Vai al contenuto

Welcome to INTK Forum
Register now to gain access to all of our features. Once registered and logged in, you will be able to create topics, post replies to existing threads, give reputation to your fellow members, get your own private messenger, post status updates, manage your profile and so much more. If you already have an account, login here - otherwise create an account for free today!
Foto

Tanto di Sensei Yoshindo Yoshihara


  • Per cortesia connettiti per rispondere
45 risposte a questa discussione

#19
rob

rob
  • Membri
  • 389 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • SU no kuni jū
A me sembra di avere un deja vu-
mi spiego meglio: non è un percorso evolutivo nuovo quello di questo come di molti altri grandi in vari e differenti campi creativi, allorché la loro evoluzione ha visto degli inizi di affinamento della tecnica che poi, una volta padroneggiata, li ha svincolati dalle precedenti loro creazioni per così dire, passatemi il termine "formali", con tutta la unicità di un grande esordiente. Pensiamo ai geni della pittura o della scultura o di qualunque altra forma espressiva, dai tempi di Fidia al 1300 fino al rinascimento e poi ancora dell'Ottocento fino ad oggi. Molti di loro hanno maturato ed espresso la unicità artistica creando un "loro" stile, quello che fa dire è proprio lui. Per tornare al nostro campo, citerei solo Tadayoshi Hizen e non aggiungo altro.

#20
Massimo Rossi

Massimo Rossi

    Togishi

  • Membri
  • 1915 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • sesto fiorentino Fi no kuni jū

Lunedì 10 sono da Lui con Kapp. Devo riferirgli qualcosa?

Fai i miei saluti. grazie



#21
rob

rob
  • Membri
  • 389 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • SU no kuni jū
Sarà fatto! A presto 😉

File Allegati  1a9400a5c47f0738f580d3b3266e973a.jpg   221,51KB   5 Numero di downloads

#22
Francesco Marinelli

Francesco Marinelli

    Keiji

  • Socio INTK
  • 2412 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • Italia, Prato no kuni jū
Bellissima foto Rob!!

Yoshindo sensei parlucchia inglese, sua moglie un poco meglio.

In riferimento a questa domanda ne ho parlato a lungo con Kapp, la risposta non è così semplice da dare, potrei (oppure Gianluca) chiedergli se avesse voglia di metterla per iscritto e mettere l'articolo sul bollettino.

Di base, strutturalmente parlando, i grandi nomi del passato hanno forgiato con una hada molto fitta, dalla scuola Awataguchi alla Hizen e via dicendo, perché?

Mi spiegava che questa tipologia di hada non è solo frutto del numero di orikaeshi, ma anche di una esatta temperatura alla quale lavorare.

Quindi Yoshindo sensei è perfettamente cosciente di quello che realizza.
Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

#23
rob

rob
  • Membri
  • 389 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • SU no kuni jū
Esattamente quello che sia Kapp che Yoshindo mi hanno spiegato. La temperatura alla quale tiene il metallo durante la lavorazione è più alta del solito ma per farlo, utilizza un tahamagane di altissima qualità, che non degrada al di sotto dell'ottimale contenuto di carbonio partendo da una percentuale maggiore. Altro materiale non reggerebbe questo tipo di lavorazione. Sul perché della sua scelta tecnico stilistica, Kapp ha preso la parola sottolineando le scelte tecniche ma non quello che volevo sapere mentre Yoshindo sensei mi ha guardato, non ha detto niente, se ne è uscito con un sorrisetto sornione, è andato nell'altra stanza ed è tornato con un wakizashi hirazukuri con un horimono splendido fatto sempre da lui e per risposta alla domanda, mi ha dato in mano una katana oltre i 70cm di Nagasa con muji hada. Con buoni occhiali la grana si vede, altro che, c'è ma non salta subito fuori con i nie ed i chikei che ho visto finora. Mi ha citato Choii AOE e col suo inglese unito al mio, avrei capito che si è ispirato a quel maestro nel realizzarla. Poi un'altra oretta l'abbiamo trascorsa a fotografare il wakizashi con la promessa di mandargli le foto in originale. Un paio di scatti li posto appena ritorno. Tra l'altro l'anno scorso sono stati in Sardegna, a Carloforte. Praticamente sono passati davanti a casa mia☺ Belle persone

#24
G.Luca Venier

G.Luca Venier
  • Socio INTK
  • 2717 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • PN - FI - LU no kuni jū

Choii Aoe ?  :confused:

 

Forse si riferisce al saka choji hamon di Aoe, non ad un forgiatore. Sarebbe perfettamente comprensibile, poichè è un hamon di ispirazione Ichimonji e lo stile principale di Yoshindo, per sua stessa ammissione, è Bizen Ichimonji. Com'era il sugata ? Ed il deki dell'hamon ?

 

Di fatto, di questo tanto, non ci ha detto nulla. Peccato.



#25
rob

rob
  • Membri
  • 389 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • SU no kuni jū
Io la tua domanda gliela ho posta ben chiara, anzi, gliela ho fatta leggere a Kapp. Hai ragione, ha citato ichijmonji, choji e bizen. Nell'hamon non si vedono assolutamente nie, c'è un leggero hadori che segue il contorno dell'habuchi con discrezione, poi solo nioi. Del sugata ti posso dire poco perché ci siamo concentrati sulla tipologia di hada. È superfluo che ti dica che era stupenda con una jihada chiara ma non per questo meno contrastata. Ha citato pero', sempre Yoshindo, la kirimen e la konuka hada volendo suggerire, credo ma è stata una mia impressione, che la sua scelta non è campata in aria ma affonda bene le radici nella tradizione.Il boshi era ko maru molto preciso, ma non entro in altri particolari perché è sparita presto nella shirasaya, c'era traffico con noi tre e le loro mogli che portavano il the nel soggiorno.
Francesco, non è mia la foto delle sakura

#26
Enrico Ferrarese

Enrico Ferrarese

    Dash Kappei

  • Socio INTK
  • 2113 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • Venezia no kuni jū
Strano però che proprio yoshindo e kapp la raccontino leggermente diversa proprio in uno dei loro libri...nel senso che se il tahamahagane perde troppo carbonio lo possono sempre arricchire... se non ricordo male o se non ho letto fishi per fiashi!

#27
G.Luca Venier

G.Luca Venier
  • Socio INTK
  • 2717 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • PN - FI - LU no kuni jū

Grazie Rob  :arigatou:

 

Nessuno ha mai pensato che un forgiatore di qualità come Yoshindo possa fare scelte campate in aria. Ci si  chiedeva quanto spazio ci possa essere per l'ispirazione personale all'interno di un procedimento tecnico che preclude le libertà espressive concesse ad altri mezzi, quali la pittura o la scultura.

 

Parlando di choji Aoe ed Ichimonji, può tornare bene il deki in nioi assieme ad una hada che si ispira alla chirimen. Sarebbe stato fondamentale capire su che tipo di sugata Yoshindo ha scelto di lavorare, proprio per valutare a pieno il suo stile personale.

 

E' evidente, comunque, che per quanto concerne la hada c'è una tendenza estetica verso gli stili più compatti, indipendentemente dallo stile dell'hamon. Probabilmente anche grazie alla reperibilità di un certo tipo di materia prima. E' una "moda" dettata dal gusto del momento, come Yoshindo ha più volte confermato.



#28
Massimo Rossi

Massimo Rossi

    Togishi

  • Membri
  • 1915 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • sesto fiorentino Fi no kuni jū

Sarà fatto! A presto

attachicon.gif1a9400a5c47f0738f580d3b3266e973a.jpg

Roberto, le hanno viste le foto che ho postato del Tanto di Yoshindo?



#29
rob

rob
  • Membri
  • 389 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • SU no kuni jū
No, io avevo solo il cellulare e senza wifi, gli ho detto comunque che lo avevi postato la settimana scorsa e che il dibattito si era animato, quindi lo sanno e se accedono al forum, sicuramente andranno a vederlo. Le domande che gli ho posto sono partite proprio dalla premessa che avevi postato la sua lama polita

#30
getsunomichi

getsunomichi
  • Membri
  • 787 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • Milano no kuni jū
Avrei dovuto immaginarlo.

Detto che interpretare i giapponesi è sempre arduo, talvolta persino per un giapponese, la risposta del maestro credo sia stata abbastanza chiara.
"Mi muovo all'interno di questa tradizione, questi sono i miei lavori che rispecchiamo esattamente questi valori. Giudicate il mio lavoro dai risultati, non c'è altro".
Quindi, in effetti, non è che non ci ha detto niente.
Ci ha detto come lavora.
Era probabilmente tutto ciò che c'era da dire per spiegare quel tanto su cui ha lavorato Massimo.

Provo a spiegarmi.
Tenete in considerazione che, all'interno della scuola in cui opera, lui stesso potrebbe operare scelte che noi riterremmo istintive e artistiche, ma che per lui invece sono una semplice evoluzione naturale della scuola. Noi potremmo vedere uno stilema individuale laddove invece egli ritiene di operare semplicemente in piena continuità con la tradizione.
Noi potremmo etichettare come ricerca individuale ciò che invece è semplice consequenzialità operativa dettata dall'esperienza.

Insomma, abbiamo fatto una domanda da occidentali, che non ha perciò una risposta.
Non nei termini in cui l'abbiamo chiesta.
E, Rob, il fatto che abbia fatto un sorriso sornione, sta probabilmente a indicare che non è la prima volta che qualcuno tenta di rinchiudere il suo lavoro negli stretti termini in cui noi, involontariamente, lo abbiamo posto.
Ragioniamo per categorie aristoteliche (tecnica - istinto - arte ...) che la non ha mai separato nessuno.
Non esistono.
E, a ben vedere, il mondo va avanti uguale.
...Forse hanno ragione loro, la Natura è integrata e opera conseguentemente.
月の道

#31
G.Luca Venier

G.Luca Venier
  • Socio INTK
  • 2717 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • PN - FI - LU no kuni jū

A Scarperia Yoshindo ha temprato tre tanto in tre stili diversi ed ha spiegato a tutti, in conferenza, le differenze tra le varie lame.

Durante la stesura dell'argilla, nel pomeriggio, ha chiaramente fatto intendere che quello è forse il momento in cui il forgiatore è più libero di far viaggiare la propria immaginazione ma sempre nel contesto di un percorso stilistico progettato sin dal primo colpo di martello.

 

A casa sua, l'anno scorso, mettemmo a confronto una sua lama lunga con una del figlio, entrambe in saka choji midare. Mi permisi di dire che, a mio parere, la lama di suo figlio mostrava un vigore tipicamente giovanile, mentre nella sua era evidente una certa "pacatezza" che poteva significare la consapevolezza della propria maestria.

Yoshindo mi lanciò uno sguardo penetrante e pensai quasi di averlo offeso, poi mi disse che avevo visto giusto e mi invitò ad osservare tutta una serie di dettagli a conforto di ciò che avevo percepito.

 

A Rob ha mostrato una sua lama (probabilmente si tratta della stessa di cui sopra) e gli ha menzionato Aoe, chirimen, etc.

 

E' evidente, quindi, che in determinate circostanze non è avaro di spiegazioni.

 

Penso che del tanto non abbia detto nulla perchè, alla fine, certi discorsi ha senso farli solo con la lama in mano. E forse per questo, si, la domanda è stata mal posta  :arigatou:



#32
rob

rob
  • Membri
  • 389 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • SU no kuni jū

Strano però che proprio yoshindo e kapp la raccontino leggermente diversa proprio in uno dei loro libri...nel senso che se il tahamahagane perde troppo carbonio lo possono sempre arricchire... se non ricordo male o se non ho letto fishi per fiashi!


Ma non a quelle temperature che ha usato per questo lavoro

#33
rob

rob
  • Membri
  • 389 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • SU no kuni jū
Nessuno ha mai pensato che un forgiatore di qualità come Yoshindo possa fare scelte campate in aria.Certo, Gian era un mio modo di dire, da non prendere alla lettera😊Oggi diluviava ed ho fatto una scappata da AOI. PRATICAMENTE UN BUCO con Tsuruta, la moglie, penso, e due ragazzi al telefono col PC davanti. Ho chiesto se avessero lavori di Jo No Jo Munetzugu per fare un confronto con il mio​ wakizashi e il ragazzo che mi avevano assegnato mi ha detto che ne avevano una ma, venduta da poco. Allora ho cercato sul PC ed ho visto in elenco un Tadayoshi shodai a 2/3 milioncini di yen. Gli ho detto che avevo un wakizashi e che ero interessato a mettere insieme un daisho. Due minuti ed avevo in mano un lavoro del forgiatore Hizen Shodai, il primo! Quello che ha creato la konuka. Il motivo che mi ha portato a chiedere di quel forgiatore, oltre a quello personale, è stato quanto detto in questi giorni sulle hada compatte, chirimen, konuka o muji. Quale occasione migliore di toccare con mano!? A parte l'eleganza di quella lama, un bilanciamento verso il primo terzo che la fa sentire leggera in mano non ostanti i 69,4cm di Nagasa, un kasane non spesso 6,5mm e una notevole rastrematura tra inizio e boshi che peraltro era Kaen con tutti i suoi hakikake, un hamon gunome midare in niedeki se non ho visto male, un habuchi sottile ma luminoso, un jigane chiaro di colore e raffinatissimo con un itame compatto, impercettibile, con i suoi bei ko nie sparsi in tutta la jihada ed anche nella hada, qualche Jo sparso ma pochi.Alcuni assembramenti di piccolo nie oltre l'habuchi sempre dalla parte della hada. Un muneyaki poco prima del boshi dal lato ura. Un sori poco accentuato che mi sono dimenticato di riconoscere se tori koshi ecc. A parte i dati tecnici, io è la prima volta che posso toccare un lavoro del Tadayoshi shodai, la sensazione di una grande maestria salta immediatamente agli occhi e devo dire che ho pensato subito al lavoro di Yoshindo, limitatamente alla hada intendo dire, poiché sugata e resto erano completamente diversi. In comune la qualità della lavorazione si notava. Una mia impressione, è comunque che questa non fosse la konuka vista sui libri ma una fase di passaggio di Tadayoshi dalle sue precedenti sperimentazioni. I ko ji-nie c'erano, ma non erano omogenei sui vari punti della lama: molte, la maggior parte delle zone ne erano quasi prive ed il ko itame era splendido ma non con quella presenza omogenea di nie che mi aspettavo, ma Tsuruta si sa, tiene famiglia... Infatti nella descrizione c'era konuka come se piovese

#34
Enrico Ferrarese

Enrico Ferrarese

    Dash Kappei

  • Socio INTK
  • 2113 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • Venezia no kuni jū

Ma non a quelle temperature che ha usato per questo lavoro

Sono sincero non sono molto preparato a riguardo mi piacerebbe approffondire. Che temperatura avrebbe raggiunto? E perchè e necessaria?
Probabilmente mi son perso per strada

#35
rob

rob
  • Membri
  • 389 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • SU no kuni jū
Poco meno della temperatura di fusione dell'acciaio, circa 1200 gradi ma poi nello yakijre rimane ai canonici 730 nella zona dello hamon, 800 per la restante hada e 700 a sfumare verso il mune. In questa ultima fase il carbonio è allo 0.7/0.6%

#36
rob

rob
  • Membri
  • 389 messaggi
  • Sesso: Uomo
  • SU no kuni jū
Poi Kapp mi spiegava che per realizzare una spada con hamon così alto, occorre molto più tahamagane ma non l'ho seguito fino in fondo- per quel che so io troppo tahamagane rende rigida la lama, ma forse intendeva dire che dove la hada è alta, per mantenere elasticità il niku della lama deve essere più "spesso" per inserire un core di shingane sufficiente a compensare con la sua elasticità. Perdonate ma il mio inglese non è così raffinato per cogliere queste sottigliezze




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 members, 0 guests, 0 anonymous users