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paolo placidi

Un buon ritorno, spero !

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Ciao a tutti, sia quelli nuovi del Forum che quelli "vecchi" ma sempre molto in gamba .

Per quelli nuovi: ho una certa esperienza anche in lame non giapponesi e sono pronto a rispondere ad eventuali quesiti.

Salutoni a tutti e BUON NUOVO ANNO! :ciaociao:

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Contento di rileggerti anche io e sfrutterei gentilmente subito per porti qualche quesito tra Oriente ed Occidente.

In uno dei post di questi giorni, Francesco ci ha proposto un wakizashi curioso.

La forma è quella di una scimitarra, ma affilata su entrambi i lati.

A mia memoria, non ricordo nulla di simile.

Le lame che generalmente hanno due fili, dalla daga romana, alla striscia, sono diritte.

Quando sono invece curve, ci troviamo di fronte ad oggetti che rinunciano a parte della loro agilità per esprimere maggior potenza.

Parlo non solo del katana e della scimitarra, ma anche di falci, asce e quant'altro l'uomo è riuscito ad inventare per ammazzare il proprio simile. In questo secondo caso, tuttavia, spesso l'oggetto è maturato in ambito artigianale-agricolo ed ha perciò una maggior versatilità d'uso. Quando l'oggetto viene portato in battaglia, la parte spessa viene comunque usata, ad esempio per deviare o parare un colpo, ma l'attacco sta generalmente sull'altro lato o, ovviamente in punta.

Anche nei casi dei pugnali, la legge tende abbastanza a ripetersi. Il doppio filo ha esclusivo uso da combattimento.

Esistono alcune eccezioni eccellenti, vedi bowie, karambit, molletta, navaja, dove per l'uso in combattimento una parte del falso filo può talvolta essere affilato per colpire "di ritorno", ma non si passa mai il terzo complessivo della lama.

Non ho in mente nessuna lama curva affilata quasi completamente o, comunque, per oltre due terzi da entrambe le parti.

Neanche pensando alle armi in asta.

Il motivo, ritenevo, è che tali armi si usano ad ascia o a falce.

Mai in tutte e due i modi per motivi di impugnatura.

 

La lama di Francesco sembra smentire il paradigma.

 

Ti risulta qualche eccezione alla regola, che ora non mi viene in mente?


 

月の道

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Beh, la kogarasu maru è esempio emblematico.

Probabilmente testimonianza di un certo tipo di lama di origine continentale.

Spostandoci più a ovest il ricordo di questa tipologia si può vedere nella karabela, anche se la parte di mune affilata è meno estesa.

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Non esattamente, Gian.

La "piccolo corvo" è una spada ibrida.

Fondamentalmente è una lama di transizione tra lo tsurugi e il tachi.

Nel senso che la sua natura è molto lontana dalla falce e dall'ascia, che ispirano invece l'insolita lama di Francesco.

Se penso alla kogarasu maru mi si affacciano alla mente aggettivi come eleganza e leggerezza.

Una spada di un nobile.

La lama di Francesco sembra invece andare al sodo e all'uso pratico, come il machete di un contadino dell'America Centrale.

Non sembra un oggetto fatto per una persona versata nell'arte della guerra, che desidera trovare l'efficacia in maniera non disgiunta da agilità e velocità di esecuzione.


 

月の道

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Magari ho capito male la domanda: un esempio di lama curva affilata (del tutto o su buona parte) sui due lati. Senza aggettivi supplementari.

 

Non sono molto convinto che la lama postata da Francesco si ispiri ad una falce o ad un ascia.

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Sono anche io d'accordo con Getsu, la sensazione del massiccio prevale sulla sensazione della nobiltà della lama, non è una lama da stocco è l'ultima cosa che ti viene da pensare nel combattimento è dì infilzarci qualcuno. Attendo le opinioni di Paolo Placidi che ho sempre letto con interesse e al quale rivolgo un augurio di serenità oltre al gradito rientro.


Antonio Vincenzo

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Attenzione

Sono commenti grossolani quelli che ho fatto.

Quando dico che agisce sia come ascia che come scure, non intendo una sua derivazione in tal senso.

Quello che intendo dire è che il maggior potere di taglio di questi oggetti contadini è dato dalla capacità di scorrere conseguente alla geometria (nello spingere della scure, nel tirare della falce).

Quell'oggetto sembra voler lavorare con entrambi i principi.

 

Detta così sembrerebbe una cosa positiva.

Ma non è così necessariamente.

Ad esempio, ci troviamo di fronte ad un oggetto più fragile.

Non è inoltre possibile forzare su un lato tagliente, per aumentare la forza di spinta.

Per questo i coltelli da lavoro, che vengono adattati ad arma, non rinunciano mai ad una larga porzione della lama non affilata.

 

Scoprire che in qualche parte del mondo il principio sia stato applicato, renderebbe questo oggetto meno esotico.


 

月の道

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Ringrazio tutti per l'accoglienza ad un "vecchio" emigrato dal Forum econdannato agfli arresti domiciliari con obbligo di firma in ospedale :ciaociao:

per quanto riguarda la lama affilata sui due lati, non ho visto quella postata da Francesco ma dai Vs commenti penso si tratti di un GURADE' - arma abissina del XIX secolo usata dagli etiopi quando , nel 1936, l'Italia andò a rompere i...... al NegusAilè selassiè.

Cercate guradè su Google e troverete delle belle immagini dell'arma che molto probabilmente era di origini contadine e veniva lanciatain mezzo alle schiere nemiche che di solito attaccavano nudi.

Gli effetti di questa lama rotante dovevano essere devastanti per gli attaccanti.

Buona serata a tutti, ciao,

Paolo

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In bocca al lupo, Paolo, tocco ferro.

Direi che ci siamo, l'oggetto è una Nihonto ma il senso è quello.

Resta, diciamo, una maggior vocazione alla nanginata.

Ci dia un'occhiata.


 

月の道

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Ciao a tutti, sia quelli nuovi del Forum che quelli "vecchi" ma sempre molto in gamba .

Per quelli nuovi: ho una certa esperienza anche in lame non giapponesi e sono pronto a rispondere ad eventuali quesiti.

Salutoni a tutti e BUON NUOVO ANNO! :ciaociao:

Carissimo Paolo, è un piacere leggerti sul Forum, finalmente di nuovo con noi.

Buon anno anche a te e famiglia.

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Ciao a tutti, sia quelli nuovi del Forum che quelli "vecchi" ma sempre molto in gamba .

Per quelli nuovi: ho una certa esperienza anche in lame non giapponesi e sono pronto a rispondere ad eventuali quesiti.

Salutoni a tutti e BUON NUOVO ANNO! :ciaociao:

Bentornato Paolo.

Impossibile dimenticarsi di tutti quelli che mi hanno accolto e sostenuto nella mia prima discussione qui sul forum.


Marco C.

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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