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Klaus

Tsuba priva di aperture hitsu-ana

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Vi mostro la mia prima tsuba priva di aperture hitsu-ana, dedicate ai noti strumenti, accessori della spada.

So che non è la tsuba dell'anno: ha qualche secolo e si vedono tutti, anche perchè lo stato di conservazione del lato omote è molto differente rispetto all'altro, ma, nel mio piccolo mondo, ha un posto di assoluto rilievo.

La trovo piuttosto bella e molto interessante.

 

Senza fori retro50S.jpg

 

Senza fori fronte 50S.jpg

 

Senza fori particolare.jpg

 

Dimensioni: 9,0cm x 8,5cm x 0,3cm.

Da quel poco che ho appreso, anche grazie a voi, credo che sia affidabile la descrizione che me ha fatto il venditore:

Tetsutsuba, Heianjo, Momoyama o primo Edo, mokko gata, maru mini, hinchu zogan e shinchu zogan...

 

Dovrebbe collocarsi dunque tra la fine del 1500 e il 1600...

 

Che ne dite? Siete d'accordo?

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bhe ... suemon dovrebbe riferisi all'ampiezza dell'area intarsiata..

 

 

vedi qua, sicuramente lo conosci già: http://www.shibuiswords.com/glossary1.htm

 

 

 

(scusa, ma quali strumenti ci vedi .. o mi son perso qualcosa..)


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Vi mostro la mia prima tsuba priva di aperture hitsu-ana, dedicate ai noti strumenti, accessori della spada.

Bè si riferisce al fatto che non ha gli hitsu ana dedicata al kogai e kozuka.

 

Si data la lavorazione e spessore della tsuba potrebbe essere Azuchi Momoyama.

 

Peccato che abbia perso così tanto zogan..


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Grazie.

Eh,si, Francesco, è un peccato... un gran peccato...

Chissà perché soprattutto un lato è danneggiato, rispetto all'altro...

 

Le tsuba prive di hitsu ana sembrano molto più rare delle altre: si trattava solo di moda, oppure la mancanza di hitsu ana ci aiuta a datare o collocare nel tempo, nello spazio nella destinazione di uso di queste tsuba?

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Ciao Klaus, vedo che ancora non ti è arrivata una risposta dai più esperti.

Pertanto ti accenno qualcosa.

Come probabilmente sai, gli hitsu ana venivano utilizzati prevalentemente sui wakizashi.

Sui katana e sui tachi sono di solito inutili e talora vengono chiusi.

Scavarli in una tsuba piena, leva qualche decina di grammi, per cui non fa una grande differenza nell'uso pratico.

Tuttavia una tsuba ha un importante effetto al di là di proteggere la mano che impugna la spada.

La tsuba arretra il baricentro della spada, rendendola più maneggevole (in Occidente si usano spesso pomoli d'ottone o d'acciaio con lo stesso fine).

Tsuba piene, pesanti e poco decorate sono pertanto generalmente associate a lame “significative" in peso e lunghezza, nate per il campo di battaglia. Lame fatte per gente che combatteva in armatura. Sono perciò generalmente più antiche.

Successivamente, è diventato più importante il duello individuale senza armatura.

Questo ha portato a lame il cui disegno ha maggior enfasi sull'avere il baricentro ancora più spostato verso l'impugnatura, per garantire maggiore agilità e velocità.

A questo punto, una tsuba pesante era più di impaccio che di vantaggio e quindi si è cominciato a sviluppare tsuba traforate e artisticamente alleggerite. Parallelamente si è sviluppata una tecnica marziale che permetteva di estrarre e colpire in un unico movimento, oggi confluita nello Iaido.

Pertanto, si, tsuba semplici e pesanti vecchie mentre leggere e traforate nuove, grezzamente, sta in piedi.

...se non fosse che le tsuba sono poi diventate degli oggetti artistici in se e per se, quindi la pienezza di una tsuba dava poi agio a fornire una struttura alla base di disegni che erano impossibili su una tsuba "alleggerita", con le patinature atte ai contrasti che ben conosci.

 

Si tratta probabilmente di informazioni che già avevi in qualche modo.

L'invito è tuttavia a ricordare che oggi collezioniamo oggetti separati, con un valore artistico intrinseco originale.

Possiamo tuttavia ben comprenderli solo se li inquadriamo nel loro contesto storico d'uso, dove (come forse direbbe Beta) il design è tutto.


 

月の道

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Ciao Klaus, vedo che ancora non ti è arrivata una risposta dai più esperti.

Pertanto ti accenno qualcosa.

Come probabilmente sai, gli hitsu ana venivano utilizzati prevalentemente sui wakizashi.

Sui katana e sui tachi sono di solito inutili e talora vengono chiusi.

Scavarli in una tsuba piena, leva qualche decina di grammi, per cui non fa una grande differenza nell'uso pratico.

Tuttavia una tsuba ha un importante effetto al di là di proteggere la mano che impugna la spada.

La tsuba arretra il baricentro della spada, rendendola più maneggevole (in Occidente si usano spesso pomoli d'ottone o d'acciaio con lo stesso fine).

Tsuba piene, pesanti e poco decorate sono pertanto generalmente associate a lame “significative" in peso e lunghezza, nate per il campo di battaglia. Lame fatte per gente che combatteva in armatura. Sono perciò generalmente più antiche.

Successivamente, è diventato più importante il duello individuale senza armatura.

Questo ha portato a lame il cui disegno ha maggior enfasi sull'avere il baricentro ancora più spostato verso l'impugnatura, per garantire maggiore agilità e velocità.

A questo punto, una tsuba pesante era più di impaccio che di vantaggio e quindi si è cominciato a sviluppare tsuba traforate e artisticamente alleggerite. Parallelamente si è sviluppata una tecnica marziale che permetteva di estrarre e colpire in un unico movimento, oggi confluita nello Iaido.

Pertanto, si, tsuba semplici e pesanti vecchie mentre leggere e traforate nuove, grezzamente, sta in piedi.

...se non fosse che le tsuba sono poi diventate degli oggetti artistici in se e per se, quindi la pienezza di una tsuba dava poi agio a fornire una struttura alla base di disegni che erano impossibili su una tsuba "alleggerita", con le patinature atte ai contrasti che ben conosci.

 

Si tratta probabilmente di informazioni che già avevi in qualche modo.

L'invito è tuttavia a ricordare che oggi collezioniamo oggetti separati, con un valore artistico intrinseco originale.

Possiamo tuttavia ben comprenderli solo se li inquadriamo nel loro contesto storico d'uso, dove (come forse direbbe Beta) il design è tutto.

Mi sa che c'è qualche errore in quello che hai detto, sui wakizashi solitamente si trova solo il kogatana e quindi solo il relativo hitsu ana, la combinazione di kogai-kogatana si trovava già dal periodo Muromachi sulle uchigatana lunghe di alto rango.

Le tachi non hanno accessori, quindi se si trovano hitsu ana su una tsuba da tachi originale, sono stati aggiunti in un secondo tempo.

Le tsuba dei koshirae da battaglia sin dal Kamakura sono sempre state principalmente quelle in stile tosho o katchushi, semplici piatti di ferro, solitamente di diametro superiore agli 8 cm e spessore inferiore ai 3, decorati con semplici sukashi, talvolta piuttosto grezzi. Come si può vedere dallo spessore risultavano molto leggere rispetto al loro diametro. Dal periodo Edo in poi gli spessori aumentano, e di pari passo il peso delle tsuba.

Inoltre le lame più antiche, nonostante le loro lunghezze ben maggiori a quelle medie del periodo Edo erano molto più bilanciate verso la tsuka, rendendole meno stancanti da utilizzare per un periodo prolungato, come può essere quello su un campo di battaglia.

Le tsuba molto traforate iniziano a comparire nel periodo Muromachi, le scuole principali che producono questo tipo di tsuba in questo periodo sono Owari/Kanayama, Kyo-sukashi e successivamente anche Ko-shoami e Ko-Akasaka.

Quindi questa tipologia di tsuba compariva già nelle battaglie del periodo Sengoku.

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... tutto ciò che è stato detto fin qui, trova comunque una riflessione: il periodo Sengoku, oltre ad esser ripreso da varie forme d'arte (leggasi: I sette samurai, Ran o svariati manga lì ambientati) oltre all'amato MM, è stato periodo molto fertile nell'arte, dove "lo zen" la fece da padrone in svariati campi.

Come dire... durante il periodo degli stati belligeranti, l'arte faceva da contrappunto.

 

Tutto torna.. cinque monasteri.. cinque anelli.. guerra e pace.. morte e vita.

 

... giustappunto ho sotto le mani una piccola dispensa, che condivido con piacere.

Il periodo Muromachi (e Sengoku).pdf


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.. potremmo anche dire: amore e guerra e arte e morte

 

Si va in guerra per amore (talvolta del potere) e "un'arte" (tipo quella della spada) attraversa la morte.

 

o anche.. Dove l'amore per una Terra porta un popolo in guerra, distribuendo morte e distruggendo arte.

 

 

e non è detto che la bellezza ci salverà. Ma un piccolo seme, seppur di odio, è pronto a germogliare, unito al suo antagonista: Amore, un mare che tutto accoglie (Toni Morrison) ... anche Zogan si è perso, portato via dal tempo, che regala la grazia e mostra quello che resta in vita, ora.

 

 

Così abbiamo enunciato tutte e tre le equazioni diofantee ..

o potremmo disquisire sul teorema di Fermat e della congettura di Goldbach... e tutto accade sotto ai nostri occhi alla ricerca del legame nascosto.. (della spada)

(ma di questo ne sa più "la mosca di HIlbert ".. ed io sto cadendo nel baratro delle disgressioni aneddotiche :-))

 

 

 

ps Un'equazione diofantea è un'equazione dove le relazioni tra le variabili sono di tipo lineare (ad esempio: amore, arte, guerra, morte - in ordine alfabetico)

ps2 La correlazione lineare definisce l’esistenza di un legame per cui a variazioni di un termine corrispondono variazioni dell’altro termine secondo una relazione lineare.

.. nulla è lasciato al Caso, tutto torna.


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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😂😂😂

Più che aneddotiche, le tue digressioni sono deliranti.

Per questo rivelano profonde verità.

Nello specifico, che stiamo parlando di quattro aspetti di un unico archetipo.

Inutile aggiungere che il simbolo di questo archetipo è la Nihonto.


 

月の道

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Succede spesso, ciclicamente, nella storia dell'uomo.

 

Questa tsuba, però, se ho ben compreso, dovrebbe risalire ad un periodo immediatamente successivo,che risente ancora di influenze stilistiche ed esigenze funzionali del suo passato.

Sbaglio?

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(eppure, l'unico concetto delirante, o al fuori della realtà, che difendo a spada tratta è solo quello del >...
il resto è solo a compendio.)


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Succede spesso, ciclicamente, nella storia dell'uomo.

 

Questa tsuba, però, se ho ben compreso, dovrebbe risalire ad un periodo immediatamente successivo,che risente ancora di influenze stilistiche ed esigenze funzionali del suo passato.

Sbaglio?

In realtà lo Azuchi-Momoyama è un "sotto periodo" del Sengoku, il quale conclude nel 1603.

Considera che nel 1600 ebbe luogo la grande battaglia di Sekigahara, per cui la funzionalità era molto importante.

 

Tsuba senza hitsu ana se ne trovano, credo sia imputabile ad una scelta della committenza.


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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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