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Francesco Marinelli

Scoperta del più antico documento, risalente al 1351 - Ryūzōji Bon Mei Zukushi

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E' stato recentemente scoperto il più antico documento mai trovato prima riguardante genealogie dei forgiatori, una sorta di Meikan, chiamato "Ryūzōji Bon Mei Zukushi".

Tale documento del clan Ryūzōji è datato 1351, ci auguriamo che possa fare un poco di chiarezza in questo mondo.

 

https_%2F%2Fimgix-proxy.n8s.jp%2FDSXMZO2505529025122017SOA001-6.jpg

 

Sotto troverete l'articolo completo di Markus Sesko che vi consiglio di leggere, vari comunicati stampa in Giappone e potrete scaricare le immagini originali del documento e la loro trascrizione. Buone ricerche!

Interessante notare che Masamune è riportato sotto Kunimitsu (nidai?) ed Awataguchi Yoshimitsu è sotto Norikuni (seconda ipotesi nella kantei series).

 

https://markussesko.com/2017/12/26/the-new-oldest-extant-sword-document/

http://www.pref.saga.lg.jp/kiji00359345/index.html

https://r.nikkei.com/article/DGXMZO25053840V21C17A2ACYZ00

 

 

Ryuzoji Bon Mei Zukushi.pdf

 

Trascrizione - Ryuzoji Bon Mei Zukushi.pdf


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Per semplicità nella comprensione dovremmo aspettare che venga trascritto in romanji, sono certo che non dovremmo aspettare troppo :vecchiocinese:

 

Enrico ti ho mandato una mail :thumbsup:


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molto interessante,

probabilmente si aprirà una nuova strada sull'evoluzione dei vari fabbri e loro scuole, un pò come riportato nelle conclusioni finali dei 4 passi nel kamakura ;-)

 

Grazie Francesco

:arigatou:


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Grazie Francesco per il link delle info. Come sempre Raymond Singer e Markus Sesko sono stati estremamente rapidi nel riferire alla communiy degli appassionati una notizia di rilievo.

 

Sarà interessante confrontare queste genealogie con quelle riportate nel Kanchi'in Mei Zukushi, che è del 1423 ed in teoria dovrebbe essere una copia dei contenuti di questo documento.

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Il primo merito, oltre naturalmente allo scopritore, va allo studioso Wataru Hara e Chris Bowen che ne hanno tradotto parte e ci hanno dato la notizia su facebook ;-)


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se le lame sono valutate yb... :) la mia posizione non cambia in merito!

Naturalmente concordo. Quando si parla di classificazioni così alte, a parte i casi in cui l importanza storica è tale da porre in secondo piano lo stato di salute della lama, la qualità non è in discussione.

 

Si può casomani discutere sulle attribuzioni in sè.

 

In questo caso, però, si tratta di due autori, Rai Kuniyuki e Rai Kunimitsu, di cui esistono molte lame firmate e certamente autentiche. Quindi vi sono parecchi esempi con cui fare confronti a conforto delle attribuzioni e, in casi simili, vi è grande affidabilità.

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mi trovi perfettamente allineato. tra l'altro poi, e parlo solo personalmente, per essere classificate così, ma chissene anche se l'attribuzione dovesse nella realtà essere poi errata... vuol dire che devono palesare una tale qualità od una tale rarità di caratteristiche...

tanta roba sicuro

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.. :confused:

 

¿¿ non se n'è saputo più nulla ??


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Personalmente ho studiato solo la parte di mio interesse, al momento, ossia quella riferita ai forgiatori in Sagami.

 

Prima di Kunimitsu (Shintogo) sono indicati Sukezane (Bizen), Sadakuni e Kunihiro (questi ultimi due potrebbero essere entrambi del gruppo Yamanouchi).

Poi vi è Kunimitsu (Shintogo) e la sua linea di discendenza : Taro Kunishige (Hasebe, figlio), Kunihiro (figlio), Tosaburo Yukimitsu e Masamune

 

IMG_9139.jpg

 

Per quanto riguarda Sagami non vi sono sostanziali differenze con la genealogia riportata nel Kanchi'in Bon Mei Zukushi. Ne abbiamo parlato con Hinohara Dai a gennaio.

 

Da notare che il Ryuzoji Bon, del 1351, è il più antico repertorio trovato "in originale". Il Kanchi'in Bon è infatti del 1423.

 

Tuttavia le genealogie riportate in quest'ultimo risalgono al periodo Showa, ossia al 1312-1317.

 

Dunque, errori di trascrizione a parte (che sono sempre possibili), il Kanchi'in Bon rimane comunque la testimonianza più antica in nostro possesso.

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