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    • Ho sempre creduto anche io nella frequente presenza di un "codice" come quello descritto dal buon Paolo. ...Ed una delle cose che mi ha da subito affascinato e divertito molto, è stata proprio quella di ricercare e paragonare lame con mei identiche ma di generazioni diverse dello stesso lineage. Fortunatamente questi due forgiatori sono stati molto prolifici, e se si cerca a fondo, si possono trovare molti esempi. In poco più di un anno ho raccolto, analizzato e confrontato circa una cinquantina di oshigata di sicura attribuzione e foto di codoli certificati: ne emergerebbero nuove particolari distinzioni, deduzioni ed ipotesi che vorrei condividere. Partendo dal post iniziale di Paolo innanzitutto bisognerebbe capire quanti esempi sono stati presi in esame: già il numero che ho archiviato io è scarsamente sufficiente per trarre delle conclusioni definitive. Da quanto ho potuto verificare, tra i due “filoni” di pensiero, mentre il primo riguardante le differenze sul carattere TADA è ampiamente condivisibile (in quanto in quasi praticamente tutti gli esempi, simmetria ed incrocio delle direttrici dei 2 atari inferiori sono riconducibili ad attribuzioni del nidai o dello shodai a seconda che sia presente-shodai od assente-nidai), il secondo non trova invece particolare riscontro. Di seguito alcune mei certificate shodai da hozon a tokubetsu hozon (alle quali potete aggiungere gli esempi presenti nei diffusi libri di Sesko e nel Nihon Toko Jiten - Shinto Hen di Fujishiro). come potete vedere per quanto riguarda la cosiddetta “apertura” dei tratti superiori del radicale del kanji TSUNA non vi è maggiore  “chiusura” rispetto ai tanti altri esempi che sono tipici del nidai. In particolare se vi focalizzate con attenzione sulle gli ultimi due esempi di destra noterete che i 3 atari inferiori del radicale in oggetto hanno una direzione destra-sinistra come in tutti gli esempi del nidai. Bisogna sempre tenere a mente che il metodo di firmare la lama ha un’evoluzione che segue la vita e lo sviluppo del forgiatore, cosa ben capibile dalla selezione delle 5 mei di cui sopra: ognuna ha delle differenze stilistiche (tagane, profondità di incisione, forma dei kanji, ecc…). Non sono ordinate cronologicamente essendone solo una datata, ma possiamo affermare che le ultime due sono più recenti per come è inciso il kanji TSUNA. Lo stesso Fujishiro riconosce questo modo di incidere il radicale di questo kanji da parte dello shodai come un esempio di bannen mei (firma utilizzata nell’ultimo periodo di operatività del forgiatore):   ...Anche senza però quanto indicato da Fujishiro nel suo Shinto Hen, potevamo già autonomamente ipotizzare che fossero delle mei della tarda produzione dello Shodai. Perché? Perché il discepolo quando inizia a forgiare per conto suo copia praticamente tutto dal suo maestro. E siccome già dalle prime lame datate di Ikkanshi la direzione di quei 3 atari è destra-sinistra, è ragionevole pensare che abbia copiato questo modo di incidere il quella parte del radicale TSUNA da come lo faceva in quel momento il padre-maestro. In questo specifico caso fa un po’ riflettere il concetto di bannen mei. Sull’Osaka Shinto Zufu di Nakamiya ci sono molti altri esempi tra foto ed oshigata, molto interessanti soprattutto perché diverse lame sono datate e gli oshigata sono proposti in ordine cronologico. E’ quanto meno doveroso innanzitutto sottolineare che lo shodai è nato nel 1609 (Keicho 14), è morto nel 1676 (Empo 4), e ci sono sue lame firmate dal 1629 (kan'ei 6), cioè da quando quando aveva vent'anni, fino a quando morì a 67. Nel 1642 (kan'ei 19), a 33 anni, ancora firmava con i radicali di TSUNA sinistra -> destra, mentre nel 1648 (keian 1) a 39 anni, abbiamo il primo esempio di lama con i radicali che cambiano direzione: destra -> sinistra. Ciò vuol dire che cambiò la direzione di questi 3 atari tra i 33 ed i 39 anni. Abbiamo quindi un periodo iniziale tra mei iniziale (shoki mei) e matura che va dai 13 ai 19 anni circa. Mentre un periodo certo di almeno 28 anni in cui firma in stile “bannen mei”. ...O sono ststo troppo ardito con le deduzioni (facile), oppure la definizione di bannen mei risulta essere un'etichetta troppo restrittiva in questo frangente (pensiamo ad un forgiatore che cambia lo stile di firma piu volte in breve tempo), in ogni caso è una riflessione a mio avviso molto stimolante. Andando oltre però ho trovato almeno un’altra differenza apprezzabile per distinguere la mei di Oya Tadatsuna da quella di Ikkanshi Tadatsuna: il carattere AWA di Awataguchi. Nella prima generazione il secondo dei 2 atari verticali resta sempre dritto o poco curvato, mentre nella seconda generazione è sempre molto curvato se non proprio a formare un angolo netto di 90°. shodai: nidai: Perfino nelle mei dove l’attribuzione è più difficoltosa si può trovare questo colpo di atari inciso chiaramente in un modo o nell’altro. La seguente è la mei di una lama nbthk tokubetsu hozon con ogni probabilità del primo nidai. Ciò che fa propendere per una attribuzione a Ikkanshi non è solo l’insieme delle caratteristiche della lama, che seguono nel suo esordio quelle del padre, e il metodo di incisione della mei (con i ben distinguibili colpi singoli del tagane spesso), ma anche il fatto che sebbene il carattere TADA non presenti ancora quella che sarà più avanti una decisa asimmetria, il carattere AWA presenta già lo stile unico della seconda generazione, che abbiamo appena visto: Buone ricerche e buoni confronti
    • Restando nel periodo Heian questa dovrebbe essere una delle quattro spade esistenti realizzate da questo forgiatore, Kuninaga, la famosa Tsurumaru tachi.   La foto, come il resto della storia potrete leggervela qua.. https://japaneseswordlegends.wordpress.com/2015/10/01/the-tsurumaru-kuninaga/   Perso durante la epica guerra di Kouan contro i mongoli, nel 1281, famosa perché l’invasione mongola fu respinta dai valorosi combattenti giapponesi nella baia di Hakata, massicciamente fortificata per l’occasione da mura spesse e alte, aiutati a respingere la massiccia presenza di navi e soldati da un loro valido alleato.. Kaze che con un bel tifone spense, per la seconda volta e a distanza di pochi anni, le mire espansionistiche di Kublai Kan, nipote del famoso Gengis. Tempo dopo fu dopo ritrovata da Hōjō Tokisada. Durante il periodo Momoyama, passò nelle mani di Oda Nobunaga che lo concesse a Mimaki Kambei. A quel punto, la storia della spada era sconosciuta e qualche tempo dopo, il nipote di Kambei, Sokai, fece esaminare da Honami Koutoku, che sentenziò che si trattava della Tsurumaru. Immediatamente si sparse la voce che una leggendaria spada era stata trovata.   Controverse notizie seguono i vari passaggi di custodia, e pare che nel 1703 arrivò (o ritornò) nella mani del clan Date..  (sapete nulla riguardo ?  incluse alcune modifiche apportate.. che, a leggere alcune notizie riportate da Sesko, sembrano aver interessato i fornimenti e forse un "mon"..) La Tsusumaru nel 1876 (o nel '77) vien presentata presentata all'imperatore Meiji.
    • Ciao Beta, direi di non tradurre in inglese il termine Meibutsu, usiamolo così com'è. Come hai anticipato esistono due tipi di Kyōhō Meibutsuchō (享保名物帳, "genealogia di cose famose dell'era Kyōhō") :   Tipo A: ogni descrizione delle lame è breve e concisa. Il volume inizia dal tantō "Atushi-Toshiro" 厚藤四郎 (Awataguchi Yoshimitsu). - non con "Atsuto Shiro" citato da Beta. Questo tipo di Meibutsuchō è un volume unico (per quanto ne so non sono presenti oshigata), presenta 236 lame (158 + 78 perse a causa di incendi = 236). Questa versione fu presentata da Hon'ami a Tokugawa Yoshimune nel 1719. -------------- Tipo B: La descrizione inizia dal tantō  "Hirano Toshiro" 平野藤四郎 (Awataguchi Yoshimitsu). Questo Meibutsuchō fu ritoccato alla fine del periodo Edo dagli Hon'ami. Era la prima volta che altri oggetti oltre agli utensili da tè, lavori in lacca, dipinti e ceramiche venivano elencati come Meibutsu; le lame riconosciute come tali sono descritte in tre volumi e in appendice - sono 248 lame (168 + 80 perse a causa di incendi = 248) e 25 aggiuntive. 1. (上) 68 lame dei Sansaku 三 作 ("tre [i più grandi] creatori") Yoshimitsu 吉光 (Tōshirō 藤四郎), Masamune 正宗 e Yoshihiro 義弘 (Gō 郷), 2. (中) 100 lame di altri fabbri 3. (下) 80 Yakemi 焼身 (lame che hanno perso il loro hamon a causa dell'esposizione al fuoco), e 4. (追記) 25 lame aggiuntive. Tutte le lame nel Meibutsuchō sono state prodotte non più tardi del periodo Nambokuchō, e solo un centinaio di esse esistono ancora oggi.     I Meibutsuchō pubblicati disponibili sono solo di tipo B fino ad oggi: [Zusetsu Tōken Meibutsuchō , 刀剣名物帳] di Tsujimoto Tadao (辻本直男) 1970 - (contiene le lame del Tōken Meibutsuchō ed alcune altre) con descrizioni in giapponese moderno e oshigata della maggior parte delle lame. (https://www.japaneseswordbooksandtsuba.com/store/books/b703-zusetsu-token-meibutsu-cho-tsujimoto-tadao) [Shochu Tōken Meibutsuchō] di Uko Inji 1919. [Tōken Meibutsuchō] di Chuo token-kai 中央 刀 剣 会, 1926 e 1932.
    • Per completezza di informazioni.. riporto (e riporterò) spesso citazioni riferite al ”The Kyoho Speciality Book”  e, quindi, volevo condividere un paio di informazioni con chi ne sa meno di me.. (che è tutto dire.)) La parola "specialty" (traduzione sommaria di meibutsu) è stata usata da prima del Muromachi, ma il termine "Meibutsu" -(Meibutsu-chō  名物著  sarebbe "opera famosa")- riferito alle lame, si dice che sia stato usato durante l’epoca Kyoho (1716-1736) del periodo Edo, quando Yoshimune Tokugawa, l'ottavo shogun, prese sotto la sua ala protettiva, la famiglia Hon'ami. L’origine o le fonti son per me sempre incerte, ma pare che sia un qualche legame tra questo testo e un precedente elenco realizzato da Mitsutada III. ** Kyōhō Meibutsuchō..   è una raccolta delle spade di proprietà della famiglia dello Shogun e delle opere che la famiglia Hon'ami ha registrato per generazioni durante la lucidatura e la manutenzione, ricevendo l’ordine da Yoshimune.   **(..sul contenuto e sulle specifiche consiglio di leggere il post successivo, dove Francesco ci spega per bene di cosa si tratta )   Naturalmente, non tutte le famose spade di quel tempo sono conservate, e si narra anche che diversi Daimyo si rifiutarono di visonare o denunciare le lame in loro possesso, per non adirare lo Shogun o qualche solerte funzionario.      Tra storia e leggenda la strada è lunga.. partendo dalla sua sua origine, con Kusanagi, passando per la mitologia, come le spade Totsuka no Tsurugi e Futsunomitama, troviamo tra queste troviamo lame della famiglia dell'imperatore, come i Notsurugi e i Tsubokiri no Gyoken, e le spade associate ai signori della guerra Genpei.   Dal periodo Heian, la spada per il samurai è letteralmente un cimelio ed è stata tramandata di generazione in generazione come l'orgoglio o segno distintivo del samurai. Durante il periodo Muromachi, le spade presentate dallo shogun e dai “suoi servitori” generalmente venivano valutate in base alla firma incisa.   Ma dopo che la famiglia Hon'ami iniziò a farsi conoscere nella società per le loro capacità di valutazione della spada.. rammentando che la famiglia Hon'ami Kyudai Mitsunori serviva personaggi come Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu, e esaminò quelle famose spade con perizia e meticolosa intuizione, cambiando radicalmente l'approccio alla valutazione, intesa nel senso di attribuzioni ad una determinate epoca o scuola. Ancora oggi, le lame con indicazioni in color d'oro di sensei Kotoku sono chiamate "Kotoku Gokume" e le "Kotoku Inlays" e sono molto apprezzate. Tra le famose lame kotoku ci sono «Inabae» e «Masamune Nakatsugu» e «Heshikiri Hasebe». Tra l'altro, si dice che a Hon’ami Kotoku fu permesso di emettere origami, ma oggi origami realizzati da Kotoku non esistono..  Il più antico origami esistente è stato redatto e rilasciato dall’adolescente Hon’ami Komuro; mentre si trovano ancora ben conservati e custoditi gli origami pubblicati dagli adolescenti Mitsutada.. una discendenza di estimatori e conoscitori della spada in attività fino alla tredicesima generazione, ed ancora oggi molto apprezzati. Quello che è certo è che molte delle famose spade elencate nel Kyōhō Meibutsuchō sono andate perse.   questo viene descritto come "il sommario di una esposizione" mentre quello che segue viene descritto come una pagina del Kyoho Specialty Book (so che non ci sono lame, ma mi auguro che qualcuno lo trovi di un qualche interesse.) Ringrazio Francesco..
    • Ciao Davide, ho visto adesso le lame che hai postato e tutta la discussione seguita. In primis, non è facile avere in regalo tante lame così, a parte la Ietada (pare buona  nel senso firma buona), ma anche le altre non sono da buttare  sono tutte recuperabili. Ovviamente bisogna vederle dal vivo, ma così dalle foto non ho dubbi che si possa recuperarle. Mi pare di vedere anche un Tanto con mei Kane Sada. Speriamo di vederti ad un incontro I.N.T.K. sarebbe molto interessante. Saluti e congratulazioni per il bel regalo.
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Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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