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G.Luca Venier

G.Luca Venier

Registrazione 29 gen 2011
Offline Ultima Attività Oggi, 06:37

Sano Art Museum

Ieri, 07:07

Il Sano Art Museum (佐野美術館 Sano Bijutsukan) è un museo creato nel 1966 da Sano Ryūichi, noto imprenditore e fondatore dell'importante compagnia di prodotti chimici Tekkōsha.

Il museo si trova nella città di Mishima, nella prefettura di Shizuoka, a circa 2 ore di treno dal centro di Tokyo e contiene una raccolta di circa 2500 oggetti tra cui un'importantissima collezione di spade.

Uno dei pezzi forti di questa collezione è un'importante naginata firmata Bizen no kuni Osafune-jū Nagamitsu tsukuru (備前国長船住人長光造) classificata Tesoro Nazionale.

 

Benchè tecnicamente sia un museo privato, è gestito e organizzato come un moderno museo pubblico (si visita con le scarpe e vi è un attrezzato book shop) e propone un fitto e interessante programma di mostre temporanee i cui temi spaziano dall'oplologia giapponese alla ceramica, dalla calligrafia all'arte grafica contemporanea.

 

Il Sano Museum collabora inoltre a pubblicazioni estremamente interessanti che riguardano il mondo della nihonto, edizioni che arricchiscono la libreria di ogni studioso.

 

Avvertenza: lo spazio espositivo del museo non è grandissimo e in genere è quasi interamente occupato dalle mostre temporanee. Resta sempre un piccolo angolo di mostra permanente dove vengono proposte a rotazione alcune delle opere più significative della collezione ma, se l'obiettivo è quello di vedere solo le spade, è sempre meglio controllare il tema della mostra in corso, per non rimanere delusi (e non fare un viaggio piuttosto lungo a vuoto).

Ad esempio, durante la mia ultima visita, erano esposte tre meravigliose statue lignee risalenti al periodo Heian ma non la famosa naginata; per il resto il museo era occupato dalle opere inerenti alla mostra in corso, che non aveva nulla a che fare con la nihonto.

 

 

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Adiacente al museo vi è un meraviglioso giardino, che merita senz'altro una sosta.

 

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Per info dettagliate:

http://www.sanobi.or.jp/eng/

 

La prossima mostra in calendario che riguarda il tema che ci interessa sarà:

"The Glory of Japanese Sword"

Si terrà dal 7 gennaio al 16 febbraio 2020.

 

Se qualcuno avrà modo di andarci credo non resterà deluso.

 

:arigatou:


Bollettino NBTHK Traduzioni in inglese 2012-2018

07 novembre 2019 - 07:40

Come molti di noi hanno da tempo notato, sul nuovo sito della NBTHK non era più possibile trovare le traduzioni dei bollettini arretrati, come invece accadeva nel vecchio sito, ma solo quelle degli ultimi mesi in corso.

Ho fatto notare questo problema in NBTHK e, molto cortesemente, hanno provveduto ad inserire nuovamente le traduzioni fino al 2012. Pare che non abbiano più in archivio i pdf anteriori al 2012 ma, intanto, è già un passo avanti.

Curiosamente, sembra che siamo stati gli unici, in Occidente, ad accorgersi del problema. O, quantomeno, a farglielo notare.

A scanso di equivoci, consiglio caldamente di salvare i pdf su chiavetta per tutelarsi da futuri insospettabili black out.

https://www.touken.o...backnumber.html

La scuola Dotanuki: alcune riflessioni

01 agosto 2019 - 22:22

A questa scuola si è accennato varie volte qui nel forum.

Per prima cosa è importante chiarire che il termine Dotanuki è un semplice toponimo, ossia il nome del villaggio in Higo in cui la scuola era attiva. Non ha altri significati.

In altri contesti, come quelli televisivi e cinematografici, il nome viene traslitterato con kanji diversi, a significare "la spada che taglia il torso", ma è solo un espediente romanzesco. Questa versione dei kanji non è riportata in alcun documento antico e tantomeno nelle mei delle spade.
Talvolta questa traslitterazione viene tirata in ballo anche dagli studiosi e appassionati occidentali (il più delle volte per errata informazione) ma, come detto, si tratta di invenzione letteraria.

Si dice che questa scuola sia la diretta discendenza della scuola Enju. Può darsi benissimo e non è mia intenzione mettere in discussione una tradizione secolare, più o meno accettata da tutti.
Posso peró affermare, avendo potuto esaminare da vicino alcune spade di entrambe le scuole, di non aver trovato alcuna somiglianza stilistica tra le ultime lame Enju e le prime Dotanuki. Tantomeno con le Enju del periodo migliore.
Anche le lame Dotanuki realizzate nel periodo Shinshinto non somigliano a Enju e sono perlopiù in stile Bizen, come peraltro già accade in quelle del periodo Muromachi.

Credo sia probabile che gli ultimi esponenti della scuola Enju, ormai in declino, possano essere confluiti naturalmente nella Dotanuki, poiché abitavano nella stessa area geografica. Da qui la discendenza.
Però, tecnicamente e stilisticamente parlando, sono spade diverse e le differenze sono piuttosto marcate.

Magari esisterà una paradigmatica Dotanuki che mostra la connessione con Enju ma, al momento, non sono riuscito a trovarla in nessun testo o museo o collezione privata. Forse la cosa migliore sarebbe contattare gli eredi di Kinnosuke Yorozuya e chiedere di poter vedere la collezione del padre !

Il momento di maggior successo di questa scuola è legato alla figura di Kato Kiyomasa che porterà con se alcuni spadai Dotanuki come armaioli sul campo, durante la sua vittoriosa campagna di Corea.

Durante il periodo Shinto non se ne sente più parlare, probabilmente perché il gusto della committenza è nel frattempo radicalmente cambiato e queste lame, un po rozze, hanno perso il loro appeal.

Comunque nel bakumatsu le lame Dotanuki tornano ad essere apprezzate per le qualità pratiche dimostrate sui capi di battaglia. Vi sono lame di quel periodo davvero notevoli, anche dal punto di vista estetico.

Una singolare particolarità della Dotanuki è il fatto di essersi guadagnata il titolo di wazamono globalmente come scuola e non (come di norma) a livello individuale. La notizia, vado a memoria, è riportata dal Fujishiro. Ma il dato è da verificare.

Tra le lame Dotanuki gli horimono sono molto rari.

Le mie impressioni personali ? Ho trovato le Dotanuki della fine del Muromachi un pò pesanti, sono generalmente spesse, ma non troppo lunghe; quindi non goffe nel maneggio ma neanche agilissime. Mi hanno dato la sensazione di essere un buon attrezzo, piuttosto che una buona spada (non riesco a spiegarlo meglio). Senza dubbio molto robuste e adatte ad un braccio altrettanto robusto. Probabilmente una buona scelta per stare sul campo lunghi periodi, senza troppi patemi di manutenzione e rotture inopportune, a patto di essere in grado di utilizzarle senza stancarsi presto.
Tagliano pure bene e danno un certo senso di rustico affidamento; del tipo, ci taglio la legna la sera e ci vado in battaglia al mattino..
E, tutto questo, senza spendere un capitale in ryo (mica tutti nascono kuge..).

Le Dotanuki dello Shinshinto sono diverse; possono mostrare un sugata anche molto elegante, seguendo il gusto del periodo che ama recuperare le forme delle lame classiche. La hada appare forgiata assai bene e in modo compatto, al contrario di quelle del Muromachi che mostrano a volte una grana del metallo un po grezza. La linea di tempra è spesso in stile Bizen e può esserci un midare utsuri ben visibile.
Sono stilisticamente più raffinate e apprezzabili, dal nostro punto di vista, tuttavia mantengono un aspetto di ottima praticità, soprattutto quelle realizzate dopo il 1850. In questo senso non vengono meno alla loro tradizione.