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Altura

il club dell' Ukiyo-e

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Grazie Gian, quello che ho letto rivaluta ciò che frettolosamente ho criticato. A volte la non conoscenza porta giudizi ignoranti, le mie scuse a Taiso.


Antonio Vincenzo

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ssssssssssssss oramai si attende con trepidazione il passaggio di viandanti vicino allo stagno dove un burlone getta sassi che paiono macigni.

e lì stiamo poi ad aspettare la vecchia gatta.... (come sorci sull'usignolo, s'è fatta luce.


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Tengo a rasserenare tutti.

È trascorso molto tempo e mio padre stesso, che era molto piccolo, si ricorda solo i numeri fino al dieci che venivano gridati dagli addestratori ai militari che facevano ginnastica sul piazzale la mattina.

Quanto alle teste, agli indonesiani si possono insegnare molte cose ma... ...beh, nell'arcipelago ci sono i Dayak che hanno davvero fatto scuola.

😂😂😂

 

Quanto alle convergenze, ormai comincio a pensare che le coincidenze comincino a diventare troppe.

Grazie Gian per il bel pezzo sicuramente moooolto precedente a tutto ciò e vi mando una foto di wayang di famiglia.

Non li conosce nessuno, è una forma di teatro delle marionette a tema mitologico molto popolare.

È un rilancio.

Vorrei sapere se qualcuno dei viaggiatori del Sol Levante ha mai visto spettacoli del favoloso Bunraku...

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月の道

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... che dire: qui parti avvantaggiato oppure potrei, allo stesso modo, dire .. qua non ti seguo.

 

il "Qulit o Kulit" nel mid-est-asia generalmente viene riferito alle "teatro delle ombre" con tanto di rappresentazioni più che mistiche.

 

"Nel caso della versione giapponese" che forse ho intravisto o intravisato (non ricordo ne dove ne quando) non riesco a seguirti... mancando totalmente di trascursus, già le rappresentazioni più blande del kabuki... mi danno seri problemi (quelle del Nō per me sono fatali) ma sicuramente tutto ciò è dovuto ad una diversa digestione (o crescita) dove solo quella specie di liuto a tre corde che emana suoni lontani e talvolta dissonanti scombina i miei ossicini e, col dovuto rispetto per ciò che non comprendo, attendo tue illuminazioni.

 

 

 

p.s. ricordo una sera in un club dove ho avuto la certezza della banalità del tempo. tuto era fermo e quel che tale frase lascia supporre come mistico o romantico invece trasudava di tortura... ero lì e non potevo uscire (ho seriamente pensato all'autocombustione, senza esito e la conversazione con i miei coinvitati mi impediva l'apnea..)

 

eh si che adoro Ryūichi Sakamoto...

Modificato: da betadine

Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Grazie Getsu, per il rilancio e...l'amarcord.

 

Mi ricordo, da ragazzo, due wayang che mio padre fotografo aveva riportato da chissà quale dei suoi viaggi...purtroppo è venuto a mancare nel '94 e i wayang non so più chi se li è tenuti.

 

Kabuki, Noh e Gagaku ho avuto modo di assistervi. Bunraku mi manca ma...cercherò di porvi presto rimedio.

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:siamoamici:

 

sempre tre sono... appesi su simil fondo senza uncini.. e al posto dell'asticelle han tre lame. (anche se là uno è senza due zampe)

 

 

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Titolo: Chûsei gishin den (Storie della vera lealtà dei fedeli Samurai)

Il servo di Moronao Furubayashi Heihachirô Kaneyoshi si difende contro i due rônin Oribe Yasubei Taketsune (a destra) e Takebayashi Sadashichi Takashige nella neve
Editore: Kawaguchi-ya Uhei
Data: 1847-1848

Utagawa Kuniyoshi (1798-1861)
nota: il titolo viene ripetuto su ciascun foglio e questo trittico è strettamente correlato alla serie di fogli singoli: Seichû gishi den

 

 

scaltra la mossa della neve..


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Per tornare a Kinoe no komatsu, mi pare che abbia un'origine assai più recondita della stessa 'giapponesità', che interviene al più nella scelta dell'animale (Giappone=mare), ma non nel tema ancestrale di fondo che appartiene ad una antropologia che precede le specifiche culture.

Il mistero del rapporto uomo/donna animale è presente in molti miti, basti pensare a Leda, a Pasifae e a Europa.

Un rapporto che, in sfumature diverse, appartiene a uno dei quesiti di base su cui sono costruiti, universalmente, i miti...

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Mito ed arte vanno sempre a pescare nello stesso pozzo, la parte più profonda e nascosta dell'animo umano.

Un accoppiamento tra uomo e animale ha un significato pratico assai relativo, in primo luogo perché sterile.

Nel mito e nell'arte essi invece generano esseri mostruosi dotati delle caratteristiche di entrambi i genitori.

Pensate al Minotauro, alle Sirene o al centauro Kirone, maestro dei più grandi guerrieri del passato.

È chiaro che occorre saper leggere.

 

L'animale è la rappresentazione antica di una qualità istintiva che spesso la civiltà ha addormentato e su cui si desidera richiamare l'attenzione. Le favole che raccontiamo ai bambini ne sono un chiaro esempio.

Prendiamo Kirone. Il maestro dei maestri.

Cosa occorre a chi deve combattere?

Tecnica, certo. Allenamento, sicuro. Intelligenza, indispensabile per determinare una strategia vincente.

Queste sono cose che può insegnare anche un uomo comune.

E se vi dicessi che tutto ciò è inutile se non si è capaci di svegliare la potenza bestiale, il coraggio indomito e la ferocia dell'animale che si nasconde in ogni uomo? Beh, per fare ciò occorrerebbe un maestro che sia un lupo feroce o un cavallo selvaggio.

..Ma a quel punto occorrerebbe rinunciare alle caratteristiche umane, che ci permettono capacità che alle bestie sono escluse.

 

Tutto ciò non accadrebbe se il nostro maestro avesse la capacità di insegnarci a svegliare la furia di un animale, temperata dall'intelligenza e dalla sensibilità di un uomo.

Un maestro di questo tipo non può essere che un centauro.

Kirone appunto.

 

Rileggendo con questa semplicità primitiva i miti e l'arte ci si svela una faccia dell'uomo che era già scomparsa duemila anni fa.

Ma le cui tracce sono ancora presenti in un dna odierno che di anni ne ha due milioni.


 

月の道

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Mito ed arte vanno sempre a pescare nello stesso pozzo, la parte più profonda e nascosta dell'animo umano.

......

Ma le cui tracce sono ancora presenti in un dna odierno che di anni ne ha due milioni.

 

E' assolutamente vero. La trasformazione dell'uomo, che diventa come un animale nel mezzo della battaglia, è stata osservata con occhio scientifico anche durante le ultime guerre mondiali (e anche durante la guerra del Vietnam). Si è visto come, superato il terrore, i soldati entrino in uno stato tale di perdita di se stessi che un uomo comune, magari timido maestro delle elementari da civile, possa essere in grado di distruggere ogni essere vivente che ha intorno; uomini, donne, bambini.

Senza odio...senza pietà.

Non è più un uomo e, per certi versi, diventa simile ad un dio (citazione cinematografica...). Poi, però, è perso per sempre (..dalla stessa fonte...)

Questo fa la guerra.

 

Abbiamo ancora da farne, di passi evolutivi ...e i maestri son pochi

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E' assolutamente vero. La trasformazione dell'uomo, che diventa come un animale nel mezzo della battaglia...

 

ahinoi (genere umano)

 

... capita più spesso nel mezzo della banchina della metropolitana.

 

 

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Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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....e i maestri sono pochi.

Bisognerebbe coltivarli come fiori su Marte.

La storia ce ne ha regalati pochi se penso al Mahatma devo poi sforzarmi...

Cosa si può fare Noi oltre a commentare queste miserie nell'ambito del nostro cortile? Possiamo educare i nostri figli, nel mio piccolo ho provato a convincerli che non devono aver paura dell'ingiusto, poi ti accorgi, nei fatti che, tolta l'intenzione, resta solo la paura.

Allora ti accorgi di aver creato solo innocente debolezza, in un mondo che non se la merita.


Antonio Vincenzo

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già che si parla di Culture (e trasporti..) con un pizzico di invidia per chi lì già sta (c'è tempo fino al 3 giugno) al Midec di Melano c'è una bella onna

 

 


Frida Kahlo.jpg

beh.. pure li, Manilal e qualcun'altra avrebbero qualcosa da ridire (a proposito di maestri)

Modificato: da betadine

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Ma dove le trovi? sei un genio , le sai tutte....passata la metro si scorge il monte fuji che sembra salutare!!!


Antonio Vincenzo

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già che si parla di Culture (e trasporti..) con un pizzico di invidia per chi lì già sta (c'è tempo fino al 3 giugno) al Midec di Melano c'è una bella onna

 

Una bella sterzata, beta...ma Frida merita..

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E, dato che stasera si veleggia, vi propongo questo bijin-ga (美人画) contemporaneo, in versione fotografica :arigatou:

 

IMG_6952.JPG

 

Dalla serie "45 aspetti della moderna Edo"

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rappresentazione non ne trovai .... ma di lui si dice che

 

è simile il momento in cui la luce e il buio creano l’attimo fermo,

l’attimo in cui ciò che è invisibile si può veder e ciò che è visibile può scomparire.

L’attimo in cui il cavallo di Kirone diventa uomo ma anche il contrario.

E forse è vero che per avere l’immortalità vera è necessario rinunciarvi.

Qualche cosa sta morendo ma qualche cosa sta nascendo, è che ancora non lo sappiamo..

 

 

Chirone è un pianeta del sistema solare che certuni indicano come “ planetoide” ed ha una sua orbita ben precisa fortemente ellittica.

Kirone era un Centauro, cioè mezzo animale (cavallo) e mezzo Uomo.

Kirone si trova fra Saturno e Urano e a periodi passa dentro l’orbita di Saturno.

Il centauro è un essere che non ha sconfitto la propria natura animale.
Prometeo era incatenato al monte Caucaso per aver donato il fuoco divino all’umanità.
Kirone chiede a Giove la grazia per Prometeo e in cambio rinuncia all’immortalità. Lui ridà all’umanità il potere di scegliere.

Nell’orbita fra Saturno e Urano, nella notte fra il 18 e il 19 ottobre 1977, venne fotografato dall’astronomo Kowal un nuovo corpo celeste, in un primo tempo definito con il termine provvisorio di "oggetto Kowal" e segnato con il glifo che rappresenta una piccola "o" sormontata dalla K.

Solo il giorno 1 novembre alle 10 a.m., presso le installazioni del California Institute of Technology a Pasadena, mentre esaminava le fotografie di Monte Palomar scattate il 18 ottobre, Kowal si rese conto che si trattava di un nuovo corpo celeste (Carta del cielo con AS a 26 sagittario, segno del centauro).

casualità ?? ... al giorno dei santi (luce) segue quello dei morti ((buio).

Lo scopritore volle chiamarlo Chirone, proprio perché si trova nell’orbita dopo Saturno: nel mito, Chirone era figlio di Saturno.


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Kintaro.jpg

 

Picture of Sagami (Sagami no zu, 相撲之圖)

Utagawa Kuniyoshi 歌川 国芳 - 1840 ca.

Kintarô (provincia di Sagami) con un demone e un tengu dietro di lui che "arbitrano" una partita di sumo tra una lepre e una scimmia.

 

Il nome Kintarô significa letteralmente Golden Boy. Era il figlio della principessa Yaegiri. Kintarô viveva da solo nei boschi dove parlava con gli animali. Era così forte da poter piegare alberi come ramoscelli e sconfiggere vari mostri. Quando è cresciuto, e dopo aver incontrato un orso - graziandogli la vita.  (così narrà la leggenda - Kintarô si unì all'eroe Raikô (Minamoto no Yorimitsu) e divenne lui stesso un famoso guerriero. Kintarô è anche conosciuto come Kwaidô Maru e da adulto si chiamava Sakata no Kintoki, un valente samurai.

Le stampe di questa serie sono ciascuna di circa 14 x 10 pollici (36 per 25 centimetri), una dimensione nota come ôban.

 

 

Curiosità

Le caramelle Kintarō sono in circolazione dal periodo Edo; non importa come le caramelle a forma di cilindro siano tagliate, il volto di Kintarō appare all'interno. La tradizione giapponese è di decorare la stanza di un bambino appena nato con le bambole Kintarō il giorno dei bambini (5 maggio) in modo che il bambino cresca per essere forte come il Ragazzo d'oro. Un santuario dedicato all'eroe popolare si trova ai piedi del Monte Ashigara nella zona di Hakone vicino a Tokyo. Nelle vicinanze si trova un masso gigante che a quanto pare è stato tagliato a metà dal ragazzo (eroe) stesso.


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Diavolo di un Betadine, azzecchi sempre la stampa giusta!

 

Ebbene, ecco la decrittazione di questa stampa che sintetizza in maniera estrema la sapienza della cultura guerriera dietro ad immagini per bambini.

Oni e tengu sono lo spauracchio dei bambini ed il gioco alla lotta, arbitrato dal bambino d'oro, tra una scimmietta e un coniglio ci riportano al mondo dell'infanzia e del divertimento.

Ma è un mondo popolato di contenuti affatto ingenui.

Il messaggio celato, che si vuole che i bimbi apprendano, è ben altro.

Oni e tengu, non vi sarà sfuggito, sono come il centauro.

Esseri mezzi uomini e mezzi animali che contemplano attributi di ferocia e di intelligenza.

Potremmo dire come diavoli ed angeli, per usare figure più vicine alla nostra cultura.

Perché se la ferocia dell'oni, come quella del diavolo, contempla caratteristiche matriarcali terrestri rappresentate dal toro e dal capro, quelle del tengu, come quella dell'angelo, sono invece celesti rappresentate dall'animale che è dotato di uno strumento unico per essere in contatto con quelle patriarcali divine, le ali.

Le forze arcane del cielo e della terra stanno osservando un combattimento, sono spettatori.

Combattono due animali fanciulleschi... fino a un certo punto.

La veloce lepre rappresenta l'immediatezza dell'istinto, senza il quale ogni combattimento è perso.

La furba scimmia rappresenta l'affilato intelletto della strategia, senza il quale si perde invece la guerra.

Sempre in perenne lotta, in ogni combattimento che affrontiamo.

Chi dobbiamo ascoltare?

L'istinto o l'astuzia?!?

La risposta è nella stampa.

Nessuno dei due prevale, poiché l'arbitro che sorveglia la correttezza dell'incontro, il giudice, è il Bambino d'Oro.

 

Il Bambino d'Oro ha molti nomi.

L'Eletto, il Buddha Reincarnato, il Salvatore, l'Anticristo.

Assume le caratteristiche di Bene o di Male assoluti, di perfetta innocenza o di inarrivabile perfidia.

Il Bambino d'Oro è il duale del Vecchio Saggio, del Maestro oppure dello Stregone.

Ma mentre la vecchiaia rappresenta la virtù e la conoscenza (come direbbe Altura) acquisite dall'esperienza, la fanciullezza porta con se listintualità ancora non resa impura dal percorso della vita terrena.

Il Bambino d'Oro è dunque l'arbitro perfetto.

Il solo in grado di portare equilibrio tra istinto ed intelligenza.

L'equilibrio perfetto tra queste due forze genera una caratteristica tipica del Bambino d'Oro, per altro condivisa col suo duale anziano.

La Magia.

Egli è un bimbo divino.

Il messaggio per i giovani samurai, così come per l'uomo è chiaro.

La forza soprannaturale emerge dal guerriero solo se nessuna delle due forze prevale.

Egli dovrà essere figlio di padre cielo e madre terra, possente come il fulmine e travolgente come il mare.

Quando uno dei due prevarrà, egli perderà la sua invincibilità trasformandosi in un animale o in un semplice uomo.

Entrambi semplici mortali.

 

Il vero maestro di arti marziali è colui che ha riguadagnato lo spirito del principiante e del bambino.

Colui che conosce, perché non sa.


 

月の道

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