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G.Luca Venier

G.Luca Venier

Registrazione 29 gen 2011
Online Ultima Attività Oggi, 10:35

La scuola Dotanuki: alcune riflessioni

01 agosto 2019 - 22:22

A questa scuola si è accennato varie volte qui nel forum.

Per prima cosa è importante chiarire che il termine Dotanuki è un semplice toponimo, ossia il nome del villaggio in Higo in cui la scuola era attiva. Non ha altri significati.

In altri contesti, come quelli televisivi e cinematografici, il nome viene traslitterato con kanji diversi, a significare "la spada che taglia il torso", ma è solo un espediente romanzesco. Questa versione dei kanji non è riportata in alcun documento antico e tantomeno nelle mei delle spade.
Talvolta questa traslitterazione viene tirata in ballo anche dagli studiosi e appassionati occidentali (il più delle volte per errata informazione) ma, come detto, si tratta di invenzione letteraria.

Si dice che questa scuola sia la diretta discendenza della scuola Enju. Può darsi benissimo e non è mia intenzione mettere in discussione una tradizione secolare, più o meno accettata da tutti.
Posso peró affermare, avendo potuto esaminare da vicino alcune spade di entrambe le scuole, di non aver trovato alcuna somiglianza stilistica tra le ultime lame Enju e le prime Dotanuki. Tantomeno con le Enju del periodo migliore.
Anche le lame Dotanuki realizzate nel periodo Shinshinto non somigliano a Enju e sono perlopiù in stile Bizen, come peraltro già accade in quelle del periodo Muromachi.

Credo sia probabile che gli ultimi esponenti della scuola Enju, ormai in declino, possano essere confluiti naturalmente nella Dotanuki, poiché abitavano nella stessa area geografica. Da qui la discendenza.
Però, tecnicamente e stilisticamente parlando, sono spade diverse e le differenze sono piuttosto marcate.

Magari esisterà una paradigmatica Dotanuki che mostra la connessione con Enju ma, al momento, non sono riuscito a trovarla in nessun testo o museo o collezione privata. Forse la cosa migliore sarebbe contattare gli eredi di Kinnosuke Yorozuya e chiedere di poter vedere la collezione del padre !

Il momento di maggior successo di questa scuola è legato alla figura di Kato Kiyomasa che porterà con se alcuni spadai Dotanuki come armaioli sul campo, durante la sua vittoriosa campagna di Corea.

Durante il periodo Shinto non se ne sente più parlare, probabilmente perché il gusto della committenza è nel frattempo radicalmente cambiato e queste lame, un po rozze, hanno perso il loro appeal.

Comunque nel bakumatsu le lame Dotanuki tornano ad essere apprezzate per le qualità pratiche dimostrate sui capi di battaglia. Vi sono lame di quel periodo davvero notevoli, anche dal punto di vista estetico.

Una singolare particolarità della Dotanuki è il fatto di essersi guadagnata il titolo di wazamono globalmente come scuola e non (come di norma) a livello individuale. La notizia, vado a memoria, è riportata dal Fujishiro. Ma il dato è da verificare.

Tra le lame Dotanuki gli horimono sono molto rari.

Le mie impressioni personali ? Ho trovato le Dotanuki della fine del Muromachi un pò pesanti, sono generalmente spesse, ma non troppo lunghe; quindi non goffe nel maneggio ma neanche agilissime. Mi hanno dato la sensazione di essere un buon attrezzo, piuttosto che una buona spada (non riesco a spiegarlo meglio). Senza dubbio molto robuste e adatte ad un braccio altrettanto robusto. Probabilmente una buona scelta per stare sul campo lunghi periodi, senza troppi patemi di manutenzione e rotture inopportune, a patto di essere in grado di utilizzarle senza stancarsi presto.
Tagliano pure bene e danno un certo senso di rustico affidamento; del tipo, ci taglio la legna la sera e ci vado in battaglia al mattino..
E, tutto questo, senza spendere un capitale in ryo (mica tutti nascono kuge..).

Le Dotanuki dello Shinshinto sono diverse; possono mostrare un sugata anche molto elegante, seguendo il gusto del periodo che ama recuperare le forme delle lame classiche. La hada appare forgiata assai bene e in modo compatto, al contrario di quelle del Muromachi che mostrano a volte una grana del metallo un po grezza. La linea di tempra è spesso in stile Bizen e può esserci un midare utsuri ben visibile.
Sono stilisticamente più raffinate e apprezzabili, dal nostro punto di vista, tuttavia mantengono un aspetto di ottima praticità, soprattutto quelle realizzate dopo il 1850. In questo senso non vengono meno alla loro tradizione.