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The school of Hizen Tadayoshi

libri

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22 risposte a questa discussione

#19
Enrico Ferrarese

Enrico Ferrarese

    Dash Kappei

  • Socio INTK
  • 2105 messaggi
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  • Venezia no kuni jū
Ma è chiaro! Secondo voi basta un libro (o 10) per ricoscere con certezza una tadayoshi?
Come hai giustamente ricordato tu stiamo parlando del gruppo di forgiatori più imitati, copiati e falsificati, senza per forza intendere le goji mei dello shodai. Le hizento si forgiarono anche con lo specifico scopo di essere smerciate fuori dal giappone...
No. È evidente che bisogna poterne studiare molte anche dal vivo. Sia di genuine che non.
Spero comunque che se mai mi capiterà, potrò riconoscerne una semza dover appunto fare confronti.

In ogni caso non è una firma che fa una lama...
Ad esempio: tra un paio di giorni chiude un asta proprio da tsuruta (visto che lo hai nominato) di una omi daijo tadahiro. "Solo" 400k jpy eppure è certificata proprio del nidai della linea principale hizen! Un yoyo saku oowazamono! E non c'è ancora una bet.
Ma se la si guarda con attenzione, pur non avendo kizu, si nota un boshi forse un pò stanco, il nioiguchi pur essendo "lontano" da quello dello shodai e del sandai, è poco brillante rispetto ad altri suo lavori, non ci sono hataraki... insomma davvero sembra una lama "mediocre", una tra le tante mille mila che ha fatto durante la sua lunga vita...
Pure la hada che dovrebbe essere tra le migliori non entusiasma poi granchè. Imparagonabile alla hizen proposta al tempo ad esempio da betadine (ricordate il thread vero?)

#20
Mc 74

Mc 74
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  • 414 messaggi
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  • lodi no kuni jū

Ciao Renato,

 

ma la foto del nakago da te postata si riferisce alla lama "non buona"?

 

Ho provato ha dargli un'occhiata, ovviamente con tutti i miei limiti. Per il momento la cosa che salta all'occhio è il Kanji KUNI che sembra incompleto, per vedere i dettagli degli altri e mi riferisco all'inclinazione e al senso d'incisione servirebbe una risoluzione migliore. Oltre le varie sfumature a livello costruttivo le firme di questa scuola  sono ricche di dettagli individuali.

 

 

Comunque se vorrai renderci partecipe sarò lieto di ascoltare.

:arigatou:


Marco C.


#21
Enrico Ferrarese

Enrico Ferrarese

    Dash Kappei

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  • 2105 messaggi
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  • Venezia no kuni jū
È dura per me fare dei raffronti SERI su una mei per giudicarne autonomamente la genuinità. Mi ci vuole un sacco di tempo in raffronti.
È vero che ci sono tendenze e particolarità tipiche di ogni singolo forgiatore con le quali si possono distinguere anche generazioni di solo 1 o 2 gradi di parentela, ma spesso è davvero molto difficile coglierle...

Io ad esempio ho impiegato 4 settimane di confronti su decine di oshigata certificate genuine per cogliere le particolarità della mei dello shodai yamashiro no kami kunikiyo rispetto a quelle del nidai... ( nel primo le incisioni superiori del kanji "shiro" sono meno orrizzontali e formano idealmente quasi 2 linee che corrono parallele, nel secondo sono meno inclinate e tendono a formare una unica linea ideale; poi nel primo nel kanji "wara" l'incisione verticale del radicale è circa la metà di tutto il kanji rispetto al secondo. Altre particolarità non sono poi così evidenti (come l'angolo inferiore destro del kanji "kuni")...

I parametri da considerare non sono pochi:
Profondità, omogeneità, stile, direzione, dimensioni, sicurezza dell'incisione... per parlare solo di come appare quest'ultima...
Poi si parla di parametri relazionati tra loro: distanza tra kanji, posizione tra loro e nel nakago, inclinazione, stile generale...
E ancora siamo distanti dal considerare tutto quello che serve...

#22
Francesco Marinelli

Francesco Marinelli

    Keiji

  • Socio INTK
  • 2403 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • Italia, Prato no kuni jū

Ciao Renato,

 

ma la foto del nakago da te postata si riferisce alla lama "non buona"?

 

Ho provato ha dargli un'occhiata, ovviamente con tutti i miei limiti. Per il momento la cosa che salta all'occhio è il Kanji KUNI che sembra incompleto, per vedere i dettagli degli altri e mi riferisco all'inclinazione e al senso d'incisione servirebbe una risoluzione migliore. Oltre le varie sfumature a livello costruttivo le firme di questa scuola  sono ricche di dettagli individuali.

 

 

Comunque se vorrai renderci partecipe sarò lieto di ascoltare.

:arigatou:

Direi che hai visto bene ;-)

 

Questa mancanza salta subito all'occhio e deve far pensare, a quel punto uno deve andare a controllare le peculiarità di tutti i kanji, possibilmente confrontando il lavoro con un altro del medesimo periodo.

 

Sicuramente questa è fatta piuttosto bene, ma si nota ancora una mancanza di "decisione/profondità" del tratto.

 

Negli ultimi anni ho fatto qualche ricerca e raffronto... so bene Enrico cosa intendi eheh


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

#23
Renato Martinetti

Renato Martinetti
  • Socio INTK
  • 732 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • Asti no kuni jū

purtroppo, la faccenda risale a prima dell'era della foto digitale, tutto quello che ho è la fotocopia malfatta di una fotografia a colori del nakago. In realtà il Kuni era completo, il tratto inferiore è mascherato dal riflesso. La lama aveva anche una buona provenienza, anche se il koshirae aveva un aspetto piuttosto vistoso, un pò da samurai buzzurro.

Da qualche parte dovrei avere la foto del nakago di un'altra Tadayoshi, appartenente addirittura ad un daisho, comprato nella notte dei tempi in Francia, da un piemontese che non ci capiva niente e che per qusto fece arrugginire il wakizashi..







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