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Klaus

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.. da un buco siam arrivati alla pancia.))
si potrebbe arrivare ben oltre, l'argomento è molto complesso


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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il fatto che esistano parecchie lame dei migliori forgiatori mai esistiti con parecchi kirikomi risponde alle domande poste a riguardo del loro reale utilizzo.

le lame venivano polite già all'epoca, ma NON come oggi. la politura per come la conosciamo è un fatto molto moderno, ottocentesco, anche legato alla possibilità di osservare le lame con le lampadine alimentate dall'elettricità.

gli antichi le polivano a sufficienza da poter vedere l'hamon (che per altro è già visibile anche negli stadi intermedi della politura moderna), ma non così tanto da impazzire per raggiungere un risultato che sarebbe stato vanificato da una semplice estrazione un po' allegra. spreco di tempo e di materiale.

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Grazie mille! Articoli ed interventi monumentali!

 

Mi chiedo, però, per quanto riguarda la capacità di taglio... come si riusciva a minimizzare la variabile umana?

Come si faceva, cioè, a stilare una classifica affidabile, senza tener conto che non esiste un fendente uguale ad un altro ed un corpo uguale ad un altro?

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il fatto che esistano parecchie lame dei migliori forgiatori mai esistiti con parecchi kirikomi risponde alle domande poste a riguardo del loro reale utilizzo.

le lame venivano polite già all'epoca, ma NON come oggi. la politura per come la conosciamo è un fatto molto moderno, ottocentesco, anche legato alla possibilità di osservare le lame con le lampadine alimentate dall'elettricità.

gli antichi le polivano a sufficienza da poter vedere l'hamon (che per altro è già visibile anche negli stadi intermedi della politura moderna), ma non così tanto da impazzire per raggiungere un risultato che sarebbe stato vanificato da una semplice estrazione un po' allegra. spreco di tempo e di materiale.

 

Fondamentalmente è proprio questo quello che desideravo capire... Grazie.

 

Il thread è cresciuto di livello ed è diventato interessante ed avvincente!

Corbezzoli, quanto ne sapete e quanto c'è da studiare!

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I tipi di fendenti del tameshigiri sono classificati ed è indubbio che i tagli che vengono ostacolati da un maggior numero di ossa (ad esempio quello che inizia dalla clavicola sinistra per terminare in prossimità dell'anca destra del condannato) certificano meglio le proprietà di una lama (al punto che talora l'esito dei test viene aggiunto a pennello sul codolo).

Ne abbiamo già discusso da qualche parte.

Ma la variabile umana non è ovviamente trascurabile.

La miglior lama con il miglior Togi in mano al sottoscritto va giusto bene per aprire le buste delle lettere.

 

Va però detto che, al contrario di quanto avviene in Occidente, il mestiere del boia era estremamente onorevole nel Giappone feudale.

L'addetto al rituale era generalmente un samurai di rango elevato, che veniva scelto per la sua abilità nel maneggio della spada.

Si ricordi che la pena di morte era auto inflitta a persone di rango e che il compito del boia era perciò quello di assistere il condannato secondo un preciso rituale che permette una morte coraggiosa e da guerriero.

Provare una lama su un condannato a morte moralmente abietto o disonorevole o impuro (fosse anche solo per la presenza di tatuaggi sulla pelle), avrebbe macchiato indelebilmente la nuova lama.

Credo pertanto che, seppur presente, la variabile umana non incidesse oltre un certo grado di ragionevolezza.

 

Le specifiche che sono state più volte ricordate anche in questo post, differenziano invece bene qui, come nel kyudo, le importanti differenze da applicare in pace o in guerra.

L'uso, come piace dire oggi, "estremo" richiede accorgimenti e compromessi, poiché è una dotazione militare deve reggere con efficienza per una campagna che dura mesi, diversamente da un duello che termina in pochi secondi.

 

Io apprezzo il lato artistico e sono perciò maggiormente favorevole alle attuali raffinate tecniche di Togi, ma conosco alcuni collezionisti (pochi in verità) che le considerano affettate e perseguono invece uno spirito più in linea con l'orientamento espresso dall'intervento di Gian C.B.

 

...Ho seguito per un po, qui sul forum, gli interventi di un praticante di kyudo dell'Heki Ryu, una scuola che si rifà in specifico allo stile di tiro con l'arco da guerra. Sempre nei limit dell'educazione e della cortesia, il disprezzo per le altre scuole ..diciamo di carattere più filosofico o sportivo era perfettamente leggibile nei suoi interventi.

...credo che se fossimo letti oggi da un samurai del Sengoku Jidai, scopriremmo che una buona parte delle cose che ci appassionano sarebbero velocemente etichettate come inutili questioncelle da donnicciole.

😂😂😂


 

月の道

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..

Mi chiedo, però, per quanto riguarda la capacità di taglio... come si riusciva a minimizzare la variabile umana?

Come si faceva, cioè, a stilare una classifica affidabile, senza tener conto che non esiste un fendente uguale ad un altro ed un corpo uguale ad un altro?

(ops... Getsu . . . postato quasi all'unisono..)

 

 

Beh.. qua ti devi accontentare.

La misurazione stimata va presa così com'è .. "a occhio" o meglio "a corpo" (non è che potevano agganciare un dinamometro al braccio del fenditore..

tre corpi son tre corpi.;)

 

 

 

 

p.s. il taglio più difficile era quello orizzontale all'altezza del bacino, seguito da quello delle due ascelle.. poi a seguire i fendenti..

Modificato: da betadine

Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Tanto per aggiungere qualche altra teoria sulla politura.. che confermano le vs. affermazioni…

 

La bellezza della politura è comparsa sulla spada giappones durante l’era Ashikaga (Muromachi).
SI dice che sia la famiglia Honami che abbia migliorato il “sistema di politura”, lasciando l'impronta immortale con completamento dello studio scritto tradizionale della spada che identifica il metodo.

Si suppone, da varie situazioni, che la spada del periodo Kamakura era debolmente definita.
Fino alle prime fasi dell'età di Ashikaga, la maggior parte delle spade giapponesi non erano le lame lucidate come uno specchio come oggi.
La lama era definita a “smalto grossolano” comunemente chiamato blacksmith's polish.

Tratto da http://ohmura-study.net/995.html

 

 

Durante il Muromachi (1338~1573) e specialmente durante gli Warring States [sengoku] (1470~1570), le spade non erano lucidate come oggi.

Non c'era tempo. Le scheggiature e le cicatrici di battaglia sono state rimosse e la lama è stata riportata alla sua forma originale.
Ad eccezione di quelle del grande Daimyô o di quelle specificatamente custodite come oggetti d'arte, la maggior parte delle lame ha ricevuto solo uno Shiratôgi o uno smalto bianco; “probabilmente si siaranno fermati alla Komanagura„
Con l'avvento della pace nel periodo Edo (1603~1867) più spade cominciarono a ricevere uno smalto altamente artistico in quanto vi era tempo e denaro per tale lavoro.

Ma l'alto livello tecnologico (in particolare nello Shiage) si è evoluto durante Era Meiji (1868~1912).

Durante l'era Meiji fu approvata una legge che proibiva alle persone di indossare le spade, ma permetteva loro di possederle come opere d'arte [editto Hatôrei]. Quello fu un drastico cambiamento dal periodo Edo, quando alla gente comune non fu più permesso di possedere spade.

Questo porterà ad un miglioramento generale nelle tecniche di lucidatura.
Un altro e più importante motivo per il miglioramento della tecnologia di lucidatura della spada durante l'era Meiji fu l'invenzione della lampadina elettrica, che permise al Tôgishi di lavorare a tutte le ore del giorno ed anche di vedere più chiaramente i dettagli di Jihada e Ha.

In particolare, ha accelerato lo sviluppo dello stile Hadôri perché l'Hamon è molto più visibile sotto una luce elettrica che non sotto la luce delle candele.

Tratto da: https://www.japaneseswordindex.com/togishi.htm


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