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ChaWa

Parere tecnico imitazione wakizashi

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Scusate se mi intrometto.

Credo che la terminologia sia fatta dalla gente.

Quello che si intende per acciaio damasco è oggi piuttosto chiaro.

Che non sia il vero damasco medievale mediorientale, prodotto filologicamente, è altrettanto chiaro, sia ai commercianti che ai collezionisti.

 

Proprio per questo motivo i Giapponesi hanno preferito smettere di utilizzare il bistrattato katana per usare Nihonto.

In questo modo, hanno posto fine a tutte le diatribe, usando un termine specifico e privo di dubbi.

 

Bene.

Qui abbiamo una katana o meglio un wakizashi in damasco.

Basto questo a stabilire che non può essere una Nihonto.

Piatto è banale.


 

月の道

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no non è così chiaro ed è per questo che è importante utilizzare i termini in maniera corretta ed impedire, quando lo si puntualizza, l'utilizzo di un significato acquisito generalista.

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Cha Wa .... pensa . . . se ti piaceva tagliare, avresti preso un coltello... (e avresti saputo cos'era)

 

:tioffrounabirra:

 

 

 

 

 

 

 

vabbé .... si può definir "damascata" (che non vuo dire fatta di acciaio damasco, ma che imita la "bari-brindisi")


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Scusate se mi intrometto.

Credo che la terminologia sia fatta dalla gente.

Quello che si intende per acciaio damasco è oggi piuttosto chiaro.

Che non sia il vero damasco medievale mediorientale, prodotto filologicamente, è altrettanto chiaro, sia ai commercianti che ai collezionisti.

 

Proprio per questo motivo i Giapponesi hanno preferito smettere di utilizzare il bistrattato katana per usare Nihonto.

In questo modo, hanno posto fine a tutte le diatribe, usando un termine specifico e privo di dubbi.

 

Bene.

Qui abbiamo una katana o meglio un wakizashi in damasco.

Basto questo a stabilire che non può essere una Nihonto.

Piatto è banale.

concordo 100% ,

 

oggi di certo non si usa l'urina di un barbaro dai capelli rossi per la tempra! ( un "mito" che si riportava in uno dei libri ) ... giusto per allungare il brodo.. perche no probabilmente tentavano di nitrurare l'acciaio...

 

ps l'acciaio di toledo è famoso perche segue la tradizione orientale araba! forse li qualcuno sa ancora i processi medievali!

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L'acciao di Toledo è famoso perché un fabbro ubriaco ha usato la vasca del piscio di cavallo, invece della solita acqua.

Qualche secolo prima, i fabbri che si votavano a Satana usava quello di donna gravida, ...prima di finire sul rogo, recitando il Padre Nostro a rovescio.

L'azoto si cerca, più o meno consciamente, dove c’è.

Mi sembrava di averne già parlato in qualche momento del passato...

 

Anni fa mia madre mi regalo una lama di Zamorano.

Una striscia replica di una lama del XVII secolo, la cui bilanciatura, leggerezza, corretta flessibilità ed eleganza testimoniano che la tradizione esiste ancora, anche se oggi a Toledo vendono principalmente katana per turisti.

Il grande pubblico non è disposto ad investire nella qualità.

Un discorso noto anche ai colleghi nipponici...


 

月の道

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Grazie a tutti per le risposte..ho letto con attenzione Pier

Nel frattempo ho avuto modo di tornare a fare un po' di domande al venditore..(la settimana dell'acquisto ho pensato a tirare il più possibile il prezzo) XD

..certamente direte che sarebbe stato più cauto informarsi prima ma comunque rispetto a una spada Yarinohanzo (quelle del sito)è stato comunque un affare quindi ho pensato prima a portarla a casa..poi se per questo prezzo è un vero damasco allora ne sono ancora più soddisfatto.

Dico questo scusandomi del fatto che parliamo comunque di imitazioni e non di Nihonto.

Il venditore è un artigiano giapponese che produce in Francia, non si tratta di made in China (ovviamente detto da loro in Inglese) ma comunque le produce personalmente con metodi semi-industriali (per starci nei costi).

Le lame damascate le forgia a mano (sempre detto da loro, ma se di damasco si tratta non credo sia possibile produrlo industrialmente).

La cosa che sicuramente dovrò fare sarà smontare la lama (per ora non l'ho ancora fatto) e poi farò il test.

Mi hanno detto e chiedo parere a voi esperti che comunque è impossibile riprodurre i disegni del damasco per acidatura, questo è possibile per l'Hamon ma non per la damascatura e vedo conferma di questo nelle parole di Pier.

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Enrico, sono consapevole di utilizzare il termine damasco in modo improprio, ma mi riferisco proprio al metodo di piegatura con due acciai differenti (duro con resiliente) non al vero damasco

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Si fa il damasco all'acido, non solo per l'hamon.

Credo che quella che hai acquistato non sia all'acido.

La Francia importa tonnellate di damasco indiano a basso costo, per poi rifinirlo... con metodi semiindustriali.

In Europa e in Italia in particolare, siamo ai vertici della produzione di damasco artigianale.

La nostra coltelleria e all'avanguardia e assai apprezzata anche dai collezionisti giapponesi, che nel settore non sono certo secondi a nessuno.

Una lama di quel tipo, fatta con damasco europeo, costerebbe qualche migliaio di euro.


 

月の道

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Grazie a tutti per le risposte..ho letto con attenzione Pier

Nel frattempo ho avuto modo di tornare a fare un po' di domande al venditore..(la settimana dell'acquisto ho pensato a tirare il più possibile il prezzo) XD

..certamente direte che sarebbe stato più cauto informarsi prima ma comunque rispetto a una spada Yarinohanzo (quelle del sito)è stato comunque un affare quindi ho pensato prima a portarla a casa..poi se per questo prezzo è un vero damasco allora ne sono ancora più soddisfatto.

Dico questo scusandomi del fatto che parliamo comunque di imitazioni e non di Nihonto.

Il venditore è un artigiano giapponese che produce in Francia, non si tratta di made in China (ovviamente detto da loro in Inglese) ma comunque le produce personalmente con metodi semi-industriali (per starci nei costi).

Le lame damascate le forgia a mano (sempre detto da loro, ma se di damasco si tratta non credo sia possibile produrlo industrialmente).

La cosa che sicuramente dovrò fare sarà smontare la lama (per ora non l'ho ancora fatto) e poi farò il test.

Mi hanno detto e chiedo parere a voi esperti che comunque è impossibile riprodurre i disegni del damasco per acidatura, questo è possibile per l'Hamon ma non per la damascatura e vedo conferma di questo nelle parole di Pier.

 

Caro Chawa, tutta questa discussione (a volte un pò pedante) porta alla conclusione che non esiste termine più abusato di "damasco".

 

Il fatto che una lama sia composta da due metalli diversi saldati assieme a formare un simpatico disegno non significa che, intrinsecamente, sia di maggiore qualità.

 

Questo è un fatto che molti commercianti e molti collezionisti fanno fatica a capire.

 

Esistono acciai industriali con i quali si può creare un wakizashi monobarra con cui scardinare una porta e subito dopo fare una sessione di tameshigiri senza problemi. Materiali con una qualità meccanica intrinseca assai superiore alla qualità della lama presentata qui.

 

Perdona se sono forse un pò brutale ma, token a parte, qui cerchiamo di diffondere anche una cultura generale oplologica che vada oltre i luoghi comuni. Damasco compreso. Vi sono sul mercato una miriade di oggetti che vogliono sembrare ciò che non sono, solo perchè "a occhio" mostrano una certa somiglianza.

 

Bisogna capire che la qualità ha sempre un costo e non ci sono scorciatoie. Questa lama può forse risultare più piacevole alla vista rispetto ad una fatta con una semplice barra di acciaio: altre considerazioni su maggiore o minore pregio, dammi retta, lasciano il tempo che trovano.

 

:arigatou:

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Tanto per avere un'idea di damasco da collezione, ecco una riproduzione italiana di una spada vichinga in damasco (si, usavano anche loro questa metodologia).

Sono fatte con una metodica classica, tre barre ritorte, impreziosite da una impugnatura di mammut fossile (mai trovato tanto mammut fossile da quando hanno vietato il commercio dell'avorio).

Il kaji è l'italianissimo Luca Pizzi, che forgia nella bergamasca.

Questa qualità si paga meno di una lama giapponese?!?

 

Mmmmmmh.... se non siamo lì, poco ci manca.

Ma, oltre labilità tecnica, cè una persona che ha girato musei di mezza Europa e ha studiato e lavorato per vent'anni per realizzare un'oggetto che è lontanissimo da una pallida imitazione di una spada giapponese fatta con damasco industriale.

 

Valuta, se lo desideri, le differenze.

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月の道

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... si paga si paga https://www.amazon.it/Forgia-Pizzi-di-Luca-collezione/dp/B01N1K2EOV/ref=sr_1_4?m=AHLV5V8QE0SFD&s=handmade&ie=UTF8&qid=1513550837&sr=1-4

 

ma visto che siamo in "off" consiglio di leggere in basso alla pagina le recensioni sulla daga ... sono a dir poco e s i l a r a n t i (apparte il 6° rosicone)

 

 

...... la consiglio anche ai mancini :marrotolo:


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Oddio, la daga è davvero bella, ma anche il sottoscritto che è ben disposto ad accettare questi oggetti come pure oggetti d'arte, fa un po' fatica ad accettare questi chiodi nell'impugnatura. Saranno pure in damasco...


 

月の道

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Grazie per le info ora mi è tutto molto più chiaro, apprezzo molto

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... firmavi con la sinistra, a Toledo, ma ricordo anche che brandeggiavi a due mani (come l'amico del tuo avatar ;-)


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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... eppoi, tu probabilmente non ricordi, ma eravamo insieme con Solimano nel 54 per pianificare la costruzione dell'omonima moschea.


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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...e si che glielo avevamo spiegato come si risolve la questione palestinese è quella balcanica.

 


 

月の道

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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