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Foto

primo wakizashi


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27 risposte a questa discussione

#1
rob

rob
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  • SU no kuni jū

mi stavo allargando troppo in una sede non indicata ed opportunamente sono stato invitato ad aprire una scheda tecnica in questa sezione: scusate ma sono di primo pelo e le regole non le ho ancora assimilate, come pure scusate per la sheda se non sarà pienamente "tecnica".

Per farla breve, vi presento la prima delle due lame:

Wakizashi (sola lama)

peso                               g       430

lunghezza tot.              cm        56.3

nagasa                         cm        44.0

nakago                         cm        12.3

sori                               cm          1.3

larghezza lama            cm           3.0

kissaki                          cm           3.9

mei                       伯州住廣賀        Haku shu ju Hiroyoshi

 

File Allegati  00000.jpg   57,32KB   6 Numero di downloads File Allegati  00001_01.jpg   46,34KB   5 Numero di downloads

File Allegati  00005_0091_000042 - Copia.jpg   46,69KB   4 Numero di downloads

File Allegati  00006_0092_000043 - Copia.jpg   61,29KB   5 Numero di downloadsFile Allegati  00007_0093_000044 - Copia.jpg   60,04KB   4 Numero di downloadsFile Allegati  00008_0094_000045 - Copia.jpg   53,05KB   5 Numero di downloadsFile Allegati  00009_0095_000046 - Copia.jpg   69,55KB   4 Numero di downloadsFile Allegati  00010 - Copia.jpg   40,89KB   5 Numero di downloadsFile Allegati  00011 - Copia.jpg   47,71KB   4 Numero di downloadsFile Allegati  00012.jpg   47,92KB   5 Numero di downloadsFile Allegati  00013 - Copia.jpg   49,88KB   5 Numero di downloadsFile Allegati  00014 - Copia.jpg   43,5KB   6 Numero di downloadsFile Allegati  00015 - Copia.jpg   62,48KB   4 Numero di downloadsFile Allegati  00016 - Copia.jpg   193,44KB   5 Numero di downloadsFile Allegati  00017_0096 - Copia.jpg   169,65KB   4 Numero di downloadsFile Allegati  000043bis - Copia.jpg   232,48KB   4 Numero di downloadsFile Allegati  00004_0090_000041.jpg   242,13KB   5 Numero di downloadsFile Allegati  TRADUZIONE MEI.jpg   373,21KB   4 Numero di downloads

 

File Allegati  nakago.jpg   247,37KB   4 Numero di downloads



#2
G.Luca Venier

G.Luca Venier
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  • PN - FI - LU no kuni jū
Grazie per averci presentato una scheda di questo tuo wakizashi.
 
La mei dovrebbe leggersi "Hakushu ju Hiroyoshi".
 
La scuola Hiroyoshi in Hoki viene fondata nel periodo Bunmei (1469-1487) da Saino Hiroyoshi. Sembra che Hiroyoshi nidai sia stato allievo di Tsunahiro (scuola Soshu). Questo forgiatore sarà il capostipite di una numerosa famiglia di forgiatori con lo stesso nome, fino al periodo Edo. Dei primi Hiroyoshi non sono rimaste molte lame ma lo stile di forgiatura mostra una netta influenza del Soshu den.
La hada è generalmente ko itame con nagare, e masame lungo lo shinogiji.
 
Venendo alla tua lama: per fare un confronto con la mei ho in repertorio solo due oshigata di un Hiroyoshi datato all'era Eiroku (1558-70) e lo stile è del tutto diverso. Inoltre il nakago di queste due lame ha una forma abbastanza particolare, piuttosto affusolato, che non corrisponde. Credo che non sarà semplice confermare l'autenticità di questa mei dato che gli Hiroyoshi che firmano "Hakushu ju" sono parecchi.
 
Per quanto riguarda lo stile, se si può vedere l'influenza del Soshu in questa lama, non mi azzardo per adesso ad esprimere un parere. Mi prendo un pò di tempo per esaminare meglio le foto. Magari nel frattempo qualcuno ha l'occhio più "lungo" del mio.  :arigatou:

#3
rob

rob
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  • SU no kuni jū

grazie! anche se all'epoca qualche furbacchione, e ce n'erano, abbia voluto millantare un valore aggiunto, mi interessa poco.  Al di la della autenticità della mei, mi basterebbe sapere che la lama è d'epoca e sarei già pienamente soddisfatto. Quello che cercavo era un oggetto con un passato, non una riproduzione.

Quindi,   anche solo un parere tecnico sarebbe molto gradito,  prescindendo dalla firma :arigatou:

p.s. il nakago di quelle che citavi è un qualcosa di simile?

File Allegati  oshigata hiroyoshi.jpg   81,93KB   4 Numero di downloads



#4
G.Luca Venier

G.Luca Venier
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  • PN - FI - LU no kuni jū

La lama è certamente un' autentica nihonto. Dal tipo di sugata si potrebbe, a mio parere, collocare cronologicamente nel medio/tardo Edo (salvo errori ed abbagli).

Non dico che sia gimei. Solo che, senza confronti, è difficilissimo per me capire se la firma è "buona" o meno e, soprattutto, a quale Hiroyoshi si riferisce. 

Sarebbe interessante esaminare dal vivo questa lama poichè se si confermasse un' impostazione stilistica riferita al Soshu tornerebbe bene anche la firma. A quel punto si potrebbe inquadrare le lama con una certa precisione sia come scuola che come cronologia.



#5
Simone Di Franco

Simone Di Franco

    YamaArashi

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La lama non è in buon stato di conservazione e la presenza di un certo numero di ware o comunque la grana piuttosto aperta dell'acciaio fanno pensare a una lama un pò stanca.

In queste condizioni è difficile dire qualcosa sullo stile, mi dispiace, ma mi sento di dire che è una lama originale e con qualche anno sulle spalle

Anche io sulla firma e sull'epoca non riesco a sbilanciarmi, non mi pare recentissima, però il nakago è spesso e con gli spigoli abbastanza netti, non mi dà la sensazione di una lama molto antica.

La sugata e le altre caratteristiche generali non mi dicono  molto soshu, ma in queste condizioni tutto potrebbe essere.

 

L'unica, come dice Gianluca, è vedere se si trova un riferimento che confermi la mei




#6
rob

rob
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La lama è certamente un' autentica nihonto. Dal tipo di sugata si potrebbe, a mio parere, collocare cronologicamente nel medio/tardo Edo (salvo errori ed abbagli).

Non dico che sia gimei. Solo che, senza confronti, è difficilissimo per me capire se la firma è "buona" o meno e, soprattutto, a quale Hiroyoshi si riferisce. 

Sarebbe interessante esaminare dal vivo questa lama poichè se si confermasse un' impostazione stilistica riferita al Soshu tornerebbe bene anche la firma. A quel punto si potrebbe inquadrare le lama con una certa precisione sia come scuola che come cronologia.

per confronto intendi con un'altra lama fisicamente in mano o anche solo esaminando un articolo? 

stavo leggendo questa pubblicazione ma difettandomi le basi per ricavarne granchè mi sono perso, quindi metto il link, di sicuro ci sarà chi può farne miglior uso

http://www.nihontocr...on_no_Toko.html



#7
G.Luca Venier

G.Luca Venier
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Poter confrontarsi con una lama reale sarebbe la cosa migliore e toglierebbe ogni dubbio. Però si dovrebbe aver la fortuna di rintracciare una lama che sia certamente dello stesso autore. In difetto si ricorre agli oshigata, che sono disegni, o a delle foto. In questo caso si trova facilmente materiale sugli Hiroyoshi del tardo Muromachi.

#8
G.Luca Venier

G.Luca Venier
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Ad esempio questa lama:
http://www.samuraisw...yoshi/index.htm

Si può vedere chiaramente che la mei non corrisponde ed il nakago ha una forma molto particolare.
Però, in certi punti, ci vedo anche una hada piuttosto "aperta" che è molto evidente pure nella tua lama. Probabilmente ha ragione Simone ed appare così perché la lama è stanca ma io sarei comunque curioso di vedere dal vivo questo wakizashi, poiché magari si tratta di un Hiroyoshi più tardo e non è comune una hada così aperta in pieno Shinto. Potrebbe essere un "retaggio" della scuola.



#9
rob

rob
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signori, la cosa si fa interessante! e pensare che osservando quel tantò mi aveva colpito la somiglianza dell'Hamon, alla tessitura superficiale del metallo non avevo proprio dato peso :ciuccio:  qui c'è da ascoltare e  imparare :prostro: :prostro: :prostro:



#10
rob

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devo dire che alla ricezione del wakizashi sono rimasto colpito dallo stato di conservazione: nelle foto del venditori sembrava una lama con molto ossido sulle superfici e invece mi sono reso conto che la situazione era migliore di quanto mi aspettassi. Ero preparato ad un lavoro di restauro ma qualcuno era intervenuto con una politura non prevista cosi che la ruggine visibile nelle foto era ridotta ad tracce di ossido nemmeno troppo evidenti e per il resto uno splendore di riflessi. Sarà che era la mia prima lama ma è veramente bella, nelle finiture  e nella perfezione delle linee, semplici, essenziali nella loro precisiome. Non sono un esperto, le mie considerazioni sono quelle di uno che da poco si è avvicinato a questo campo, ma  la tecnica che trascende nell' estetica penso di saperla riconoscere al di la di terminologie e competenze specifiche che non possiedo. Faccio solo una considerazione: ammirando questa lama, io per primo e tutti gli altri che l'hanno potuta vedere da me, tutti abbiamo avuto la sensazione di trovarci di fronte ad un oggetto più grande di quanto fosse realmente e questa senzazione si ripete ogni volta che la guardo.

Comunque, ieri dato che avevo del tempo libero, mi sono messo a trafficare per realizzare una tsuka per il mio wakizashi: quattro ore passate senza accorgermene, fuori da qualsiasi altro pensiero, un tempo solo per me stesso, di totale rigenerazione psicofisica. Il risultato non sarà tecnicamente a regola d'arte ma mettendo insieme i vari componenti ch già avevo, sono arrivato a questo primo assemblaggio. Premetto che lo tsuka ito non è seta ma semplice fettuccia di cotone ma tutto il resto è "a norma", tsuba, seppa, menouki, koshira e fuchi del periodo EDO, la same acquistata e tagliata a misura, mentre l'habaki me lo sono fabbricato con piattina di rame(la cosa più laboriosa in tutto il processo ed ancora da rifinire). Quando mi arriva lo tsukamaki in seta preparerò il vestito buono, ma nel frattempo non ho saputo resistere anche se col materiale adatto il lavoro sarebbe stato forse più facile, oltre che tecnicamente migliore.

Alcune considerazioni vanno fatte: ci sono più di mille anni dietro quest'arte e si capisce perchè non hanno mutato quasi nulla nel tempo: le due valve dell'impugnata, una volta rastremate e sagomate sul nakago, si riducono ad uno spessore irrisorio e basterebbe un piccolo colpo per farle sbriciolare nelle mani ma i rinforzi del fuchi, del kashira contengono ed assorbono le sollecitazioni. Il rivestimento in pelle di pesce violino, coriaceo, resistentissimo, una volta bagnato, ritagliato, assestato sul legno e lasciatp asciugare, ritagliato poi ed incollato, lega ed irrobustisce in un modo incredibile il tutto. Mentre lo maneggi e lo rifili, ti accorgi della sua ruvidezza ed efficianza in termini di grip e non sono tanto le migliaia di rilievi semisferici presenti sulla sua superficie a migliorare l'aderenza, ma la sua natura abrasiva che cosi come ti raschia la pelle, cosi si aggrappa alla seta dello tsukaito con una tecnica che avremmo scoperto mille e più anni dopo: la chiusura "velcro". Se poi consideriamo che tale nastro avvolgente è posizionato con tensione di vari chili ad ogni giro, il tutto va a creare una sinergia di azioni che rendono l'impugnatura pressochè indistruttibile(nel normale uso).

Chapeau!!! 

File Allegati  _DSC0447.JPG   53,02KB   2 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0450.JPG   99,79KB   2 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0452.JPG   125,06KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0453_01.JPG   65,5KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0455.JPG   214,31KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0456.JPG   144,89KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0457.JPG   109,34KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0459.JPG   60,1KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0463.JPG   63,54KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0466.JPG   74,8KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0468.JPG   58,38KB   1 Numero di downloads File Allegati  _DSC0474.JPG   93,16KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0476.JPG   128,12KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0473.JPG   91,71KB   1 Numero di downloads



#11
Renato Martinetti

Renato Martinetti
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pesce violino, chiamamola razza, è più immediato. Il samè è ruvido di suo, prima di ritagliarlo e montarlo sulla tsuka va trattato con un migaki-bake (pennello per politura) e poi lasciato un pò a bagno nel tè per colorarlo ed evitare l'effetto bianco "iaito". Spero poi, visto che comunque questa lama presenta un hamon apprezzabile, che quando hai costruito l'habaki non hai preso troppo a mazzate la lama, che comunque sembra buona.

Anche sulla firma non sarei così pessimista, questo non è certamente Kyomaro e mi sembra improbabile il voler falsificare fabbri non molto conosciuti, magari chissà sto Hiroyoshi di che generazione sarà..la lama sembra un pò consunta, però le chiazze di ossidazione rossastra sul nakago mi farebbero propendere per un shinshinto..



#12
rob

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colgo una leggera vena di disapprovazione nel tuo commento, ma innanzi tutto ti ringrazio per le osservazioni su mei e lama e subito dopo voglio assicurare che non ho minimamente violentato questa spada, ne ho avuto il massimo rispetto come un pezzo di storia merita. L'habaki è stato realizzato a parte confrontandolo col nakago ed infatti non si adatta per niente bene. Lo tsuka ito è posizionato in maniera imperfetta ma appena arriva quello in seta sarà messo a dovere. Per il resto, ho imparato più costruendo questa tsuka che leggendo un articolo dopo l'altro, ora posso tornare a studiare con una visione diversa sull'argomento :arigatou:



#13
Simone Di Franco

Simone Di Franco

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Dalle tue foto effettivamente la lama appare meglio, ma comunque mi rimangono gli stessi dubbi di prima.

Dello tsuka intanto complimenti per la manualità se questa è la prima volta.

In realtà gli tsuka più diffusi non sono in seta ma proprio in cotone. Il materiale è poi trattato con cera e a volte anche resina di pino.

Nella tecnica mi pare che tu non abbia usato gli ishigami, che invece sono una parte fondamentale per rendere l'ito più consistente e dalla estetica più piena e regolare.

Ti consiglio di cercare su amazon il libro the art of tsukamaki, un testo di riferimento in lingua inglese, con qualche nozione in più hai la stoffa per fare un bel lavoro.

Degli habaki puoi trovare qualcosa su craft of the japanese sword e art of the japanese sword, ma anche alcuni work in progress qui sul forum.




#14
rob

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Dalle tue foto effettivamente la lama appare meglio, ma comunque mi rimangono gli stessi dubbi di prima.

Dello tsuka intanto complimenti per la manualità se questa è la prima volta.

In realtà gli tsuka più diffusi non sono in seta ma proprio in cotone. Il materiale è poi trattato con cera e a volte anche resina di pino.

Nella tecnica mi pare che tu non abbia usato gli ishigami, che invece sono una parte fondamentale per rendere l'ito più consistente e dalla estetica più piena e regolare.

Ti consiglio di cercare su amazon il libro the art of tsukamaki, un testo di riferimento in lingua inglese, con qualche nozione in più hai la stoffa per fare un bel lavoro.

Degli habaki puoi trovare qualcosa su craft of the japanese sword e art of the japanese sword, ma anche alcuni work in progress qui sul forum.

grazie per le indicazioni! 

se poi posso essere utile per identificare ed inquadrare in un contesto storicamente più preciso questa lama, se mi vengono date indicazioni su cosa evidenziare con le foto, mi impegnerò   nel realizzarle con riprese particolari anche in macro se occorre; questa eviidenzia per la stoffa della hada, lato omote al confine tra  corpo e kissakiFile Allegati  _DSC0481.JPG   164,06KB   1 Numero di downloads

 

 in questa, sempre lato omote si può apprezzare la tessitura dell'Hamon con le variazioni di tempra sulla stessa hadaFile Allegati  _DSC0483.JPG   103,08KB   1 Numero di downloads



#15
Simone Di Franco

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Purtroppo questa lama è molto difficile da valutare così,

In lame in medio stato di ossidazione come la tua, distinguere la tempra da un hataraki o da un punto di ossido o da un punto di ruggine o da una apertura o da un altro difetto è estremamente difficile. Soprattutto è fuorviante, rischiamo di ipotizzare cose sbagliate.

I kantei andrebbero sempre fatti su lame polite perchè l'ossidazione cambia radicalmente la apparenza dell'acciaio.

Ad esempio quello che fai vedere nell'ultima foto potrebbe essere un tratto di O-hada che è effettivamente un tratto distintivo della scuola Soshu, però non vedo altri effetti come il nie spesso, sunagashi e altre particolarità che lo confermerebbero.

Non ci sono oppure sono solo nascosti?

Oppure la lama è stanca e quella non è hada ma solo un apertura dell'acciaio?

Sono domande a cui può rispondere solo un esperto che si è fatto l'occhio esaminadola per bene dal vivo.

 

Cmq considera che se la lama è stanca certe caratteristiche si perdono e basta e non si può più essere certi di nulla.




#16
rob

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pesce violino, chiamamola razza, è più immediato. Il samè è ruvido di suo, prima di ritagliarlo e montarlo sulla tsuka va trattato con un migaki-bake (pennello per politura) e poi lasciato un pò a bagno nel tè per colorarlo ed evitare l'effetto bianco "iaito". Spero poi, visto che comunque questa lama presenta un hamon apprezzabile, che quando hai costruito l'habaki non hai preso troppo a mazzate la lama, che comunque sembra buona.

Anche sulla firma non sarei così pessimista, questo non è certamente Kyomaro e mi sembra improbabile il voler falsificare fabbri non molto conosciuti, magari chissà sto Hiroyoshi di che generazione sarà..la lama sembra un pò consunta, però le chiazze di ossidazione rossastra sul nakago mi farebbero propendere per un shinshinto..

come dicevo, per realizzare l'habaki ho rispettato la lama; ho utilizzato una tecnica indiretta prendendo una impronta di precisione e colando poi un positivo in resina epossidica totalmente fedele al tratto interessato dalla lavorazione.File Allegati  _DSC0510.JPG   37,3KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0512.JPG   69,24KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0511.JPG   37,37KB   1 Numero di downloads



#17
rob

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portandomi avanti nella realizzazione del koshirae, utilizzando componenti d'epoca, compresa la tsuba YATSU-MOKKO presentata in un altro topic, abbinando alla saja appena rifinita( verrà laccata in nero)

ho ottenuto questo:

File Allegati  _DSC0502.JPG   30,05KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0503.JPG   90,56KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0505.JPG   53,09KB   1 Numero di downloadsFile Allegati  _DSC0508.JPG   55,57KB   1 Numero di downloads

 



#18
Simone Di Franco

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Ancora complimenti, dimostri una buona manualità e il tuo lavoro sta restiuendo dignità a questa lama.

Comunque sono sicuro che, visto che il talento manuale c'è, con un pò più di conoscenza delle tecniche tradizionali e un pò più di "precisione giapponese" potresti fare davvero degli ottimi restauri.

 

Anche sulla laccatura informati bene, usare l'urushi non è facile







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