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Il possesso e la coltivazione


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23 risposte a questa discussione

#19
betadine

betadine
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... bella domanda Klaus.

 

La distanza è il limite... potrei anche definirlo "per buona parte"... ebbene si, manca sempre una parte, perchè poi scatta "una certa convenienza" che potrei anche definire, malamente, istinto di sopravvivenza.

Ammiro gli uomini di fede, nel senso più ampio che si possa immaginare, che siano missionari o monaci buddisti o hare kishna o qualunque altra pratica che porti ad una grande rinuncia.

 

Parlo per me.. (banale affermazione, ovvimante, non potrei altrimenti, il che esclude che io sia un kami o un santone o uomo di fede...)

Cerco di seguire una retta via e cerco di tornarci quando faccio delle belle deviazioni.

 

Credo che in oriente alcune "pratiche" siano più estese (e non semplicemente più manifeste) e probabilmente anche non solo in oriente, ma in tutti quei paesi dove la tradizione è ancora molto forte, come in alcuni ambiti rurali africani o del sud america o della grande e variegata CIna (son quelli che conosco meglio) dove la vita sembra avere un valore maggiore.. forse perchè conoscono molto da vicino la morte e tutto viene vissuto con più serenità, giorno dopo giorno senza tanta enfasi o grandi programmi, che non vuol dire rinunciare alla speranza di un miglior futuro, ma talvolta basta contare il tempo in minuti e secondi per notare meglio quello che stiamo vivendo.. il bello che ci pervade.... E' una questione di intensità. 

(meglio definirla qualità.. ma ci siam capiti.. e senza troppi schemi prefissati potremo non precluderci virate sconosciute)


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.


#20
getsunomichi

getsunomichi
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  • Milano no kuni jū
Una volta Tanzan ed Ekido camminavano insieme per una strada fangosa. Pioveva ancora a dirotto.
Dopo una curva, incontrarono una bella ragazza, in chimono e sciarpa di seta, che non poteva attraversare la strada.
«Vieni, ragazza,» disse subito Tanzan. Poi la prese in braccio e la portò oltre le pozzanghere.
Ekido non disse nulla finché quella sera non ebbero raggiunto un tempio dove passare la notte. Allora non poté più trattenersi. «Noi monaci non avviciniamo le donne» disse a Tanzan «e meno che meno quelle giovani e carine. È pericoloso. Perché lhai fatto?».
«Io quella ragazza lho lasciata laggiù» disse Tanzan. «Tu la stai ancora portando con te?»

Come vedi, Klaus, la distanza dipende da noi è non dalla latitudine e longitudine.
😂😂😂
月の道

#21
Klaus

Klaus
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Scritture di saggezza e di normazione etica e civile...
Si può giudicare un paese solo sulla loro base?

Voglio dire... le nostre scritture di saggezza e di normazione sono il Vangelo e i codici...

Se un giapponese leggesse solo quelle... penserebbe che in Occidente si perdonano le donne adultere, si ama il proprio nemico e tutti pagano i propri debiti..
Ci ammirerebbe per la nostra sovrumana lealtà e correttezza...
Ma la realtà è diversa..
Non credete? Forse tenderebbe ad idealizzarci...

Il Giappone è quello dei saggi che predicano il rispetto della natura o piuttosto è il teatro di alcuni dei più tragici disastri ecologici del 20° secolo, schiacciato dall'inquinamento record e dall'indifferenza nei confronti dell'estinzione di specie rare?

#22
betadine

betadine
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  • Marte no kuni jū

boh'?!!!

 

un giapponese che mi conosce sa che perdono le donne adultere, che amo il mio nemico (avrà avuto le sue buone ragioni, perchè odiarlo..anche se ora è morto) e non faccio debiti.

Parlo per me, ovviamente... non posso parlare per gli altri (giapponesi compresi... pensa che un tale di Kobe, malgrado entusiasta per la sua nuova casa, mi ha regalato una waki di Bugei, Ca)... quindi ...

 

 

(chepoil'italicopopolosiamoltobravoasparlarsiaddossoèun'altracosa)


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.


#23
Klaus

Klaus
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  • Roma no kuni jū
Quel che penso... è che da sempre l'uomo ha avuto la tendenza a dire:"la perfezione non è di questo mondo" e si è messo ad immaginare mondi e condizioni perfetti, caratterizzati da armonia, giustizia, uguaglianza e lealtà, senza il minimo sforzo... l'Eden, Atlantide, l'Eldorado... il buon selvaggio, i pellerossa, le civiltà precolombiane... l'India.. il Giappone...
Tanta realtà idealizzate... ma quanto realistiche?

#24
betadine

betadine
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  • Marte no kuni jū

bah.. io credo che le risposte siano già state scritte in questa discussione..

 

"il piacere non è nel possesso, ma nella coltivazione".

e

E' da piu' di venti anni che provo a coltivare ... con svariate delusioni, ma è un percorso normale!

 

 

 

Certo che l'essere umano è perfettibile, ma meglio così. .. è nella contraddizione la crescita-evoluzione.

"sai che palle se Adamo non mangiava la mela ed Eva raccoglieva solo fiori.. stavamo tutti gioiosi ad un tavolino a sorseggiare the e giocare a burraco."

Con un pò di variabili c'è più gusto.

 

 

 

(p.s.  e il concetto di Giappone che hai aggiunto dopo, mi pare molto calzante con quanto sopra esposto.)


Messaggio modificato da betadine, 07 giugno 2018 - 17:51

Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.





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