abbastanza contrasto.

Pensa per raggiungere questa tipologia di hada, ci vuole un Tamahagane di altissima qualità e 14 orikaeshi e oltre.

Per le misure appena ho fatto la scheda (origami) le inserisco.

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Bella! La definizione della lama anzi "Lama" è merito della superba politura (anche se di lama nuova), una hada compatta, merito dell'acciaio come riferiva Sensei Massimo.

Beh, per me è un sogno! :ola:

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Rob,

In effetti una domanda potresti fargliela. Non so se hai seguito l'altro thread, dove ho preso questo tanto per fare alcune considerazioni di estetica.

Potresti, con tutta la discrezione del caso e se fosse disponibile, porre questa domanda al sensei.

Digli pure che arriva da una persona che ha avuto l'onore di conoscerlo a Novara e che tiene il libro con il suo autografo nel posto d'onore della sua libreria. Non è piaggeria, ammiro davvero molto l'opera di questo maestro che seguo dalla terza edizione di the craft of the Japanese sword, acquistata ancora in lire attorno al 1990.

La scelta della muji hada è in questo caso una scelta legata a motivi coscienti specifici (che so, mettere in particolare risalto il contrasto con l'irregolarita dell'hamon, oppure la scelta di inserire l'opera in un determinato capitolo stilistico, oppure una richiesta specifica del cliente, ...) o invece fa parte di una sorta di impulso creativo non totalmente cosciente che prende forma nella sua mente quando si accinge a realizzarne il disegno mentale di un opera che poi intenderà creare?

Ti dico già che è facile che sia un misto, ma magari uno dei due aspetti è prevalente rispetto all'altro.

 

Mentre un tempo esisteva una appartenenza ad una den che lasciava davvero una forte prevalenza all'uso dell'oggetto, sono convinto (seguendo un po' il paragone di Gianluca con Van Gogh) che i grandi maestri di oggi ormai padroneggino un po' tutte le tecniche e scelgano, un po' come gli artisti, pilotati prevalentemente dall'istinto.

 

Magari sbaglio.... e questo non mi farà certo cambiare l'idea che ho del maestro.

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Grazie Gestu, mi hai..tolto la domanda di bocca :biggrin:

 

Ho avuto modo di vedere questa lama dl vivo e devo ammettere che questa lama non è poi così "intuitiva".

 

Queste sono le mie "speculazioni", senza pretesa che siano corrette.

 

Il tipo di sugata è certamente un omaggio all'epoca d'oro dei tanto ed il nakago sori mi sembra un ulteriore dettaglio indicativo.

Nel complesso, però, la lama non dà per niente l'impressione di essere "antica"; mostra in tutto e per tutto un carattere moderno.

 

La forgia così compatta e brillante richiama alla mente i grandi maestri Yamashiro, mentre la tempra con quel movimento "ritmico", alto e ricco di grandi nie, mi ha fatto pensare molto alla lontana (tra i tanto famosi del Koto) allo Hyuga Masamune.

 

Mi ha lasciato, quindi, la sensazione di un'opera in cui l'elemento principale è un certo eclettismo ed un'impressionante (ed esibita) padronanza della tecnica; sullo sfondo di un omaggio formale alla tradizione del Kamakura.

Se vogliamo, un'immagine abbastanza calzante del Giappone moderno !

 

Sarei davvero curioso di conoscere il punto di vista di Yoshindo :arigatou:

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A me piacerebbe chiedergli quanto spazio c'è per la sua creatività quando riceve una commessa...

Fosse per me gli farei forgiare due lame lunghe, potendo:

Una a sua scelta, dalla a alla z, un'altra invece gliela farei forgiare "dettata" dalla a alla z, da apposita oshigata e descrizione completa nei minimi dettagli.

Poi ci perderei le giornate a paragonarle...

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Si, pur non possedendo la tua cultura, ho pensato anche io a quel tanto, rivisitato in moderno.

Però c'è di mezzo Massimo che non possiamo trascurare, come ti spiegavo per altra via.

C'è cioè di mezzo il suo studio e la sua interpretazione che è tutt'altro che neutra!

Sull'interpretazione delle lame è più giapponese dei giapponesi ma, detto tra noi, Ho l'impressione che se volesse trasformare soshu in mino, non farebbe grandissima fatica.

Un po' come in una reazione subnucleare il togi media il messaggio tra il fenomeno (il prodotto del kaji) e l'osservatore (chi prende il prodotto in mano). Non è proprio uguale vedere un beta o un neutrino anche se provengono dallo stesso decadimento, perché uno ha una carica è una massa, l'altro no.

...oddio, forse non ho preso proprio l'esempio giusto.

Se uno spacca un mattone con una mazza senza che noi si possa vederlo, noi possiamo accorgercene sia che la nostra scarpa si sporchi con qualche briciola di polvere rossa, sia che ci cada sopra mezzo mattone.

Per il piede non è proprio uguale, no?!?

Il mestiere del Togishi è quello di raffinare o meno il pezzo di mattone prodotto dalla mazzata.

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Ragazzi, l'ho fatta bella! Ma Yoshindo parla inglese? Perché se Kapp non dovesse fare in tempo a venire, sono nei guai

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