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il club dell' Ukiyo-e


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477 risposte a questa discussione

#469
betadine

betadine
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(anni orso sono, all'epoca dei nasi rotti, ho avuto il privilegio di frequentare il "Mas" maestro del Karate Kyokushinkaikan che, oltre a ricordarmi di.. quanto riportato nel "mio" secondo periodo - diceva sempre di non fermarsi mai alle apparenze, ma allo stesso tempo mai approfondire troppo, se non si è sicuri di esser pronti..

le "risposte" potrebbero esser fatali. )

 

 

File Allegati  Women inquisitive..TheAppearance of a Maid of the Tempo Era.jpg   644,84KB   0 Numero di downloads

Artist: Tsukioka Yoshitoshi

Title: 'Looks Curious', Mannerisms of a Senior Maid from the Tenpo Period

1888 - Edo, Tokyo Museum


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.


#470
getsunomichi

getsunomichi
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  • Milano no kuni jū
Un personaggio controverso, che parlava di filosofia e poi scendeva nelle arene a prendere a cazzotti i tori.
😂😂😂

Ha ragione, Beta.
Esiste un tempo per distruggere ed uno per costruire.
E per costruire bisogna predisporre fondamenta profonde il giusto.
Il giusto dipende dalle condizioni al contorno.
月の道

#471
betadine

betadine
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  • Marte no kuni jū

... in effetti. (probabilmente per quello affascinava il mio "contorto" pensiero... anche se.. la filosofia ci insegna anche a stare con i piedi per terra .. (). in questo caso tra filosofia, combattimento e una forzata ricerca della condizione)


In questo giorno di ricorrenza di un uomo e pittore a me molto caro, condivido con voi una bella citazione apparsa sul sito del Guggenheim Venice:
" L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è "
Buon 139simo, Paul Klee


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.


#472
betadine

betadine
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  • Marte no kuni jū

Parlavamo di Donne, in Horai, della vita disinteressata e della dolcezza di una donna.. appunto  (ed anche oggi casualmente era domenica)

.

Una donna con un samisen, accompagnata da un bambino di 7-8 anni si avvicinò alla mia casa per cantare.
Era vestita da contadina, con un fazzoletto azzurro annodato sulla testa.. era brutta, di una bruttezza naturale, per giunta acuita da un crudele attacco di vaiolo.
Il bambino teneva dei fogli su cui erano stampate le ballate.
Nel cortile di fronte a casa mia cominciarono a radunarsi i vicini, soprattutto giovani mamme e bambinaie con i bimbi sulla schiena, ma anche donne e uomini anziani, inkyo del vicinato ed anche jinrikisha, lasciando le loro postazioni agli angoli delle vie.
La donna si sedette sulla soglia, accordò il suo samisen, suonò una battuta di accompagnamento e un incantesimo calò sugli  astanti, che si guardarono a vicenda sorridendo di meraviglia.
Infatti da quelle labbra sfigurate sgorgò, increspandosi, un miracolo di voce, giovane, profonda, indicibilmente toccante nella sua penetrante dolcezza: donna o fata dei boschi?
Una voce mai udita.
Cantava solo come una contadina sa cantare, con ritmi vocali appresi forse dalle cicale da gli usignoli dei campi, con frazioni, semi frazioni e semi-semi frazioni di toni mai scritti nel linguaggio musicale dell’Occidente e mentre cantava gli ascoltatori cominciarono a piangere in silenzio, dentro di loro.
Non capivo il testo, ma sentii il dolore, la dolcezza e la pazienza della vita del Giappone passare con la sua voce nel mio cuore, cercando malinconicamente qualcosa che non c’era.
Poi un tratto mi accorsi la cantante era cieca.

 

La storia della canzone (triste) narrava di Tamayone e Takejiro, dell’amore di due ragazzi che non avrebbero mai potuto unire il loro sogno in quei tempi, che si promettevano di morire insieme, perché in questo mondo mai potrebbero essere marito e moglie, ma nel loro gesto avrebbero potuto restare insieme per sempre.

 

Ogni canzone, ogni melodia, ogni musica significano soltanto un’evoluzione dell'espressione primitiva del sentimento, di quel discorso non appreso di dolore e gioia o passione.. di cui i toni rappresentano le parole.

Per questo melodie che ci commuovono profondamente non significano nulla a orecchi giapponesi e viceversa, melodie che non ci toccano affatto, fanno appello alle emozioni di un popolo la cui vita spirituale è diversa dalla nostra, come il blu dal giallo.

Nella voce della cantante vi erano qualità capaci di toccare qualcosa di più grande della somma delle esperienze di una sola stirpe, qualcosa di vasto come la vita degli uomini, antico come la conoscenza del bene e del male.

Ciò che costituisce il fascino di una voce udita solo una volta non può appartenere a questa vita.
E’ di vite innumerevoli e dimenticate.

 

Certo è che non sono mai esistite due voci esattamente della stessa qualità; ma nell’espressione di un affetto, c’è una tenerezza timbrica comune alle miriadi di milioni di voci di tutta l’umanità.

La memoria ereditaria rende familiare anche a un neonato il significato di questo tono carezzevole. 
Dormono nelle celle più scure dei cuori stanchi e dei cervelli affannati, che in rari istanti trasaliscono all’eco di una voce che richiama il loro passato.

 

Così il canto di una donna cieca in questa città dell’estremo oriente può far rivivere anche in Occidente, e viceversa, emozioni più profonde dell’essere individuale, un pathos vago e muto di sofferenze dimenticate, gli impulsi amorosi sfocati di generazioni obliate.

Ecco .. quel sentire immaginando, gioie e dolori di un mondo forse mai visto, attraverso la purezza di un bambino.

 

samisen: strumento a corde della famiglia del liuto (o shamisen)

inkyo: pensionati (qua a quota 120)

jinrikisha: portatori di risciò (da noi detti NCC)

 

Il racconto è mio, ma l'ho fatto scrivere a Lefcadio Hearn e, forse, qualcuno potrebbe aggiungere qualcosa sulla passione nipponica per il melodramma :))

 

File Allegati  Shamisen.jpg   367,1KB   0 Numero di downloads

Artist: Kitagawa Utamaro
Title: Shamisen Player
Date: Originally in Edo era. This edition was made probably in the early 20th

 

 

Ora, con «questo», taglio gli ultimi fili, sgancio le crocette e mi ritiro.
Penso che abbiamo ri-esplorato una piccola, ma trasversale ed intensa parte di questo mondo fluttuante e, a me, resta poco da aggiungere.
Esco soddisfatto di questo cammino e, anche se credo che non riuscirò a raccoglierlo per Natale, confido sugli ultimi giorni di quest’anno maggiorenne del 2ndo millennio.
au revoir mes amis, a bien sûr.

Buon tutto a tutti

 

... e come direbbe Altura, mirando la stampa:

in quegli sguardi e in quella piccola mano che tocca il braccio è racchiuso tutto l'amore del mondo.

 

vvb


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#473
getsunomichi

getsunomichi
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  • Milano no kuni jū
Grazie Beta,
Grazie per quanto ci hai regalato in questo thread.
Per averci portato nel tuo mondo, fatto di arte, di cultura, di ironia, di intelligenza e di sentimenti.
Per averci chiesto di partecipare, forse non sempre alla tua altezza, a questo tuo divertissement facendo un po da sponda al tuo pensiero.
Buon Natale. 💫
月の道

#474
betadine

betadine
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  • Marte no kuni jū

COLPITO...  troppo facile, Maestro.  Troppo facile affondare un colpo su una vecchia cintura "sporca" più che nera. (perchè?)

(cercherò di stare attento con la risposta.. hai visto mai che un giorno decida di passare a fare il professionista e ti trovo ad un colloquio dall'altra parte della scrivania).

 

Noi tutti siamo burattini nelle mani del Caso, e il fatto di trovarci qua a parlar di arte tra le lame ne è riscontro.

Ma mi sento in parte artefice di questo Club (una buona parte); come già detto in altri templi, avevo, grazie a voi, ripreso tra le mani un vecchio lavoro sul mondo fluttuante e, nell'integrarlo e condividerlo, mi son assunto al ruolo di "presentatore", facendo una sorta di scaletta, impreziosita dai vostri interventi.. e anche se alla fine siam rimasti in due, mai l'ho vissuta come una sfida (dalla mia altezza), anzi, dal basso ho cercato di stendere un filo per ampliare la visione e regalarci nuove visioni, umane oltre che artistiche.

E questo filo, robusto e delicato allo stesso tempo, è sempre stato colorato e pronto a spezzarsi.. non cercavo una sponda comprimaria, nel senso di sciocca, ma una sponda complice, per ampliare il rimbalzo, la conoscenza e l'approfondimento, a partire dal mio.

In questi ultimi periodi però il rimbalzo è rimasto solo tra noi due e ho ritenuto che, se vogliamo, potremmo raccontarcelo seduti al tavolino di un bar della stazione o sul divano di casa tua e che, per salvaguardare il bel percorso fatto - si rischiava di far diventare questo Club una mera presentazione di stampe - ognuno di noi può trovarle nella propria rete.

Mi spiace che hai mollato "il controllo" e affondato il colpo sul riflesso della Luna, perchè io quel bagliore lo ammiro veramente, e non c'è mai stato contrasto nell'esprimere o difendere posizioni diverse... si sa che il riflesso dipende dalla superficie su cui si proietta, ma penso sempre che siamo legati allo stesso filo, eravamo già stati qua.

 

Forse ho ingigantito e mal colto l'ironia del tuo ultimo scritto... Capita anche questo.. ma sono acqua (e il riflesso talvolta si amplia).

 

Mi prendo il primo "grazie" ((e aspetto il post che ci racconta delle connesioni tra Lirica e Giappone) non penserai mica che evaporo così semplicemente).

.. almeno la chiudiamo in musica, in allegria.. Senza fretta e Buon Natale.

T'abbraccio


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#475
Walter Pozzecco

Walter Pozzecco
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Beta , Getsu, è un piacere seguirvi :arigatou:



#476
getsunomichi

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Non c'era ironia, amico mio.
È ciò penso davvero, dal cuore.

Questo tuo thread ha avuto cinquecento risposte e sedicimila lettori.
...E se qua e là cè stato un riflesso della pigra luna, lo si deve al sole che ha illuminato e scaldato con vigore e senza mai mollare queste ventisette pagine.
Sfido chiunque frequenti questo forum assiduamente a dirmi che non ha mai pensato "chissà cosa si sarà inventato questa sera Betadine? Quale stampa ci avrà proposto questa volta e cosa avrà voluto raccontarci?".

Talora questo mezzo si presta a qualche piccola incomprensione, specialmente se, per eccesso di umiltà o forse per qualche amarezza di troppo, non si ha la lucidità per riconoscere fino in fondo il ruolo attivo che si è svolto, producendo cultura.
月の道

#477
betadine

betadine
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allora... è l'altezza che mi ha inebriato.  Siamo qua tutti seduti in seiza, senza gradi, senza comprimari, tutti insieme attorno al fuoco, mediando sulla vita. (anche se al momento pensiamo di avere solo questa ....

 

.. è fresco fuori, meglio rincasare e mai momento sarà migliore di questo per stare con i nostri cari.

 

File Allegati  Hiroshige, Meguro Drum Bridge and Sunset Hill, 1857.jpg   171,37KB   1 Numero di downloads

 

Hiroshige, Meguro Drum Bridge and Sunset Hill, 1857

 

 

 

 

 

Proverò a farne una raccolta di questo nostro lavoro, così .. tanto per lasciarne traccia.

 

Grazie a tutti

(con un particolare abbraccio a chi mi ha seguito fino alla fine... anche se manca ancora l'aneddoto sulla musica, che avevi a suo tempo rimandato...))

era un abbraccio e l'ho preso per un atemi. :fiori: 

(sarà colpa di Pascal..)


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#478
betadine

betadine
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.. un caro saluto e un grande augurio ad Altura (chissà se ci legge ancora, all'ombra delle foglie)

 

File Allegati  gift.jpg   104,47KB   1 Numero di downloads


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