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Seppuku


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40 risposte a questa discussione

#1
sandro

sandro
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  • Tōkyō-to, Suginami-ku no kuni jū
Uno degli aspetti che più affascina della tradizione nipponica è il seppuku, anche conosciuto con il nome di harakiri. Il termine, con l'immagine che inevitabilmente suscita, è tra i vocaboli giapponesi più conosciuti in occidente. Questo gesto estremo può essere considerato come la massima espressione della determinazione di un bushi, il quale poneva il proprio onore al di sopra di ogni altra cosa. La concezione che la maggior parte di noi ha del seppuku è stata tuttavia filtrata attraverso la televisione, il cinema, la letteratura ed altri mezzi d'espressione. Questa breve ricerca ha come scopo quello di ritrovare le origini del suicidio rituale all'interno del pensiero giapponese, analizzandone l'evoluzione nel corso del tempo e la filosofia che da esso ha avuto origine. Una filosofia, quella dell'espiazione legata al senso del dovere, che ha influenzato enormemente la società giapponese moderna.

Mi auguro che troverete queste poche pagine di vostro gradimento :arigatou:

http://www.archive.o...uicidioDeiBushi

#2
Unryu

Unryu
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Grazie infinite Sandro !:prostro: Un testo estremamente interessante che va senza dubbio a colmare una lacuna(delle tante)sulla conoscenza della vita di un Bushi. Ancora molte grazie!!!:arigatou:

#3
Manuel Coden

Manuel Coden

    C0D

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  • Pordenone no kuni jū
Molte grazie e complimenti per la semplicità che hai usato per descrivere aspetti molto complessi Immagine inserita

#4
mauri

mauri

    Venator

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  • Toscana no kuni jū
Grazie Sandro, almeno in Italiano si trova ben poco su questa materia di studio e sull'aspetto del suicidio rituale giapponese, l'unico testo che ho trovato è :HARA-KIRI Suicidio rituale giapponese di Jack Seward ed. Mediterranee è un libretto datato, l'edizione che ho io è del 1977.

"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

Ernst Jünger


#5
Paolo Placidi

Paolo Placidi
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  • Verona no kuni jū
Grazie Sandro,

ottimo lavoro ! :numerouno:

#6
GTO

GTO
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Meno male che si tratta di una ricerca e non di un'intenzione ;-D
Molto interessante come sempre, grazie.

GTO
"come le belle donne, anche le spade, ad un certo punto si stancano di essere solo osservate"

#7
Simone Di Franco

Simone Di Franco

    YamaArashi

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  • Tasogare no kuni jū
sto già leggendo, grazie Sandro!



#8
Kentozazen

Kentozazen

    Togishi-Indipendente

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  • Bologna no kuni jū
Grazie, interessantissimo.
Due domande Sandro.
Collegandosi alla eredità sociologica del consenso diffuso alla pena di morte nella società contemporanea, esitono dati sui suicidi contemporanei eseguiti con seppuku?
Negli ultimi decenni ci sono stati molti casi casi di suicidio per motivi di onore, vergogna o a simboleggiare il proprio rincrescimento per quanto fatto o detto. Credo quatto anni fa mi trovavo in Giappone quando i telegiornali parlavano di un ministro suicidatosi a causa di una serie di critiche al suo agire sulla gestione dell'acqua domestica. Non so però come avvenne tale suicidio.
Voglio dire, ammesso che il suicidio per motivi di "giri" sia ancora in qualche modo radicato nella cultura giapponese contemporanea, esso si manifesta ancora tramite il seppuku oppure tale pratica ha completamente e definitivamente lasciato spazio a sistemi più "pratici"?
Altro quesito: alcuni "ambienti devianti" come la Yakuza mi pare preservino ancora una serie di tradizioni legate agli antichi codici del bushi. Mi piacerebbe sapere se e quali pratiche vengano in qualche modo ancora rispettate.
Penso per esempio alla cinematograficamente popolare pratica del taglio di un dito a dimostrazione di fedeltà o come espiazione, è veramente ancora in uso?
...e se lo è essa è riconducibile a pratiche del codice samuraico?

Messaggio modificato da Kentozazen, 05 giugno 2011 - 17:57

Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

#9
Unryu

Unryu
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Ciao Kentozazen, ribadisco il piacere di risentirti, aprofitto della tua domanda sulla pratica del taglio del dito per chiedere un ulteriore chiarimento proprio sulle ragioni che possono portare a tale decisione, a questo proposito riporto un fatto ,forse lo saprete già, accaduto a Fosco Maraini durante la sua permanenza in Giappone durante la seconda guerra mondiale, credo dopo l'armistizio dell'Italia l'8 Settembre venne imprigionato con la sua famiglia in un campo di concentramento e li lasciati morire di fame e stenti, vedendo l'aggravarsi delle condizioni di salute della moglie e dei figli prese la decisione di amputarsi pubblicamente la falange del mignolo previa richiesta di aiuto per la sua famiglia, una volta fatto questo i soldati lo presero e lo riempirono di botte insultandolo di come si era permesso di compiere qell'atto, ma la sera stessa ricevettero una piccola capra che con il suo latte permise la sopravvivenza a tutti loro. Il gesto disperato dello scrittore gli fu dettato anche dalla sua profonda conoscenza degli usi e costumi del popolo giapponese .

#10
Pacifico

Pacifico
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  • Latina no kuni jū
Grazie Sandro, come al solito ci hai dato uno dei tuoi grandi contributi indirizzati alla causa del nostro sapere, bel testo e "simpatico" argomento. Certo che si tratta di una questione che noi occidentali non comprendiamo propriamente, ma la salvaguardia dell'onore o il riconoscimento della colpa e della vergogna da lavare con un gesto forte o, addrittura, il voler seguire una persona importante a cui si teneva passata a miglior vita, con l'abnegazione ed il sacrificio della propria esistenza è qualche cosa di grande, degno del bushi per porre fine alla propria "via" in modo degno ed onorevole.
Non ricordo dove ho letto che esiste una differenza tra il seppuku e l'harakiri. Qualcuno invece dice che sono sinonimi con qualche piccola variante, ma per un popolo che fa di ogni cosa una questione di metodo e di studio, penso che non sia esattamente così. Da ciò che ricordo, il seppuku era classificato come una vera e propria cerimonia tradizionale con tutte le sue codificazioni, Il significato letterario è taglio dello stomaco e terminava, tra mille particolarità, con il taglio della testa quasi totale, per non farla rotolare a terra in modo irriguardoso per colui che faceva seppuku. L'harakiri, invece, letteralmente taglio della pancia, quindi nella zona più bassa del ventre, non prevedeva la decapitazione con una sofferenza maggiore per il povero disgraziato per una atroce e dolorosa agonia. Questo metodo era in uso della gente di importanza minore, servi, vassalli in genere e non appartenenti all'heihan, ovvero la casta guerriera. Non so se sia vero il ricordo di quanto a suo tempo letto, per cui chiedo la tua opinione autorevole Sandro. Infine, mi pare di ricordare, per completare l'argomento, che esisteva anche il suicidio delle donne samurai, il jigai. Prima si legavano i piedi, per non assumere posizioni poco convenienti per una donna nel cadere a terra, e poi, sempre inginocchiate in seiza, con il tanto si tagliavano la gola, recidendo anche l'arteria carotidea e la vena giugulare. Di bene in meglio Immagine inserita

#11
Matteo

Matteo
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  • Friuli no kuni jū
molto interessante sandro, grazie mille

#12
Renato Martinetti

Renato Martinetti
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  • Asti no kuni jū
finalmente son riuscito a leggerlo!! Grazie Sandro, molto interessante
:arigatou:

#13
Kentozazen

Kentozazen

    Togishi-Indipendente

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Ciao Kentozazen, ribadisco il piacere di risentirti, aprofitto della tua domanda sulla pratica del taglio del dito per chiedere un ulteriore chiarimento proprio sulle ragioni che possono portare a tale decisione, a questo proposito riporto un fatto ,forse lo saprete già, accaduto a Fosco Maraini durante la sua permanenza in Giappone durante la seconda guerra mondiale, credo dopo l'armistizio dell'Italia l'8 Settembre venne imprigionato con la sua famiglia in un campo di concentramento e li lasciati morire di fame e stenti, vedendo l'aggravarsi delle condizioni di salute della moglie e dei figli prese la decisione di amputarsi pubblicamente la falange del mignolo previa richiesta di aiuto per la sua famiglia, una volta fatto questo i soldati lo presero e lo riempirono di botte insultandolo di come si era permesso di compiere qell'atto, ma la sera stessa ricevettero una piccola capra che con il suo latte permise la sopravvivenza a tutti loro. Il gesto disperato dello scrittore gli fu dettato anche dalla sua profonda conoscenza degli usi e costumi del popolo giapponese .


Unryu ciao ;) , grazie per avermi ricordato questo episodio. L'avevo rimosso. Giustamente interessante.
Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

#14
Simone Di Franco

Simone Di Franco

    YamaArashi

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  • Tasogare no kuni jū
Seppuku è scritto con i kanji che significano "pancia" cioè hara e "tagliare" cioè kiri. Credo quindi che si possa pronunciare in entrambi i modi.
Tuttavia Seppuku assume il significato più ampio del concetto di suicidio cerimoniale del bushi ed è un termine credo più ricercato.
Ovviamente gli americani hanno esportato nel mondo harakiri perchè pronunciare seppuku per loro è un pò difficile.

Quanto al seppuku contemporaneo mi pare che l'ultimo fosse stato quello di Mishima... almeno se consideriamo il seppuku rituale con tutti i crismi.
Per il resto, il suicidio in Giappone è ancora parecchio diffuso, ahime anche tra i giovani con la percentuale più alta del mondo.
Questa propensione al togliersi la vita nel mondo attuale, io la vedo legata non solo alla assenza o alla promiscuita della religione in Giappone, ma soprattutto a una società rigorosa e rigida che stronca i diversi.
Nella società giapponese esistono meccanismi di espulsione sociale ed emarginazione che non possono comprendersi facilmente da un occidentale. Si rischia di perdere il lavoro per non aver chiesto scusa.
Per un italiano poi, abituato a gaffe e disonestà all'ordine del giorno ad ogni livello sociale, dal fruttivendolo ai politici di spicco, può essere davvero assurdo comprendere i tratti di un educazione civica sconvolgente, di modi e abitudini complesse, di rituali legati al ripetto degli altri.

Tornando al seppuku invece, credo che almeno nella prima parte della storia, quella legata ai bushi e al sengoku, fosse più un simbolo di coraggio del guerriero.
Se pur sconfitti dal nemico, mostravano un coraggio indomito, mostravano di non essere stati piegati dal nemico, di avere ancora la forza dentro di sè di affrontare la morte in modo atrocemente doloroso.
Non solo quindi sottrarsi all'onta della sconfitta e allo scempio dei nemici ma anche simbolo di volontà e coraggio anche nella morte.

E' proprio la dimostrazione di onore e coraggio nell'atto del compiere il seppuku che caratterizza questo rituale, che secondo me, non ha nulla di macabro.
Anzi, sublimare la morte con un atto di coraggio, avendo la possibilità di salutare coscentemente il mondo è un modo molto più alto di morire piuttosto che venire ghigliottinati, giusto per fare un esempio occidentale.
Per questo motivo era concesso solo ai samurai come pena di morte.

il seppuku nel periodo Edo poi, trova proprio nella pena la sua destinazione visto il secolo di pace a seguito della riunificazione. In una società e in un governo completamente basato sui guerrieri, anche le pene e le regole soggiaciono a una filosfia guerriera.
In questo caso il Seppuku concede ai samurai di morire con onore, invece che morire giustiziati come criminali, concede di ottenere un distacco di casta persino nella morte.

Ma il concetto principe relativo al seppuku, specialmente dopo le grandi guerre del Sengoku, è, secondo me, il riscatto dell'onore. La dimostrazione ultima del coraggio monda da ogni disonore, colpa o ingiustizia commessa.
Il seppuku viene quindi utilizzato dai samurai per dimostrare di non avere colpe delle accuse ricevute, o per riscattarsi dalle stesse se effettivamente il samurai fosse responsabile e persino come estrema forma di protesta, unica leva che un samurai poteva vantare per andare contro il proprio signore.

In una società guerriera, il coraggio è un valore così grande che chi lo dimostra ottiene grande onore. Quale coraggio più grande quindi del togliersi la vita per mano propria in modo estremamente doloroso?



Sul discorso del dito degli yakuza potrebbero esserci delle analogie, ma in fondo la yakuza esisteva già ai tempi dei samurai, quindi credo che si possa pensare a un rituale già presente ai tempi che è stato tramandato parallelamente.
Il discorso dell'onore nei criminali poi è sempre molto discutibile...



#15
Pacifico

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Certo è che darsi la morte in tal modo, seppuku, harakiri o jigai che sia, è cosa incredibile sotto diversi punti di vista, frutto di diverse componenti che hanno cratterizzato usi e costumi del popolo giapponese, dalla esclusività della casta guerriera alla devozio0ne per il proprio signore, dalla difesa dell'onore alla dimostrazione di coraggio verso il nemico vincitore in battaglia, sono tutte espressioni tipiche di una ambientazione che ha costituito le premesse e le basi di tale usanza.
Anche noi abbiamo avuto un medio evo, una classe guerriera culminata per grandiosità ai tempi dei crociati, tanti ideali da difenre, il proprio onore, la fedeltà ecc., ma oltre ai diversi usi e costumi condizionanti la vita di tutti, abbiamo avuto una differenza sostanziale che non si può assolutamente disconoscere: la religione cristiana, diversa dalle religioni praticate in giappone. Quindi, altri valori da difendere ed uno tra tutti la possibilità negata di disporre della propria vita. Il suicidio è sempre stato un peccato mortale, per cui una pratica che una persona religiosa, per quanto combattente, non avrebbe potuto mai mettere in atto, pena la dannazione eterna.
Condivido il pensiero che non vi sia nulla di macabro nel suicidio tradizionale giapponese molto coinvolgente per la prassi utilizzata ed i risvolti pratici e morali.
Pensando agli scandali ed alla disonestà dilagante nel nostro occidente, senza dire alltro in merito alla politica, alle truffe, alle azioni contro i minori ecc. ecc., la lista sarebbe lunghissima, sarebbe forse auspicabile che tale tradizione fosse presente anche nella nostra siocietà.
Mi sono mantenuto sul vago per non rischiare il suriage del mio intervento, almeno spero. Immagine inserita

#16
Gisberto

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... la religione cristiana, diversa dalle religioni praticate in giappone. Quindi, altri valori da difendere ed uno tra tutti la possibilità negata di disporre della propria vita.


Prima di fare del qualunquismo, ricordiamoci che l'accettazione del martirio non è proprio cosa da nulla, anzi a mio avviso si potrebbe tranquillamente fare qualche parallelismo tra le due forme di distacco volontario dalla vita; la differenza piuttosto è che nel cristianesimo non c'è un legame esclusivo con una casta o ceto sociale.

Inoltre poi l'occidente non è solo cristianesimo: giusto per fare un esempio di "scelte radicali" ricordiamoci de "la morte consapevole che si autoimpose Socrate". (mitico Battiato :laugh:)
Gisberto (ex nick Koala)

Persevera nell'addestramento come se fossi una spada che deve essere forgiata con il più puro dei metalli. (Takuan Soho)

#17
Kentozazen

Kentozazen

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Concordo su molte cose, però io mi domandavo proprio questo:
è vero che l'ultimo seppuku fu quello di Mishima? Inoltre non mi pare che in quel caso si sia seguito alla lettera il rituale codificato...
Concordo sul fatto che Mishima abbia rappresentato un episodio significativo, ma la cosa si lega anche al particolare carattere del personaggio ed alla sua popolarità.
Anche sulla Yakuza non mi soffermerei molto all'aspetto criminale, penso che ci sarebbe da dire molto e non credo che il fenomeno yakuza si possa liquidare con una divisione tra buoni e cattivi. Certo questa organizzazione è assimilata a buona ragione alla nostra mafia, tuttavia iò suo ruolo nella società nipponica non è esattamente lo stesso. Esistono infatti ambiti in cui la Yakuza è considerata quasi un potere ufficiale in Giappone...penso che anche questo aspetto dovrebbe essere visto sotto un'ottica differente. Con ciò non intendo certamente giustificare atteggiamenti criminali, ma bisogna ricordare anche che tanti atteggiamenti giudicati dalla nostra contemporanea società come criminali per i samurai del periodo Edo erano comportameti comuni e privi di alcun biasimo morale.
Eviterei di entrare nel tema etico, almeno io in questo caso mi sarei concentrato sulle eredità del passato.
Un'ultima cosa tra le parole di Yama (che in generale approvo) , non direi proprio che in Giappone ci sia assenza di religione, al contrario io l'ho sempre vista ben presente e sentita ( ben più che qui in Italia) pur in un contesto eterogeneo e con forti spinte reazionarie rispetto alla rigidità del passato.
Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

#18
Matteo

Matteo
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  • Friuli no kuni jū
se in giappone non esiste la religione in italia non esiste la pizza o la pasta...
religione non va inteso con il termine "cattolico"

il suicido di mishima ebbe molti "incidenti"....

comunque il concetto del suicidio rituale per espiare una colpa o riscattare qualcuno è diffuso in tutto l'oriente




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