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Felice Beato


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17 risposte a questa discussione

#1
Walter Pozzecco

Walter Pozzecco
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  • Trieste no kuni jū

Questa è per Massimo, da un viaggio di Felice Beato, ciao Walter

File Allegati



#2
G.Luca Venier

G.Luca Venier
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  • PN - FI - LU no kuni jū
Lavoro di fino, su un pezzo di scoglio !

#3
Renato Martinetti

Renato Martinetti
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  • Asti no kuni jū

Essì, non sembra proprio il laboratorio di Massimo e la sua collezione di pietre superesclusive, sembra che questo abbia raccattato il primo macigno per strada e giù a raschiare...in compenso ha lo straccetto in mano..



#4
G.Luca Venier

G.Luca Venier
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  • PN - FI - LU no kuni jū
Quasi certamente si tratta di un set in cui è riprodotta la bottega di un politore, quindi è probabile che anche i soggetti siano semplici "modelli" e l'arredo sia più o meno verosimile.

#5
Francesco Marinelli

Francesco Marinelli

    Keiji

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  • Italia, Prato no kuni jū

Che bella! 

Poi mica facile lavorare senza sgabello...


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

#6
Enrico Ferrarese

Enrico Ferrarese

    Dash Kappei

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  • Sesso: Uomo
  • Venezia no kuni jū

Mi chiedo se ci siano altri minerali che possano essere usati per la politura oltre a quelli classici utilizzati da generazioni in giappone...



#7
G.Luca Venier

G.Luca Venier
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  • PN - FI - LU no kuni jū

Mi chiedo se ci siano altri minerali che possano essere usati per la politura oltre a quelli classici utilizzati da generazioni in giappone...

 

 

File Allegati  _mLN2kbig.jpg   30,27KB   2 Numero di downloads

 

 

 

Scusatemi, non ho resistito..........



#8
Enrico Ferrarese

Enrico Ferrarese

    Dash Kappei

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  • Venezia no kuni jū
Te l'ho servita su un piatto d'argento eh? XD

Però seriamente... di minerali ne esistono veramente moltissimi...
Mi chiedo se ci sia qualcosa che possa essere un degno sostitutivo o addirittura migliorativo, non solo ovviamente in termini "abrasivo-levigativi" se così si può dire :)

#9
Enrico Ferrarese

Enrico Ferrarese

    Dash Kappei

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  • Venezia no kuni jū

...Voglio dire, tra tutte le pietre che si usano sembra che l'uchigomori sia l'unica che non si possa riprodurre artificialmente... e solo da due specifiche miniere giapponesi può essere ricavata.

 

Ora al di là che difficilmente credo che FATALITA' la pietra migliore per polire una lama giapponese sia proprio una pietra che si trova giusto in giappone...

(Non è forse più facile, e forse corretto, pensare che in realtà non sia la migliore in assoluto, ma dopo centinaia e centinaia di anni di pratica tra tutte quelle utilizzate dai politori giapponesi, tra quelle si trovano in quell'isola?)

Scientificamente è "solo" una roccia calcarea... e di rocce calcaree ce ne sono un'infinità di tipi in quanto non sono altro che formazioni in gran parte di cristalli di carbonato di calcio, e poi da diversi altri sedimenti vari (organici e non) che si sono create con processi chimici, pressioni e temperature diverse le une dalle altre...

 

Ovvio poi che se ci sono solo 2 cave in giappone che estraggono l'uchigomori, questa avrà un prezzo molto elevato dovuto alla sua scarsa abbondanza. Pertanto sono più propenso a credere che nel mondo ci sia da qualche parte un roccia calcarea che si possa prestare altrettanto bene, o addirittura meglio...

 

Non lapidatemi, non voglio certo mancare di rispetto a nessuno... semplicemente se da un parte si può spiegare chimicamente perchè una nihonto sia la più efficace lama in acciaio mai creata nella storia umana...

dall'altra non ho ancora trovato nessuna prova inconfutabile che possa dimostrare che l'uchigomori sia la migliore pietra in assoluto per una o più fasi della loro politura... se mai si prova e sperimenta...

 

Mi piacerebbe approffondire... magari in un futuro si scoprirà che alcune zone del carso o in alcune zone dolomitiche ci sono alcuni sedimenti calcarei che vanno altrettanto bene... o che per chissà quali proprietà chimiche particolari sarebbero migliori alcune dal Gran Canyon...

 

(a parte che poi lo stesso ragionamento si potrebbe forse fare per la sabbia ferrosa ed il carbone di pino da cui si crea il tamahagane...)



#10
Francesco Marinelli

Francesco Marinelli

    Keiji

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Ciao Enrico, "riprodurre" forse non è il termine più corretto, però è vero che le pietre fino a chunagura sintetiche lavorano molto bene e sono senza impurezze (naturalmente di ognuna ne esistono di varie qualità, grana e durezza, in base al lavoro che è da fare).

 

Se si vuole ottenere un buon risultato è bene usare pietre naturali almeno nella sezione del ji a partire dal komanagura, per iniziare a preparare la lama all'uchigumori. Quindi hato e poi jito. Questi lavorano anche per le loro proprietà chimiche che da pietra a pietra cambiano, quindi un buon togishi dovrà averne una vasta scelta... 

 

Mi dicevano amici giapponesi che il problema fondamentale è che ci sono sempre meno persone disposte ad andare nelle cave a lavorare...  :miner:  bè la situazione è più che comprensibile!

 

Un caro amico del forum aveva fatto molte ricerche a riguardo e pare che a livello morfologico proprio in Italia si potessero trovare pietre analoghe. Il problema è che queste sono molto in profondità e le università/centri di ricerca collaborano poco per le cartine e vari carotaggi, e nel caso per farsi fare analisi più approfondite chiedono cifre molto elevate.  :arigatou:


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

#11
Enrico Ferrarese

Enrico Ferrarese

    Dash Kappei

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  • Venezia no kuni jū

ma di pietre "analoghe" ne è pieno il mondo, il punto secondo me sarebbe riuscire a sapere quale sarebbe la composizione ideale migliore in assoluto (riferendomi per quella particolare fase di politura), e partendo da quella provare a cercare nelle zone e nei paesi più idonei!

Però sto solo cercando di ragionare per concetti e ipotesi ovviamente :laugh:

 



#12
G.Luca Venier

G.Luca Venier
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Ci vorrebbe una nuova generazione di politori che si prende la briga di fare questa sperimentazione  :vecchiocinese:



#13
Massimo Rossi

Massimo Rossi

    Togishi

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In natura esistono le pietre uchigumori, e fino ad oggi nonostante studi chimici geologici, non sono state riprodotte in sintesi.

Tutte le altre dall'arato al Komanagura sono anche sintetiche.

Fino a questa fase si può tranquillamente usare il sintetico, anzi ha una resa di asportazione migliore, poi quando si arriva all'ultima fase Uchigumori etcc..

non esiste alternativa, quì diventa molto delicato l'uso di questi prodotti, lo studio e l'esperienza fanno il resto del Togishi. ( Niente riesce per caso sono indispensabili anni di studio intenso ).



#14
Enrico Ferrarese

Enrico Ferrarese

    Dash Kappei

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  • Venezia no kuni jū

ma ci sta che non possano essere riprodotte in sintesi, non tutto quello che è in natura può essere sintetizzato e riprodotto fedelmente...

Ma la domanda che mi ponevo però era un altra. non era relativa al fatto di pietre sintetiche vs pietre naturali... provo a esplicitarla in altro modo:

C'è margine di miglioramento negli strumenti di politura (considerando le sole limestone giapponesi)?... secondo me si, anche se mi rendo conto che è un pò come dire "no, non siamo soli nell'universo" :tongue:

 

Non so se ho chiarito quello che intendo... cioè come si fa a dire che non esiste alternativa? mi viene più facile credere che "non si conosca" alternativa...

 

 

P.S.:

poi non discuto nemmeno su esperienza e capacità che deve avere un politore per raggiungere certi risultati, indipendentemente dagli strumenti che ha. E' palese.



#15
Sashimi

Sashimi
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  • Milano no kuni jū

L'argomento potrebbe diventare interessante (e scottante) e Francesco ne sa qualcosa. Mi limito a qualche considerazione, derivata da un breve studio e ricerca sul posto.

 

L'italia ha una conformazione geologica molto simile a quella giapponese, la sua natura prevalentemente vulcanica unita ad un forte metamorfismo e azione idrotermale fanno si che vaste aree presentino gli stessi elementi a base carbonato/calcica e ferrosa che hanno dato vita, in Giappone alle pietre in esame, oltre ad una concentrazione silicea caratteristica. Per fare un esempio banale basti pensare ai giacimenti di calcare e ai marmi che tanto ci invidiano in tutto il mondo, o alle vene minerarie ferrose della Val d'Aosta, Sardegna, alpi Bresciane, Isola d'Elba, spesso associate ad importanti giacimenti di calcite che tanto sono importanti per il nostro argomento. Specialmente in alcune zone, in prossimità di zone d'estrazione della calce sono state rilevati importanti (a mio personale avviso) campioni di pietra molto simile all'uchigumori ed alla narutaki, le stesse zone che per molto tempo hanno fornito minerale pregiato d'ematite e limonite ricchi di ferro e dei migliori ossidi di ferro conosciuti.

Purtroppo la scarsità dei campioni rilevabili in superficie, come ha già detto Francesco, rendono tali ricerche, nonchè le relative sperimentazioni legate ad esse un operazione piuttosto difficile e a lungo termine.

Lo stesso Dipartimento di Scienze Geologiche e Geotecniche di Milano, consultato sull'argomento, non si è minimamente sbottonato nemmeno alla semplice richiesta di consultazione delle mappature geologiche del territorio esistenti (vi assicuro che esistono rapporti molto dettagliati risalenti anche al '700) e pur riconoscendo la questione che ci siamo posti noi stessi 'interessante' (accademicamente parlando) non si sono visti disposti a collaborare nemmeno con una proposta di tesi, se non dietro il pagamento di tutte le spese di ricerca (valutate in svariate migliaia di euri...)



#16
Francesco Marinelli

Francesco Marinelli

    Keiji

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Grazie infinite Paolo!!!!  :arigatou:


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#17
Simone Di Franco

Simone Di Franco

    YamaArashi

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Mi sa che la cosa più semplice sia di portarsi due uchigumori in qualche cava e chiedere ai responsabili se hanno mai visto roccia simile, poi ce ne si fa dare qualche pezzo e si prova ;)

Molto più facile che scomodare accademici universitari :)

 

Alla fine la uchigomori non è chissà quale pietra e tra le uchigomori stesse ci sono molte differenze.

Forse un togishi esperto potrebbe provare una serie di pietre italiane su qualche lama meno importante, magari facendo un lato con le giapponesi e un lato con le italiane e vedere cosa salta fuori.

Magari scopriamo che il marmo di Carrara fa venire fuori l'utsuri :)))




#18
Sashimi

Sashimi
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LOL

non credere non sia già stato tentato... non è così semplice.

Innanzi tutto non sono rimaste più molte realtà estrattive attive in Italia e quelle in zone d'interesse, in cui la tipologia di pietra più si avvicina a ciò che serve, sono quasi tutte chiuse e inaccessibili. Inoltre è difficilissimo trovare persone del mestiere che vi lavorino o vi abbiano lavorato, disponibili ad accompagnarti in qualchessia esplorazione e tantomeno raccolta di campioni. Se poi gli chiedi un confronto con le loro conoscenze mineralogiche... se ti va bene cadono dal pero, se ti va male "ah si questa è sta roba qua, si chiama 'coso'!" Se sei fortunato 'coso' è un pezzo di biancone.

Si può terminare dicendo che il marmo è un agglomerato policristallino di carbonato di calcio e che se lo passi su di una lama l'utsuri non lo tira fuori, caso mai lo crea: a tratteggio.  :hehe:

 

In linea di principio comunque direi che hai assolutamente ragione Simone, si fa prima a girare il paese con le nostre gambe che a chiedere qualcosa ai nostri accademici.






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