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Adriano

Tameshigiri

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Il Galateo del "Tameshigiri"

 

(Traduzione ed adattamento di "Tameshigiri Reigi" di Yukiyoshi Takamura, pubblicato su http://www.aikidojournal.com/article?articleID=598)

N.d.R. L'articolo che segue è stato rieditato dalla precedente versione a cura di Toby Threadgill.

 

Il Tameshigiri è la prova di taglio di un Nihon-to, la classica spada giapponese più conosciuta come Katana. Questa prova è frequentemente eseguita u un tatami in paglia arrotolato ed imbevuto d'acqua o – più di recente - su un fascio di bambù legati tra loro. Questa pratica è un notevole impegno per chiunque pratichi kenjutsu o Batto-do e deve essere condotta con estrema attenzione. Ci sono sempre dei rischi associati alla pratica dei tameshigiri; il più evidente è di natura fisica ma ve ne sono altri altrettanto pericolosi e per questa ragione il tameshigiri deve sempre essere supervisionato da qualcuno che abbia familiarità con la sua esecuzione. Nella Takamura ha Shindo Yoshin Ryu questo compito è riservato agli istruttori di livello okuden, istruiti alla corretta tecnica ed al Reigi del tameshigiri. Il tatami deve essere arrotolato strettamente, fissato con spago e immerso in acqua per almeno 24 ore prima del taglio dopodichè per eliminare l'acqua in eccesso è sufficiente lasciar sgocciolare da due a quattro ore il tatami arrotolato. Una errata procedura di bagnamento può lasciare il tatami troppo rigido per la prova di taglio, vanificandone il risultato ed esponendo perfino ad incidenti.

Un tatami maki opportunamente preparato simula la forma e la resistenza di un arto umano, mentre avvolgendo il tatami intorno al takenoko (bambù) simula la resistenza al taglio di carne e osso. Il sostegno che supporta il tatami maki deve avere una base stabile ed un asse di sezione quadrata di almeno dieci centimetri con un bastoncino di legno appuntito che sporge per circa 15 cm. Il rotolo di tatami inzuppato viene fissato saldamente al bastoncino poggiando sul supporto quadrato. Prima di eseguire il tameshigiri è necessario valutare l'idoneità della spada; se si usa una vecchia lama la cui storia è sconosciuta, la spada deve essere controllata da un esperto in grado di rilevare affaticamenti del metallo o danni subiti dalla lama, che possono essere poi dissimulati da una successiva politura. Se viene rilevata una piegatura o qualche altro danno, la lama deve essere sottoposta ad un esame magnetoscopico condotto da un esperto mettalurgico per evidenziare eventuali altri fattori compromissori della integrità strutturale dlla spada. In passato, collezioonisti senza scrupoli hanno fraudolentemente saldato un nakago (codolo della lama su cui si fissa la impugnatura) siglato con la firma di un prestigioso spadaio ad una mumei (lama anonima) per incrementarne il valore. Poiché la saldatura è un punto debole e può cedere all'improvviso anche a causa di un minimo sforzo questa pratica, aldilà della fraudolenta vendita di un oggetto "falso", genera un notevole rischio nella pratica del tameshigiri a causa del fatto che il punto debole della lama è situato esattamente dove la tsuka (impugnatura) si unisce al corpo della spada. Per questo motivo non bisogna mai effettuare tameshigiri con una spada che non sia stata preventivamente controllata e valutata da un esperto. Oltre a ispezionare la struttura della lama, è necessario anche ispezionare il filo tagliente della stessa prima della prova di taglio; questa verifica può anche essere eseguita tagliando a strisce il blocco di fogli di mezzo blocco note e verificando la nettezza del taglio. Se la spada non è in grado di eseguire un taglio preciso e causa degli strappi, la lama deve essere opportunamente affilata prima di effettuare il tameshigiri. Prima del taglio devono essere controllati anche i mekugi , ovvero i piccoli perni che bloccano la tsuka al nakago (codolo della lama) per rilevare eventuali ratture e controllare che siano saldamente fissati; se infatti i mekugi si sfilano facilmente o mostrano segni di danneggiamento devono essere sostituiti prima di effettuare tameshigiri e devono essere di nuovo controllati dopo ogni prova di taglio. Il tameshigiri dovrebbe essere effettuato preferibilmente all'aperto, in una superficie libera da ingombri e illuminata dal sole. Se ciò non è possibile, il tameshigiri può essere eseguito all'interno del Dojo ma con particolare attenzione al Reigi (etichetta), con il massimo sforzo per mantenere puro l'ambiente del Dojo stesso. Se un qualsiasi aspetto della pratica è segnato da un incidente generato da una inusuale attività spirituale, la pratica deve essere immediatamente arrestata e deve essere eseguita una completa cerimonia di Harai Gishiki. Tameshigiri è la simulazione dell'assassinio di un altro essere umano, e questo genera un grande potenziale di afflizione spirituale. Per questo motivo ogni sessione di tameshigiri deve cominciare con la recitazione delle Dojo kigan (preghiere del Dojo) alla presenza di tutte le spade, bruciando incenso e bettando sale ai quattro angoli della stanza per purificare l'ambiente. La stanza è ulteriormente purificata dallo sventolio di un harai gushi (una bacchetta di legno con striscioline di carta attaccate alla estremità, usata dai preti Shinto) intorno all'area di pratica, al fine di allontanare ogni influenza malevola che possa interferire con la corretta intenzione che deve guidare la pratica. A questo punto, ad ogni partecipante al tameshigiri deve essere ricordato di partecipare alla pratica con la massima serietà. Devono essere adottate una estrema attenzione e tutte le precauzioni per purificare la mente e l'intento del praticante, prima di eseguire il taglio bisogna inchinarsi al bersaglio, pulire il proprio cuore e focalizzare l'attenzione sulla tecnica da eseguire. Dopo aver completato il taglio deve essere eseguito zanshin, un momento di attesa e "sospensione" che va effettuato esattamente come se si stesse eseguendo il kata. Un tameshigiri corretto è un kata. La disciplina mentale, la folalizzazione dell'intento e la attenzione devono essere identiche. Se questi elementi sono assenti non si sta praticando Budo ma piuttosto si sta permettendo a noi stessi di essere sedotti dall'improprio desiderio di gratificare l'Ego ed autoesaltarsi. Per questo motivo, tameshigiri è stato trasformato da una pratica di necessaria educazione in una forma corrotta di macelleria simbolica. Le attuali tecniche di taglio devono essere eseguite come un kata con maggiore attenzione alla forma piuttosto che alla potenza; un taglio correttamente effettuato viene ottenuto con forza minima, utilizzare forza eccessiva causa frequentemente un hasuji (inclinazione della lama) scorretta e fa fallire il taglio. Inoltre, forza eccessiva e hasuji improprio generano uno stress estremo sulla spada che può essere a sua volta causa di pieghe della lama o altri incidenti. In breve, la forza non deve mai essere usata quale sostituto di una corretta tecnica di taglio. Al termine di una sessione di tameshigiri la zona di pratica deve essere di nuovo purificata on sale e harai gushi. Nel Dojo le spade devono essere posate sul pavimento di fronte al kamidana e correttamente pulite e purificate ed infine, il sale usato per la purificazione deve essere rimosso dall'area di pratica. Gli studenti devono ricordare la gravità dei rischi insiti nella pratica, una Nihon-to ospita le influenze di tutti coloro che l'anno posseduta ed impiegata, sono una sorta di "magnete spirituale" che porta a sé le forze e le influenze situate aldilà del mondo sensibile. Che siano antiche o recenti, le spade possono accogliere forze spirituali insondabili in grado di esercitare un incredibile potere. Ocasionalmente, queste forze e questi desideri sono così potenti da riuscire ad influenzare la mente e l'intento del proprietario attuale. Queste forze possono essere messe a riposo invocando gli incantesimi e le preghiere contenute nel gokui, ricordando però che questo effetto non è permanente. Tameshigiri frequentemente risveglia queste forze spirituali, specialmente se l'intento e lo spirito del praticante è impuro e per questa ragione, è importante che tutte le spade usate per tameshigiri siano purificate e "pacificate" tra una sessione di tameshigiri e l'altra. Tameshigiri deve essere eseguito raramente e con il solo proposito di rinforzare la corretta esecuzione delle tecniche di taglio; enfatizzare eccessivamente questa pratica può generare un rischio spirituale quale quello di generare nei praticanti a vedere in questa pratica una sorta di gioco, un atteggiamento mentale che deve essere evitato poiché distorce la solenne natura di questa pratica. Analogamente, tameshigiri non deve essere praticato come uno spettacolo pubblico perché questo cessa di essere un Budo corretto a causa dei fattori ambientali. Tali dimostrazioni stimolano il risveglio di forze malevole in presenza di individui non protetti dai benevolenti Kami (Divinità) invocati a nostra protezione. E' possibile che tali forze malevole possano influenzare o possedere innocenti spettatori a tali eventi e a causa di ciò, solo i membri ufficiali della Kai (Scuola, Gruppo, Associazione) o coloro che sappiamo essere sotto la protezione dei propri Kami tradizionali sono ammessi a tale pratica, sia come spettatori che come esecutori nella pratica del tameshigiri propria della Shindo Yoshin Kai. L'esistenza temporale è solo una frazione della più grande verità con cui si confronta l'umanità; un corretto reigi del Budo è un legame a cui il budoka maturoche dedica sé stesso durante il suo sforzo tra la nascita e la morte. In questo modo enfatizza la serietà, la responsabilità e il potere del budo alle generazioni future e perciò non deve essere mai trascurato. Negare il reigi del budo è negare la responsabilità della propria vita e la realtà di uno spirito trascendente.

Yukio Takamura, 1978

 

 

Si tenga presente che questo articolo fu scritto nel 1978 da Takamura Sensei, ben prima che diventasse comune la commercializzazione di spade di stile nipponico costruite al di fuori del Giappone. Quale effetto questo fenomeno possa avere avuto sulla sua opinione relativa agli aspetti più esoterici del tameshigiri resterà qualcosa di meramente speculativo. Prima della sua scomparsa, avvenuta nel 2000, questo argomento venne una volta sollevato; i suoi commenti sembrarono suggerire che egli trattava queste "nuove" spade allo stesso modo delle autentiche Nihon-to, ammonendomi a ricordare che il precedente proprietario di una spada la marchia spiritualmente, indirizzando quella spada su un sentiero che sarà poi difficile modificare in seguito.

Toby Threadgill, Kaicho della Takamura ha Shindo Yoshin Kai

 

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letto questo articolo che l'amico e collega aikidoka Carlo ha messo nel suo sitohttp://seishindojo.splinder.com/post/14615761#more-14615761 ho pensato che potesse interessare altri....

 

cos'è che fa la differenza tra un taglialegna e un budoka?

ognuno ne può trarre le sue conclusioni :arigatou:


"Bellezza, gioventù e fascino cominciano ad appassire quando appaiono la prima volta.

Attraverso le prime foschie della primavera, scorgiamo il Ponte d'Autunno"

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mai confrontarsi con un imbecille, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza

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mmm a buon intenditore poche parole

molto interessante

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:arigatou:

Andrea

 

www.taai.it

www.iwamaryu.it

www.aikidogarda.it

www.takemusuaikidokyokai.org

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molto interessante grazie adriano!

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Estremamente interessante, anche se non condivido in pieno la pratica del Tameshigiri :arigatou:

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Grazie molte per il post, veramente interessante. :arigatou:


Giuro sul mio Onore di Cintura Nera; di Preservare anziché Distruggere; di Evitare lo scontro anziché Confrontarmi; di Confrontarmi anziché ricevere del Male; di fare del Male anziché Storpiare; di Storpiare anziché Uccidere; di Uccidere anziché di Morire; di Morire anziché disonorare la mia Cintura.

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Complimenti, moooooooltomolto interessante! Le tradizioni sono purtroppo ormai dimenticate ma hanno un loro giueto motivo di esistere e dei significati che vanno aldilà di quello che può essere semplicemente (ed erroneamente) considerato un test di taglio!!!

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bell'articolo. condivido lo spirito. Lo scopo di una spada è uccidere, ogni volta che si usa una spada si rievoca un modo di uccidere e questo merita quantomeno un minimo di riflessione. E' facile cedere al pensiero che sia semplicemente un gioco divertente.

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prendendo in considerazione la nihonto, lo scopo di una spada non e'esclusivamente uccidere, "la spada che da la vita" veniva sfoderata, guerre a parte, solo quando non se ne poteva fare a meno. Il tameshigiri effettivamente simula l' "affettamento" di un essere umano, e proprio per questo deve essere eseguito con rispetto e serieta', non deve essere un semplice esibizionismo.E poi, sempre con rispetto e serieta', ti aiuta a capire se il tuo taglio e' eseguito nel modo corretto. Non e' cosi' facile come puo' sembrare...

 

PS: l'articolo e' molto interessante :ok:

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dalla mia somma ignoranza so che ogni qualvolta si sguaina la spada questo si fa con l'intenzione di uccidere. lo stato mentale. questo è quanto mi hanno insegnato almeno....

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Anche io quando sguaino la mia spada ho intenzione di uccidere 17gocciolone.gif ... A parte gli scherzi sicuramente in passato, in un duello o in una battaglia quando veniva sguainata una nihonto sicuramente almeno un morto c'era..Però non dimentichiamo che lo scopo di una nihonto non è solo uccidere, molte venivano forgiate per offerte votive, donate a luoghi sacri e quindi mai usate...

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mmm scusate se sono stressante ma questo punto non mi va giù.... il fatto che un libro venga usato come fermaporta non fa dello scopo di quel libro un fermaporta. anzi ritengo che chi l'ha scritto si sentirebbe ferito nello spirito se lo sapesse.

Una spada non è un coltello da lavoro o un giocattolo (forse al giorno d'oggi si). Se dico nihonto tutti capiscono cosa intendo perchè sappiamo che è molto più di un semplice oggetto: questa è uno strumento di morte. Per noi è difficile afferrare l'idea della morte che hanno i giapponesi... Eventualmente si può dire che parte dell'anima della spada derivi dagli scopi di chi la usa.

Prendete a esempio il mito delle spade di Masaume e di Muramasa http://it.wikipedia.org/wiki/Masamune#Leggende

Le spade taglieranno per scopi diversi ma entrambe portano la morte.

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mmm scusate se sono stressante ma questo punto non mi va giù.... il fatto che un libro venga usato come fermaporta non fa dello scopo di quel libro un fermaporta. anzi ritengo che chi l'ha scritto si sentirebbe ferito nello spirito se lo sapesse.

 

Non credo che il paragone sia azzeccato proprio per niente, ovviamente chi usa un libro come fermaporte vuol dire che del libro non gliene importa nulla o addirittura lo disprezza e giustamente l'autore ci rimarrebbe male. Al contrario quando una nihonto veniva forgiata come offerta votiva per un tempio con molte probabilità assumeva ancora più importanza e di conseguenza l'autore/forgiatore credo che ne fosse ancora più orgoglioso.

 

Una spada non è un coltello da lavoro o un giocattolo (forse al giorno d'oggi si).

Credi che qui sul forum la vediamo così?

 

Se dico nihonto tutti capiscono cosa intendo perchè sappiamo che è molto più di un semplice oggetto: questa è uno strumento di morte. Per noi è difficile afferrare l'idea della morte che hanno i giapponesi... Eventualmente si può dire che parte dell'anima della spada derivi dagli scopi di chi la usa.

Prendete a esempio il mito delle spade di Masaume e di Muramasa http://it.wikipedia....samune#Leggende

Le spade taglieranno per scopi diversi ma entrambe portano la morte.

 

Al giorno d'oggi, almeno da chi le studia, le nipponto vengono considerate opere d'arte a tutti gli effetti...e siccome tali lame vengono forgiate ancora al giorno d'oggi, penso lo scopo non sia più quello di uccidere...almeno speromarrotolo.gif

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Molto interessante, grazie per aver tradotto e pubblicato.

 

Credo che i riti siano importanti per farci soffermare e riflettere su quanto stiamo facendo e quindi per fare in modo che il nostro spirito in quel momento sia piu' affilato e presente che in altre occasioni.

 

Nelle poche esperienze di taglio alle quali ho avuto la fortuna di partecipare, ho potuto notare come e quanto spirito, presenza, attenzione e rispetto dei partecipanti si facciano densi e tangibili avvolgendo e penetrando tutto quello che avviene ... ricalcando il senso di quanto scritto se non la forma del rito - che immagino essere proprio di quella scuola.

 

Quotando Nikon e chi ha espresso posizioni simili, aggiungo che ritengo fondamentale per chi studia la spada giapponese, indipendentemente dall'aspetto a cui si dedica prevalentemente, fare esperienza di taglio ... almeno una volta anche se meglio se piu' di una ... questo consente di avvicinarci alla comprensione dell'oggetto del nostro studio sotto molto punti di vista - spirituale, emotivo, tecnico, marziale, affettivo, etc. - e alimentando i vari strati della nostra coscienza comporta una notevolmente piu' ampia maggior consapevolezza implicando alcune "illuminazioni" sul percorso di crescita che ci siamo scelti

 

IMHO ovviamente e scusate se sono incappato in toni newage-istici, non e' quella l'intenzione.

 

 

:smile::arigatou:

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giusto,giusto Rodolfo, @ Thurin:non so se pratichi iaido, ma prova a parlare con chi lo pratica, chiunque ti rispondera' che la katana non e' in assoluto uno strumento di morte, il samurai non era in assoluto una belva assetata di sangue, anzi, molti di loro erano fini poeti e pittori, maestri di ikebana e di calligrafia, la spada e' un simbolo, un dono degli dei a protezione del Giappone. Non sempre uccideva e comunque non era la spada ad uccidere, ma l'uomo che la impugnava. Ripeto ancora che il fine ultimo di un duello era il "saya no uchi", vincere senza sfoderare, far desistere l'avversario con il proprio atteggiamento e comunque, finche'la lama e' nel saya, anche solo per un centimetro, si puo' sempre rinfoderare. in mae, che e' il primo kata di setei iai ma anche di muso shinden e di altre ko ryu, quando si sfodera per effettuare nukitsuke ( taglio da tempia a tempia dell'avversario di fronte a noi) si estrae lentamente come a dire " non estrarre, non farlo ,non farlo..."poi nell'esecuzione del kata si ipotizza che l'avversario estragga, allora si accelera, gli si prende il tempo e...si taglia. E' vero, una volta estratta la spada uccideva, ma solo i briganti e gli assassini di strada estraevano senza motivo, anche in guerra , le battaglie iniziavano solo quando si appurava chi avrebbe combattuto chi; formalismo e rispetto. Qualsiasi arma e' creata per uccidere, dipende da chi la impugna utilizzarla o meno; e' la mente che uccide non l'arma.

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