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    • Una spada, un violino, strumenti forniscono un semplice vecchio specchio Che riflette, serena, la luna
    • Grazie Francesco... non solo belle immagini .. ma «cose» toccate con mano. ... ora tralasciando le anemità scritte altrove, torno sulla "onna" e su l'arma con cui spesso viene rappresentata. Faccio tale affermazione, perchè oltre al fatto che le ns. Tomoe e Tsuruhime son rappresentate con il daisho e di loro si posson leggere pagine di epici duelli, nell'immaginario collettivo parlando di naginata si parla della d.onna. L’adozione della naginata come arma da guerra va di pari passo con l’avvento della cavalleria nelle grandi battaglie. Per un guerriero appiedato, che non possegga un cavallo, fronteggiare un avversario a cavallo è un’impresa pressoché impossibile. Il samurai a cavallo si trova naturalmente in una posizione privilegiata: è più in alto – difficile da raggiungere - è più veloce ed ha la possibilità di colpire in favore di gravità.. dall’alto verso il basso. In uno scontro di questo tipo, con la sola lama in mano, il guerriero appiedato è pressoché spacciato. Il cavaliere, invece, probabilmente ne uscirà indenne. L’uso massiccio della cavalleria nelle guerre dell’epoca Nara (VIII secolo) e Heian (VIII – XII secolo), portò allo sviluppo e alla diffusione di tutti quegli strumenti che permettevano di spostare su lunghezze più ampie la distanza di combattimento: gli archi e, ovviamente, la naginata e lo yari. Grazie alla sua lunghezza infatti e alla sua particolare conformazione, la naginata si prestava a un compito prima impossibile: l’azzeramento del fattore “cavallo”, che tanto vantaggio dava alla cavalleria giapponese. Un bushi addestrato all’uso della naginata poteva facilmente recidere, con la sua arma, i tendini delle gambe dei cavalli, rendendoli inservibili. Il cavaliere, una volta azzoppato il cavallo, veniva inevitabilmente scaraventato a terra, diventando un facile obiettivo di un avversario armato di naginata o di yari, che grazie alla lunga distanza consentita da queste armi, riusciva a colpirlo, mantenendosi fuori portata dai suoi eventuali fendenti.   Le naginata, in mancanza di yari, potevano essere utilizzate come “picche”, opponendo ad una carica di cavalleria un muro di lame innestate, difficilmente superabile anche dal più agile dei cavalli. Alcuni storici ritengono che la naginata sia l’evoluzione di uno strumento agricolo, una specie di lunga zappa, che venne adoperata a partire dal III secolo a.C. dai contadini giapponesi non solo per la coltivazione dei campi, ma anche per la difesa dai predoni. Ciò che è certo è che il termine "naginata" può essere rintracciato per la prima volta nel Kejiki ("Diario delle cose antiche" anno 712) e, successivamente, nel Oushu Gosanneki ("Diario di tre anni in Oshu", anno 1086). Raffigurazioni di battaglie in cui è chiaramente visibile l'uso della naginata, inoltre, sono state realizzate durante il periodo Tengyo no Ran (Insurrezione Tengyo), nel 960 a.C. L'uso di quest'arma comincia a diffondersi a partire dalle ere Nara (710-794 d.c.) ed Heian (794-1185), a seguito del ruolo decisivo assunto dalla cavalleria nelle grandi battaglie campali, dove la naginata si dimostrò un'arma molto efficace per tagliare o ferire a distanza le gambe dei cavalli ed uccidere i nemici, non appena questi fossero caduti al suolo.  Questa particolare tecnica di combattimento assunse un'importanza fondamentale durante la Guerra Gempei (1180), nella quale il clan dei Taira si scontrò con quello dei Minamoto e le testimonianze del suo impiego si protraggono fino al sedicesimo secolo, quando la diffusione della polvere da sparo e delle prime armi da fuoco resero un’arma come questa, meno efficace di quanto non lo fosse in precedenza. Al pari delle katana, le naginata venivano disposte dalle antiche famiglie samurai in luoghi importanti (quali ad esempio le entrate delle proprie case) ed erano utilizzate durante le parate organizzate dai signori locali e divennero un elemento essenziale nella dote delle spose. Dopo la restaurazione Meiji (a partire dal 1868 d.c.), la progressiva occidentalizzazione della società nipponica fece diminuire drasticamente l'importanza delle arti marziali tradizionali anche se, dopo il periodo Showa, gli allenamenti con la naginata divennero parte integrante del programma scolastico femminile, mentre ai maschi era riservata la pratica del Kendo. La pratica con la naginata venne vietata dalle forze di occupazione americane alla fine della Seconda Guerra Mondiale insieme a tutte le altre Arti marziali nipponiche, e riprese solo qualche anno più tardi, sotto forma di una nuova moderna arte marziale conosciuta con il nome di "Atarashii Naginata". Nel 1955 venne fondata la "All Japan Naginata Federation, con l'obiettivo di diffondere la pratica della disciplina tra i giovani, mentre nel 1990 è stata fondata la "International Naginata Federation, allo scopo di diffondere la conoscenza e la pratica della naginata a livello internazionale. Al pari di quelle della katana, anche le forme e le dimensioni della naginata sono state caratterizzate da una ampia variabilità nel corso dei secoli; originariamente l’arma era formata da un lungo bastone provvisto in una estremità di una lama tagliente su un solo filo (a volte ricavata da una katana) e di un punteruolo nell'altra ma oggi la più diffusa, l'atarashi naginata è costituita da un lungo bastone in quercia, detto ebu, lungo tra i 210 e 225 centimetri del peso di 650/900 grammi circa, e da una lama, chiamata habu realizzata in bambù e lunga circa mezzo metro. Un modello di arma simile al naginata ma con una lama pressoché dritta e spesso più lunga è detto nagamaki (letteralmente: "inastamento lungo"), mentre nella shobuzuki-naginata le lame possono arrivare fino ad un metro e trenta di lunghezza e fu maneggiando questo tipo di naginata che il samurai Gochin No Tajima fu soprannominato "Tajima, il tagliatore di frecce". Mentre più famoso praticante di naginata, Saito Musashi-Bo Benkei, usava un’arma dalla lama di 4 shaku (152 cm.) e l'asta di 6 shaku e 5 sun (2m e 46cm)!! Durante le ere Yoshino e Ashikaga, le lame diventano pesanti e fisse, ma si riducono alla lunghezza abituale di circa 60 cm mentre nelle guerre del XVI secolo apparve una nagianata con l'asta più corta, una lama normale ed una tsuba.                       a sx una  Naginata, Mino Late Edo -  a dx Naginata, Kanbun era Una collezione, guardailcaso proprio nel citato Shrine di Oyamazumi, mostra anche un altro tipo di arma in asta nota come nagamaki e ciò ci porta a valutarne le differenze.. Entrambe le lame sono bracci del palo, ma la nagamaki potrebbe essere descritto come un "tachi su un bastone".  (esiste anche il termine nagatachi .. riportato anche nel Glossario visivo di Kotoken Kajihara) Il nome nagamaki si riferisce al fatto che al di fuori del suo lungo nakago, la nagamaki ha un’asta più corta, solitamente avvolta in pelle o cordoncino. La forma ormai familiare della naginata, invece, si basa su una lama larga con curvatura montata su una lunga asta. La nagamaki ha una sugata piuttosto diversa, basata su un classico tachi spesso lungo, con un raddrizzamento nel monouchi e nel fumbari e con l'aggiunta di un nakago che si estende alla lunghezza della lama stessa o oltre. Gli Shinobi ana 忍 び 孔 o buco nascosto, sono spesso presenti vicino al nakago-jiri . La nagamaki non possiede la curva uncinata della naginata, per quanto delicata possa essere.  La curvatura è piuttosto koshi zori e inoltre, la naginata generalmente non ha delimitato il kissaki da uno yokote. Le distinzioni tra le aste furono presto abbandonate a favore della naginata, perché le sue funzioni erano più generalizzate di quelle del nagamaki. Tutte le successive armi in asta (tranne lo yari) dal Kamakura fino al periodo Meiji sono generalmente naginata. Questo dovrebbe valere per tutte le armi in asta classificate Juyo Bijutsuhin, Bunkazai e Kokuho. Un altro punto importante è che ciò che il fumbari rappresenta, in realtà è un raddrizzamento dell'ultima parte verso l'hamachi. Questa sezione diritta corrisponde, e sottilmente equilibra e inverte, la geometria della lama dritta, rappresentando non un semplice affusolamento della lama o un gonfiore verso l'habakimoto. Sappiamo che è stata usata contro i cavalieri, ma …. ..dissertazioni in libertà La lunga storia della pirateria sul Seto Naikai è attestata dalla storia di Fujiwara Sumitomo, un nobile inviato nel 936 per reprimere i pirati nell'Inland Sea, al tempo della dirompente ribellione del 935-940 da parte di Taira no Masakado contro l'autorità Heian in Kyoto. La lunga storia della pirateria sul Seto Naikai è testimoniata dalla storia di Fujiwara Sumitomo, un nobile inviato nel 936 per sopprimere i pirati sul Mare Dell'Entroterra, al momento della ribellione dirompente del 935-940 da Taira no Masakado contro l'autorità Heian a Kyoto. La capitale stessa soffriva di saccheggi e dileggi, ma Sumitomo, in parte contrariato, sebbene attento ai bisogni della “società”, presto emerse come lui stesso quale leader pirata più entusiasta di tutti. Iniziò a fare scorribande sul Mare Interno con una flotta altamente organizzata che salì a 1500 navi. Fu infine schiacciato da Ochi (Oryo-shi) Yoshikata nel 941, che poi dedicò la sua armatura a Oyamazumi-jinja. Questo è ora un tesoro nazionale, ed è il più antico Omodaka-Odoshi-Yoroi esistente in Giappone.   Questo contesto di pirateria in mare può darci alcuni indizi nel cercare di spiegare le chiare differenze che esistono tra i due tipi di arma, la naginata e la nagamaki, ben consci delle semplici supposizioni nella nostra totale ignoranza sulle effettive condizioni d'uso e delle tecniche di combattimento. La maggiore robustezza e compattezza della naginata, anche se alcuni modelli hanno raggiunto una grande lunghezza della lama con la curva uncinata, sembrano tutti efficaci contro i tendini e con la prestanza mobile di cavalli e armature. Il peso della lama pesa su un cavallo o un uomo che cavalca, con il tagliente ad uncino con curvatura verso l'esterno che ne aumenta l'effetto. Ricordiamo che l'esercitazione militare per l'uso della lunga sciabola da cavalleria curva del XIX secolo insegnava che il peso del cavallo che si muoveva in avanti era più efficace del taglio selvaggio. Queste qualità dinamiche non erano esattamente ciò che era necessario contro il sartiame e gli uomini a bordo della nave, o nave per nave, o contro gli uomini a piedi a una certa distanza. Il sottile nagamaki con il suo corto palo avvolto in pelle era sicuramente più utile in tali occasioni. Al contrario questa forma snella del nagamaki non sembra adatta all'uso a piedi contro un cavaliere in movimento. Le armi a palo erano utili nella guerra di montagna dove le vediamo essere trasportate in dipinti, anche se generalmente si rappresentano come naginata.  Non c'è motivo di supporre che una di queste armi avesse una sola funzione esclusiva. Come l'O-dachi e il No-dachi, sia la naginata che la nagamaki potrebbero chiaramente essere efficaci contro i cavalieri, che è ciò con cui i guerrieri si trovavano spesso di fronte, ad esempio, sulle pianure erbose di Musashi.. Però le forti associazioni di Oyamazumi-jinja con il Mare Interno e la sua pirateria perenne suggeriscono che l'enfasi trovata qui sul nagamaki  e perché sarebbero state particolarmente efficaci come armi da palo nel combattimento barca-a-barca, contro uomini e persino sartiame, piuttosto che contro i cavalli.   ... nell'ordine ..  Naginata Hizen Tadayoshi shodai - Early Edo Shinto (1616);  Nagamaki Soshu Kashio Ju Yasuchika - Bunkyu era; (sotto)  Nagamaki Kanabo Masatsugu - Muromachi;  Yari Muramasa - Late Muromachi                                    
    • ... intanto vi ringrazio per gli immeritati ringraziamenti. .. in fondo in fondo non faccio altro che raccogliere da quasi mezzo secolo "cose" che mi intrigano e appassionano, poi le digerisco e rigetto un composto. . quello che condivido è vostro. Fatene ciò che volete Del resto lo stimolo siete Voi e tra voi, i molti che ne sanno molto di più delle profondità incise da una lama.
    • Attendiamo le recensioni e colgo l'occasione per il primo post sulla nuova piattaforma. Ciao a tutti.
    • ...  tanto poi staremo sempre a dire ... bello però.. In tema "off", tanto vale sentire..  samurai .. (perdonate il mio atteggiamento.. ma sono anacronisto non possedendo neanche un televisore.))  
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