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Klaus

Fori su nakago...

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Perdonate l'ignoranza, ma ho notato che talvolta il nakago delle spade, anche molto pregiate, hanno più di un foro...

Anche tre o più...

Mi sono spesso chiesto come mai potesse succedere e mi sono dato la risposta più semplice: forse per adattare diverse tsuka nel corso dei decenni..

Però, mi chiedo: ma... forse per gli antichi proprietari la lama non era la parte più importante della spada?

E allora perché non forare la tsuka, per adattarla al ferro, piuttosto che forare il codolo della lama?

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La lama era la parte più importante della spada.

Il codolo meno.

Per cui esso si riadattava, tagliandolo o forandolo, in base all'uso che il possessore desiderava farne, o anche semplicemente in base alla moda del momento storico. Oggi che è così importante assegnare un autore ed un periodo alla lama, l'atteggiamento è diventato moooolto conservativo.


 

月の道

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(generalmente, nel tempo le lame subiscono degli accorciamenti del codolo... per tanti motivi, non ultimo quello estetico; perciò quando questo avviene: o-suriage - piccolo accorciamento, il foro, ana, viene riposizionato)

 

 

I'm sorry .. ho postato una frazione dopo.

Modificato: da betadine

Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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a proprosito di riadattamenti del codolo. tralasciando momentanemente suriaghe, osuriaghe e machiokuri, c'è una regola di base da rispettare per la corretta distanza tra machi e mekugiana? possibile siano 4 dita? nel caso è una distanza dettata da quale necessità empirica? strutturale? per lasciar spazio nell'impignatura ai menuki?

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Ovviamente deve cade in un punto che sia di facile accesso, quindi tra gli intrecci del itomaki, non sotto ad un menuki ed ad una distanza "piacevole" tra menuki e fuchi, di conseguenza la zona finisce per essere piuttosto ristretta

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Diciamo che dipende anche dalle tue dita :hihi:
Comunque pressochè la distanza è quella, poi su una lama nuova gli si fa il koshirae attorno, quindi millimetro più o millimetro meno cambia abbastanza poco

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In genere se lo tsuka è fatto ad arte, se ne viene fuori in modo abbastanza agile, millimetro più millimetro meno.

Ma è chiaro che se si ridisegna la geometria con un accorciamento, occorre purtroppo bucare nuovamente.

Credo, però, di non aver mai visto più di tre o quattro buchi.

Anche su nakago antichi.

Cosa dicono le persone più addentro?


 

月の道

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Questo il nakago di una mia katana: 5 mekugi ana di cui 2 tappati col piombo e considerate che è o suriage, quindi credo che l'originale non sia neanche presente!

post-3031-0-14898000-1378653536.jpg


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Grazie.

Però mi chiedo pure: è noto che talvolta le spade sono gimei, dunque hanno firma falsificata.

Questo significa che anche nel passato la firma delle nagako era importante...

E allora mi chiedo... ma... queste modifiche venivano fatte anche a scapito delle firme?

Alcune firme possono essere andate perse con gli accorciamenti?

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Grazie.

Però mi chiedo pure: è noto che talvolta le spade sono gimei, dunque hanno firma falsificata.

Questo significa che anche nel passato la firma delle nagako era importante...

E allora mi chiedo... ma... queste modifiche venivano fatte anche a scapito delle firme?

Alcune firme possono essere andate perse con gli accorciamenti?

a tal proposito ti consiglio di leggere questo http://www.ksky.ne.jp./~sumie99/suriage.html

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In realtà il fatto di "buttare via" la mei quando si accorciava una lama è un fatto molto più comune di quanto non si creda... fondamentalmente non è vero che il nakago era considerato meno importante della lama, ma è vero che la firma in se era ritenuta meno importante del forgiatore.

Se, accorciandole, hanno buttato via le mei di lame di Mitsutada e Nagamitsu credo renda bene l'idea di quanto poco gli importasse- per i nuovi iscritti, i due forgiatori che ho citato sono considerati superiori (e non di poco) anche al famosissimo Masamune.

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Mi chiedo una cosa: i samurai facevano polire le lame?

Nello stesso modo e con gli stessi criteri?

Anche all'epoca c'erano pochi e pregiati togishi?

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I togishi ci sono da che ci sono le lame.

Perché per tagliare... tocca affilare.

Ma è ovvio che le lame sono oggi oggetti d'arte e i criteri che guidano la mano dell'artigiano vanno ben al di là di della mera affilatura funzionale. Proprio di recente si è chiuso un post dove si è cercato di spiegare quanto sia oggi più articolato il lavoro di un uomo il cui compito è più vicino a quello del restauratore che dell'arrotino.

La bellezza è l'armonia di una lama oggi non sono più secondari rispetto alla macchia di ruggine o al tagliente del filo e anche l'evidenza dell'hammon oggi è diventata una sorta di arte a sè che probabilmente un tempo lasciava maggiormente indifferenti.


 

月の道

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