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Francesco Marinelli

Wakō Museum 和鋼博物館

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Introduzione al Wakō Museum e all'antica lavorazione dell'acciaio "Tatara"

http://www.wakou-museum.gr.jp/

http://www.wakou-museum.gr.jp/en/?fbclid=IwAR2Z1YFviR__aHXPqFylq3pNaLULdHZx7fvbRjTjnKMg8I_RTGY4U8ZFlVc

Struttura del Museo:

Il Wakō Museum è stato fondato nel 1993 nella città di Yasugi e questo espone il processo tradizionale di fabbricazione "Tatara" per la produzione del "Wakō". Il "Wakō" è l'acciaio grezzo contenente un livello molto basso di impurità come di zolfo, di fosforo e di altri elementi che sarebbero dannosi per le loro proprietà nell'acciaio. Il "Tatara" è l'unico processo per produrre il "Wakō" e fino ad oggi è sempre stata usata sabbia ferrosa e carbone.
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La città di Yasugi si trova alla base della zona montuosa di Chugoku, questa zona è ricca di sabbia ferrosa di alta qualità e foreste per le materie prime del "Tatara". Inoltre, l'argilla per la produzione delle fornaci del "Tatara" viene prodotta abbondantemente. Di conseguenza, la sua quantità di produzione del ferro ha superato circa l'80% della produzione totale del Giappone intorno al 18° secolo.
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Dopo l'inizio dell'era moderna in Giappone, il "Tatara" è stato sostituito con l'introduzione dei moderni processi di fabbricazione di ferro e acciaio. Nel 1899, al fine di migliorare le condizioni economiche, i proprietari del "Tatara" e altri, stabilirono la nuova ditta per la produzione dell'acciaio nella città di Yasugi, il predecessore del Museo Wakō è stato aperto come museo privato di questa impresa siderurgica. Più avanti come organizzazione "Iron Road Culture Zone". Il Museo Wakō ha aperto trasferendo tutte le mostre appartenenti a tale predecessore.
Video realizzato durante il 20° anniversario del Museo:
Processo Tatara per la fabbricazione dell'acciaio:
Storicamente il Tatara cessò nel 1945, tuttavia, il ripristino dello stesso è stato realizzato grazie allo sforzo di persone che volevano far rivivere la cultura della spada giapponese producendo "Tama-Hagane", acciaio grezzo di prima qualità per le lame giapponesi.
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Foto delle attrezzature del processo di produzione dell'acciaio Tatara (soffietto prodotto nel 1891 e forno restaurato).
Le operazioni effettive del Tatara restaurato (Nittoho Tatara) vengono eseguite a Okuizumo-Town nella prefettura di Shimane ogni inverno dal 1977 e hanno fornito "Tama-Hagane" ai fabbri di token di tutto il Giappone.
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Operazione effettiva di Tatara.
Durante il funzionamento 10 tonnellate di sabbia ferrosa e 12 tonnellate di carbone vengono immesse nel forno ogni 30 minuti in base alle decisioni del "Murage", che è l'ingegnere capo e responsabile delle operazioni del Tatara. Il processo dura circa 70 ore e produce il "Kera" che contiene il "Tama-Hagane". Il peso del "Kera" è di circa 3 t e contiene da 1 a 1,5 t di "Tama-Hagane". Poiché il "Kera" si è formato sul fondo del forno, le pareti dello stesso vengono scomposte per estrarlo e raffreddarlo. Successivamente il "Kera" viene spezzato in pezzi più piccoli usando grandi pesi e piccoli martelli per classificare "Tama-Hagane", ghisa, scorie,ecc.
Il lavoro di classificazione viene eseguito da persone con molta esperienza, loro si occupano anche di decarburizzare la ghisa in acciaio sempre nei siti del "Tatara".
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Tama-Hagane
Le procedure sopra menzionate furono stabilite nel periodo Edo e vi furono due importanti invenzioni che furono chiamate "Tenbin-Fuigo" (soffietti oscillanti) e la struttura sotterranea che preveniva le operazioni di drenaggio umidità nel "Tatara".
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Struttura del "Tatara".
L'invenzione dei soffietti oscillanti ha notevolmente migliorato l'efficienza del "Tatara" grazie all'aumento delle temperature fino a 1600℃ intorno alla zona degli ugelli. Inoltre, la struttura sotterranea era anche efficace per aumentare le temperature durante le operazioni.
Materia prima del "Tatara" per la produzione di acciaio: sabbia ferrosa
Il metodo per la raccolta della sabbia ferrosa si chiama "Kanna-Nagashi" in cui questa veniva concentrata dallo 0,5% all' 80% per gravità. Questo metodo è stato applicato dal 1610 al 1972.
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"Kanna-Nagashi".
Sommario:
Le informazioni sopra descritte sono solo un'introduzione per aiutarti a capire la storia del Tatara e le mostre al Museo Wakō nella città di Yasugi. Sarete sempre i benvenuti al Museo Wakō, vi guideremo e presenteremo l'antica tecnologia metallurgica originata in Giappone, tra cui la cultura della spada giapponese.
Inoltre vi riporto cosa mi ha detto l'amico Chris Bowen a riguardo :arigatou:
"While off the beaten path, the Wako museum is a really a must visit for anyone seriously interested in understanding the basic material for constructing the Japanese sword. Everything we see in the sword is a result of the materials and thus without in depth knowledge of the metal and metallurgy, one is really handicapped when it comes to both appreciation and understanding. The museum is modern, the exhibits comprehensive and thorough. There are numerous bilingual handouts that explain the tamahagane manufacturing process step by step. Additionally, I found the staff willing to bend over backwards to be helpful (for example, when I was there last, they hadn't opened the excellent gift shop due to a staff shortage- I expressed my regret at not being able to purchase any souvenirs and voila, the director of the museum came down to personally open the gift shop and even spent 30 minutes answering some of my questions about the exhibits!).
As an aside, the trip through rural Shimane Prefecture is a beautiful ride and the sushi/sashimi."
"I can't recommend it highly enough. Sure, you can see excellent swords at a variety of museums throughout Japan, but this is a teaching museum which will give you a short course in ferrous metallurgy and it's application to swords and sword making. The period photos and implements are priceless as well in providing a tangible connection to the craft. By all means, please go if you can..."
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Grazie Francesco per la condivisione.

 

Vorrei segnalare questo passo: Durante il funzionamento 10 tonnellate di sabbia ferrosa e 12 tonnellate di carbone vengono immesse nel forno ogni 30 minuti.

 

Naturalmente, dato che la frase può dare adito a incomprensione, non vengono immesse 10 tonnellate di sabbia e 12 di carbone ogni 30 minuti. Quello è il totale del materiale immesso durante tutto il processo.

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(accidentaccio... mi ero appena aggiudicato una concessione per dragare il Po.. ed invece ne servirà molta meno!!!)

 

Grazie Francesco.. (anche se leggermente un pò più fuori mano rispetto a Sa Corona)

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Non preoccuparti Francesco. Capita.

Probabilmente lerrore già proviene dalla traduzione giapponese-inglese.

 

Comunque, per chi non ha mai sentito parlare di Tatara, il senso della frase sarebbe che la sabbia ferrosa viene aggiunta via via, seguendo un ritmo ben preciso, e non è immessa tutta assieme nella fornace.

 

Sempre a beneficio dei neofiti, il termine Tatara non ha origini giapponesi ma continentali. Questo dettaglio viene poco e a malincuore riportato dai giapponesi poiché è un altro sintomo che quella particolare arte dellacciaio non ha, in realtà, origini propriamemte autoctone.

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Per collegarmi a quanto sopra detto giustamente da Gian vi copio quanto ho trovato recentemente facendo qualche ricerca..
Direttamente dal sito della Hitachi Metals (la quale sponsorizza tale processo):
The Origins of Tatara
Next, let's look into the etymology of the word tatara.
While we still can't be entirely certain, the word in fact seems to be of foreign origin. In the Kojiki (“Records of Ancient Matters”), the oldest of Japan's mytho-histories dating to C.E. 712, we are told that the place where negotiations with the ancient Korean dynasties of Kudara (Paekche) and Shiragi (Silla) took place is referred to as “Tatara-ba” or “Tatara-tsu.” This being the case, it could be the word tatara came to Japan from the Korean Peninsula along with the transmission of iron-manufacturing technology. The word can also mean “to add more heat,” according to linguist Pak Byon-guk, if one interprets tatara on the basis of ancient Korean.
However, the independent scholar Kurao Kubota wonders if the word might have been a corruption of the Tartar word tatatoru, which means “roaring flames.” According to yet another independent scholar, Tokutaro Yasuda, in Sanskrit the word taatara means “heat,” while the Hindi word for steel is sekeraa. He points to the similarity of this word to kera, the word used for steel in the Izumo region, noting also that the word for sword in Myanmarese is the same as in Japanese (katana). Yasuda speculates that the tatara method of iron manufacturing is in fact Indian iron-manufacturing technology that made its way to Japan via Southeast Asia.
Whichever the case, tatara can be thought of as a word that refers to strong heat, is intimately connected with metal smelting, and has its origins in either India or Central Asia.
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The technology for manufacturing iron originated with the Hittites, who lived around 2,000 to 1,500 B.C.E. It is thought to have reached Japan around C.E. 6th century (after the Kofun “burial mounds” period) having made its way from India through the Chinese coastal province of Konan and then the southern part of the Korean Peninsula.

 

 

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