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Lo Scimmiotto


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2 risposte a questa discussione

#1
mauri

mauri

    Venator

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  • Toscana no kuni jū

Qualcuno lo ricorderà per i disegni di Milo Manara, ma l'idea di base è questo libro:

 

File Allegati  851629a314c0228e2476b1703c719f9a_w240_h_mw_mh_cs_cx_cy.jpg   86,5KB   0 Numero di downloads

 

RISVOLTO

Uno dei quattro grandi romanzi classici cinesi, Lo Scimmiotto, fu scritto dal letterato Wu Ch’êng-ên nel secolo sedicesimo, ma il materiale della storia è un immenso ciclo di leggende che si era accumulato per centinaia di anni intorno al «viaggio verso l’Occidente» – cioè verso l’India – del monaco Hsüan Tsang, poi detto Tripitaka, per raccogliervi scritture sacre buddiste e introdurle in Cina. La vicenda comincia con la nascita di una scimmia da un uovo di pietra: è lo Scimmiotto, che presto sarà eletto Re delle Scimmie. Essere prodigioso e beffardo, dalla inesauribile vitalità, Scimmiotto adopera astuzie e artifici magici per diventare immortale e, poi, per portare lo scompiglio e la guerra nel cosmo, subissando i celesti con le sue sempre eccessive trovate – ed è una delizia seguire il turbamento provocato nei cieli cinesi, affollatissimi di esseri divini, da questo indiavolato trickster. Infine, nella seconda parte, Scimmiotto, assieme a due altri compagni – Porcellino e Sabbioso, che simboleggiano due potenze dell’essere umano – si riscatterà dalle sue malefatte aiutando Tripitaka nel suo arduo viaggio.
Tutto il libro è un moto inarrestabile di fatti e sorprese, un grande romanzo di avventure che ne contiene in sé tanti altri. Aprendosi la strada nella selva di queste vicende il lettore si renderà conto a poco a poco che Lo Scimmiotto è anche un’allegoria, un viaggio mistico, una satira sociale, e vi scoprirà un immenso repertorio di pratiche e tradizioni religiose. Il cielo e i suoi abitanti sembrano qui essere un travestimento della terra e degli uomini, la terra una continuazione del cielo: sfrontatezza e devozione, familiarità con la natura e i suoi prodigi, sapienza psicologica, diffusa ilarità convivono tranquillamente in questo mondo fondato sulla magia, in queste vicende che sembrano fatte per essere raccontate a dei bambini e insieme sono cariche di sottintesi, sicché giustamente ebbe a dire di questo romanzo il suo congeniale traduttore, il grande sinologo Arthur Waley: «Lo Scimmiotto è unico nel suo complesso di bellezza e assurdità, di profondità e insensatezza».

 

Preso da: http://www.adelphi.i...o/9788845900686

 

Per chi non ricorda Manara:

 

File Allegati  8651738608d6d098c2c2fd80c174df0a.jpg   104,04KB   0 Numero di downloads

 


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

Ernst Jünger


#2
getsunomichi

getsunomichi
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  • Milano no kuni jū
Non mi ricordavo che Manara avesse illustrato questo racconto.
La quarta di copertina è interessante.
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月の道

#3
mauri

mauri

    Venator

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Purtroppo non ho  conocenza della lingua Cinese, le traduzioni, a parte rari casi, mi sembrano un pò tutte uguali, si usano  gli stessi termini, le sfumature che sicuramente danno sapore, sembrano dettate dallo stesso crogiuolo.

Quando leggo un libro come questo mi limito al contenuto nudo, in questo caso lo trovo simile ad altri di autori anche Giapponesi, le storie hanno lo stesso fine ed i concetti si possono specchiare gli uni con gli altri.


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

Ernst Jünger





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