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Sulla Qualità Delle Spade


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34 risposte a questa discussione

#1
Giuseppe Piva

Giuseppe Piva

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Prendo spunto da un argomento che è saltato fuori in un paio di altre discussioni, per aprire uno scambio di opinioni circa la questione della qualità delle spade.
E' stato detto che non bisogna sottovalutare le spade semplici, che ogni lama ha una sua dignità, eccetera. Questo, secondo me, è tutto vero; però non bisogna cadere nemmeno nella trappola di "idolatrare" eccessivamente una lama solo perchè è originale, perdendo per strada lo spirito critico che ci può aiutare a distinguere poi una lama appena decente da una davvero bella.
Innanzitutto non basta che una lama non abbia difetti per poter essere definita "di qualità". Come in ogni altra forma di arte o artigianato ci deve essere una valenza qualitativa estetica (e nelle spade anche funzionale) tale da "strabiliare" chi la osserva: forma, geometrie, hada, hamon, ecc ci danno insieme sensazioni di eleganza e di potenza, quando il fabbro ha fatto un buon lavoro. Una spada davvero bella ci deve lasciare senza fiato quando la teniamo in mano; non è sufficiente che abbia una buona politura, uno shirasaya nuovo e che non presenti dentellature! Certo, queste sensazioni possono variare da persona a persona, ma non bisogna tralasciare certi canoni di bellezza e qualità ben definiti. E' un pò come con il vino (paragone che abbiamo già tirato in ballo e che funziona benissimo): puoi non amare il Sassicaia per i più svariati motivi, e va benissimo, ma se poi lo metti sullo stesso piano del Tavernello per confrontarli, va meno bene...
Imparare quali sono questi canoni di bellezza e interiorizzarli deve far parte del nostro percorso formativo. Sono convinto che il modo migliore per imparare la qualità sia quello di vedere e maneggiare il maggior numero di spade belle, lasciando stare quelle considerabili mediocri. In questo modo l'occhio si affina e la sensibilità migliora: io è un percorso che ho fatto tempo fa sui dipinti antichi (vivevo nei musei...) e adesso sto facendo su netuske, lacche, spade, eccetera, e lo consiglio vivamente a tutti. Se ci si abitua alle cose mediocri non ci si accorgerà mai di avere davanti un capolavoro...
Penso sia meglio investire 2000 euro il libri e viaggi che non in una spada modesta!

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Giuseppe Piva
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#2
Kentozazen

Kentozazen

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Fondamentalmente mi trovi in accordo Giuseppe, soprattutto sul fatto che per capire le nihonto occorre vederne tante, e quando dico vederne non intendo dietro la teca di un museo, intendo proprio esaminarle dal vivo, molti particolari sono apprezzabili solo in questo modo. Essendo il tema assai vasto e complesso, a mio modo di vedere ci possono essere differenti approcci.
Dipende un po' dai motivi che spingono un appassionato. Per mia opinione personale la nihonto non è unicamente legata a criteri di giudizio artistici come un quadro per esempio, ma anche all'interesse storico.
Sì è vero che anche per un quadro ci sono valenze storiche, ma la spada era un oggetto d'uso, uno strumento che -oltre ad aver ispirato tanta espressione artistica- è stato protagonista degli eventi occorsi in mille anni di storia del più stupefacente paese di questo pianeta. La spada quindi è legata a filo doppio con numerosi aspetti, artistici, storici, culturali, sociali, ideologici e via discorrendo. Lo stesso fatto che una spada ,ovvero un'arma nella sua natura, sia allo stesso tempo strumento funzionale ed epressione artistica è cosa assai rara e quasi paradossale, già questo solo concetto ci allontana dal modo comune di intendere l'arte. Bijutsu token significa proprio spada d'arte; qualcuno potrebbe obiettare che anche in armi di altri luoghi ed altre epoche si potevano individuare talvolta tali connotati, per esempio che ne so, la spada di Napoleone tutta tempestata di diamanti con riccioli e fronzoli d'oro (sì lo so ho detto una bestialità ma è per fare un esempio) , tuttavia in Giappone ogni spada era bijutsu token, ogni forgiatore esprimeva la sua arte, quindi tutte le nihonto sono bijutsu token, la cosa ovviamente non vale per le spade dei soldati dell'esercito napoleonico.
Non credo si possa vedere la spada giapponese senza trascurare il contesto sociale in cui si sviluppa, alla spada erano legate scuole di combattimento e ad esse tecniche, filosofie e religioni. Nessun'altro oggetto può vantare legami così estesi e profondi con il proprio paese d'origine. Concetti come "anima della spada" sono la dimostrazione di quanto questo legame sia forte. Chi si avvicina alla nihonto non lo fa solo per la spada in sè, ma perchè nascosto in questo magnifico oggetto vi è la testimonianza e la vibrante energia della cultura marziale nipponica e poter indagare una nihonto significa anche indagare in quel mondo.
Come ultimo argomento tratto quello specificamente artistico; l'arte ed il gusto artistico sono opinabili nessuno negherà mai il valore di un picasso ma sappiamo benissimo che tanti artisti sono morti in miseria disprezzati da tutti, per poi scoprire a distanza di decenni che le loro opere erano capolavori incompresi dal valore inestimabile. Anche in questo caso cito le parole di Kenji Mishina che interrogato sul perchè scoraggiare la politura dilettantistica anche su pezzi malandati e di poco valore rispondeva che in fin dei conti sappiamo cosa vale oggi ma nessuno può assumersi la responsabilità di dire cosa varrà domani. Nell'arte poi lo sai , il valore di un oggetto è determinato unicamente dal prezzo che si è disposti a pagare per averlo. Al di là dei competententi giudizi dei maggiori eruditi in materia, una lama a mio parere deve stimolare chi la possiede e non i suoi amici intorno al caminetto. Sono pienamente daccordo con te sul fatto che esistano lame che meritano un valore di 20.000 euro e lame che meritino anche i 500.000, non sono daccordo sul fatto che non si possa scorgere una degna anzi a volte anche eccelsa capacità artististica in oggetti di minor valore, se così fosse la natura stessa della nihonto sarebbe da rimettere in discussione.
Ultimo la funzionalità, beh qui c'è poco da dire, come è vero che una Masamune è potentissima (e lo possiamo solo teorizzare sulla base delle tecniche di valutazione) è anche vero che alcune koa isshin sono state premiate per la struggente bellezza, per la grande funzionalità e per la eccelsa capacità di alcuni forgiatori nipponici di inizio secolo che , grazie a questo acciaio di Manciuria dalle fantastiche caratteristiche chimico fisiche, sono risciti a creare capolavori difficilmente distinguibili dalle koto senza ispezionarne il nakago, e su questo non solo valgono i testi ma posso garantirtelo pure io personalmente.
C'è solo una differenza che non va trascurata, di Koa Ishhin di quel genere ce ne saranno almeno 1000 al mondo , di Masamune molte molte meno :cry:
Ancora una volta l'esempio è stato banale ed esagerato per renderlo comprensibile a tutti , non potevo di certo paragonare Sukesada a Kaneuji ed ottenere lo stesso effetto; comunque ora sono io a domandare: una cosa vale perchè è bella oppure perchè è rara?

Tutto questo non per contraddire in toto quanto sostieni ci mancherebbe, "una lama deve lasciarti senza fiato" dici , condivido condivido totalmente , forse io resto senza fiato con poco o forse vedo cose che altri non vedono stà di fatto che di sti tempi con 2000 euro viaggi ben poco! :gocciolone:

Messaggio modificato da Kentozazen, 11 novembre 2005 - 20:03

Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

#3
Giuseppe Piva

Giuseppe Piva

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Sono d'accordo: non volevo legare il concetto di qualità al concetto di valore venale, dio me ne scampi! Se ho lasciato intendere questo me ne scuso. Nel mondo dei dipinti sono due cosi così scollegate da risultare talvolta imbarazzante, quindi non è proprio nel mio modo di pensare...

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Giuseppe Piva
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#4
Kentozazen

Kentozazen

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Sai io penso che se si va avanti magari molti di noi un giorno avranno una lama importante di cui essere orgogliosi ma penso modestamente che passo dopo passo fin lì si può arrivare. Io mi interesso di politura come sai e per il momento lavorare su lame di prezzo medio mi va bene, maggiore disponibilità e varietà mi permette di fare ogni volta nuove scoperte, credo che sia una cosa senza fine non si è mai arrivati. Un 'esperienza continua. Anche per questo dico che ogni lama ha il suo carattere e le sue cose da dire, me ne accorgo continuamente. :)
Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

#5
Ronin

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Posso intervenire???
ragazzi avete ragione entrambe!
secondo me il fatto è che non puoi apprezzare appieno la bellezza di un oggetto se prima non hai sviluppato una certa raffinatezza nel gusto.... nel senso, mi riferisco all'esempio di prima, chi "va a birra" difficilmente potrà apprezzare la complessa struttuta di un sassicaia o potrà coglierne solo degli aspetti parziali, invece potra apprezzare maggiormente qualcosa di più semplice, più vicino alla "propria sensibilità" in materia.
Ad esempio a me che ho una formazione scientifica i disegni della mia nipotina suscitano più sensazioni dei grandi quadri d'autore.. (forse un po esagerato ma rende l'idea)

scusate le divagazioni ma con altri esempi nonmi sarei spiegato altrettanto bene

#6
Kentozazen

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Una cosa è ormai certa e forse siamo stati noi qui del forum a scoprirla per primi: vino e spade van daccordo! Povero Gianfranco tante belle lame e beve Ferrarelle! :happytrema: Scherzo Gianfra. :ok:
Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

#7
Giuseppe Piva

Giuseppe Piva

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Ma si, io non penso mica di avere una posizione diversa da quella di Ken, infatti.
Stavo solo facendo delle considerazioni generali per metterci in guardia dal fare di tutta l'erba un fascio: le spade ci piacciono tutte, peró é bene che alcune ci piacciano piú di altre...

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Giuseppe Piva
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#8
Castelli Gianfranco

Castelli Gianfranco

    Shirojiro

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A dire il vero ogni 1-2 mesi un bicchierino lo bevo, di solito dopo una bella mangiata, ma poi sono molto allegro (mai ubriaco) per tutta la sera. Mai stato male, ma se normalmente dico cavolate pensate a quando sono brillo ! :happytrema:

Tornando al discorso di prima io faccio un esempio con i minerali (i cristalli), di cui ho un'esperienza di 30 anni e sono un discreto collezionista.
Come gli oggetti in questione i minerali sono opere (della natura in questo caso) uniche.
Quel cristallo, quel quadro, quella lama ce l'hai tu e nessun'altro.
La bellezza è soggettiva, ma il valore verrà dato dalla particolarità dell'oggetto, dal suo autore (nel caso di minerale la cava di provenienza) e dalla sua capacità di fare altre opere del genere e dalla difficoltà di reperire un oggetto simile a quello in questione.
Il valore verrà dato, e vale per tantissime altre cose, dall'insieme dei valori di questi 3 fattori:

1) fattura o caratteristica dell'oggetto (non ha un difetto)
2) capacità artistica dell'autore (ha lavorato ad alti livelli; quella cava ha dato pezzi bellissimi)
3) rarità dell'oggetto o di suoi simili (non vengono venduti, ce ne sono pochi, tutti li vogliono; la cava è esaurita)

Ci aggiungiamo ora la sensibilità artistica da parte di uno o più desiderosi di averlo (acquirenti), ed anche cosa rappresenta per queste persone (farei di tutto per averla perchè per me rappresenta .... ), ma questo è secondario anche se importante ad una valutazione generale del pezzo.

Gianfranco

#9
Ronin

Ronin
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certo che vino e spada sono affini.. come tutte le cose che hanno un'anima e una tradizione storica

ma dai Gianfranco, sei un collezionista di minerali, volevo fare lo steso esempio ma temevo di non essere capito, io sono geologo :ok:
.......vai a ferralelle :brooding: ???? cavolo l'acqua fa arrugginire il ferro, figurati cosa piu fare nello stomaco

#10
Budo

Budo

    Giuseppe

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Io non so se un giorno riuscirò ad possedere una spada "importante". Al momento ho tre lame (anzi da un pò 2 - Ken spero mi porti l'altra a Bologna) che comunque mi trasmettono molte emozioni. E sono un buon strumento di studio ed approfondimento sulle nihonto.
Navingando sul web si possono trovare degli autentici capolavori a dei prezzi decisamente alti ma che rispecchiano il loro valore.
Come dice Ken in "Giappone ogni spada era bijutsu token" ed esprimeva l'arte del suo forgiatore.
Sinceramente sono convinto che iniziare ad apprezzare le nihonto anche da lame "semplici" sia importante.
D'altra parte non si può avere tutto e subito (almeno per la maggior parte delle persone comuni) e quindi imparare ad capire le nihonto per poi riuscire a possedere qualche lama di particolare pregio farà apprezzare ancora di più gli sforzi fatti per ottenerla.
Anche io che ho una passione per le moto ho "dovuto" aspettare parecchi anni per avere quello che volevo, ma ne frattempo ho imparato ad apprezzarne altre di minor valore e mi sono goduto maggiormente l'agognato momento.
Budo
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Se c'è qualcosa che manca ai samurai, questa è la paura.

#11
Funboy

Funboy

    Fudo Myoo

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Io faccio un discorso forse un pò estremo lo so, però penso che in qualsiasi campo dell'estetica e delle senzazioni personali ogni regola, legge o qualsivoglia metro di giudizio decade o meglio deve decadere per forza.

Penso che avere la possiblità di osservare e conservare lame di prestigio affini l'occhio e migliori la conoscenza, però è anche vero che le persone normali non possono enache sognarsi di acquistare lame da 10.000 o 20.000 euro, ne adesso ne probabilmente mai, quindi non vedo perchè non sia corretto avere tra le mani un oggetto di minor valore commeciale o di finiture di minor pregio e difficoltà costruttive ma comunque con un grande valore storico ed emotivo.

Una lama che è accertato sia di periodo Edo o anche antecedente, ma magari mumei , con qualche kizu o senza montatura che uno può acquistare a un prezzo molto più basso e accessibile a tutti avrà comunque un grande valore, sarà sempre uscita dalle mani di un forgiatore tradizionale, in un periodo in cui fuori dal suo studio passeggiavano Samurai e Gaeshe, in cui l'Imperatore era discendente dagli Dei e che in cui un Ronin di passaggio l'avrebbe comprata scambiandola magari con un Kabuto.
Tutto questo le da un valore altissimo secondo me, ma per un appasionato e non per un collezionista, a volte anche distratto e di passaggio che magari vedrà centinaia di lame nella propria vita senza neanche distinguere un hamon da un altro, per tenerle esposte nel prorpio studio per farsi bello con gli amici o qualche donna.

Gli oggetti hanno un anima che si portano dietro per sempre, qualsiasi oggetto, figuriamoci una lama di spada con tutti i suoi significati che Ken ricordava, bella o brutta che sia, costosa o meno.

Penso.

Funboy

Messaggio modificato da Funboy, 12 novembre 2005 - 10:58

Le parole possono ferire, il silenzio può guarire. Sapere quando è opportuno parlare e quando invece tacere è compito dei saggi.
La conoscenza può ostacolare, l'ignoranza liberare. Sapere quando è opportuno conoscere e quando ignorare è compito dei profeti.
La lama, indifferente a parole, silenzio, conoscenza o ignoranza, taglia in modo netto. Questo è il compito dei guerrieri.
(Suzume no Kumo)

#12
Giuseppe Piva

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Certo. Il percorso normalissimo per ogni collezionista prevede un inizio con pezzi abbastanza semplici che poi verranno sostituiti col passare del tempo, a mano a mano che il gusto si affina (e le possibilità economiche aumentano... :gocciolone: )

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Giuseppe Piva
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#13
Castelli Gianfranco

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Preciso che un collezionista e non un raccoglitore di oggetti è un appassionato di quel genere.
Un vero collezionista avrà sempre accanto ai pezzi di valore diversi pezzi anche scadentissimi come qualità, ma che hanno per lui un significato importante.
Sia perchè appartengono all'inizio della collezione, sia perchè gli hanno saputo trasmettere una sensazione particolare o perchè appartenevano o gli sono stati regalati da qualcuno per lui importante.

Io nelle 9 vetrine di minerali che ho ho pezzi molto belli e pregiati e pezzi che hanno le caratteristiche che ho detto. Diversi trovati da me, di scarso valore, ma da cui non mi separerei mai.

Colleziono anche registratori Geloso, ebbene ne ho uno che apparteneva ad un mio amico scomparso, con una bobina incisa da lui, e questo sarà invendibile per me.

Alcune lame che rispetto a Tadayoshi o a Sa Yukide sarebbero (perdonate l'esempio) coltelli da cucina, per me sono già diventate incedibili perchè mi trasmettono sempre l'emozione che ho provato quando ne sono venuto in possesso.

Tutti discorsi che fate anche Voi ...

Gianfranco :fiori:

PS Ho svaligiato un fioraio ultimamente :hehe:

#14
Giuseppe Piva

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Certo. Peró questo non accade con tutti i pezzi di una collezione. Anche tu - mi sembra - stai passando una fase dove decidi di vendere due o tre lame cui non tieni in maniera particolare per magari prenderne una sola ma che ti piace tre volte di piú! E questo é un iter assolutamente tipico...

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Giuseppe Piva
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#15
Simone Di Franco

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    YamaArashi

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Opps, sono arrivato in ritardo su questa bellissima discussione...

Io la vedo un pò come Fun... la vita passata delle lame, pensare che sono nate secoli fa e sono ancora perfette e pensare che sono state forgiate a mano quando non esistevano neanche gli altiforni, come oggetti di arte, cultura, status simbol assoluti, armi perfette.

Mediterei anche sul valore simbolico della forma della spada: un semplice prolungamento di un braccio, una retta, la forma forse più semplice che l'uomo possa pensare e che fin dall'alba dei tempi l'uomo usa per sconfiggere il suo nemico.

Personalmente ho scelto la mia katana esclusivamente sotto l'aspetto di affinità con me, nel suo hamon ci sono le onde del mare che scorrono regolari come nel mio spirito. Quando la impugno sento il dolce peso di una vecchia compagna che si muove scivolando nell'aria sulla scia del mio corpo.
E' una spada di basso livello, malandata e non particolarmente di valore, ma non la venderò mai. La lascerò in eredità ai miei figli come simbolo di quello che sono.
Non credo che una lama di valore più alto mi possa regalare sensazioni più alte.

Sono invece perfettamente daccordo con Giuseppe sotto l'aspetto dell'elevarsi sotto l'aspetto di valutazione tecnica, valutare lame di gran pregio è il modo migliore per saper riconoscere le caratteristiche fondamentali del valore di una lama.
Quindi su uno aspira a diventare un ottimo valutatore di lame, così come di opere d'arte in generale, deve aver la possibilità di visionare il maggior numero possibile di capolavori e pezzi di gran pregio.



#16
Kentozazen

Kentozazen

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Se le spade di basso livello fossero tutte come la tua... sai che bello.
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#17
Masahiro Hamano

Masahiro Hamano
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Questa è una bellissima discussione, utile poichè ognuno descrive il proprio "Io" in merito.
Io sono d'accordo con Funboy e Yama.
Per come la vedo io, l'unica "Vera" ricchezza che una Nihonto possa avere è la sua storia.
Una Nihonto ha la bellezza e unicità di un sasso, se si pensa che quell'oggetto, come ogni granello di polvere che respiriamo ha una storia tutta sua.. nel caso della spada - una storia che Inizia dalla formazione di quel Minerale cui è composta, nelle profondità della terra, all'ultimo secondo che stiamo leggendo questa ultima frase che ho scritto.
Secoli di avventure, di scontri, di emozioni.. di Viaggi senza fine.
Un oceano è ben misero in confronto all'anima di una Spada.
Dopotutto non è questo l'Universo? Lo spirito dello Zen in ogni nuvola ed onda?

#18
yatoshiAmenutsu

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Masahiro, non potevo spiegarlo meglio!!! sono assolutamente dacordo, in questi giorni ho fatto un incontro con delle persone praticanti Zen da molto più tempo di me, la tua riflessione esprime veramente quello che si prova... in oltre la spada si, è proprio tutto questo, dalla meravigliosa storia della costruzione, alle sue esperienze durante chissà quali avveture...
E' per questo che reputo molto importante avere consapevolezza dell'oggetto che si custodisce, per rispetto ma anche perchè altrimenti non se ne potrebbe apprezzare il valore.
Quello che sto inseguendo, non è una Nihonto da metter li, ma una lama la cui storia in parte è conosciuta, dimostrabile attraverso la storia.... per questo per molto tempo non ne avrò una e forse mai, ma nel frattempo avrò studiato molte cose inmportanti...Immagine inserita



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