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Quando Il Sensei Dà I Numeri E Il Dojo Si Sfascia...


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51 risposte a questa discussione

#37
Dora

Dora
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  • milano no kuni jū
Ragazzi grazie a tutti riprendo a frequentare il Forum dopo tantissimo tempo. Ho cambiato stile uno affine a quello praticato dove c'è un clima tutto diverso, di testa e di cuore. Frequento un dojo affiliato a Higa Sensei, il mio istruttore è una persona totalmente opposta al primo. Lo stile è anche più "raffinato" di quello che avevo praticato. Ho cambiato l'anno scorso non ce la facevo più. Alle soglie del primo dan mi ha pesantemente insultata e poi ha ferito il mio uke.....ho ricominciato da capo con il Kyudokan e sono contenta. Non ho sentito più nessuno della mia vecchia scuola ma è meglio così! Grazie a tutti dei consigli alla fine li ho seguiti. Ah vado avanti anche nel katori sr.....

#38
Leonardo Buffa

Leonardo Buffa
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  • Biella no kuni jū
ho letto i vari messaggi di questo topic e vorrei portare il mio modesto contributo:
mi sono avvicinato al mondo delle Arti Marziali solo da pochi anni, pur avendo da sempre una grande passione... purtroppo in passato, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, non ho mai avuto modo di frequentare Scuole, quando si presentava l'occasione mi trovavo di fronte un "Maestro" ragazzino, esaltato e convinto di essere il detentore della verita' assoluta, seguito magari da una banda di ragazzini esaltati che avevano come unico desiderio interiore quello di imparare a picchiare presto e diventare "invincibili"...
potete quindi immaginare quale poteva essere l'insegnamento della Via in scuole come queste...
questa filosofia temo abbia animato tutte queste "arti" (che non scrivo nemmeno in maiuscolo perche' tali non le reputo) che sono andate tanto di moda come full contact et similia, per lo meno nella mia citta'.
pochi anni fa invece ho deciso che (all'eta' di 35 anni) ero finalmente maturo per cercare un'Arte Marziale e mi sono orientato verso l'Aikido, nella mia citta' ci sono ben due Dojo dove si studia questa Arte e ho visitato il primo, incontrando il mio attuale Maestro.
Innanzitutto mi sono trovato di fronte una persona di quasi sessanta anni (ora ha questa eta'), calma, pacata, sorridente, con la capacita' di trasmettere qualcosa di profondo anche solo guardandoti... ho sentito che questo sarebbe stato il mio Maestro e gli ho chiesto il permesso di frequentare il suo Dojo.
lui mi ha risposto: guarda che l'Aikido e' un percorso lungo, ci vogliono anni e anni di lavoro...
io gli ho risposto che non avevo fretta, ma che desideravo imparare, e cosi' e' diventato il mio Maestro.
Lui e' una grande persona ed e' come un padre per tutti coloro che frequentano il suo Dojo, severo sicuramente, ma si sa far amare perche' la Via che insegna e' davvero ispirata e in linea con i piu' antichi e nobili principi.
Quind i amo pensare che se solo a quell'eta' ho trovato questa Scuola e questo Maestro e' perche' cosi' doveva avvenire affinche' trovassi davvero qualcuno che mi insegnasse il Do che desideravo dal profondo.

武士に二言無し


#39
nikon

nikon
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  • vercelli no kuni jū
... per contro trovi istruttori di ventisei anni ( ci scambiano sempre , visto che io ho trentanni di piu'!!!) che studiano veramente la Via e fanno di tutto per trasmettertela. Molti si fermano allo iai, la tecnica pura, noi cerchiamo di arrivare al do, alla via , alla crescita interiore. Esistono ancora insegnanti seri, nonostante l'eta'ed e' una grande speranza per le Arti Marziali ( questa volta con le maiuscole)
Giampiero

#40
yatoshiAmenutsu

yatoshiAmenutsu
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  • Genova no kuni jū
Gianpietro :ok:
Il pensiero sul non pensiero...

#41
Ares

Ares

    appena arrivato

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Ragazzi grazie a tutti riprendo a frequentare il Forum dopo tantissimo tempo. Ho cambiato stile uno affine a quello praticato dove c'è un clima tutto diverso, di testa e di cuore. Frequento un dojo affiliato a Higa Sensei, il mio istruttore è una persona totalmente opposta al primo. Lo stile è anche più "raffinato" di quello che avevo praticato. Ho cambiato l'anno scorso non ce la facevo più. Alle soglie del primo dan mi ha pesantemente insultata e poi ha ferito il mio uke.....ho ricominciato da capo con il Kyudokan e sono contenta. Non ho sentito più nessuno della mia vecchia scuola ma è meglio così! Grazie a tutti dei consigli alla fine li ho seguiti. Ah vado avanti anche nel katori sr.....


Devo farti i complimenti per questa discussione. Ciò che ti è capitato e successo anche a me molto tempo fa....questa discussione ha riaperto in me vecchie ferite, ma anche straordinari ricordi. Io ho praticato il Kyudokan per 11 anni raggiungendo livelli agonistici molto alti,( campionati italiani, gare internazionali, ....). Questo purtroppo ha fatto sì che il mi maestro, che comunque ancora rispetto, si esaltasse oltre misura imponendo allenamenti molto duri ed aumentandone la frequenza. In quel travagliato periodo ricordo che gli allenamenti erano finalizzati solo ed esclusivamente al miglioramento del kumitè. Un vero peccato dato che consideravo il mio maestro una persona in gamba.......Ho deciso quindi di concludere la mia carriera poco dopo il raggiungimento del primo dan. Concludo dicendo che nel periodo in cui me ne andai, molti altri mi seguirono poco dopo (ed erano molto bravi).
Non mi ci è voluto poco tempo per superare questa delusione....e ancora oggi nonostante la passione per le arti marziali sia ancora forte, diffido nel tornare in un dojo. In questo momento sto vagliando quindi altre discipline, anche non strettamente legate al Giappone......si vedrà!!!:numerouno:

#42
kiyosada

kiyosada
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  • genova no kuni jū
Spesso essere maestro impone l'atteggiamento meno comprensibile dagli allievi.
Potresti vagliare l'ipotesi di diventere maestro, così riusciresti a capire meglio le sue scelte e magari invece di portare ferite riusciresti a ricordare e sorridere.... :) Io dopo anni sono diventato maestro, la visione del Dojo si ribalta e ti assicuro che oltre alla grande responsabilità hai la possibilità di cambiare la vita di alcune persone, ma senza presunzione, tu dai la possibilità..... e loro fanno il resto! Un saluto... non mollare!
Due mani che applaudono producono un suono, ma quale è il suono di una mano sola?.......

#43
Dora

Dora
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  • milano no kuni jū
Mi dispiace Ares che sia capitato proprio nella mia attuale scuola! In ogni caso sono cose che possono succedere ovunque. Nel mio caso attuale specifico siamo tutti adulti (tranne un ragazzo di 14 anni) che hanno superato la quarantina e quindi l'agonismo....non c'è!Si fa combattimento molto controllato. Mi rendo conto, confrontandomi anche su altri forum, che molto dipende anche dalla composizione del dojo.

#44
te-do

te-do
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  • Treviso (provincia) no kuni jū

Mi dispiace Ares che sia capitato proprio nella mia attuale scuola! In ogni caso sono cose che possono succedere ovunque. Nel mio caso attuale specifico siamo tutti adulti (tranne un ragazzo di 14 anni) che hanno superato la quarantina e quindi l'agonismo....non c'è!Si fa combattimento molto controllato. Mi rendo conto, confrontandomi anche su altri forum, che molto dipende anche dalla composizione del dojo.


I problemi che capitano oggi nei "Dojo" non sono casuali e tanto meno imprevedibili. Questa situazione trae origine dalla grande ambiguità che circonda il mondo delle arti marziali. Chi è il maestro ? Quale sapere si cela dentro questo ruolo? Che spazi di libertà "potere" dispone? In una società piramidale è ovvia la distinzione di casta e i ruoli sono chiari. Tutto questo cambia radicalmente se viene meno la struttura sociale e nello specifico ambiguo se questo sistema si cala nella nostra società. Chi è il maestro? Oggi un tale che è riconosciuto con diploma in un ente sportivo o federazione , si avvale spesso di corsi presso il CONI o di stage presso persone che conosce solo di nome o con le quali si è fatto fotografare e ha pagato iscrizione ed esame , quota mensile , per il dan ecc.... Quale sapere si cela dentro questo ruolo? Il sapere è quando va bene tecnico , questo sapere si può acquisire in poco tempo 5-10 anni. L'ambiguità più grande sta nel utilizzare spesso una condotta atta a far supporre una conoscenza superiore , che permette ai più furbi di prendersi delle libertà altrimenti impensabili. Per lo sport si scelgono le società , per le arti marziali i maestri questa differenza è abissale e si presta a speculazioni.
questa è la mia esperienza Immagine inserita

#45
mauri

mauri

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  • Toscana no kuni jū
Che cosa cerca una persona che entra in un Dojo?
Un ambiente da palestra, un luogo per incontrare nuovi amici o comunque persone che hanno le tue stesse preferenze nello sport.
Uno spazio chiuso dove confrontarsi con gli altri per superare le proprie paure e magari imparare a difendersi contro eventuali aggressioni.
Un posto dove dimostrare la propria bravura e capacità incrementando allenamenti in funzione di eventuali gare.
Ma siamo proprio sicuri che tutto questo sia un Dojo e non altro?
Un Dojo è disciplina, che è capire ed accettare delle regole che sono state tramandate a cui ci sottomettiamo per poter accedere ad una conoscenza che senza di queste regole diviene e si mantiene sport solo sport.
Senza voler denigrare lo sport in un Dojo si dovrebbe forse apprendere quello che ne fa la differenza.
In una concezione tradizionale del Sapere è il Maestro che fa da ponte a ciò che vorremmo apprendere.
Siamo in grado di riconoscere un Maestro?

Se si, cosa sono tutti questi dubbi.

"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

Ernst Jünger


#46
te-do

te-do
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  • Treviso (provincia) no kuni jū

Che cosa cerca una persona che entra in un Dojo?
Un ambiente da palestra, un luogo per incontrare nuovi amici o comunque persone che hanno le tue stesse preferenze nello sport.
Uno spazio chiuso dove confrontarsi con gli altri per superare le proprie paure e magari imparare a difendersi contro eventuali aggressioni.
Un posto dove dimostrare la propria bravura e capacità incrementando allenamenti in funzione di eventuali gare.
Ma siamo proprio sicuri che tutto questo sia un Dojo e non altro?
Un Dojo è disciplina, che è capire ed accettare delle regole che sono state tramandate a cui ci sottomettiamo per poter accedere ad una conoscenza che senza di queste regole diviene e si mantiene sport solo sport.
Senza voler denigrare lo sport in un Dojo si dovrebbe forse apprendere quello che ne fa la differenza.
In una concezione tradizionale del Sapere è il Maestro che fa da ponte a ciò che vorremmo apprendere.
Siamo in grado di riconoscere un Maestro?

Se si, cosa sono tutti questi dubbi.


Siamo in grado di riconoscere i nostri desideri e le nostre propensioni . In un vero contesto marziale il miglioramento passa attraverso una comprensione profonda di noi stessi oltre i desideri che ci deviano dalla nostra natura.
Evocativo rispetto al senso "nuovo" delle arti marziali riporto due motti: "karatè per tutti ad ognuno il suo" , "Ogni cosa diversa da me è mio maestro" . Trovare il proprio SHISO è un evento raro e di estremo valore che viene riconosciuto in entrambi i ruoli e che contiene in se qualche cosa di sacro.

questo è altro livello di MAESTRO

#47
mauri

mauri

    Venator

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Come già affermato più volte non sono un praticante di Arti Marziali ma questi due motti che tu indichi mi lasciano alquanto perplesso, del primo sul karatè se preso alla lettera serve solo a dare la possibilità a tutti di praticare in questo caso anche ai più biechi fautori di risse da bar o discoteche, ma se fosse così non ci sarebbe da vantarsene, per la seconda è certamente bene essere aperti a tutte le nuove esperienze nell'allargare i propri orizzonti, ma i propri Maestri si scelgono ed in parte si è scelti.

E' come con gli Amici, tutti gli altri sono conoscenti.

"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

Ernst Jünger


#48
Pacifico

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Io credo che bisogna prendere atto che le arti marziali non sono più quelle praticate nell'antico Giappone e, per noi occidentali, con diversa cultura e abitudini di vita e comportamento, non sono nemmeno quelle praticate nel moderno Giappone. Tutto è molto relativo, i rapporti maestro - allievo sono occidentalizzati e modernizzati rispetto ai tempi del medioevo Giapponese, per cui occorre rapportarsi ad una filosofia attuale secondo il nostro modo di vedere le cose. In effetti noi troviamo il maestro ma è anche il maestro che trova noi praticanti. Io pratico ju jitsu da molti anni e credo che la voglia e l'interesse di "studiare" l'arte marziale sia alla base di tutto, unitamente al rispetto per il maestro e per i compagni di allenamento. Nel dojo sono tante le cose che succedono e che non sono sempre condivisibili, ma lo sforzo di adeguarsi e/o di parlarne costruttivamente con il maestro molte volte porta a limare i reciproci comportamenti. Anche io ho cambiato una volta palestra e mi sono trovato meglio migliorando anche la scuola di appartenenza, e la mia esperienza mi ha consentito di notare che qualche volta si incontrano persone tarate mentalemnte da evitare ma... per fortuna sono casi sporadici. Come nella vita tutto è possibile e bisogna trovare e digerire dei compromessi per portare avanti la nostra passione. Sono contento per Dora che ha trovato la sua pace ... come io sono contento del mio maestro ritenendo che sia la mia grossa fortuna.

#49
te-do

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Se dicessi che una spada cinese di forma "katana" è uguale ad una giapponese perchè: non siamo più nel medioevo ,siamo occidentali e poi bisogna adeguarsi ai tempi , cosa direste?
Perchè accettiamo questo stesso ragionamento per altri modi di fare arte ?
Forse usiamo le A.M. come nome esotico , come potremmo utilizzare una "shinken" per affettare il salame , non è una lama? non serve per tagliare?
Credo che la pittura abbia ancora un senso anche se la fotografia è un sistema più rapido per riprodurre i paesaggi o le persone.

#50
Pacifico

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Ho parlato con rammarico dei cambiamenti nelle arti marziali tra il vecchio e il nuovo Giappone e che nell'occidentalizzazione delle stesse i cambiamenti sono ancora più marcati, ma ciò è un dato di fatto inconfutabile. Il rapportarsi tra le vecchie e le nuove filosofie di pensiero delle arti marziali dipende soltanto da noi e dal nostro modo di vedere le cose e di tenerle nella debita considerazione. Dipende dalla nostra volontà e dal nostro interesse coltivare certi valori preservandone il decadimento dovuto anche e soprattutto dal diverso contesto in cui viviamo e dal tempo trascorso che indiscutibilmente ha influito negativamente. Anche nel Giappone sono tante le cose cambiate tra il medioevo e l'era moderna e non ci si può far nulla. Ritengo che l'amore che ognuno di noi può avere per le arti marziali e per la conservazione della filosofia del bushido possa rallentare gli ulteriori ed immancabili cambiamenti.
Per il resto il katana rimane il katana se risponde ai requisiti della tradizione, alrimenti potrà definirsi una replica se ne conserva determinati fattori estetici e di forma e non altro. Immagine inserita




#51
Gabriele

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Bel tema ha sollevato Dora e interessanti sono gli spunti che ne sono scaturiti.
Penso che parlare di AM sia sempre interessante perchè l'argomento contiene talmente
tante sfaccettature almeno quanti sono i partecipanti alla discussioni che le trattano.
Non penso ci sia ricchezza maggiore da quella che emerge dai vari punti di vista di ciascun partecipante.

In ogni caso per quanto mi riguarda trovare un buon Maestro(con la M maiuscola)
è una gran cosa. Ma avere la possibilità di continuare ad essere suo allievo nel
tempo, spesso, è una gran fortuna.

Dico questo perchè ne Noi ne Lui, essendo tutti uomini(e donne) e dunque tutti soggetti alla fallibilità insita nell'animo umano, saremo Mai uguali a quello che siamo stati oggi.
Forse è un pensiero fin troppo banale e scontato. Ma contiene una verità solida come la roccia. Tale verità dovrebbe sempre albergare in noi permettendoci di apprezzare quello che abbiamo oggi ma ricordandoci che comunque tutto è mutevole e a volte la colpa non è ascrivibille alla volotà di nessuno, Maestro compreso.

Giuro sul mio Onore di Cintura Nera; di Preservare anziché Distruggere; di Evitare lo scontro anziché Confrontarmi; di Confrontarmi anziché ricevere del Male; di fare del Male anziché Storpiare; di Storpiare anziché Uccidere; di Uccidere anziché di Morire; di Morire anziché disonorare la mia Cintura.


#52
Pacifico

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Quoto pienamente ciò che dici Gabriele, ottimo pensiero il tuo, l'importante è trovarsi bene ed apprezzare quello che oggi si ha e che un domani potremmo non avere. E si, Dora ha iniziato un discorso complesso proprio perché i punti di vista sono molteplici e determinati dalle proprie esperienze vissute. Trovo comunque un punto di interesse comune tendere alla conservazione delle tradizioni che però possono esser rese disponibili soltanto da chi ne possiede la conoscenza. La mancanza di ciò, e non tanto il rifiuto o il disinteresse per le stesse, determinano i cambiamenti che ho definito occidentalizzazioni delle arti marziali negli interventi che precedono. Tutto è relativo e di questo bisogna, purtroppo, prendere atto.




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