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Storia Del Tai Chi


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#1
Budo

Budo

    Giuseppe

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  • Roma no kuni jū
STORIA DEL T'AI CHI CH'UAN

Il T'ai Chi Ch'?an fa parte della grande famiglia delle Arti Marziali Tradizionali Cinesi.
Queste, nel loro insieme, possono chiamarsi in molti modi diversi, come per esempio: Kung Fu (letteralmente: esercizi eseguiti con abilit?), Wu I oppure Wu Shu (arte marziale), Kuo Shu (arte nazionale), Chung Kuo Ch'Oan (boxe cinese), Ch'Oan Shu (arte del pugno) e cos? via.
Le Arti Marziali Cinesi sono state suddivise in due grandi famiglie denominate Wai Chia e Nei Chia.
Wai Chia significa "Sistema Esterno" e comprende i cosiddetti "stili esterni". In essi infatti si evidenziano soprattutto le caratteristiche esteriori di forza, velocit?, ecc.
Il pi? importante stile esterno ? lo Shaolin Classico della Cina del Nord. Tale stile prende il nome dall'omonimo tempio o monastero (Shaolin Szu o tempio della "giovane foresta") che fu costruito verso la fine del V secolo dopo Cristo sulle pendici del monte Sung nella provincia di Honan.
All'inizio del VI secolo arriv? al tempio, proveniente forse dall'India, il famoso monaco Bodhidarma (Ta Mo in cinese), fondatore della setta Ch'an (Zen). Questi, oltre alle tecniche di meditazione, insegn? ai monaci una serie di esercizi fisici e di respirazione

Poco alla volta, sia per necessit? di autodifesa sia come mezzo per il conseguimento dell'unit? corpo-spirito, i monaci iniziarono a studiare anche le arti marziali e si conquistarono presto fama di invincibilit?.
Dalla Boxe del tempio Shaolin (Shaolin Ch'Oan) derivarono tutti gli altri stili di Kung Fu.
Il "Sistema Interno" o Nei Chia comprende i cosiddetti "stili interni", chiamati cos? per l'importanza in essi attribuita alle caratteristiche interiori, come per esempio l'energia interna, l'energia spirituale e mentale, ecc.
Il pi? noto stile interno ? senza dubbio il T'ai Chi Ch'?an.
La suddivisione fra Wai Chia e Nei Chia, determinata soprattutto da alcuni motivi storici (i praticanti di stili interni volevano differenziarsi da quelli di Shaolin Ch'?an, che furono a lungo perseguitati dalle autorit? perch? contrari alla dinastia manci? dei Ch'ing), ? per? artificiosa e concettualmente errata. Anche negli stili esterni, infatti, l'impiego dell'energia interna e mentale ? considerato fondamentale. Inoltre i praticanti degli stili interni, nelle applicazioni marziali, non rifuggono certo dall'uso di tecniche in cui si evidenziano caratteristiche esplosive di energia e velocit?.

Nascita e sviluppo del T'ai Chi Ch'?an
Sin dall'epoca della dinastia T'ang (618-907 d.C.) alcuni grandi maestri di Shaolin Ch'?an avevano compreso l'importanza della flessibilit? e della morbidezza nella pratica delle arti marziali e avevano messo a punto degli stili che furono chiamati Jou Ch'?an (Boxe Morbida) e Mien Ch'?an (Pugno di Cotone).
Abbiamo gi? visto che, secondo la tradizione popolare, il T'ai Chi Ch'?an fu creato da un monaco taoista, esperto di arti marziali, di nome Chang San Feng, che probabilmente visse nel XIII secolo dopo Cristo. Egli abitava e insegnava in un luogo caro ai taoisti: il monte Wu Tang nella provincia di Hopeh.
All'inizio del secolo scorso il T'ai Chi Ch'?an era insegnato solo a pochissimi allievi dalla famiglia Ch'en che viveva nel villaggio C'hen Chia Kou nella provincia di Honan. Secondo alcuni, Ch'en Wan T'ing, capostipite dei Ch'en, trasmise il T'ai Chi ai suoi discendenti. Secondo altri l'arte fu insegnata alla famiglia Ch'en da un certo Chiang Fa, allievo di un famoso maestro di nome Wang Tsung YOeh, vissuto nel XVIII secolo e presunto autore di uno degli scritti classici di T'ai Chi Ch'?an.
Un altro personaggio importantissimo ? Yang Lu Ch'an (1799-1872); costui, desideroso di imparare l'arte, a quel tempo veramente misteriosa, del T'ai Chi Ch'Oan, ma sicuro di non venir accettato come allievo dalla famiglia Ch'en, che non lo conosceva e che era gelosissima dei propri segreti, ricorse allo stratagemma di farsi assumere come domestico dal maestro Ch'en Ch'ang Hsing (1771-1853) e per parecchi anni spi? le sue lezioni alienandosi poi segretamente nelle ore notturne.
Una notte fu scoperto, ma il maestro Ch'en, stupito per l'abilit? dimostrata dal giovane Yang, decise di accettarlo fra i propri allievi.
In breve Yang Lu Ch'an divenne il migliore di tutti; fu anche sfidato da molti praticanti di altre arti marziali, ma nessuno ebbe mai la soddisfazione di batterlo. Per questo motivo fu soprannominato "Senza Rivali".
Trasferitosi quindi a Pechino insieme ai suoi tre figli, il maestro Yang Lu Ch'an apr? una scuola e insegn? anche ai membri della famiglia imperiale.
Suo nipote Yang Ch'eng Fu (1883-1936) ? stato senza dubbio il piu grande maestro del nostro secolo.
Viaggiando instancabilmente egli diffuse e rese popolare la sua arte in tutta la Cina.
? importante sottolineare che Yang Ch'eng Fu insegnava in pubblico il T'ai Chi Ch'uan
esclusivamente come forma salutare di esercizio fisico. Gli altri aspetti, come per esempio quelli marziali, venivano trasmessi solo a pochi allievi privilegiati.


T'ai Chi Ch?an "di scuola" e "di strada"
Abbiamo visto che il programma di insegnamento del T'ai Chi Ch'uan per il pubblico generico era assai ridotto rispetto a quello destinato agli allievi che facevano parte della "scuola" o meglio della "famiglia" del maestro.
AI pubblico furono insegnate esclusivamente delle versioni ridotte della cosiddetta "forma lunga di Pechino", i pi? semplici esercizi di T'ui Shou (spingere con le mani) e una forma con la spada.
In Cina, a Taiwan e a Hong Kong gruppi pi? o meno numerosi di persone praticano la mattina presto nei parchi o anche nelle strade e nelle piazze, cercando di imitare i movimenti di un istruttore, ilquale per? si limita a eseguire gli esercizi insieme agli allievi senza fare alcuna correzione o dare spiegazioni.
Poco alla volta, quindi si sono sviluppati due tipi di T'ai Chi Ch'uan:
1. Un T'ai Chi che possiamo chiamare "di strada" (perch?, come abbiamo visto, viene insegnato nelle strade e nei parchi) e che ? destinato al grande pubblico. L'insegnamento non ? molto rigoroso ed ? limitato a pochi esercizi aventi un esclusivo scopo di ginnastica salutare.
2. Un T'ai Chi che possiamo definire "di scuola", il cui insegnamento fino a poco tempo fa era limitato a pochissimi allievi. Il programma del cosiddetto T'ai Chi "di scuola" ? vastissimo e comprende non solo gli aspetti ginnici e salutari, ma anche quelli marziali, filosofici ed esoterici.
? ovvio che l'insegnamento nel T'ai Chi Ch'?an "di scuola" ? molto rigoroso e per un corretto apprendimento delle tecniche ? necessaria una pratica di molti anni sotto la guida di un vero maestro.
Il T'ai Chi Ch'?an "di strada" ha reso possibile una rapida diffusione di quest'arte prima in Cina e poi in altri paesi. Tuttavia la mancanza di rigore nell'insegnamento ha poco per volta provocato sostanziali modificazioni delle tecniche originarie e spesso agli allievi viene oggi trasmesso qualche cosa di completamente diverso rispetto all'insegnamento originale di Yang Ch'eng Fu e di altri famosi maestri.
Il crescente interesse per tutti gli aspetti del T'ai Chi Ch'?an ha messo in evidenza un altro grave problema: l'estrema scarsit?, e non solo in occidente, di qualificati maestri che siano in grado di insegnare il T'ai Chi Ch'?an "di scuola" in maniera completa e rigorosa.

:arigatou:
Budo
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Se c' qualcosa che manca ai samurai, questa la paura.

#2
yamabushi

yamabushi

    appena arrivato

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A chi fosse interessato a questa disciplina,ma anche a qualunque arte marziale,consiglio "L'arte del vantaggio" Edizioni Angolo Manzoni Autore:Roberto Calcagnile :ok:




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