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getsunomichi

getsunomichi

Registrazione 24 giu 2011
Offline Ultima Attività Oggi, 06:50

Nella discussione:Letture per l'estate

09 settembre 2019 - 08:32

La domanda di Luca è lecita.
Ricordo che questo argomento fu proprio motivo specifico di una telefonata avvenuta fra me e Massimo.
Cè davvero molta confusione.

La mia era comunque una risposta allargata, tesa a rassicurare anche chi riporta o traduce parti di testi pubblicati è regolarmente in vendita.
Aggiungi tuttavia un elemento importante che, pur non avendo valore legale, fa la differenza.

Fin dal suo esordio, il primo fine del web fu quello rendere fluido il contenuto di pubblicazioni fra addetti ai lavori.
Trattandosi di informazioni scientifiche, ai tempi, non ci si preoccupava del diritto di autore.
Dava tuttavia parecchio fastidio che qualcuno passasse come suo, quanto scoperto e pubblicato da altri.
Nacque così la Netiquette, L'etichetta da osservare in rete, che arrivò anche ad una sua formalizzazione scritta (abbastanza estemporanea).
Questa prevede, tra altri temi importanti, che ogni ripubblicazione di informazioni sia fatta con l'autorizzazione dell'autore e citando la fonte.
Almeno la citazione della fonte, quando non è semplice avere una autorizzazione diretta e veloce di un autore che non si sa come raggiungere, è fondamentale.
Grazie Beta per avercelo ricordato.

Nella discussione:Letture per l'estate

08 settembre 2019 - 11:29

Cè da anni molta discussione in materia, che si allarga anche al comparto musica e video (o comunque dove si configura una proprietà intellettuale). Oggi, specialmente dopo l'entrata in vigore delle normative GDPR, l'attenzione si è allargata anche alle basi dati.
L'interpretazione legislativa non è proprio immediata e gli autori ed editori, in un primo tempo molto rigidi, hanno ora preso una linea più morbida, capendo che internet può girarsi a loro favore, proprio in termini di diffusione pubblicitaria dei loro prodotti e servizi.

Come ho già spiegato su queste pagine, si tende a considerare "uso privato", e pertanto tollerato, tutto ciò che esula dal business.
Cioè che non comporta fatturato o comunque scambio di denaro.
Vale a dire che se acquisto un libro e desidero farmene una copia di backup, ne ho diritto.
Se poi quel disco lo passo ad un amico, non mi metteranno in prigione per questo, ne mi bolleranno per "pirata informatico".

Se invece all'amico quel disco lo vendo.
Oppure, forme analoghe del tipo "ti do accesso a quel disco di dati se mi paghi un servizio di consultazione documenti" o un'iscrizione ad un gruppo di "amici del disco", si configura comunque un business.
Cè quindi un guadagno economico, un giro di soldi cui il possessore della proprietà intellettuale deve partecipare nei modi previsti dai contratti e dalle leggi che regolano la materia.

A questi episodi del secondo tipo, la guardia di Finanza tende a prestare invece più attenzione.
L'illecito è in questo caso meglio definito, in quanto stai effettivamente ricavando del denaro dal lavoro intellettuale altrui, senza averne il permesso dell'autore o comunque diritto contrattuale per farlo.
In ambito musica e film, ci sono addirittura precisi diritti e tariffari SIAE che devono essere dichiarati in anticipo e corrisposti in seguito. Qui cè maggior attenzione, perché di un brano di musica suonato è meno semplice tenere tracciatura storica e provare l'illecito guadagno.

Ciò vale per tutti i testi o anche solo parti di testo che qui, come altrove, vengono continuamente riportati o tradotti.
Per le immagini e le foto il discorso è invece ancora più vago è difficile.

Per farla breve, credo non facciate nessuna fatica a capire come forum come questo siano considerati generalmente "manna" per l'editoria anziché "covo di pirati".
😂😂😂

Nella discussione:Azz.. era il 27

31 agosto 2019 - 19:36

Beh, mi unisco agli auguri con il debito ritardo.

Nella discussione:Lame rubate da collezionista italiano

28 agosto 2019 - 23:53

Tutto è possibile, anche se ho il sospetto che non siano state trafugate per affettare l'anguria augustina.
Comunque teniamo gli occhi aperti sui forum e sui siti degli antiquari.

Nella discussione:La scuola Dotanuki: alcune riflessioni

17 agosto 2019 - 23:40

Mi sono riletto il pezzettino di Nagayama è devo rivedere ciò che ho detto.
Il passaggio a seguito delle guerre Mongole fu esattamente al contrario di quanto avevo detto, da midare a suguha.
Proprio come ha corretto Enrico.
Per quanto riguarda la fisica dei materiali e la struttura della materia, cè ovviamente un motivo per cui avevo inteso diversamente.
Si tratta dello stesso per cui i Kaji piegano l'acciaio prima in un senso e poi nell'altro.
Un azione che, come si immagina facilmente, non vede nella retta la struttura massimamente resistente, specie quando si considerano urti che non arrivano sempre nelle direzioni previste. A ben vedere, una caratteristica che viene confermata da sugata che raramente sono perfettamente rettilinei. La struttura curva scarica il peso su un arco, favorendo al contempo una miglior azione di taglio.
Se però Pingitore ha detto diversamente, non sarò io a contraddirlo.

Grazie Gian per l'interessante integrazione.
Mi rendo conto che il mio breve intervento poteva sembrare un invito ad ignorare la storia.
Una cosa che è invece lontanissima dal mio pensiero.
Ciò che volevo mettere in risalto è la molteplicità delle motivazioni volte a creare, acquistare, portare una lama. Il suo utilizzo è perciò solo parte di questi motivi.
L'esempio migliore siamo noi, che con queste spade non taglieremo mai niente.